lunedì 13 giugno 2016

TEX N. 668! MEGA-RECENSIONE! I RANGERS SONO CIRCONDATI DAI KIOWA! MA POI ARRIVA TEX WILLER IN AIUTO

Le forti emozioni della doppia storia di Ruju lasciano il posto alla dura logica, agli schemi rigidi di Mauro Boselli, che in questa avventura consumata sotto il sole cocente del Texas dimostra tutta la sua perizia nella descrizione di tecniche militari, strategia e sentimenti di persone che si trovano in una situazione critica. La copertina evocativa del maestro Claudio Villa rende bene l'idea di ciò che aspetta il lettore. Una battaglia dura, cruenta con Tex Willer al comando di un gruppo di uomini che cerca di sopravvivere. Contro di loro, decine e decine di indiani Kiowa assetati di sangue e di vendetta. Prima di esaminare la storia, partiamo con il tradizionale riferimento all'articolo editoriale firmato da Graziano Frediani che questa volta punta l'attenzione sul Comandante Mark, uno storico personaggio uscito nel settembre del 1966 del trio noto come la EsseGesse, Pietro Sartoris, Dario Guzzon e Giovanni Sinchetto. Il volume Avventura Magazine che corrisponde al numero 139 della vecchia Collana Almanacchi, raccoglie i numeri 1 e 100 di Mark che furono pubblicati in origine sulla Nuova Collana Araldo. La prima storia inaugurò le avventure del personaggio nel settembre 1966. Il numero 100 venne pubblicato nel dicembre 1974 sulla stessa collana, che poi concluse la sua corsa editoriale con il numero 281 del gennaio 1990. In seguito la Edizioni If di Gianni Bono ha ristampato la serie di Mark. Nel secondo pezzo, in grassetto, si cita l'uscita del volume con alcuni episodi di Magico Vento scritti da Gianfranco Manfredi, che per noi significa ricordare non solo le dure parole che lo scrittore milanese ci ha riservato (ecco il link). Nello screenshot che vedete nel pezzo, affermò che avevamo pubblicato dati falsi e ridicoli. Peccato che quei dati, come confermato dagli screenshot successivi nello stesso pezzo, erano dati ufficiali forniti dall'allora direttore Marcheselli al sito di Fumettologica! Fino ad oggi nessuna richiesta di scuse è giunta al nostro sito. Ma al di là di questo aspetto, che con il fumetto non c'entra nulla, il nome di Manfredi evoca nella nostra memoria il non eccellente doppio episodio dei numeri 654-655 dello scorso anno in cui Tex venne rappresentato più che altro come una sorta di sindacalista di sinistra in cattivi rapporti con la Fiat! Un Tex di sinistra che non è il Tex di destra creato da Bonelli e Galeppini nel 1948 e che aveva profonde radici in un altro eroe di destra, Furio Almirante, un personaggio pubblicato dallo stesso Bonelli negli anni precedenti e successivi fino quasi alla metà degli anni sessanta. Almirante era il nome di una importante famiglia di attori, di cui faceva parte anche il più noto Giorgio Almirante, storico segretario del Movimento Sociale Italiano. Passiamo alla storia. Siamo nelle aride pianure del Texas. Un gruppo di 4 cowboy sta conducendo una mandria con occhi vigili. La zona è percorsa da bande di Kiowa e Comanche sul sentiero di guerra. I loro condottieri, Maman-Ti e Lone Wolf, sono abili strateghi e in passato hanno impegnato duramente le pattuglie dell'esercito a tutela dei coloni. Tex e Carson giungono nella piccola cittadina di Matador Town dove li accoglie il fondatore Ben Barlow, che gli chiede aiuto contro gli indiani. Prima di loro, il maggiore dei rangers Jones alla testa di 30 uomini era passato di li e Tex teme per la sua incolumità. Sospetta che gli indiani gli abbiano teso una trappola, inducendoli ad uscire in territorio aperto e poi sterminarli grazie alla superiorità numerica. Tex conosce di persona Lone Wolf e vorrebbe parlargli e mettere fine ad un conflitto nel quale anni prima lo stesso figlio del capo indiano aveva perso la vita. La vendetta si mischia ai propositi bellicosi dei Kiowa, che ambiscono ad ottenere una schiacciante vittoria contro gli invasori americani. Seguendo le tracce di un gruppo di indiani, il maggiore Jones si rende conto che il loro obiettivo è una mandria. Poco più di 30 indiani che intendono uccidere i cowboy e razziare il bestiame. O almeno è quello che crede il maggiore dei rangers. Nel frattempo, il gruppo di cowboy diretto ai pozzi di Ballard Springs decide di fermarsi in una zona impervia. Il loro capo ha calcolato male il percorso e ora sono costretti ad una sosta forzata per far riposare le bestie e i cavalli. I Kiowa appostati nelle vicinanze non si fanno sfuggire la ghiotta occasione. Non appena cala la notte attaccano in forze e si impadroniscono con facilità della mandria. I cowboy riescono a salvarsi, ma i loro cavalli si sono dispersi e ora sono appiedati, sotto il sole con poche possibilità di farcela. La mattina successiva, dopo avere ritrovato due dei loro equini, si imbattono in Tex e Carson. Dal loro racconto, si rendono conto che la trappola per l'impavido maggiore Jones è già scattata. Tutto quello che possono farlo è raggiungerlo prima che sia troppo tardi. Solo qualora si ritirasse in zone più protette riuscirebbe a sfuggire alla morsa.


Questi, intanto, sono arrivati nei pressi della cosiddetta Lost Valley, luogo di scontri sanguinosi i cui campi sono segnati dalle vite di soldati e pellerossa. Non appena si affacciano ai piedi del crinale che ne delimita i confini, vengono attaccati dalle prime ondate Kiowa. Jones crede che siano in pochi e così dà ordine ai suoi 30 rangers di attaccare! La sorpresa arriva pochi istanti dopo quando, giunti in profondità della Lost Valley, si vedono attaccati da molti fronti. Jones si rende conto di avere commesso un fatale errore. E' caduto in una trappola come un allocco. La razzia della mandria diretta ai pozzi di Ballard Springs era uno specchietto per le allodole. Gli indiani volevano attirarli nel luogo in cui era caduto anni prima il figlio di Lone Wolf, che ora avrà la sua vendetta. Allo stesso modo in cui i tedeschi, dopo avere sconfitto la Francia nel giugno 1940, pretesero che l'armistizio fosse firmato nello stesso vagone dove nel 1918 l'impero del Kaiser Guglielmo II si era arreso. Jones commette un altro errore quando ordina ad uno dei suoi sottoposti, Lee, di prendere con sé metà degli uomini per presidiare il torrente che si trova a poca distanza. Il suo scopo è quello di evitare che i Kiowa usino il corso d'acqua, il Cameron Creek, come rifornimento. In quel momento, crede ancora di avere a che fare con poche decine di pellerossa. Pochi minuti dopo capisce di essere perduto. Dalle sommità della Lost Valley arriva il grosso delle forze di Lone Wolf che porta con sé almeno 100 guerrieri indiani assetati di sangue. Oggi Lone Wolf avrà la sua vendetta contro i visi pallidi. Tex arriva troppo tardi. Davanti ai suoi occhi vede una valle presidiata da indiani con cattive intenzioni contro un manipolo di 30 uomini diviso e esposto ad attacchi su tutti i fianchi. Il problema maggiore tuttavia è il sole cocente del Texas. Privati di acqua e rifornimenti, gli uomini potranno resistere un altro paio di giorni o meno se gli indiani decidessero di attaccare prima. Tex sa che da solo non riuscirebbe mai ad avere ragione di forze superiori e così incarica Carson di raggiungere Fort Richardson, dove si trova una guarnigione di cavalleggeri. Tex resta lì e cerca di studiare il modo migliore per aiutare i suoi commilitoni. Sa che è stata l'avventatezza del maggiore Jones a cacciare i suoi uomini nei guai e ora deve porvi rimedio. Con scaltrezza riesce a raggiungere il gruppo di rangers vicino al fiume e con un po' di fortuna e audacia riesce a guidarli fino al punto in cui si trova Jones con il resto delle sue forze, che riconosce subito il suo salvatore: Tex Willer! Mentre Aquila della Notte ha il suo da fare per organizzare la difesa dei rangers tra rischi di possibili attacchi indiani e la minaccia di un sole cocente che la mancanza di acqua rende ancora più pericoloso, Kit Carson è diretto a tutta velocità verso Fort Richardson. Durante il percorso subisce ben due attacchi di pattuglie indiane Kiowa, ma riesce a prevalere grazie alla sua esperienza e abilità. Nel secondo attacco è sostenuto da una pattuglia di soldati che lo scorta al forte dove si trova Il Decimo Cavalleria e una parte del Quarto per sostenere lo sforzo nella guerra contro i Kiowa. Alla guida del Quarto Carson ritrova il suo vecchio amico, il colonnello Ranald Mackenzie, detto Mano Cattiva per la perdita di due dita della mano destra. Eroe della Guerra di Secessione, il duro ufficiale ora vuole coprirsi di gloria sterminando tutti i Kiowa nella regione. Carson è preoccupato poiché teme che il vero obiettivo del suo antico amico sia solo questo anziché salvare la vita di Tex e degli altri rangers. I suoi sospetti si fortificano quando nota, al momento della partenza dal forte, di pezzi di artiglieria che rischiano di rallentare la colonna. Mackenzie, noto soprattutto per la sua disciplina, è stato uno dei pochi ufficiali dell'esercito Usa che dopo la guerra del 1861-65 ha accettato di guidare una formazione di Buffalo Soldiers, cioè una delle prime formazioni militari composte da negri. Tra le unità più famose il Decimo Cavalleria. Lo stesso Mackenzie è un personaggio realmente esistito ed era noto effettivamente con il soprannome che farà da titolo al prossimo episodio di Tex. Il generale Grant lo definì come il suo ufficiale più promettente. Durante le guerre indiane combattute sino al 1890, si coprì di gloria ma per problemi mentali venne congedato dall'esercito e morì nel 1889 a soli 49 anni. I disegni di questa storia sono di Stefano Biglia, che è qui al suo esordio sulla collana regolare di Tex. Finora si era distinto per avere realizzato alcune storie di Shangai Devil e Magico Vento scritti da Gianfranco Manfredi. Il tratto è piuttosto acerbo e impreciso. Nella prima parte denota un tentativo di stilizzazione poi mollato nelle pagine successive. Non ci è piaciuto gran che. Riteniamo che il suo segno sia ancora molto acerbo e non adatto per una collana dai canoni classici e di grande realismo come quella Tex Willer. Kristoffer Barmen.

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