domenica 3 luglio 2016

IL RITORNO DI DARYL DARK E LA DELUSIONE DEI FAN DI DYLAN DOG PER LA GESTIONE DI ROBERTO RECCHIONI!

Daryl Dark è stato nel corso del 2015 la risposta alle preghiere dei delusi lettori di Dylan Dog. Tutto quello che essi avevano sperato di trovare nel rilancio e che invece gli è stato negato da scelte non comprensibili, la più assurda delle quali è stata la trovata del nome di Bloch. Un giorno gli attuali autori si difenderanno sostenendo che tutto era derivato da Sclavi, farina del suo sacco che ai lettori è andata di traverso. Un nuovo ispettore, Tyron Carpenter, nero e incazzato tipica figura da action movie americani di serie D e una musulmana di nome Rania Rakim vestita come una mignotta dei quartieri bassi, tipica estrazione sotto-proletaria nella visione dei degradata della sinistra. Un satanismo che emerge in tutte le cover degli ultimi 10-12 numeri e continui accenni nelle storie, che rimandano a rituali di organizzazioni pseudo-massoniche che con il fumetto e le storie in se non hanno nulla a che fare. Da quando è iniziato il rilancio la serie di Dylan Dog sembra divenuta il ricettacolo di tutto quello che una testata a fumetti non dovrebbe essere. E' stato davvero Sclavi a volere ed imporre tutto questo? Se si, è sua la responsabilità dell'attuale disastro. A Recchioni possiamo rimproverare di essere stato un cattivo esecutore, di avere spinto in Bonelli scrittori e artisti che non si sono rivelati all'altezza delle aspettative visto il numero elevato di critiche, che è bastata una sola storia di Ruju uscita il mese scorso per far capire a tutti come doveva essere strutturato Dylan Dog. In Daryl Dark i lettori tutto questo lo hanno visto fin dal primo numero, quel numero 0 in cui è apparso Robert R. Reelich, stereotipo dello scrittore di poca cultura e bassa abilità, che per fare carriera è costretto a frequentare ambienti satanisti, che in cambio chiedono molto di più di quello che uno pensa, oltre all'obbligo di rituali illegali. A novembre 2016 uscirà il secondo volume con nuove avventure e molte domande avranno le loro risposte. Nuovi artisti sono saliti a bordo, nuovi supervisori e nuove ispirazioni per perpetuare il successo dello scorso anno. Delle novità relative alle nuove avventure di Daryl Dark trovate tutti i riferimenti in questo articolo pubblicato sul nostro sito pochi giorni fa.


Nel team di autori è entrato il famoso saggista Luigi Siviero, mentre come redattore il traduttore professionista Giorgio Borroni. I lettori delusi dal rilancio di Dylan Dog avranno di che deliziare i loro fini palati, mentre quelli che ancora credono che la gestione di Roberto Recchioni abbia prodotto benefici a Dylan Dog sono in attesa di capire se con le vendite dei numeri di Orfani, altro mega-flop bonelliano, si riuscirà a riempire lo stadio San Paolo di Napoli. Oggi sappiamo che non sarà possibile. Con 19.000 copie la collana potrebbe essere anche in perdita, visto che ha superato la quota di sicurezza di 20.000 copie. Recchioni ha fatto molte promesse, molte delle quali non mantenute. Parlava di 4 Hoods, ma da quando Mauro Marcheselli ha lasciato la poltrona di direttore editoriale della Bonelli, non se n'è saputo più nulla. In qualche post sul suo profilo FB, Recchioni ha parlato di 2017, ma intanto la pagina FB dedicata a questo progetto ha avuto un solo aggiornamento negli ultimi 10 mesi. E le nuove stagioni di Orfani? La quarta doveva essere di dodici numeri, ma apprendiamo che sarà di 3 numeri così come la quinta. Dalla sesta si tornerà a dodici numeri! Nel leggere queste affermazioni non sappiamo se ci troviamo di fronte a degli slogan o a promesse difficili da mantenere viste le difficili condizioni di mercato e i grandi cambiamenti che stanno avvenendo all'interno della Bonelli. Lo stesso Recchioni potrebbe mollare l'incarico di curatore di Dylan Dog alla fine di quest'anno e i siti che lo sostengono e pubblicano recensioni sempre positive dei suoi lavori sono pronti a beatificarlo. L'addio di Recchioni dal mondo dylaniato, evento atteso da tutti coloro che in questi tre anni hanno sommerso di critiche la rete (e non sono pochi!), dividerà la platea tra adoratori, molti dei quali nemmeno leggono Dylan Dog e contestatori che saluteranno quel momento come liberazione. La parola RROBEXIT campeggia in molte discussioni. A condannare la gestione Recchioni sono i numeri negativi (benché ufficiosi) della sua gestione: 25.000 lettori di Dylan Dog persi in tre anni, il flop di Orfani e tante e inutili polemiche. Un compito difficile aspetta il nuovo curatore. Al Plano.

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