mercoledì 20 luglio 2016

BONELLI: BILANCIO 2015 NEGATIVO E VENDITE A PICCO! PERDITE PER 3 MILIONI DI EURO! LETTORI DISTRUTTI!

Eravamo molto curiosi di conoscere i dati di bilancio della Bonelli relativi all'esercizio 2015 e confrontarli con quelli dell'esercizio 2014 per verificare se vi era stata una crescita, difficilmente ipotizzabile alla luce del calo di vendite proseguito per tutto il 2014 e il 2015 o un decremento, come, in effetti, era prevedibile. Abbiamo atteso che questi dati fossero diffusi da altri. Non avremmo avuto difficoltà a reperirli presso il Registro delle Imprese dove i bilanci vanno depositati per legge. Volevamo però che fossero altri al fine di escludere ogni dubbio sulla fonte poiché altrimenti avremmo dovuto pubblicare l'immagine delle visure pubbliche! Non siamo così spietati! I dati sono stati diffusi da una utente del forum di Comicus presentatosi con il nickname Olimpia che asserisce di essere titolare di una piccola azienda e di essere abbonata ad un certo numero di visure. Come dicevamo, i dati sono negativi. Scrive Olimpia: In assenza di aumenti di prezzo, almeno sulle testate principali, i ricavi seguono il calo di vendite e scendono da 31.972.034 a 29.028.164, scende anche l'utile a 1.845.874 dai precedenti 3.408.807, e stavolta scende pure la liquidità che resta comunque lo stesso imponente, a quasi 41 milioni. A peggiorare l'utile contribuisce il calo consistente dei diritti di pubblicazione, praticamente dimezzati, effetto della fine della CSAC di Tex, e ovviamente dalla decisione di produrre in proprio i volumi, a partire dalla strenna Mondadori. Nell'anno 2015 la casa editrice ha prodotto 296 uscite in edicola, ha distribuito 17.970.000 copie e ne ha vendute 8.940.000. Negli allegati di bilancio si esprime soddisfazione per le vendite dei primi volumi da libreria targati Bonelli, che sono andati molto bene, come è andato bene l'album di figurine Panini dedicato a Tex. A settembre la Sergio Bonelli Editore ha comprato, presumo da Davide Bonelli e sua madre, i diritti di Zagor. Dati terribili che è difficile commentare. Poiché la maggior parte dei nostri collaboratori, soprattutto dell'area scandinava, sono grandi appassionati di Tex Willer (pubblicato in Finlandia, ma soprattutto in Norvegia ove è situato il Gran Quartier Generale del Comix Archive), solo alcuni di Zagor. Due soltanto sono lettori di Dylan Dog (Dimitri Temnov, che è per metà bielorusso e Al Plano, italo-svizzero). Per redigere questo articolo ci siamo avvalsi della preziosa consulenza del dott. Gunnar Andersen, esperto di economia e finanza. Iniziamo con il dato più evidente: il calo delle vendite, che dai 31.972.034 € dell'esercizio 2014 scendono a 29.028.164 €. La perdita secca è di 2.943.870 €. Perdite, dunque, di quasi 3 milioni di euro! Un dato atteso e molto sperato visto il forte calo delle vendite dell'ultimo biennio. Le brutte notizie non finiscono qui. In forte calo, dimezzatisi più del 50%, sono gli utili. Rispetto ai 3.408.807 € dell'esercizio 2014 si passa a 1.845.874 €. In calo netto anche la liquidità, cioè i soldi in cassa, che dai 43.165.153 € (il dato proviene dai dati dello scorso anno forniti da Comicus) dello scorso anno agli attuali quasi 41.000.000 €. Ciò significa liquidità scesa di 3 milioni di euro. Olimpia attribuisce il calo di utili e liquidità a due precisi fattori decisivi: la conclusione della Collezione Storica a Colori di Tex e la decisione, per certi versi folle, secondo noi, della Bonelli di produrre in modo autonomo i volumi anziché incassare le royalties da altri come è avvenuto fino ad un paio di anni fa! Non era più comodo addossare il rischio dell'investimento su altri? No, avranno pensato i geni in casa Bonelli. Un disastro negativo. Le 296 uscite in edicola hanno prodotto 17.970.000 copie distribuite, di cui solo 8.940.000 vendute! Ciò significa che delle 17.970.000 milioni di copie stampate ben 11.030.000 sono finite al macero! Il post riserva per ultimo la bomba più grossa, quella che lascia presagire un futuro difficile: SBE ha comparto dalla famiglia Bonelli i diritti di Zagor! Si prospetta dunque una cessione della società editrice nel 2017 ad un colosso internazionale come la Panini Comics (che di per sé è in una difficile situazione finanziaria con oltre 100 milioni di euro con le banche dopo l'uscita dei Merloni)? Perché cessione? In primis, la famiglia Bonelli consegue un buon incasso cedendo all'azienda Bonelli i diritti di Zagor. In secundis, l'editrice Sergio Bonelli sarà ceduta ad un valore maggiore di quello precedente, magari per fare fronte alle perdite di questo bilancio molto negativo. Domanda: la famiglia Bonelli cederà anche i diritti di Tex Willer? Possibile. Al momento, l'80% delle quote di capitale sono possedute dalla vedova di Sergio Bonelli. Il figlio Davide è titolare del 20%.
 

Come ha reagito il mondo del fumetto bonelliano a queste notizie così negative? Nel modo più prevedibile: interpretando dati terribili in dati felici! L'alchimia non è così difficile quando la platea a cui ti rivolti, cioè il mondo dei lettori bonelliani, è formato quasi per intero da ignoranti, che dopo l'avvento dei social network si sono trasformati in frustrati che si attaccano all'idolino sinistrato di turno. Non appena Olimpia, alle ore 07:00 del 20-07-2016 ha diffuso questi dati, Roberto Recchioni, noto su Comicus con il nickname Rrobe, si è precipitato sul forum per dire la sua e rassicurare la vasta platea che lo segue. Non potendo contrastare dati freddi, oggettivi, comparati e negativi, Recchioni ha fornito una interpretazione che, vista con più attenzione, rende ancora più nera la situazione della Bonelli. Ha affermato che: Il mercato delle edicole è durissimo esattamente per questo. Se vuoi vendere in maniera massificata, devi stampare e distribuire alla stessa maniera. Se sei nella forchetta solamente del doppio, stai una pacchia. Di media, è un terzo. Non sappiamo se Roberto Recchioni ha una laurea in economia né se sia laureato o meno, abbia cioè un titolo di studio superiore, ma la sua analisi ci è sembrata priva di senso. Che significa che il mercato delle edicole è duro? Esistono mercati che non lo sono? Poi afferma una cosa lapalissiana: se vuoi vendere di più devi stampare di più! Ok, ma questo non significa niente. Siccome Recchioni ha dichiarato su FB che si è imposto la regola di non parlare di noi (trovate tutti i particolari qui), non ci risponderà. Poi sul suo profilo FB scrive: Su Comicus un utente che ha modo di accedere ai bilanci aziendali ha riportato i dati Bonelli (che sono pubblici). C'è un dato che mi impressiona ogni volta che lo leggo (oltre a quello della liquidità, che è una roba che ci compri e ci gestisci una squadra di calcio di serie A serenamente). Quel dato è la media copie venduta ogni giorno. 25.000 albi SBE venduti ogni giorno. 365 giorni all'anno. Tra testate regolari, speciali e via dicendo. Escludendo fumetterie e libreria di varia. Una cosa che ci pensi e fatichi a capirla. Da quello che scrive, Recchioni ignora che non esistono persone privilegiate nell'accesso ai dati di una spa come la Bonelli. Ogni cittadino italiano può infatti fare una visura e per una manciata di euro si ritrova tra le mani la situazione economica e finanziaria della società! Andiamo avanti. Dice che della liquidità della Bonelli ci si gestisce una società di calcio di serie A! Ma quale, quelle che lottano per non andare in serie B? I costi di gestione di una società medio-alta di serie A sono molto maggiori della liquidità di 41 milioni di euro della Bonelli. Andiamo avanti. Ritiene che 25.000 albi venduti al giorno sono un miracolo economico! Beh, qualche anno fa la Bonelli vendeva 4 volte di più ogni giorno! Ma soprattutto Recchioni dovrebbe chiedersi quanti di quei 25.000 fumetti venduti ogni giorno sono di Tex. Dai dati sopra, più del 65%. Nel restante 35% ci sono tutti gli altri. La zavorra, Dylan Dog compreso, destinata a scomparire del tutto nei prossimi anni quando la Bonelli in un contesto aziendale del tutto diverso da oggi, sarà circoscritta a Tex e Zagor. Quello che ci domandiamo è: perché Recchioni ha ignorato il rapporto comparato con i dati del precedente esercizio di bilancio visto che, proprio lui, circa un anno fa, diffuse i dati al sito di Comicus. Trovate tutto qui. In un post del 2015 sul suo profilo FB scrisse: Il fatturato cresce a 31.971.034 dai 28.674.618 dell'anno precedente, e cresce anche l'utile netto, a 3.408.807 dai 2.251.688 del precedente rendiconto. La liquidità cresce anche quella, adesso siamo arrivati a 43.165.153. Le uscite sono state 299, 20 in più dell'anno precedente, le copie distribuite 18.906.710, quelle vendute 9.266.053, con un reso del 51%." Dove sta la vostra crisi? Ok, Recchioni sarà anche un bravo fumettista, ma l'economia non sembra il suo forte visto che il bilancio relativo all'esercizio 2011 denotava un fatturato di oltre 34 milioni di euro. Trovate tutto qui. Recchioni può essere considerato, secondo noi, uno dei responsabili del disastro. Nel 2013 era stato chiamato a curare Dylan Dog in perdita netta di lettori. Dopo tre anni di gestione discutibile e fonte di polemiche costanti, Dylan Dog ha continuato a perdere lettori passando dai 120.000 del 2013 agli attuali 95.000. La sua serie Orfani, costata milioni di euro, oggi vende 19.000 copie. Parliamo di una serie a colori, che quindi ha costi molto maggiori, ad esempio, di un Dragonero che sebbene in b/n viaggia sulle 23.000 copie. Il futuro si fa fosco. Edmund Freisler.

8 commenti:

  1. Sono l'utente Olimpia cui fate riferimento in quest'articolo, e vorrei chiarire due cose: la prima è che i diritti di Zagor acquistati dalla SBE non sono quelli della famiglia Bonelli, ma quelli di Gallieno Ferri. Quando ho scritto il post su Comicus non avevo ancora letto la parte finale degli allegati di bilancio , in cui c'era questa precisazione, mentre la notizia della cessione dei diritti in versione "semplificata" era nelle prime pagine. La seconda cosa che vorrei chiarire è che il post di Recchioni su facebook del 2015 non faceva altro che riportare un mio post sul forum Tex Willer Online, eccone il link.
    http://texwilleronline.net/forum/viewtopic.php?f=12&t=6448&start=615

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    1. Cara Olimpia, riferisci una notizia di estrema importanza. Ciò farebbe ipotizzare che Ferri (e oggi i suoi eredi) fosse proprietario o comproprietario dei diritti su Zagor. Nei documenti che hai consultato è specificato se questa cessione avesse ad oggetto il 100% dei diritti o una quota inferiore? Riguardo al post di Recchioni, che lo scorso anno parlò di questi dati con termini trionfalistici, ne derivò una polemica con un altro autore della Bonelli che non gradì quella rivelazione. Il bilancio 2015, anche se in utile, si è chiuso con diverse voci in decremento rispetto a quello del 2014. E infatti, Recchioni ha solo accennato alla questione su Comicus, mentre altri siti non ne parlano (ma se quei dati fossero stati positivi ne parlerebbero tutti).

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  2. Nel bilancio non si specifica la percentuale della quota ceduta da Ferri, nè il costo, o meglio, si dichiara di aver iscritto nell'attivo dello stato patrimoniale la cifra di 1.336.283 per i diritti di Zagor e per la voce "Motions comis", senza specificare l'importo di ognuna, comunque sicuramente c'è anche una quota di diritti facente capo agli eredi Bonelli. Un'ultimissima cosa, anche se so che il nome può trarre in inganno, sono un maschio.

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  3. Quindi, se abbiamo inteso bene, i diritti di Zagor sono stati iscritti nello Stato Patrimoniale per una cifra di 1.336.283 euro. Grazie, Olimpia. Sei stato preziosissimo.

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  4. i termini usati nell'articolo sono piuttosto imprecisi, non si può definire il calo di fatturato come perdita. Per valutare un bilancio occorre analizzare tutte le voci (PN, Attivo immobilizzato, magazzino, crediti, debiti, margini, flussi, indicatori). I pochi dati evidenziati, se pure in calo sul 2014 farebbero invidia, ovviamente in proporzione, alla maggior parte delle società italiane, quotate comprese. In merito all'ultima precisazione, non avete capito bene, Olimpia dice una cosa diversa.

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  5. Non abbiamo definito "perdita" il calo di fatturato, ma il calo c'è stato ed è apparso significativo. Questa non è una testata economico-finanziaria. Annoieremmo i nostri lettori con freddi dati tecnici che non farebbero che fornire una rappresentazione diversa da questa, peraltro. Prendiamo in considerazione questo dato: rispetto al 2014, nel 2015 le copie distribuite sono scese di un milione! Per noi questa è una perdita ed anche consistente. Significa un milione di copie in meno vendute.

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  6. anche qui i termini sono piuttosto imprecisi, non si può chiamare attivo l'utile. Nel 2015 l'utile rappresenta il 6,35% del fatturato, un valore di tutto rispetto altro che dura realtà. Il calo di liquidità, considerati i livelli su cui si posiziona, vuol dire poco o nulla. Per le ipotizzabili necessità di una casa editrice vuol dire che può permettersi di fare tutti gli investimenti che vuole senza porsi il problema di reperire i fondi. A mio parere, come lettori possiamo dormire sonni tranquilli. E pure la Bonelli.

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  7. Il calo di liquidità vuol dire parecchio. E' inutile arrampicarsi sugli specchi. Tutte le voci del 2014 sono in calo rispetto al 2015. Anche le vendite, diminuite di circa 330.000 copie. Il tuo parere è basato un ottimismo eccessivo, secondo noi.

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