sabato 2 luglio 2016

DYLAN DOG N. 358! MEGA-RECENSIONE! STORIA SENZA SENSO! I DUBBI SUI CRITERI DI GESTIONE DI RECCHIONI!!

Dopo l'ottima storia del numero scorso scritta da Pasquale Ruju, in cui per la breve parentesi di una avventura i lettori hanno potuto assaporare un testo degno di una casa editrice come la Bonelli, con la storia del numero 358, intitolata Il prezzo della carne, si ritorna nella mediocrità. Fabrizio Accatino torna su Dylan Dog con la sua terza storia, dopo quella del numero 307 del marzo 2012 e del numero 353 del gennaio 2016. Non solo presenta una storia nettamente peggiorata, ma, secondo noi, del tutto inutile e caratterizzata da una trama talmente piatta e scialba che è un miracolo che gli attenti lettori del forum di Craven Road 7 non l'abbiano seppellita sotto un uragano di risate fragorose. Una non-storia, senza trama, senza ritmo, senza caratterizzazione dei personaggi, con riflessioni di Dylan Dog messe lì più per irritare i lettori tradizionalisti e irretire il fanboy dylaniato recchioniano. Disegni scialbi di Roberto Rinaldi, che torna su Dylan dopo una pausa di tre anni. L'ultima sua storia è stata quella ospitata nel numero 319 del marzo 2013, intitolata I ritornanti. Rinaldi ha fatto il suo esordio sulla collana dell'Indagatore dell'Incubo nel lontano aprile 1993 con il numero 79 scritto da Claudio Chiaverotti. Uno stile il suo molto simile a quello di Angelo Stano, che ci è sembrato stanco e poco motivato nel realizzare quella che ai suoi occhi, mentre realizzava le tavole, sarà apparsa come una avventura di scarso rilievo. Ci si chiede: com'è possibile passare dalla qualità di P. Ruju alla mediocrità di Accatino nello spazio di soli 30 giorni. Alla Bonelli che criteri hanno di selezione degli scrittori? Com'è possibile che una storia pessima sotto ogni punto di vista, quasi del tutto elementare, sia stata così approvata? Che sta combinando Roberto Recchioni? Come curatore non avrebbe dovuto operare una maggiore selezione degli autori impegnati in questo triste rilancio? Gradiremmo che dedicasse molto più tempo alla correzione e valutazione delle storie anziché trascorrere gran parte della giornata sul suo profilo Facebook dove pubblica almeno 3-4 post al giorno e partecipa alle discussioni con commenti vari. Qualche giorno fa ha insultato il nostro sito attribuendoci il titolo di picchiatelli, cioè di pazzi. E ha anche detto che si era imposto la regola di non parlare mai di noi. Bontà sua. Che non voglia parlare di noi, non ce ne frega un beneamato cazzo. Quello che ci preme sottolineare è che, secondo noi, se Recchioni ha davvero autorizzato una storia del genere, la Bonelli dovrebbe interrogarsi sulla opportunità di tenerlo ancora al suo posto e se non sia il caso di correre ai ripari prima che le vendite della collana precipitino. In tre anni, la serie ha perso 25.000 lettori, molti dei quali decisi a mollare per l'arrivo di Recchioni come curatore. Cominciamo con la copertina di Angelo Stano, che anche questo mese realizza una immagine che richiama un tema che pare essergli molto caro: i sacrifici rituali con accenni satanici e massonici. Tanti sono gli elementi e i simbolismi che si possono trovare in questa copertina, per non dire della pessima storia di Accatino, ma ne parleremo più avanti. Dylan è raffigurato di spalle. Non guarda il lettore, ma una fila di cadaveri appesi a testa in giù come quarti di carne in una macelleria. Dylan è al centro della tavola e al di sopra di lui si staglia una luce verde come se davanti a lui si aprisse un passaggio per percorrere il quale ha dovuto sacrificare vite, quelle delle persone appese ai suoi lati. I corpi sono sei per ogni lato. 6 e 6. Dylan è il terzo 6. 666 come il numero della Bestia. E' interessante notare come i corpi si muovano. Non sono vivi, ma nemmeno morti. Sono zombi. Corpi privi di vita mossi da qualcosa che non è lo spirito. Se facciamo bene attenzione, i corpi appesi ai lati di Dylan mostrano ferite all'altezza del torace e dei fianchi. Le stesse ferite che aveva il corpo della ragazza uccisa nella copertina del numero scorso. Perché Stano sembra avere tutta questa attenzione per corpi di persone che denotano strane ferite sul costato? Il titolo si riferisce al tema della storia, che è o avrebbe dovuto essere quello dello sfruttamento. Le persone non sono vive, non hanno un'anima. Un messaggio ateo che in questa storia richiama la posizione dello stesso Recchioni, che forse non ha una fede religiosa propria. Il prezzo della carne del titolo è quindi il prezzo che si può pagare per avere a disposizione un'altra persona e se questa è morta, tanto meglio. E passiamo agli editoriali. Qui ci sono i maggiori spunti di interesse. A differenza di altri precedenti, Recchioni non cita film, libri, ecc. No, cita il suo amico Leo Ortolani, che disegna Rat-Man per la Panini Comics, che a sua volta gestisce e pubblica all'estero le serie della Sergio Bonelli! Se trovate strano il fatto che Bonelli e Panini Comics collaborino anziché essere concorrenti, leggetevi questo nostro articolo! Parla di Ortolani come di un grande autore di fumetti comici. Domanda: cosa c'entra tutto questo con Dylan Dog e il suo mondo? Dopo lo spot ad Ortolani, Recchioni parla di Fabrizio Accatino e dice che la sua ultima storia, il Generale Inquisitore del numero 353, è stata molto apprezzata! Ok, ma apprezzata da chi? Tolti i siti amici, non resta molto. Il nostro giudizio su quella storia è stato molto negativo. Potete leggere il pezzo qui. Alla fine del paragrafo, Recchioni dice che non c'è nulla da ridere sulla storia. Noi pensiamo, invece, che si sia trattata di una battuta. La storia fa ridere perché altrimenti si dovrebbe piangere. Il secondo paragrafo è dedicato al mare, che è lo scenario con cui inizia la storia. Va bene, ma tolte le prime pagine, il mare non c'entra più e viene il sospetto che Recchioni questa storia non l'abbia letta con attenzione. Nell'ultimo pezzo si parla del trentennale e del ritorno di Sclavi ai testi per una storia che forse sarà raccolta in volume e sfruttata dalla Bonelli per tentare di ripianare le perdite causate dalla diminuzione di vendite della collana. Uno Sclavi giovane raffigurato dietro una immagine piena di simboli satanici. La questione vera è un'altra. Questa storia presenta molti punti di contatto con un libro di R.R. Martin, Melthouse Man. Il dato non è sfuggito ai lettori del forum di Craven Road 7, i quali hanno sostenuto che Recchioni non ha citato film o libri negli editoriali per evitare che i lettori si accorgessero che la storia del numero 358 è simile a quella del libro di Martin. Ne abbiamo parlato in questo articolo. E ora passiamo alla storia perché le cose da dire sono tante a fronte di una avventura che si perde in un abisso di mediocrità. Un fatto che dovrebbe indurre a porsi interrogativi sulla solidità di un progetto, il rilancio di Sclavi-Recchioni, che si è rivelato un fallimento.


La storia comincia in una giornata di tempesta sul mare burrascoso davanti alla costa del Kent. Tre pescatori, forse spinti dalla crisi economica, decidono di uscire ugualmente nonostante il pericolo di affondare. Ad un certo punto, si imbattono in quello che sembra un corpo che galleggia. Lo recuperano e hanno la conferma che si tratta di un corpo di una ragazza giovane con la testa mozzata. Uno dei tre pescatori, Aidan, riconosce la propria figlia deceduta due anni prima a causa di una grave malattia. Lo capisce dal tatuaggio sul braccio di Nick Drake, un cantante inglese morto nel 1974 a soli 26 anni per avere ingerito farmaci antidepressivi in quantità letale. Drake era il fratello di Gabrielle Drake, attrice procace nota al pubblico per avere interpretato il ruolo del tenente Ellis nella serie inglese UFO. Accatino dunque torna ad esplorare i misteri del mondo dello spettacolo inglese degli anni sessanta-settanta dopo il generale Inquisitore, in cui ha ipotizzato che la morte del regista Michael Reeves fosse stata causata dalla massoneria deviata inglese dedita al satanismo. Il protagonista della storia di questo mese non è Drake, ma viene citato in un paio di occasioni. Un evidente riferimento al satanismo massonico. Un altro dei pescatori è un certo Harvey Friday III, che avrà un ruolo decisivo nella storia. Il fatto viene reso noto sull'Indipendent, giornale inglese di sinistra e cade sotto gli occhi di Dylan Dog, che resta colpito da un fatto: com'è possibile che a distanza di due anni, il corpo di una persona sia ritrovato in mare e per giunta in stato di ottima conservazione? Chi c'è davvero nella sua tomba e perché non ha più la testa? Il sospetto che il cadavere sia stato oggetto in qualche modo di un rito satanico si fa strada nella sua mente. Parla delle sue ipotesi all'ispettore Bloch, giunto appositamente da Wickedford, ma l'anziano poliziotto in pensione si mostra scettico. Non vede tutta la rilevanza che Dylan pensa vi sia. Un altro elemento che ha insospettito Dylan è il fatto che le autorità locali si siano rifiutate di eseguire l'autopsia. Forse nascondono qualcosa? Sono complici dei probabili satanisti che hanno organizzato tutto? Nella sua esperienza sa che i membri di queste organizzazioni sono spesso membri delle Istituzioni o delle forze dell'ordine, che in queste degenerazioni si comportano come criminali. Una vicenda molto simile a quella del Mostro di Firenze. Dylan Dog parte per il Kent. Lo aspetta la città di Grain, il piccolo centro sulla costa dove il corpo della figlia di Aidan è stato ritrovato a largo della costa. Groucho, sempre più preda della malattia mentale che lo affligge da anni, decide di restare. Il motivo per cui Dylan si ostini a tenere con se un povero demente è noto solo alla fantasia di Sclavi che lo ha imposto dall'inizio. Non il duro e tenace Hardo, socio di Daryl Dark. Groucho è un pazzo e in alcuni numeri Recchioni ha adombrato l'idea che potesse essere qualche manifestazione magica o uno dei servizi segreti. Ci riferiamo al numero 342. Poi è mancato il coraggio di portare avanti quel filone narrativo. Groucho preferisce restare per fingersi psicologo junghiano! La stupidità delle sue battute è pari solo alla sua follia o alla vasta ignoranza dei lettori dylaniati adoratori del nuovo ciclo che le trovano divertenti. Prima che Dylan parta per Grain, Accatino è così gentile da svelarci subito chi sono i cattivi. Un certo Jarion è in combutta con il capo della polizia locale, Gideon, su qualcosa che riguarda lo sfruttamento dei cadaveri. A pagina 32 leggiamo un curioso dialogo in cui Dylan, imitando forse Terence Hill, si diverte a prendere in giro il duro poliziotto. Fuori dalla centrale di polizia, Dylan incontra una fotografa, Aimee Dickens, che come al solito si innamora subito di lui! Un elemento che non giova al giudizio a favore di Accatino, che dimostra, in questo caso, tutti i suoi limiti come scrittore. A pagina 39 due occhi nell'oscurità spiano Dylan che cerca di riposare nel cottage dove è ospitato. L'identità dell'osservatore resterà sconosciuta. Altra pecca di Accatino che perde per strada pezzi narrativi. A pagina 40 si capisce qual è l'oggetto della misteriosa attività di Jarion e Gideon. Quelli che sembrano zombi si alzano dalle tombe e cercano di azzannare una squadra di uomini mandati la per assicurarsi che non scappino. In seguito Gideon si lamenterà del fatto che le bare non erano state assicurate bene permettendo ai morti di alzarsi. A questo punto, il lettore avrebbe gradito sapere com'è possibile che i morti di Grain risorgano. Accatino tace. Dopo essere andato a letto con Aimee, Dylan scopre quasi per caso che la base di questi satanisti è un vecchio edificio abbandonato nei pressi del porto. Come lo ha scoperto? Semplice: notando che lo stabile, che si diceva abbandonato da anni, era alimentato da fili di corrente! Penetrato in esso scopre la verità. I corpi di giovani ragazze vengono fatte risorgere per consumare rapporti sessuali con ricchi depravati, gli stessi che fanno parte della cerchia di satanisti della quale è membro anche Gideon. A porre fine a tutta quella follia ci pensa il vecchio Harvey, che nel frattempo divenuto zombi anche lui, si accende una sigaretta. L'edificio esplode. La storia finisce. La storia? Che storia è quella che non ha né capo né coda? Accatino accenna ad un gruppo di satanisti necrofili, ma non spiega come fanno i cadaveri a risorgere sotto forma di zombi, visto che lo spirito che albergava in loro è asceso al Cielo. O forse il messaggio che arriva da questa storia è che simili combriccole non devono essere mai scoperte? Tutto deve rimanere nell'ombra, protetto dalla fitta rete di protezione di cui godono questi criminali grazie ai loro tanti amici nelle Istituzioni e nelle forze dell'ordine. L'alternativa è concludere che Accatino abbia scritto una storia monca di parti essenziali. E forse è meglio credere questo. Quello che ci chiediamo è se davvero Recchioni ha letto questa storia prima di autorizzarla? Non è la prima volta che ci viene il dubbio che il carattere impalpabile della sua gestione suggerisca che il suo nome appaia più per ragioni di immagine che di effettivo potere di intervento sulla struttura delle storie e del loro contenuto. Recchioni ha scritto finora appena tre storie a conferma che tutto quello che leggiamo era già pronto da diversi anni. Ciò spiegherebbe la perfezione della storia di Ruju del mese scorso e l'assoluta superficialità di una storia come quella di Accatino priva di un perché, di una sua logica, di una sua trama. Edmund Freisler.

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