martedì 7 giugno 2016

TEX 667: LA MEGA-RECENSIONE! SCONTRO FINALE TRA TEX E LUNGA LANCIA! TRADIMENTI, ONORE E TRAGEDIA!!!

Si conclude in un crescendo di emozioni l'avventura di Tex e dei suoi pard iniziata il numero scorso in uno splendido scenario tra guerre indiane e intrighi di uomini corrotti. Il tenente Morris aveva organizzato un traffico d'armi con un gruppo di indiani ribelli crow capeggiati da Unghia di Lupo. Il fratello di questi, Lunga Lancia, aveva scoperto tutto e il legame con la carne della sua carne e il senso di appartenenza alla sua gente, lo hanno portato a schierarsi contro Tex. Nel frattempo, Morris ha ucciso Bennett e il tenente Ross, che avevano scoperto i suoi loschi traffici. Tex, dopo avere appreso da Bisonte Nero morente tutti i particolari della storia e il legame di parentela tra Lunga Lancia e Unghia di Lupo, riunisce i gruppi crow e cheyenne per riportare la pace e la giustizia nella regione. Sa che dovrà affrontare Lunga Lancia in combattimento e la prospettiva non lo affascina, sia perché l'indiano crow è un prode guerriero sia perché è consapevole che è il suo senso dell'onore che lo spinge a proteggere il fratello infame. Nell'articolo editoriale Frediani omaggia il grande fumettista Fernando Fusco segnalando l'uscita di un volume brossurato che raccoglie due degli episodi migliori da lui realizzati di Aquila della Notte. Frediani precisa che Tex è il personaggio di punta della Sergio Bonelli Editore ed è naturale che i volumi con cui l'editore milanese si sta affermando in libreria debbano riguardarlo in maniera diretta. Tanto materiale ricco di qualità che permetterà ai giovani di apprezzare le doti di un personaggio leggendario e ai vecchi di riesplorare in una nuova veste di stampa classici senza tempo. I racconti ospitati in questo volume sono scritti da Gian Luigi Bonelli e sono l'Idolo di Smeraldo e il Clan dei Cubani, dove Tex se la dovrà vedere con le forze del voodoo! Tex divide le sue forze. Invia suo figlio Kit e Tiger Jack a Fort Logan per scoprire indizi, mentre lui e Carson seguono le tracce dei crow ribelli. Al forte, nel frattempo, il caporale Brent non fa nulla per nascondere la sua improvvisa prosperità e suscita i sospetti di Kit Willer, che lo collega al gruppo di militari corrotti che stanno vendendo armi agli indiani crow. La sua poca avvedutezza viene notata anche dal tenente Morris, che ha assunto il comando del forte dopo la morte del capitano Bennett. Tex, Tiger e un gruppo di indiani cheyennes ha raggiunto gli uomini di Unghia di Lupo ed è pronto alla battaglia quando arriva Lunga Lancia che lo invita a desistere. Inizia così il combattimento che fin dal numero scorso era nell'aria. I due sono amici, ma il destino li ha portati uno contro l'altro. Lo scontro è cruento e Tex si trova subito in difficoltà ma prevale sfruttando a suo vantaggio la maggiore stazza fisica dell'avversario. Tex ha vinto ma la reazione improvvisa di Unghia di Lupo lo fa precipitare insieme a Lunga Lancia da un dirupo. I corpi si perdono nel fiume che scorre impetuoso. Unghia di Lupo fugge e ritorna con gli uomini rimastigli al villaggio Crow presentandosi come il successore di Lunga Lancia caduto sotto i colpi di Tex. Ora che ha assunto il potere assoluto sulla sua gente, intende costituire una grande armata grazie ai fucili Springfield. Nel frattempo, Tiger Jack sfruttando le sue doti di seguire le tracce, scopre il luogo in cui le armi rubate sono state nascoste. Una vecchia caverna naturale alla quale giunge senza accorgersi di essere stato avvistato da due vedette. Tornato a Fort Logan avvisa subito Kit Willer e insieme a lui ritorna sul luogo. Questa volta, però, a seguirli sono il tenente Morris e il caporale Brent, che fanno esplodere una carica di dinamite all'ingresso della caverna intrappolandoli per sempre.


O cosi crede. Nella loro fretta di eliminare due possibili testimoni non si sono resi conto che hanno chiuso in una caverna piena di armi e munizioni due esperti rangers. Usando la polvere da sparo presente nei proiettili, Kit e Tiger riescono a dare vinta ad una esplosione che libera l'ingresso della caverna. Al forte, il tenente Morris sa che deve agire in fretta. Per prima cosa deve uccidere tutti gli indiani crow che sono nella regione, compreso Unghia di Lupo che costituisce il testimone più pericoloso. Poi dovrà sistemare Tex Willer e Kit Carson. Intanto, Lunga Lancia ritorna al villaggio crow. Non era morto. Tex lo ha salvato quando sono entrambi caduti nel fiume. Ora è venuto il momento di regolare i conti con Unghia di Lupo. Il combattimento si rivela più breve di quello con Tex. Unghia di Lupo è un vigliacco e un pessimo guerriero. Anche se sconfitto tenta il tutto per tutto cercando di colpire Lunga Lancia a tradimento, ma la pistola di Tex è più veloce. Mentre i due gruppi di indiani trovano la pace a lungo mancata, si profila all'orizzonte l'attacco dei soldati di Morris. Tex interviene prima che i colpi di cannone inizino a devastare l'accampamento indiano. Il confronto con il tenente corrotto non è meno cruento dei precedenti. Nella caverna dove erano tenuti nascosti i fucili Springfield, Kit e Tiger Jack avevano rinvenuto un documento che dimostrava non solo gli ammanchi nelle forniture militari ma anche le prove di un traffico più esteso con i forti nelle regioni circostanti. La storia si conclude così, con la caduta di Unghia di Lupo e la giustizia che trionfa. Una storia brillante scritta da un Pasquale Ruju in grande forma. L'aspetto che più ci ha convinto di questa doppia storia è la caratterizzazione dei personaggi. Ruju crea un personaggio leggendario, Lunga Lancia, di cui sottolinea soprattutto il grande senso dell'onore, quello che lo spinge a tutelare il fratello ben sapendolo corrotto e ad affrontare l'amico Tex Willer. Spettacolare la scena in cui, presa l'arma che gli dà il nome, si dirige ad affrontare il suo amico consapevole che potrebbe rimanere sul campo. Prima di andarsene, invita la sua gente a scegliere un nuovo capo, che sia anche un uomo migliore di lui. In queste poche battute si coglie un altro aspetto eccezionale della storia. Lunga Lancia è al tempo stesso al di sopra e al di sotto della sua gente. E' consapevole di avere commesso errori, ma sa anche che il sentiero che per lui ha scavato il destino non può essere evitato. E' lui, Lunga Lancia, il vero protagonista di questa doppia avventura. La scena in cui Kit e Tiger rimangono intrappolati nella caverna ricorda le tante puntate del telefilm A-Team, in cui i protagonisti venivano rinchiusi in luoghi in cui avevano a disposizione tanti materiali da trasformare e usare come armi. I testi di Ruju sono meno articolati di quelli di Boselli ma più coinvolgenti dal punto di vista emotivo. Mentre Boselli è più schematico e descrittivo, le sceneggiature di Ruju si fanno apprezzare per la maggiore empatia che generano. I disegni di Giovanni Ticci, rapidi e mossi, si fanno apprezzare in specie per l'abilità con cui l'artista riesce a rendere bene le espressioni dei visi e la cura dei dettagli dello scenario. Abbiamo notato che la maggiore cura viene riservata per la realizzazione del giovane Kit Willer e un po' meno per quella di Tex. Uno stile estremo, non sempre rispettoso del realismo, ma che si presenta congruo nel suo complesso. Un albo che conferma l'ottimo momento di Pasquale Ruju, che in questo momento è in libreria anche con il volume che raccoglie la prima parte della sua mini di Cassidy uscita nel 2010. Al Plano.

6 commenti:

  1. Scusate ma solo io penso che Ticci abbia (da anni) perso lo smalto? Il suo disegno è ormai tirato via e approssimativo... siamo molto lontani da capolavori quali "Giungla crudele"-"Il volto del traditore"... che ne pensate?

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  2. Giovanni Ticci è un veterano dei fumetti italiani. Ha 76 anni ed è naturale che il tratto oggi sia elettrico. A noi piace pensare, tuttavia, che l'età non incida sulla padronanza dei movimenti e la velocità degli stessi. Riteniamo che lo stile si evolva di continuo.

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  3. Un grande maestro. La doppia storia scritta da Ruju è stato qualcosa di sublime. Se si dovesse prendere la decisione di scegliere il successore di Boselli, questi sarà Pasquale Ruju.

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  4. Rispetto a certe ciofeche che hanno disegnato Tex (specie ultimamente) Ticci è indubbiamente un maestro, per la sua esperienza pure, ma ribadisco che il suo tratto secondo me si è notevolmente inaridito, guardate gli sfondi degli ultimi numeri e quelli dei primi numeri in cui ha disegnato, o le rifiniture e cesellature ormai inesistenti.
    Certo, con la scusa del "tratto più dinamico" (mi scusi ComixArchive) si può passarci sopra, ma a chi legge Tex da molto la cosa non può sfuggire: stessa sorte toccò a Galep (il cui N.400 per dire era un obbrobrio se confrontato al N. 100.. o anche al 300...).

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