giovedì 26 maggio 2016

DIABOLIK: VENDITE IN CALO! LE INCREDIBILI DICHIARAZIONI DI RECCHIONI SUI DATI DELLE VENDITE BONELLI!

Ogni volta che pubblichiamo un articolo con i dati di vendita dei fumetti italiani scoppia il caos! Autori inferociti ci attaccano e ci insultano senza posa. Minacce e intimidazioni arrivano dalle pagine Facebook dominate dagli integralisti, che non tollerano la pur minima critica nei confronti dei loro personaggi o autori o artisti. Dal loro punto di vista, chi scrive i fumetti che adorano è una sorta di genio della letteratura. Ma a noi non ce ne frega un cazzo. Pubblichiamo dati pubblici, non riservati. E mentre loro schiumano rabbia da tutti i pori e invitano i fanboy ad insultarci (senza peraltro avvisare i malcapitati che, usando i loro nomi e cognomi reali, così facendo si espongono al rischio di una denuncia penale), i nostri arkivarer setacciano la rete alla continua ricerca di dati di vendita. Un episodio curioso si è verificato qualche giorno fa. In questo articolo abbiamo pubblicato i dati di vendita della Bonelli, mettendo a confronto i dati del 2012, del 2014 e del 2016. I primi due erano ufficiali, il terzo era ufficioso. Abbiamo indicato i link e spiegato che i dati del 2012 e del 2014 erano stati forniti al sito di Fumettologica dall'allora direttore editoriale Mauro Marcheselli. Ciò nonostante, qualche autore ha avuto il coraggio di sostenere che quei dati erano falsi! Secondo loro, quindi, Marcheselli si sarebbe divertito a fornire dati sballati per un insano piacere! Quando hanno letto con più attenzione il nostro articolo e hanno capito che quelli erano dati reali, si sono zittiti di colpo! Come sopra, a noi non frega un cazzo delle crisi isteriche delle bisbetiche domate del web, delle stelline incollate con la saliva e dei fenomeni ingigantiti dalle recensioni finte dei siti amici. I dati sono oggettivi. Possono non sempre corrispondere alla qualità di una serie, ma restano un parametro per misurare il gradimento dei comics. Questa premessa era necessaria perché oggi parliamo di Diabolik! Cioè, il fumetto che per anni ha conteso a Dylan Dog il cartellino di secondo fumetto più venduto in Italia. Come vedrete più giù, nel corso degli anni le vendite del Re del Terrore di Clerville si sono abbassate di parecchio! Ed oggi Diabolik Inedito vende poco più di una serie Bonelli di secondo livello. La crisi ha colpito anche Diabolik, quindi. Per fortuna, però, con le vendite delle altre due ristampe, riesce ancora a raggranellare cifre importanti. Non alte, ma rilevanti.
 

Non della seconda ristampa, meglio nota come Swiisss, bensì dell'inedito, che ormai può essere considerato una imitazione poco riuscita di quello che Diabolik era e rappresentava fino a circa 25-30 anni fa. Lorenzo Altariva del Diabolik Club non ce ne voglia. Certo, a noi il Diabolik d'oggi non piace perché, dal nostro punto di vista, non è più il Diabolik di un tempo. Oggi però parliamo di dati di vendita e se i motivi per i quali Diabolik, come si nota, è calato nelle vendite, ciò è attribuibile anche allo scadimento di qualità che le storie hanno denotato, soprattutto dal 1990 ad oggi. Si comincia con una fonte di eccezione: il numero 187 di Fumo di China del 2011. Ecco il link. Si afferma che Diabolik venderebbe poco meno di 100.000 copie. Pensate che lo stesso articolo afferma che Dylan Dog vendeva 160.000 copie! In cinque anni l'Indagatore dell'Incubo avrebbe perso qualcosa come 65.000 lettori! Tex vendeva 220.000 copie. Oggi ne vende 170.000! In cinque anni ha perso 50.000 lettori (perde, cioè, una media di 10.000 lettori all'anno!). Passiamo al 2013. La fonte, in questo caso, è Roberto Recchioni, che sul forum di Comicus scrive che Diabolik venderebbe quanto una testata Bonelli dal terzo posto in giù (le prime due, per inciso, erano Tex a 200.000 copie e Dylan Dog a 120.000 copie). Dichiarò: La terza testata Bonelli ne vende qualcosa meno, qualcosa più, di quarantacinquemila. Quindi, nel 2013 secondo Recchioni Diabolik vendeva meno di 45.000 copie. Un dato che, però, ci sembra troppo basso se due anni prima, secondo Fumo di China, vendeva circa 100.000 copie. Un Recchioni inedito che ci fece dono di questi altri dati incredibili. Leggete bene: Tutto il resto è morte, in edicola. Dove con morte intendo testate che vendono dalle dodicimila copie in giù. John Doe, quando ha chiuso, vendeva poco meno di 10.000 copie, stando a pelo sopra il suo pareggio. Quando uscì ne vendette ventisemila e viaggiò per lungo tempo tra le 18.000 e le 16.000. I bonellidi in genere sono passati da una vendita fisiologica media che cinque anni fa era sopra le 10.000 (ho i royalties report di David Murphy che attestano un venduto tra le 17.000 e le 14.000 copie) a una vendita fisiologia media che, oggi, è intorno alle 5000 (a essere ottimisti). Supereroi, manga e compagnia, in edicola vendono una media di 3.000-5000 copie ad albo, quando una volta stavano sopra i 10.000.
 

Beh, oggi Recchioni non direbbe mai più cose del genere. Oggi è il curatore di Dylan Dog e se mettiamo a confronto i suoi dati del 2013 con i dati di Bottero del 2016 arriviamo alla conclusione che Dylan Dog ha perso circa 25.000 lettori in tre anni! Per la cronaca, quel post è dell'aprile 2013. Qualche settimana dopo Recchioni sarebbe stato nominato curatore dylaniato al posto di Gualdoni. Qualche commento dopo, Recchioni affermò che allora (aprile 2013) la soglia di tolleranza di una serie Bonelli standard era di 30.000 copie! Pensate che oggi, tre anni dopo, solo Zagor vende 30.000 copie secondo i dati forniti da Bottero! Tutte le altre collane sono molto sotto questa soglia! Curiosamente, se si applicassero i parametri del 2013 alle serie Bonelli di oggi, uscirebbero solo Tex e Dylan Dog. Tutte le altre sarebbero chiuse. E che dire del fatto che Orfani dello stesso Recchioni è sceso a 20.000 copie e nonostante tutto ne hanno annunciato nuove stagioni? Avete già capito! In casa Bonelli, la soglia di sicurezza delle collane è stata forse abbassata. Non ci sono altre spiegazioni. E ciò ha determinato anche l'abbassamento delle tariffe per gli autori e disegnatori. Andiamo avanti e passiamo al 2015. In questo link, il bravo Giuseppe Palumbo, che è impegnato soprattutto sul Grande Diabolik, ha dichiarato che la serie venderebbe 150.000 copie! Ma come? Se nel 2013, secondo Recchioni, DK vendeva meno di 45.000 copie? In due anni è triplicato nelle vendite? No, più probabilmente, Palumbo si riferiva o alla tiratura o alla somma del venduto dell'inedito e delle due ristampe. Passiamo al forum dei nostri amici di Craven Road7. In un post del 5 dicembre 2008, si riporta il link del forum zagoriano di Ayaaaak. Si afferma che Diabolik vende 150.000 copie! Il forum mysteriano di Agarthi ci rivela che Diabolik nel 2009 vende 101.000 copie. E chiudiamo con il dato fornito da A. Bottero, secondo cui nel 2016 Diabolik vende 51.000 copie. Ecco il link. La conclusione che se ne trae è tragica: Diabolik è crollato nelle vendite. Sette anni fa, nel 2008, vendeva 150.000 copie. Oggi, 7 anni dopo, vende 51.000 copie. Ha perso due terzi dei suoi lettori. Di chi è la colpa? Della crisi o delle scelte sbagliate? Qualche giorno fa, Sauro Pennacchioli ha scritto un pezzo sintetizzando la crisi di Tex con il titolo Tex a puttane! Anche DK sta andando a puttane? Dimitri Temnov.

Nessun commento:

Posta un commento

Il tuo messaggio sarà sottoposto ad approvazione dei proprietari e/o amministratori, gestori di questo sito. Se conterrà insulti, offese, minacce, intimidazioni, anche velate ed indirette ed altri contenuti offensivi o minacciosi, sarà segnalato all'Autorità Giudiziaria con conseguente presentazione di denuncia/querela.