lunedì 20 giugno 2016

RECCHIONI: PERCHE' NESSUN SITO PARLA DEI DISEGNATORI DI ORFANI? CHE FINE HA FATTO LA SERIE 4 HOODS?

In una intervista rilasciata al Fatto Quotidiano il 16 ottobre 2013, Roberto Recchioni, che da qualche mese aveva assunto la cura editoriale di Dylan Dog, disse una frase che destò varie perplessità a proposito della serie Orfani, che stava per debuttare in quei giorni: se non riempio il San Paolo, mi suicido! Ecco il link e più sotto potete leggere lo screenshot. Le perplessità nascevano dal fatto che era impensabile per le condizioni del mercato di allora un risultato del genere.


Marcheselli, uno dei maggiori sponsor di Recchioni, era così fiducioso di Orfani, prima testata della Bonelli a colori, da dichiarare che avrebbero provato ad assestarsi sopra le 50.000 copie! Marcheselli era il direttore editoriale della Bonelli. Era perché oggi il direttore editoriale è Michele Masiero e siamo certi che se si fosse trovato al posto del suo predecessore nel 2013 non avrebbe mai affermato una cosa simile. Recchioni gli diede appoggiò a minacciò ironicamente gesti clamorosi se non avesse riempito il San Paolo. Oggi sappiamo che il San Paolo non è stato riempito. Solo il numero 1 di Orfani vendette 50.000 copie. Lo affermò lo stesso Recchioni in una intervista a Fumettologica il 15 gennaio 2014. Ecco il link. E sotto potete leggere lo screenshot.


Poco prima era stato Alessandro Bottero a rivelare il dato di vendita di Orfani n. 1 in un articolo pubblicato su Fumetto d'Autore. Ecco il link. Bottero venne pesantemente insultato da fanboy e asslickers sui social e i vari forum. La sua colpa: avere rivelato dati di vendita lontani dalle aspettative della serie Bonelli con pedissequa costernazione dei fan più accaniti di Recchioni che poi lo misero in croce. Quando qualche settimana dopo lo stesso Recchioni confermò che il dato citato da Bottero era esatto, nessuno ebbe il coraggio di scusarsi. Qui sotto potete leggere lo screenshot del pezzo di Bottero con molti altri dati interessanti.


In quel momento, Marcheselli e Recchioni compresero di avere perso. Per assestarsi sulle 50.000 copie, il numero 1 di Orfani avrebbe dovuto vendere almeno 80.000 copie. Dopo il numero 1 le vendite scendono sempre di più finendo per assestarsi di solito su quote più che dimezzate. Il riscontro arrivò nel giugno 2014, quando il sito di Fumettologica rivelò dati di vendita della Bonelli. Dati di vendita ufficiali perché l'autore del pezzo affermò di averli avuti da Marcheselli, che non ha mai smentito il fatto. Ciò nonostante, alcuni coglioni su forum e social ebbero il coraggio di affermare che quelli forniti da Fumettologica erano dati falsi. Ecco il link e sotto potete leggere lo screenshot del pezzo. Il dato era riferito ad aprile 2014 e Orfani era già sceso a 29.000 copie! Un fallimento totale.


Passano due anni e Alessandro Bottero diffonde dalle colonne del suo profilo Facebook altri dati di vendita, tra cui balza il dato molto negativo di Orfani, sceso a quota 19.000 copie. Qui sotto potete leggere lo screenshot. Il disastro è completo. Con 19.000 copie riempi un quarto dello stadio San Paolo e per fortuna che Recchioni scherzava quando minacciava gesti clamorosi in caso di fallimento. Di Orfani è stato prodotto anche un motion comics in onda su Rai4, ma dopo la prima stagione non ci sono stati altri prosegui. Orfani si è rivelato un fallimento perché nelle intenzioni iniziali dell'autore, la serie avrebbe dovuto portare nuovi lettori alla Bonelli pescando tra gli appassionati di videogiochi, ma senza spiegare come potesse essere realistico uno sviluppo di questo tipo.


La reazione di Recchioni è stata veemente, come potete notare dallo screenshot di un suo post sul suo profilo Facebook. Parla di alcuni autori che, secondo lui, sarebbero stati estromessi dal mondo del fumetto per manifesta incapacità. In un post più sotto precisa che si tratta di Alessandro Bottero, Sauro Pennacchioli, Marcello Toninelli e Pino Rinaldi. Un attacco immotivato perché il solo a citare dati di vendita fu Bottero. La rabbia di Recchioni era comprensibile. Quei dati certificavano il suo fallimento come curatore di Dylan Dog e su Orfani. Recchioni ha finito con l'incrementare problemi che era stato chiamato a risolvere.



Le risposte dei diretti interessati non hanno tardato, ma l'aspetto più importante è un altro. Un autore che si espone in modo così vistoso sui social attaccando suoi illustri colleghi e definendoli persone escluse per manifesta incapacità quando ciò non è vero crea problemi al suo stesso editore non solo come immagine, ma anche come vendite generali. Spesso gli autori dimenticano che stanno vendendo un prodotto sul mercato. Attaccando a destra e a sinistra, manifestarsi dal punto di vista politico o assumere prese di posizione polemiche danneggia le vendite perché una fascia di lettori, che non si identifica con la posizione dell'autore, ne inizia a prendere le distanze. E Dylan Dog in tre anni ha perso qualcosa come 25.000 lettori, mentre Orfani è passato dalle 50.000 copie del numero 1 alle attuali 19.000 copie! Un disastro. E a proposito di Orfani, Recchioni pubblica un altro post sul suo profilo FB che evidenzia, in qualche modo, una presa d'atto di una realtà non immaginabile, almeno dal suo punto di vista. Scrive: Mi resta difficile capire come il lavoro dei disegnatori apparsi su Nuovo Mondo 9 sia passato quasi sotto silenzio su alcuni dei più importanti siti di critica fumettistica. Pazienza, quello che conta è che esiste. E posso farvelo vedere.


Quello che ci sorprende è la sorpresa di Recchioni quando lamenta il fatto che i più importanti siti di critica in Italia hanno ignorato il lavoro dei disegnatori di questo numero di Orfani. A dire il vero, benché si tratti solo della nostra opinione, queste tavole non ci sorprendono in positivo. Il tratto è molto rudimentale e le espressione sembrano stereotipate, per non parlare dei colori che non sono paragonabili a quelli dei comics americani. Ma forse la verità è un'altra, che Recchioni non ha preso in considerazione. I siti di critica si occupano dei fumetti che vendono molto. Orfani sta andando molto male ed è entrato nella soglia di sicurezza. Non sappiamo se l'albo è in perdita perché il suo prezzo è superiore a quello di un albo Bonelli in bianco e nero. Ma è certo che a 19.000 copie non si può certo stare allegri. Quindi, i siti ignorano Orfani perché è un flop. Perché dedicare articoli di critica ad un fumetto che va così male? Recchioni difende i disegnatori, che sono tutti suoi amici, di questo albo. E l'impressione che ci ha suggerito è che se Recchioni dovesse lasciare tutti gli incarichi alla Bonelli, tanti disegnatori e scrittori che sono a lui molto vicini dovrebbero iniziare a pensare al loro futuro. Dopo questa terza stagione, che finirà tra tre numeri. E' stata annunciata una quarta stagione, anch'essa di dodici uscite. Poi la Bonelli ha cambiato idea e le uscite saranno solo 3. Seguirà una quinta stagione composta di altri tre numeri e poi una sesta che tornerà ai consueti dodici numeri. Ma non è scontato che ciò avvenga. Non è un buon momento per Recchioni. Un altro suo progetto, 4 Hoods, è sparito dalle discussioni e dagli annunci. Forse lo si vedrà nel 2017, ma per allora Roberto Recchioni sarà ancora alla Bonelli? E che dire del film di Monolith, anch'esso fermo al palo? Quale sarà il futuro di Recchioni fuori dalla Bonelli Editore? Cinema e televisione lo aspettano. Auguri. Al Plano.

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