mercoledì 18 maggio 2016

VENDITE USA: APRILE 2016! MARVEL E DC COMICS AD UN PASSO DAL BARATRO! TROPPA SINISTRA NELLE STORIE!

Da qualche ora sono disponibili i dati di vendita relativi al mercato americano e confermano quello che già si sapeva. Il rilancio della Marvel avviato con Secret Wars III e proseguito con un univero Tutto Nuovo e Tutto Differente, ma nella sostanza Tutto Uguale e Peggio del precedente, tristemente noto como ANAD (All-New All-Different) è un flop. Non lo diciamo noi. Lo dicono i dati che il distributore esclusivo Diamond Publications diffonde ogni mese. Una discesa lenta, inesorabile nel baratro, nella mediocrità, in una crisi infinita che sta consumando la Marvel nella gestione multiculturale di Alex Alonso. Questo signore, come il suo predecessore Quesada, è convinto che basare l'universo Marvel sulla diversità religiosa, culturale e sessuale sia un bene. Noi riteniamo di NO. Riteniamo che la cultura e la fede vadano difese senza se e senza ma. La Destra si propone quale obiettivo la difesa della cultura nazionale, della Fede Cattolica e dei valori di una società civile in un contesto di cooperazione internazionale fondato sulla solidarietà e la pace nel Mondo. Il sig. Alonso, bontà sua, è invece convinto che riempire il MU di supereroi di colore, musulmani od omosessuali sia un bene, contribuendo ad aumentare le vendite e la diffusione di un modello di società che lui considera valido, ma che noi Disapproviamo in maniera totale. Finora è andata male e i dati di vendita di aprile del 2016, come i precedenti, dimostrano questo dato inequivocabile. La gestione Alonso improntata al socialismo più spinto e al multiculturalismo è stata bocciata dai risultati con pesanti perdite per la casa editrice. Oggi i fumetti Marvel vendono in media di meno e peggio rispetto all'universo All-New. I lettori americani non sono coglioni come quelli italiani. Hanno capito che la sinistra non è la risposta alle loro domande e hanno smesso di comprare l'Uomo Ragno e soci, che oggi si reggono su uno zoccolo di fan in costante disgregazione anche se in tutte le interviste Alonso magnifica i suoi autori nonostante i risultati disastrosi nelle vendite e le chiusure ripetute delle collane. Alex Bottero, in un recente post sul suo profilo FB, ha promesso che si sarebbe informato sui dati di vendita dei supereroi in Italia. Siamo in attesa.



Un rapido sguardo confrontando la top ten di aprile 2016 con la top ten di aprile 2015 è sufficiente per rendersi conto del fatto che le vendite sono diminuite. Il dato che più dovrebbe preoccupare i dirigenti Marvel, non i fanboy passati in un settore, quale il managment, di cui non hanno competenze per occuparsene, concerne la scomparsa dei titoli tradizionali. Sia ad aprile 2016 che ad aprile 2015 i titoli Marvel presenti nella top ten sono quelli relativi all'universo di Guerre Stellari. L'unica eccezione, la nota stonata, è il primo posto di Pantera Nera con 253.259 copie vendute. Sarà contento A. Alonso, che ha dichiarato che Black Panther è il suo eroe preferito e che quando si tolse la maschera per la prima volta ci rimase male sul fatto che non si trattasse di un personaggio ispanico, ma africano. Troviamo poi Gwenpool n. 1 al sesto posto con 100.852 copie, ma si tratta di un primo numero e quindi crollerà nei mesi a venire. Amazing Spider-Man n. 10 è tornato ai livello pre-ANAD con vendite ridicole se paragonate a quelle dei tempi d'oro. Un fattore che ha inciso è l'elevato costo dei fumetti della Casa delle Idee: 3,99 $ contro i 2,99 $ dei fumetti della DC Comics. Nei primi anni novanta i fumetti americani costavano in media 1,00-1,25 $ cioè circa 1300-1500 lire quando un albo italiano della Star Comics costava 2900 lire. Un rapporto equilibrato rapportando le 32 pagine di cui 10 di pubblicità di un fumetto Usa contro le 72 pagine tutti fumetti di un albo italiano. Altri tempi. Nel 1994 l'Uomo Ragno vendeva circa 25.000 copie. Oggi gira intorno alle 5-6.000 copie. Superman della Play Press, curato da Bottero e Andrea Materia, vendeva circa 15.000 copie durante la saga della Morte per poi scendere a circa 9-10.000 copie come Batman. Un fumetto come Flash sfiorava le 10.000 copie nei primi mesi, ma poi, sceso sotto la quota di sicurezza delle 5.000 copie, venne chiuso nel gennaio 1998 dopo circa quattro anni di pubblicazioni. Erano i tempi in cui conveniva leggere un fumetto in lingua originale quando non si riusciva a digerire l'assurda politica di Lupoi di costruire albi minestrone mettendoci dentro tutto e il contrario di tutto. La DC Comics si tiene su come può dopo il disastroso evento New 52.


Oggi è solo Batman che con il numero 4 di Razza Suprema al terzo posto con 143.055 copie è il fumetto più venduto della DC. Due i motivi del successo: si tratta di Batman e non di un frocetto in calzamaglia che si dondola tra i grattacieli di New York perché non sa come scoparsi la ragazza di cui è innamorato dopo averla portata sull'altare. Il secondo motivo ha un nome e un cognome: Frank Miller, autore di destra, nazionale e repubblicano. Batman è presente anche con il numero 51 della sua serie mensile regolare al quinto posto con 101.922 copie e con Harley Quinn nel suo crossover con la Squadra Suicida al nono posto con 75.354! Che piacere vedere Harly Quinn che vende più dell'Uomo Ragno ben sapendo che Dan Slott non condivide la nostra gioia. Un'altra considerazione da fare è la seguente: nei primi dieci posti di aprile 2016 ci sono sei titoli Marvel, di cui però quattro sono numeri 1! Alla Marvel sanno cosa fare: liberarsi di Slott e Bendis, a meno che non provino un piacere insano nel constatare forse ogni mese la fuga dei fan. Se diamo uno sguardo alla classifica dalla undicesima alla trentesima posizione notiamo che il venduto medie delle serie Marvel e DC Comics è uguale a quello dello scorso anno. Una media di circa 55.000 copie non è il massimo della vita dopo che negli ultimi anni i due colossi si sono dissanguati in eventi uno più ridicolo dell'altro facendo le gioie della Image che è riuscita ad infilare il suo mediocre The Walking Dead con una media di 60.000 copie. Il numero 153 è 13esimo con 67.358 copie vendute. Sorge spontanea la domanda: visto che dopo il numero 1 le vendite calano in modo impressionante a dimostrazione della tenuità delle storie, a cosa è servito investire tanto nella creazione di serie di sinistra e di eventi in cui l'ideale socialista viene dipinto come qualcosa di positivo? Ed ora diamo uno sguardo alla classifica che va dalla 90esima posizione in giù, quella che ci piace di più, quella in cui le serie sono destinate a chiudere, quella che rappresenta quindi la maggiore soddisfazione, quella che ci fa capire che facciamo bene il nostro lavoro. In questo settore troviamo molte serie DC famose come Aquaman, Green Arrow, Teen Titans e Swamp Thing.


Chiuderanno tutte in occasione di Rebirth, ma come è possibile che, nonostante il peso delle serie televisive, alcuni di questi fumetti vendano la miseria di una media di 20.000 copie? La DC è in buona compagnia. Si notano tante serie ANAD iniziate sotto i migliori auspici socialisti e finiti nella miseria come All-New Hawkeye, All-New Inhumans, Howard il Papero, Vision, Scarlet Witch, ecc. Per la gioia di coloro che quando escono i volumi Panini Comics di queste collane si strappano i capelli gridando al capolavoro sui social, mentre in realtà non ne hanno comprato una sola copia. I dati complessivi di questo aprile 2016 sono negativi sotto molti aspetti. I primi trecento titoli nelle due sezioni comics e trade paperback hanno generato un incasso lordo di 35,77 milioni di dollari (-16% rispetto allo stesso mese del 2015). Da gennaio ad aprile 2016 gli incassi sono stati pari a 132,44 milioni di dollari (-6% rispetto allo scorso anno). L'insieme del venduto distribuito da Diamond ha prodotto un incasso generale di 47,54 milioni di dollari (-16% rispetto al 2015). Il venduto complessivo da gennaio ad aprile ha generato incassi lordi pari a 177,17 milioni di dollari (-6% rispetto allo scorso anno). La Marvel domina il mercato con una quota del 47,87% seguita dalla DC Comics con il 25,13% e dalla Image all'8,95%. Le stesse proporzioni si ritrovano nel mercato degli incassi: al primo posto c'è la Marvel con il 42,98%, segue la DC Comics al 25,82% e la Image all'8,72%. Nei primi 300 posti troviamo 94 titoli Marvel, 77 della DC Comics e 34 della Image Comics. Impressionante il numero di nuove serie rilasciate: 92 della Marvel e 80 della DC Comics. Nella classifica dei volumi brossurati si è rivelata ottima la prova del volume di Wonder Woman: Earth One con 16.199 copie. La situazione è molto grave. La DC è quella messa peggio. Oggi controlla appena un quarto del mercato, quando fino a pochi anni fa aveva il 60%! La Marvel domina ma nella miseria: gli altri semplicemente non esistono. Le soluzioni ci sono. Chiudere le serie di sinistra. Avvalersi di autori di destra, gli unici in grado di intercettare i reali interessi dei lettori. Dare un taglio a tanti autori e disegnatori raccomandati dalle lobby equivoche. Gabriel Piazza.

6 commenti:

  1. Grazie! Vi Adoro! Anch'io condivido molti punti del vostro pensiero sui comics moderni. Tuttavia essendo un blogger pure io vorrei aprire un dibattito sull'argomento. Anch'io leggo molti comics, anche se cerco di evitare sempre di più i fumetti seriali, nonostante ci abbia sempre sguazzato dentro, ed è da un po' che ho notato questo trand discendente dei contenuti. Secondo me la colpa non è tanto da imputare alla multiculturalità o alla diversità (tenendo conto che l'america è diversa da noi), che è la conseguenza, ma più al politically correct. Non so se avete visto l'ultima stagione di South Park, ma l'argomento di tutta la stagione è stato proprio quello, trattato con l'irriverenza che contraddistingue i 2 geniali autori che sono capaci di una critica oggettiva alla società. Il politically correct sta rovinando tutto! Un buonismo senza senso, frutto di una cultura radical chic sinistrorsa post '68 che ha preso il dominio dei media, e che andarci contro vuol dire morte. Una cultura che castra i testi di autori più dissacranti perchè non socialmente corretti, perchè possono offendere qualche minoranza. Distruggendo così la stessa libertà di parola che tanto fanno finta di difendere. Impone l'obbligo di quote rosa (Thor donna), quote nere e omo, che stravolge i persoggi. Per me l'esempio più eclatante è Iron Patriot dei Giovani Vendicatori. Non tanto lui come personaggio, ma quanto le sue origini. Nipote del primo vero Capitan America, che era un nero, perchè negli anni '40 gli americani ancora razzisti usavano i neri come cavie, ma lui è stato comunque un eroe di guerra anche se poi dimenticato e insabbiato perchè nero, mentre il simbolo dell'america doveva essere l'all-american-boy Steve Rogers, biondo e con gli occhi azzurri.
    Questo era il mio pensiero scritto di fretta e furia (spero sia abbastanza chiaro). E purtroppo non vedo via di fuga.
    Tuttavia non me la sento neanche di dare totalmente la colpa a quest'ideologia buonista. E' una crisi autoriale o degli editori delle major. Perchè non è possibile che un auotore come Hickman scriva una monnezza come Infinity o Jason Aaron faccia finire con finale tanto banale quanto idiota il suo Thor contro il macellatore di dei, che era incominciato col botto. Deve esserci qualcos'altro dietro! Oltre anche al dover assolutamente cercar di far convergere gli universi cartacei verso quelli dei film.
    Fatemi sapere se anche voi la pensate come me!
    Alessio

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    1. Condivido molto del tuo pensiero. Ho smesso di comprare. Ero schifato. E ora risparmio pure qualche soldo

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  2. Sei certo che il multiculturalismo sia politically correct? Forse è il contrario. I fumetti sono un genere letterario come tanti. Le vendite in calo si possono spiegare sia per l'incidenza della crisi, sia per una mancanza sotto il profilo della identificazione. I lettori non trovano più stimolante identificarsi in personaggi lontani dai loro gusti e modi di pensare. Alonso ha sponsorizzato parecchio alcune serie autoriali, per così dire, ma il risultato è stato negativo. Il grande successo che Trump sta avendo in America è il segno più evidente che la gente è stufa della politica di Obama, vuole di più e di meglio. Vuole un modello di società in cui certi valori siano tutelati e non mistificati. Si teme la deriva del gender e il relativismo sessuale. I fumetti risentono di tutto ciò. Se ne valesse la pena, la gente i fumetti li comprerebbe, magari facendo qualche sacrificio, ma evidentemente se ciò non avviene vuol dire che hanno già tagliato i rami secchi, tra cui i fumetti Marvel.

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  3. Sono un vecchio appassionato di fumetti Marvel. Ho smesso di comprarli perchè da un po di tempo a questa parte le storie fan letteralmente schifo, regna una gran confusione, e i disegni e le trame sn sempre più caotici. Complimenti a chi è riuscito a rovinare questa bella casa editrice

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  4. Sono un vecchio lettore Marvel. Ho smesso di comprare per i seguenti motivi: storie caotiche e poco interessanti. Disegni spesso caotici. Nuovi personaggi banali. Spezzettamento delle serie che ti costringe a spendere barcate di soldi. New look terribile di alcuni vecchi personaggi. Compri un albo del tuo personaggio preferito..ti becchi una 10 ina di pagine di avventura il resto storie inutili di personaggi infimi con pure brutti disegni...etc..etc...disastro!

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  5. Da quando sono arrivati ai vertici della Marvel i vari Quesada e Alonso, del glorioso MU non è rimasto nulla. Stanno facendo di tutto per trasformare i personaggi classici in neri, islamici e omosessuali. E poi si lamentano che le vendite sono crollate.

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