mercoledì 6 luglio 2016

NASCE L'ASSE DI RECCHIONI (BONELLI) E LUPOI (PANINI COMICS) PER IL SI! FUMETTI E POLITICA A BRACCETTO!

Cosa c'entra la politica con i fumetti? Tutto, visto che editori, autori, addetti ai lavori ed ex-fanzinari divenuti dirigenti fanno la politica sia nei fumetti (come editori, autori, disegnatori, semplici commentatori a tempo perso sui social) che fuori dei fumetti. Quando poi gli fai notare che loro fanno politica usando il mezzo fumettistico o le loro posizioni di influenza quali personaggi più o meno pubblici, si arrabbiano. No, non facciamo politica. La politica non c'entra nulla con i fumetti. Non è vero. La politica la fanno eccome perché le sorti del sistema editoriale italiano sono legate a doppio filo alla politica, a sua volta legata al mondo bancario e della finanza, delle lobby visibili ed occulte di altri gruppi di potere, molto occulti, che nelle segrete stanze credono di governare il mondo. Il curatore di Dylan Dog, Roberto Recchioni, si è segnalato in quest'ultimo periodo per avere assunto posizioni critiche nei confronti del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Il contrasto è stato così acceso che il profilo Facebook di Recchioni è stato segnalato a ripetizione fino al punto di provocarne il blocco. Per tutta risposta, Recchioni ha aperto un secondo profilo (un fatto vietato dal regolamento del popolare social network Usa) per continuare la sua attività sociale ottenendo qualche giorno dopo lo sblocco del primo profilo. Il secondo profilo, però, è ancora attivo. Li trovate a questi link. Primo profilo. Secondo profilo. Un errore lasciare aperto il secondo profilo, perché così presta il fianco a nuove segnalazioni con rischio di blocchi sul primo. Recchioni ha fatto capire a chiare note il suo contrasto nei confronti dei grillini, che passano nell'immaginario collettivo contro la casta e tutto quello che riguarda la corruzione del sistema politico italiano. Una visione errata perché i grillini si sono dimostrati peggio di quelli del PD di Renzi. E quindi, Recchioni, da questo punto di vista, ha ragione. Recchioni è di destra o di sinistra? Qualche anno fa in una intervista per il noto giornalista di destra Alfatti Appetiti si definì un fascista zen. Che cazzo significa fascista zen non ne abbiamo idea. Un monaco zen che inneggia al duce? Boh! Più di recente, si è definito in alcuni suoi post sul suo profilo Facebook un anarco-individualista nella concezione di Stirner! Ora i lettori di Dylan Dog staranno scartabellando nella loro collezione il numero in cui è uscito Stirner! No, calma. Non si tratta del socio occulto di John Ghost o del fratello meno conosciuto di Xabaras. Stirner era un filosofo tedesco che abbracciava una ideologia che inneggiava ideali non proprio condivisibili quali egoismo, ateismo, nichilismo, ecc. Non proprio il tipo con cui un cattolico amerebbe prendere il caffè. Tutto quanto premesso, Recchioni è di destra o di sinistra? In questo pezzo abbiamo affrontato il problema e abbiamo concluso che per quanto ci riguarda Recchioni appare schierato per quella che si può definire la destra sociale in una visione populistica e confusa che spesso viene associata, secondo alcuni aspetti, alla sinistra estrema. Di qui lo sbigottimento dei fan dylaniati che credevano che Recchioni fosse marxista-leninista e quindi comunista come Sclavi.
 

Gli screenshot che trovate nel nostro pezzo parlano chiaro. Recchioni ha detto che non è comunista, anche se il Tiziano Sclavi è un comunista. Non che bisogna essere comunisti per essere il curatore di Dylan Dog e lo stesso Sclavi non si è certo scomposto quando ha firmato libri per la Mondadori di Silvio Berlusconi, che viene considerato il nemico della sinistra italiana. Recchioni nel 1994 realizzava fumetti a sfondo politico di destra per Alleanza Nazionale di Gianfranco Fini! Anche in questo caso, trovate link e screenshot nel nostro pezzo. Noi siamo di destra, ma la visione che Recchioni ha della destra non è proprio coerente con il patrimonio genetico della destra autentica e alcune sue posizioni non ci sono piaciute. Per cui prendiamo le distanze dal suo pensiero che non condividiamo. Ma, come dicevamo sopra, autori di fumetti e editori fanno politica. Sono costretti quasi a farlo perché le sorti del sistema editoriale italiano è legato al mondo della finanza e dietro la finanza ci sono gruppi di potere occulti che chiedono forme di condivisione di idee precise. Non stupisce leggere delle recenti prese di posizione di Recchioni contro il referendum delle Trivelle e più di recente a favore del SI nel referendum sulla riforma costituzionale. Ogni persona sensata che ha a cuore il destino del Paese capisce che dietro questa riforma si nasconde il desiderio di Renzi e degli esponenti dei poteri forti che lo hanno imposto a Palazzo Chigi di assumere un controllo totale sul destino e sul futuro della gente per conto altrui. Votare il SI significa mettere in pericolo la tenuta democratica del Paese. Votare NO significa difendere la Costituzione e mandare a casa Renzi e tutto il suo gruppo di potere che si è insediato nei palazzi senza alcuna rappresentanza popolare. Dylan Dog è sempre stato immaginato come un difensore dei deboli e degli oppressi. Logica conclusione: se Renzi è il cattivo e vuole imporre una dittatura, allora Dylan è contro Renzi e a favore del NO al referendum. Sbagliato, perché Recchioni la pensa diversamente e quindi anche Dylan Dog si deve adeguare. Qualche giorno fa Recchioni scrisse sul suo profilo Facebook che Dylan Dog avrebbe votato contro Brexit, l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea! Ne abbiamo parlato qui. Trovate link e screenshot. Nell'immaginario collettivo tutto ciò che riguarda Renzi, l'UE, la banche e i privilegi dei politici sono considerati elementi della Casta. Sostenere Renzi, l'UE, banche e politici di sinistra significa sostenere la Casta. E ora Recchioni, come vedete nello screenshot di cui sopra, si è schierato per il SI al referendum sulla modifica della Costituzione e quindi a favore di tutto ciò che esso rappresenta. Non si è limitato a questo. Ha condiviso il post di Marco Marcello Lupoi, direttore di Panini Comics, renziano della primissima ora come vedete in tale tweet. Non c'è da stupirsi della condivisione. La Panini Comics gestisce i diritti della Bonelli all'estero. Panini e Bonelli non sono più case editrici concorrenti. E' naturale che esponenti Bonelli sostengano le prese di posizione di esponenti Panini. E ora in politica. Politica e fumetti vanno a braccetto. Al Plano.

2 commenti:

  1. Non hanno capito che a noi lettori di fumetti le loro idee politiche non interessano per nulla. Credono davvero di poter muovere anche un solo voto? Ci sono ragioni piu forti e concrete per votare NO piuttosto che SI, ma davvero pensano che a noi lettori abbiamo bisogno dei loto consigli interpretativi? Grazie ce la studiamo da soli la questione.

    RispondiElimina

Il tuo messaggio sarà sottoposto ad approvazione dei proprietari e/o amministratori, gestori di questo sito. Se conterrà insulti, offese, minacce, intimidazioni, anche velate ed indirette ed altri contenuti offensivi o minacciosi, sarà segnalato all'Autorità Giudiziaria con conseguente presentazione di denuncia/querela.