giovedì 16 giugno 2016

BREXIT: SECONDO ROBERTO RECCHIONI ANCHE DYLAN DOG AVREBBE VOTATO PER LO STAY! LETTORI INTERDETTI!

Mentre i cittadini britannici andavano a votare per decidere se restare un popolo di schiavi o un popolo libero, i mezzi dell'informazione venduti al Sistema terrorizzavano i cittadini rappresentando un quadro catastrofico della situazione economica del Regno Unito di Gran Bretagna qualora avesse vinto il Leave, la fazione che sostiene l'uscita dall'Unione Europea. Venivano inoltre diffusi i risultati di falsi sondaggi che davano lo Stay, la fazione che sosteneva la permanenza nell'Europa, in vantaggio! Alla fine ha vinto la Ragione, ha vinto la libertà, ha vinto la vera Destra inglese che ha sempre appoggiato il ritorno alla libertà. Come ha sostenuto il leader del partito Ukip, Nigel Farage, Ora potremmo cantare il nostro inno senza che Bruxelles ci dica che è sbagliato. Gli inglesi hanno scelto di slegarsi dalle catene dell'Unione Europea dopo avere constatato il fallimento di politiche basate sulle strategie di banchieri con poca accortezza per i diritti e le esigenze dei cittadini. E ora l'UE rischia di sfaldarsi in breve tempo. Gli altri Paesi non tarderanno ad imitare la scelta degli inglesi una volta compreso che la permanenza nell'UE non ha alcuna ragione di essere. Nel frattempo, il premier Cameron ha dichiarato che lascerà l'incarico. Ha vinto la Ragione, la Libertà contro il Sistema, vale a dire quella confusa accozzaglia di interessi, più o meno limpidi, che riunisce persone che, sotto le mentite spoglie di esponenti di un falso europeismo, si dedicano con passione a rimpinguare la loro influenza sui destini di persone inconsapevoli di essere strumentalizzate. E nel mondo del fumetto? Gli effetti del Brexit si sono fatti sentire anche in ambito fumettistico. Gli autori più esposti sui social non hanno perso tempo a manifestare la loro adesione allo Stay, facendo chiaramente capire da che parte stavano, mettendo in bocca ai loro personaggi idee e ideologie precise. Roberto Recchioni, che in questi giorni ha avuto il suo da fare per farsi sbloccare il suo profilo Facebook per la pubblicazioni di alcuni contenuti che hanno suscitato molte polemiche, ha risposto in un commento ad un utente che Dylan Dog avrebbe votato per lo Stay! Perché Dylan Dog? Beh, perché Roberto Recchioni è il curatore della collana dall'autunno del 2013 e perché le storie di Dylan Dog, raffigurato sull'attore omosessuale britannico Rupert Everett, sono ambientate nel Regno Unito! Scrive Recchioni: Dylan avrebbe votato per lo stay. Ma tutta la vita! Una dichiarazione che conferma come la politica di sinistra e pro-Sistema abbia rafforzato la sua presenza nella gestione del personaggio negli ultimi tre anni. Da difensore dei diritti dei deboli e degli oppressi, Dylan Dog è diventato un convinto sostenitore della Causa Europeista come se i funesti effetti derivanti dalla entrata in scena dell'Euro non fossero mai esistiti? Noi pensiamo di no. Questa è l'opinione di Roberto Recchioni, non di Dylan Dog. Dylan è un personaggio immaginario. Al massimo può pensare ciò che gli mettono in bocca i suoi sceneggiatori.




Ora sappiamo Dylan Dog considerato come oggetto della gestione Recchioni da che parte sta. Dylan Dog avrebbe votato per la permanenza della Gran Bretagna nell'Unione Europea dimentico degli sfaceli che sono derivati da quanto il funesto Euro ha disintegrato l'economia e il futuro dei Paesi Europei che hanno creduto alle parole dei Falsi Profeti. Roberto Recchioni ha il diritto di scrivere una cosa del genere? Si, perché è lui che gestisce la collana di Dylan Dog, anche se nei credits Tiziano Sclavi viene citato come supervisore. Quindi, se Roberto Recchioni ha il diritto di scrivere una cosa simile significa che anche la Bonelli è a favore dello Stay? Viene naturale pensare una cosa simile perché Recchioni non ha parlato a titolo personale. Come cittadino ha tutto il diritto di esprimere le sue opinioni politiche, che negli ultimi giorni lo hanno visto duramente contrastarsi con i grillini. Recchioni ha parlato come curatore di Dylan Dog e quindi ha parlato come un rappresentante della Bonelli. Che la casa editrice milanese si sia situata a sinistra negli ultimi decenni è un dato di fatto. Molti suoi autori non nascondono la loro appartenenza all'area politica della sinistra, anche estrema, ma non immaginavamo che alla Bonelli fossero per lo Stay, per il sostegno ad una causa europeista che di solidarietà non ha mai dimostrato nulla. Quella che è nata come UE non ha mai espresso quei valori di solidarietà che dovrebbero essere alla base di una organizzazione formata da Paesi più ricchi e Paesi meno ricchi. Quello che è derivato è un confuso costrutto dove il Paese più forte, la Germania, ha esercitato una forte influenza sulle politiche interne di Paesi formalmente sovrani, come le vicende greche dello scorso autunno ci hanno brutalmente mostrato. Farage ha ragione quando dice che ora in Inghilterra potranno cantare l'Inno Nazionale senza seguire il modo suggerito dai vertici UE a Bruxelles! Una battuta per far capire a chi ancora non ha recepito il messaggio che la Germania ha finito di dettare legge con i suoi banchieri sui destini di popoli che sono indipendenti e sovrani. Anche se il tutto viene rappresentato come un fatto naturale, il ministro dell'economia di un Paese sovrano non chiede il permesso ad un consesso internazionale per scelte che dovrebbero riguardare solo i cittadini del Paese che serve. Quanto peserà sulle vendite di Dylan Dog la dichiarazione di Recchioni, che ha affermato che Dylan Dog è un sostenitore dell'UE? Ricordiamo che la testata dell'Indagatore dell'Incubo accusa da anni un pesante calo di lettori. Calo che è proseguito anche dopo che Roberto Recchioni è stato nominato curatore nell'estate del 2013. Rispetto alle 120.000 copie di allora, oggi Dylan Dog vende 95.000 copie e la tendenza è ancora al calo. Dopo questa uscita non è difficile ipotizzare che la collana subisca un ulteriore calo visto che tutti sanno che Dylan avrebbe votato per la permanenza degli inglesi nell'UE considerata nell'immaginario come emblema di crisi. Kristoffer Barmen.

2 commenti:

  1. Bastava dire quello che avrebbe votato lui senza tirare in ballo dylan. A parte che dire cosa avrebbe votato un personaggio dei fumetti fa ridere ma perche mai Recchioni dovrebbe avere valenza piu di qualsiasi altro sceneggiatore di dylan in merito alla qu3atione?

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  2. Alla fine a pagare le conseguenze di queste polemiche è la Bonelli perché Dylan Dog continua a scendere nelle vendite e Recchioni sarà ricordato come il curatore che non è riuscito nel compito di fermare l'emorragia di lettori iniziata anni fa. Nel caso di specie, Recchioni ha espresso la sua idea politica precisa a favore del Sistema, cioè del contesto di interessi dietro il quale si cela il nugolo di banchieri e strozzini che dominano l'UE. Poteri forti che con i diritti della gente comune non hanno niente a che fare. Solo che è risultato comodo tirare in ballo Dylan e non il suo nome. Come abbiamo chiarito nel nostro pezzo, avere timbri politici nella cultura e nel mondo social è uno svantaggio. In questi giorni Recchioni ha avuto il suo bel da fare per contrastare l'assalto grillino al suo profilo FB.

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