martedì 14 giugno 2016

PANINI COMICS: CRISI SENZA FINE! ARRIVANO GLI ABBONAMENTI COME AI TEMPI DELLA EDITORIALE CORNO!!!

Non conosciamo i dati di vendita della Panini, ma a giudicare dalle recenti iniziative della casa editrice modenese, devono essere davvero brutti. La gente non va più in edicola e in fumetteria per comprare i fumetti come una volta. Alla Panini lo hanno capito e stanno mettendo in atto le strategie per evitare il tracollo. Dopo un 2015 chiuso con un debito spaventoso con le banche pari a 109,4 milioni di euro, è necessario intervenire. Subito e in maniera decisiva. Se ne volete sapere di più sulla situazione debitoria della Panini, ne abbiamo parlato qui. La prima mossa è stata varare i Panini Point. Ne abbiamo parlato qui. La gente non va più in fumetteria? No problem. Stringeremo accordi con il distributore per creare un canale preferenziale con i lettori rafforzando la nostra posizione nelle edicole. In soldoni significa che i lettori che hanno difficoltà a reperire i fumetti possono ordinarli all'edicolante, che glieli metterà da parte. L'edicola che ne farà richiesta diventerà un Point della Panini con buona pace delle fumetterie che ora rischiano di scomparire del tutto. Le edicole hanno il reso. Le fumetterie no. Acquistano i fumetti e se non li rivendono ai clienti del negozio sono cazzi loro. Dieci anni fa le fumetterie erano oltre 800. Oggi sono poco più di 100 e quindi il tanto gloriosamente celebrato circuito di distribuzione delle fumetterie non esiste più. La crisi lo ha cancellato insieme ai sogni dei tanti coglioni che speravano di arricchirsi vendendo giornaletti. I pochi che oggi resistono lo fanno più per passione che per velleità di ricavarne un reddito serio. E ora devono sorbirsi pure le affermazioni paninare secondo cui i lettori non vanno più in fumetteria e ora la casa editrice deve correre ai ripari. Magari la colpa non è delle fumetterie bensì delle politiche fanzinare che negli anni hanno disossato lo zoccolo duro di fan che negli anni novanta ha ringalluzzito le vendite dei supereroi.


Una strategia del tutto inutile che dimostra quanto i dirigenti Panini siano lontani dalla realtà. Già oggi chi vuole può ordinare fumetti all'edicola e il gestore, non appena arrivati, glieli metterà da parte. Quindi, il problema non è soddisfare le richieste dei fan che non trovano i fumetti nei negozi specializzati bensì porre rimedio alla furiosa crisi che sta spazzando via i comics in Italia insieme alle velleità di quei lettori reinventatisi supervisori e poi dirigenti di aziende senza capire un cazzo di quello che avevano davanti o stavano facendo. I Panini Point sono stati solo l'assaggio. La calma prima della tempesta, che ha assunto le forme degli Abbonamenti Panini! Ve li ricordate gli abbonamenti che la vecchia Corno faceva? Ecco che le politiche di oltre 40 anni fa ritornano, reinventate per riportare la gente alle vecchie abitudini ovvero l'acquisto di quei giornalini della loro infanzia o gioventù. Solo che allora sulle pagine dell'Uomo Ragno c'erano pezzi da novanta come Roy Thomas. Oggi invece ci sono tipi come Dan Slott e Brian Michael Bendis, che stanno facendo del loro meglio per distruggere la più che gloriosa tradizione ideata da Stan Lee e Jack Kirby negli anni sessanta. E c'è da dire che questi abbonamenti sembrano interessanti. Alcuni aspetti tuttavia destano inquietudine. Che significa che i prezzi resteranno bloccati? Forse che per chi non sottoscriverà gli abbonamenti si prospettano aumenti dei prezzi?! Quello che si capisce da queste scelte della Panini è che la situazione è disperata. Che le vendite sono crollate. Che lo zoccolo duro di lettori di una volta non esiste più. Cancellato senza pietà dalla crisi. La colpa è solo in parte della Panini. La responsabilità maggiore è della Marvel Usa che negli ultimi anni ha fatto del suo meglio per produrre scarti di quello che è stato un glorioso passato. La Panini Comics sta facendo quello che può per salvarsi. Dimitri Temnov.

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