giovedì 2 giugno 2016

BOTTERO: I MITICI TEMPI DELLA PLAY PRESS! RISPETTO ALLA MEDIOCRITA' ATTUALE IL CONFRONTO E' IMPARI!!!

Alessandro Bottero è anche oggi uno dei massimi esperti di fumetti americani in Italia, è stato editor della Play Press dal 1990 al 1998 e durante la sua gestione sono apparsi per la prima volta grandi opere che hanno beneficiato delle sue traduzioni e supervisioni. Dopo la fine degli anni novanta inizia un periodo come editore, scrittore e consulente che dura tuttora, ma il cruccio di Alessandro, come si evince nel post qui sotto, è quello di essere stato ignorato dagli editori che nell'ultimo decennio hanno pubblicato la DC Comics in Italia. Tra il 2006 e il 2011, il quinquennio in cui la Planeta DeAgostini ha proposto le serie DC in Italia, Bottero ha curato le traduzioni di varie testate e per alcune delle quali non venne nemmeno pagato. Ne parlò in questo articolo pubblicato su Fumetto d'Autore. Si trattava del cosiddetto scandalo-traduttori, che vide la Magic Press in primo piano. Alcuni traduttori lamentarono sui forum di non essere stati pagati dalla Planeta o dalla Magic Press. Noi ne abbiamo parlato qui e qui. Era il 2010. L'anno successivo viene annunciato che il nuovo editore della DC in Italia sarebbe stata la Rw Edizioni, che dal gennaio 2012 ha iniziato a proporre le storie di Superman e soci. E Alessandro Bottero? Dal 2012 ad oggi non si annoverano, almeno in pubblico, collaborazioni del Bot-Man, come viene ricordato dai suoi fan e ciò suscita molte perplessità perché uno dei punti più discussi e al centro delle polemiche delle produzioni Rw ha riguardato proprio le traduzioni in un crescendo di critiche su forum e social. Bottero è uno dei massimi conoscitori in Italia della DC Comics. Ha curato e scritti libri sull'argomento e come traduttore ha pochi eguali. A nostro giudizio, solo Pier Paolo Ronchetti, il mitico traduttore dell'Uomo Ragno da quasi 30 anni, potrebbe essere al suo livello. Ci sorprese la decisione di Pasquale Saviano, proprietario di Alastor/Pegasus e di Rw Edizioni, nel 2012 di non nominare Bottero direttore editoriale di Rw. All'inizio preferì affidarsi a Lorenzo Corti, che all'epoca faceva parte di una piccola associazione culturale chiamata Double Shot, che negli ultimi anni dell'era Planeta aveva svolto incarichi di service per il colosso spagnolo per il tramite di Alastor/Pegasus. Corti era anche noto come uno degli admin del forum di Comicus con il nickname Preacher (salvo poi mollare l'incarico per rivestire la qualità di utente di quella community, che mantiene ancora oggi). Dieci mesi dopo, nell'ottobre 2012, Corti venne sostituito da Alessio Danesi, come direttore editoriale della Rw! Tutti i particolari in questo link. Nel comunicato Danesi, che veniva dalla Magic Press, che solo due anni prima era stata flagellata dallo scandalo dei traduttori non pagati, dichiarò nel comunicato che avrebbe affiancato Lorenzo Corti. In realtà, Danesi assunse il ruolo di direttore editoriale, mentre Corti rivestì quello di coordinatore di redazione. Il nuovo big quindi era lui, Danesi, mentre Lorenzo Corti venne relegato in secondo ordine. Perché nel 2012 Saviano non chiamò Alessandro Bottero preferendogli Danesi, che non poteva vantare eguale esperienza? Nel novembre 2015, dopo tre anni abbastanza travagliati, Danesi lascia la Rw e dopo qualche mese si accasa alla Saldapress rivestendo il ruolo non di direttore editoriale, bensì di responsabile nelle relazioni per la contrattazione di diritti esteri. Alla Saldapress un capo già c'era, il Ciccarelli per l'appunto, quindi per Danesi significò assumere un ruolo di secondo piano rispetto a quello di direttore editoriale di una azienda editrice. Tutti i dettagli si trovano qui. A questo punto, ci saremmo aspettati che Saviano chiamasse Alessandro Bottero per affidargli il ruolo che solo lui in Italia può ricoprire. Invece, ancora una volta, il boss di Rw ripiega su Lorenzo Corti, ripromosso come responsabile editoriale della linea Lion. Esiste un mercato degli addetti ai lavori e in esso A. Bottero è uno dei big, uno che ha un costo di cartellino e di ingaggio alto, se ci è permesso usare una metafora calcistica. Rw, che non sta attraversando un periodo florido, ha preferito pescare in casa chi doveva sostituire il dimissionario Danesi. Sta di fatto, che L. Corti ha iniziato a muovere i primi passi nel mondo editoriale nella Bottero Edizioni nel 2004-05! In un articolo pubblicato su Comicus il giorno 14 aprile 2008, apprendiamo che la Double Shot all'inizio era una etichetta editoriale della Bottero Edizioni! Attualmente, i rapporti tra A. Bottero e i membri di questa associazione culturale non sono rose e fiori, come da alcune prese di posizione che hanno avuto i loro echi in rete. Questo, tuttavia, non giustifica il motivo per cui Saviano non ha ancora chiamato Bottero alla Rw per affidargli l'incarico di direttore editoriale. Forse non vuole o non può visto che Bottero ha un costo importante. Nel post qui sotto Bottero precisa il suo punto di vista sulla questione. Su Facebook scrive: Stavo ripensando ai tempi della Play Press. In quel periodo ho tradotto una serie di volumi direi niente male. La cosa che mi fa sorridere è che oggi nessuno se lo ricorda. Andando così a caso il vostro Bottero ha tradotto: Watchmen, Il Ritorno del Cavaliere Oscuro, Batman Anno Uno, BAtman Anno due, Batman Urla nella Notte, Arkham Asylum, La Morte di Superman, Lobo, Animal Man e Doom Patrol di Grant Morrison, Thor di Walter Simonson, Batman & Judge Dreed, Golden Age di James, Robinson, Le Stagioni di Superman, e molto altro. Insomma direi che se OGGI un traduttore avesse questi titoli sul suo curriculum tutti assieme la gente se ne ricorderebbe. E invece siccome sono cose accadute sedici anni fa, e visto che non rientro nei giri dei traduttori delle varie case editrici tutto quello che ho fatto sta svanendo dalla memoria collettiva, come se io non avessi mai tradotto nulla di quello che ho appena ricordato. Lasciamo ai nostri lettori farsi una opinione in merito.
 

Il post fa accorrere tanti del periodo Play Press, che ha pubblicato la DC Comics dal 1990, anno in cui entrò lo stesso Bottero nei ranghi dell'editore romano, al 2006. All'epoca la Play veniva criticata perché aveva una grafica meno curata della Star Comics dove operava Marco Marcello Lupoi e per il salto di interi cicli di storie. Ai tempi in cui venne inaugurata la nuova serie di Flash, che appariva sulla serie Justice League, furono saltati anni di storie poi riassunti nei fantastici pezzi di Andrea Materia. Il mercato delle fumetterie non era molto sviluppato e tra il 1998 e il 2001 chiusero tutte le serie da edicola. La Play ricominciò con volumi da libreria e tra alti e bassi resistette fino al 2006 quando cedette lo scettro dei diritti DC alla Planeta. Il mercato conobbe l'inizio di una crisi che dura tutt'oggi. Sedici anni di contrazione continua che stanno avviluppando il settore del fumetto in un buco nero colossale. Alla fine degli anni novanta la serie di Superman passò da mensile da 3.500 lire a volumi da libreria venduti a 18-20.000 lire! E' vero, come dice A. Bottero, che il suo lavoro alla Play è svanito dalla memoria collettiva? Noi pensiamo di no, se per memoria collettiva si fa riferimento alla pletoretta di addetti ai lavori, in tutto una cinquantina di persone, che fanno il bello e il cattivo tempo negli attuali lidi editoriali. Nelle loro discussioni Bottero non esiste perché hanno deciso che egli deve sparire dalla memoria collettiva, vale a dire quella piccola parte di memoria collettiva, che essi controllano. Un fan scrive: non è vero direttore..io essendo un assiduo collezionista (all'epoca) della dc playpressiana, ho avuto modo di vedere le opere da lei tradotte. Se molta gente (o il quantitativo effettivo di persone che sia) non se lo ricorda è perchè sono schifosamente mediocri. Anche allora la DC era di MOLTO SUPERIORE ALLA MARVEL per qualità, e lei, caro direttore, era di gran lunga superiore ai vai M.M.Lupoi e Luca Scatasta (con tutto il rispetto professionale per loro, s'intende). Il suo lavoro (tradotto alla sua età, che allora, per l'età che aveva lei, era una sorta di enfant prodige) ha fatto un eccelso lavoro di traduzioni; la play press è stata una della case editrici supereoriistiche più professionali e qualificate, per quanto riguarda il circuito dei fumetti, oggettivamente e universalmente parlando. Poi le opinioni della massa poco contano. Della Planeta si sono lamentati in molti, della LION tutt'ora in molti si stanno lamentando (per molti fattori, io per primo), ergo posso dire che lei è stato (anzi è) un grande professionista. E un altro scrive ancora: Sulla bontà e professionalità del Bottero nazionale davvero non si discute, ricordo anche piacevoli chiacchierate a fiere di peso come Expo Cartoon. Quel che forse mal digerivo di quel periodo era l'eccessiva sicurezza nei propri mezzi, le tante promesse mancate. La Play lottava come meglio poteva contro il colosso Marvel Italia, la qualità dei fumetti Dc non aveva eguali, eppure il pubblico boccio' molte proposte targate Play. Mai viste tante collane aprire e chiudere dopo pochi anni. Le chiusure più sofferte per me furono quelle di American heroes - quanti errori su quella magica collana -, Flash e Superman Classic. Sì, sono uno di quei pochi che a discapito di ragnetti e tanta spazzatura mutante, non perse nemmeno un numero. Insomma, io c'ero e non esito a valorizzare Alessandro. Ah, Alessandro, io ti ricordo che hai fatto sognare anche quattro poveri gatti curando il Nexus di Steve Rude. Replica di A. Bottero: si, ho tradotto anche su X-Factor, almeno fino al marzo del 1994, quando la Marvel Italia prese tutte le serie Marvel. e ovviamente ho fatto anche 125 numeri di superman, 81 di Batman, 43 di superman classic, i Play Book di Silver Surfer e altro. Un altro ricorda l'indovinata formula di American Heroes: Dico solo American Heroes. Ovvero: come indirizzare un lettore Marvel verso i lidi molto burrascosi della Dc post Crisis, ok, tutto sarebbe stato facile, uno starting point ideale. Ma si propose roba succulenta come i Teen Titans di Wolfman/Perez prima della crisi e Lobo, per cominciare. Alla faccia della continuity, si offriva il meglio di una produzione supereroistica di altissimo livello. La collezione completa è in bella vista nella mia libreria. Bottero precisa: per rispetto della verità devo dire che i New Teen TItans di Perez erano stati inseriti in American Heroes da Luca Scatasta, quando lavorava per la Play, tutto il resto (tranne il primo numero) lo proposi io. Un fan domanda se la traduzione del giuramento delle Lanterne Verdi fu opera sua. Bottero risponde: quel giuramento fu ideato da Adam Centerba, altro traduttore Play Press nel periodo 1991.1992 e oggi dimenticato. C'è spazio persino per chi approfitta per un attacco a Bottero, ma Vittorio Fabi, uno dei pochi utenti equilibrati del forum di Comicus noto come Skull risponde: sia per la quantità e la qualità del materiale DC pubblicato dalla Play che per le qualità umane oltre che professionali di Alessandro. Se ci sono moltissimi lettori che ricordano i suoi anni come editor DC con affetto c'è un motivo ben preciso. A chi pensa di consolare Bottero dicendogli che quello era il periodo migliore (ma noi pensiamo che quello attuale sia peggiore per lo scarso livello di preparazione degli attuali editor forumisti/comunisti), Bottero replica: Non mi rivolgevo ai lettori. e per chiarire solo la Cosmo non accredita il nome dei traduttori. Panini, Lion, BAO, Star e le altre lo fanno. Che poi oggi si paghi un traduttore MENO di quanto si pagava venti anni fa è un dato. nel 1991 si davano 6.000 lire a pagina, e oggi c'è anche ci paga UN euro a pagina. Io non mi riferivo a quello, né - come dice Dario Mattlaiano - scrivo per farmi coccolare. io dico solo che una PARTE del mondo degli addetti ai lavori del fumetto tende a dimenticare. Se quando si fanno libri sulla DC Comics come l'ultimo...
 

...pubblicato da Comicon Edizioni vengo ignorato solo perché il curatore mi dice "Ma Alessandro, io non ho mai lavorato con te", cosa peraltro falsa, posso dire che mi pare un motivo abbastanza strano, PROPRIO a fronte di una frequentazione ventennale con la DC Comics pubblicata in Italia? Quindi, Stefano io ho scritto l'elenco delle cose da me tradotte non perché i lettori di quell'epoca mi dicessero che se ne ricordano oh e lo so che se ne ricordano. l'ho scritto perché voglio che la cosiddetta "critica" di oggi lo ricordi. Bottero si riferisce ad una dichiarazione di Alessio Danesi, che interviene e replica: La frase era "Alessandro, io non ho mai lavorato BENE con te". C'è differenza. Ci sorprende che Danesi scriva una cosa del genere sul profilo di Bottero, confermando che in effetti c'è una sorta di pregiudizio verso di lui. Bottero poi gli risponde ribadendo il suo pensiero. Circa il rapporto tra Star Comics e Play Press, Bottero precisa: che la Play Press in un confronto contro la Star fosse sempre percepita come perdente è un dato di fatto. la storia lo dice e anche i ricordi di chi era lì. Ovviamente c'erano "tifosi" Play Press, ma erano in minoranza. La Star era vincente perché i redattori venivano dal mondo delle fanzine e avevano una claque agguerita . Io e gli altri redattori Play eravamo degli sconosciuti e il mondo del fumetto ci riteneva dei parvenue un poco cazzoni. La tesi era: niente gavetta nelle fanzine = non sai un cazzo. Oggettivamente poi la star era avvantaggiata dalla qualità delle serie Marvel che pubblicava. QUando l'avversario ha Devil di Miller, i FQ di Byrne, gli X-Men, l'uomo ragno di McFarlane, te puoi sbatterti quanto ti pare, ma se devi opporre Silver Surfer, DEathlok, Excalibur, Thor, Dr.Strange e poco altro è difficile che tu vinca, anche perché le riviste e le fanzine avevano a priori decretato che la Play Press era inferiore. Quando poi avevi che riguardo la DC Comics non potevi sfruttare i personaggi più importanti perché la glenat rizzoli si teneva stretti Batman e Superman per motivi di "prestigio" allora era come se salissi sul ring con le mani legate dietro la schiena. Se nel 1991 la Play Press avesse potuto pubblicare Superman e Batman e non la DC Comics meno conosciuta, sicuramente tra Play e Star ci sarebbe stato una pareggio. Se devi combattere a armi impari, è difficile che alla lunga si possa reggere. Secondo A. Bottero, il primato della Star dipendeva dal livello superiore, come notorietà, di personaggi pubblicati. Quando poi si passava al settore della DC, i più noti come Batman e Superman era pubblicati da altri editori. Un altro fan ricorda il modo in cui Bottero venne silurato dalla Play: Peraltro, il modo in cui ti silurarono (perché "bisognava svecchiare" la redazione) fu decisamente vergognoso, e mi dispiace di esserne stato coinvolto (chiaramente, dato che ero l'ultimissima ruota del carro, fui informato a giochi già fatti). Quelli che sono venuti dopo sono oggi del tutto dimenticati. Interviene Stefano Piccoli che scrive: Così come il mio rapporto professionale e umano con te: durante il mio periodo con loro con “Il Massacratore e Virgo” (quando ho conosciuto anche Andrea Voglino) ma anche PRIMA, quando su American Heroes segnalasti “Buona la prima” che stavo facendo insieme e Carlo Chiericoni e Fabrizio Spinelli… e DOPO, quando fosti tu a presentarmi Piero ed Eleonora in Nexta (subito dopo la chiusura di “BIZ” in Magic Press), creandomi un’opportunità che in breve tempo mi si trasformò in un lavoro regolare… fino al 2006, quando insieme rilanciammo il Massa con Bottero Edizioni. Io non dimentico niente, Alessandro. So bene cosa sia la gratitudine, e infatti non ho nessun problema a ringraziarti (nuovamente) per tutte le cose fatte insieme. Ma tornando al tema del tuo status, diciamo che - forse - sono stati proprio gli ultimi 10 anni, il progetto Fumettodautore e diverse scelte che hai fatto (come ti dicevo per telefono la scorsa settimana dopo quel simpatico pezzo sull’ARF di Comix Archive) a creare una sorta di revisionismo storico nei tuoi confronti, che tende a far “svanire dalla memoria collettiva” anche il tuo ruolo di traduttore, nonostante i gloriosi titoli DC Comics (e non solo) che elenchi. Dici di non rientrare nel giro dei traduttori (in maniera penalizzante), eppure al telefono - proprio nel toccare questi argomenti, cioè quanto possano aver inciso certe scelte nella tua carriera - mi rispondevi che invece ne hai avuto beneficio, a dispetto di quanto si possa credere. Ma evidentemente non su tutti gli aspetti del tuo lavoro, sembrerebbe. Gradiremmo chiedere a Stefano Piccoli, che asserisce di avere parlato al telefono con Bottero, perché ritiene il nostro pezzo sull'Arf simpatico. Forse perché abbiamo messo in evidenza che il Mondo del Fumetto Romano, MFR, controlla molti risvolti del mondo fumettistico nella capitale e che avendo in Recchioni, Uzzeo ed altri autori che non hanno mai avuto nei loro rapporti pubblico con Bottero parole dolci, il minimo che poteva derivare è ciò che abbiamo rappresentato nel nostro pezzo. Oh, se lo volete leggere, eccovi il link. A Stefano Piccoli rispondiamo: ti ringraziamo della grandezza che riconosci alla nostra organizzazione. Non immaginavamo certo di essere così potenti da generare un revisionismo storico nei confronti di un noto addetto ai lavori. O forse, caro S. Piccoli, il problema sono i nostri articoli sui dati di vendita che hanno fonte in Bottero? Dovremmo fare come gli altri siti gestiti da fanboy e wannabe che leccano le parti basse delle case editrici? Nessuno di Noi qui opera nel fumetto, per fortuna. Non ne abbiamo bisogno. I nostri campi di attività sono ben altri e di più superiore livello. Alessandro Bottero resta un mito e se arriverà un nuovo editore in Italia a per la DC dovrà scegliere Bot-Man come direttore. Kristoffer Barmen.

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