mercoledì 22 giugno 2016

DIABOLIK SWIISSS N. 264! MEGA-RECENSIONE! DIABOLIK DISPERATO PER LA PRESUNTA FINE DI EVA KANT!!!

E' raro vedere Eva Kant in guai grossi come in questa avventura dove commette diverse imprudenze, finendo in una situazione resa più gravosa dalla difficoltà di Diabolik di correre in suo aiuto. Nel complesso la storia appare confusionaria nella misura in cui colloca i protagonisti in una serie di imprevisti per rendere più emozionante un contesto narrativo piuttosto arido. Una serie di cliché tipici di Diabolik accompagnata da tavole poco curate di Sergio Zaniboni e fin qui non ci stupiamo e Saverio Micheloni che con difficoltà ne argina le spigolosità. Diabolik ha tentato un colpo al palazzo dell'asta però qualcosa non è andato per il verso giusto. Un allarme che di cui non si è accorto è suonato e il Re del Terrore deve darsi alla fuga precipitosa e non preventivata. Una pallottola dei poliziotti all'inseguimento lo colpisce di striscio quando raggiunge la botola segreta che gli permette di mettersi in salvo grazie ad un mezzo subacqueo nascosto sotto la baia. Il lieve incidente lo costringe ad alcuni giorni di riposo forzato e non può impedire che i gioielli che voleva rubare vengano acquistati da un notissimo collezionista, il conte Luigi Tessar. Eva si offre di prendere i gioielli al posto del compagno. Non dovrebbero esserci imprevisti. Eva Kant prenderà il posto della moglie di Tessar, Sandra e non appena entrata in possesso dei preziosi fuggirà. Diabolik è titubante, ma poi accetta e scatta il piano esecutivo. Eva fotografa da vicino il volto di Sandra per realizzarne la maschera e investe con una moto Rosa, la cameriera di Sandra, costringendola ad alcuni giorni di ospedale. Sandra così resta sola e Diabolik non incontra molte difficoltà nel rapirla e collocare Eva Kant al suo posto. Qui iniziano i problemi perché, come al solito, Diabolik non ha assunto tutte le informazioni delle potenziali vittime dei suoi piani. Una anziana domestica rinviene il corpo senza vita del conte Tessar nel suo ufficio. Prima di perdere la vita, il nobile fa in tempo a scrivere sulla moquette i nomi di Sandra e di un altro misterioso individuo identificandolo con quella che sembra una lettera effe. Chi lo ha ucciso? I sospetti di Ginko cadono subito sulla moglie, Sandra, che viene arrestata. Non appena apprende la notizia alla radio, Diabolik è distrutto dal dolore. Quella arrestata non è la vera Sandra, che si trova nella cantina del suo rifugio narcotizzata, bensì Eva mascherata da Sandra! Deve fare in fretta e liberarla prima che Ginko scopra la verità. Per prima cosa si reca a casa dei Tessar dove pensa di liberare la vera Sandra, ma appena giuntovi la rinviene senza vita. Il narcotico gli è stato letale. Non gli resta che tentare di liberare Eva Kant direttamente dalla prigione assumendosi un rischio elevatissimo.


Fa recapitare un pacco alla prigione ove è rinchiusa quella che tutti credono Sandra Tessar. In esso sono contenute le istruzioni da seguire per agevolare il suo piano. Della vernice fosforescente andrà applicata sulla grata della prigione, consentendo a Diabolik di capire la sua esatta posizione. Acido molto potente servirà per tagliare le sbarre della finestra. Diabolik calerà una corda da un elicottero. La prigione si trova nelle vicinanze di un aeroporto. Nessuno farà caso al rumore dell'elicottero. Qualcosa però non funziona e Sandra Tessar perde la presa del gancio precipitando a terra morendo sul colpo. Diabolik è distrutto! La sua adorata Eva, compagna della sua vita, è morta! Qualche istante dopo riceve una chiamata da un tizio che afferma di tenere prigioniera Eva, quella vera! Ma come, Eva non aveva preso il posto di Sandra Tessar poco prima di essere stata arrestata da Ginko? E' il complice di Sandra Tessar, colui che ha ucciso il marito di costei, il conte Luigi. Quando Eva si è presentata a casa di Sandra per prendere il suo posto, non poteva sapere che l'abitazione era sorvegliata dal socio del marito, Eugenio Kraven. Dopo avere risvegliato Sandra, portano Eva in un altro rifugio e fanno indossare la maschera che la stessa Eva aveva portato con sé al cadavere di una donna di strada. La vera Sandra viene poi arrestata. Il suo compito è quello di farsi dire da Diabolik, una volta che questi l'avrà liberata, dove si trovano i due miliardi dei preziosi. Quella che è deceduta a seguito della caduta dall'elicottero era dunque la vera Tessar. Nel frattempo, anche Ginko arriva ad una parte della verità. La sparizione di Eugenio Kraven lo insospettisce e comincia a pensare che quella effe non completata da Luigi Tessar prima di morire fosse una e, la e di Eugenio! Quando Ginko arriva a casa sua non gli resta che confessare mentre Diabolik, giunto nello stesso luogo, libera Eva. Quando Ginko se ne avvede è troppo tardi. Diabolik ed Eva sono fuggiti e il mistero è infine risolto. Una storia non proprio entusiasmante salvata dal buon ritmo e dalla azione continua. Il punto di forza della storia è la presunta morte di Eva Kant, che Diabolik crede essere stata causata dalla sua imperizia nella esecuzione del piano di fuga. Il lettore si aspetterebbe pagine di lacrime e di dolore, ma le Giussani risolvono tutto nella vignetta successiva quando Eugenio Kraven contatta Diabolik. I disegni, come detto sopra, non ci hanno convinto. Saverio Micheloni fa del suo meglio per correggere il suo collega, il disegnatore Sergio Zaniboni, ma le cadute di superficialità di questi emergono. Zaniboni è considerato uno dei massimi disegnatori di Diabolik. Noi non capiamo il perché. Edmund Freisler.

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