sabato 30 luglio 2016

RECCHIONI E L'ODIO CON CUI E' STATO ACCOLTO GHOSTBUSTERS E LE NOVITA' DI DYLAN DOG VOLUTE DA SCLAVI

Di chi è la responsabilità del fallimento del rilancio di Dylan Dog? Di Roberto Recchioni, che verso la metà del 2013 venne chiamato per fermare l'emorragia di lettori o di Tiziano Sclavi che, sempre secondo quanto è stato precisato in sedi ufficiali, ha voluto Roberto Recchioni curatore di Dylan Dog? Ciò che sappiamo per certo è che oggi il rilancio di Dylan Dog si è rivelato una catastrofe. Per la prima volta la collana è scesa sotto la quota delle centomila copie, gettando nello sconforto i vertici della Bonelli che ci avevano creduto. Avevano creduto che sarebbe bastato urlare sui social e collocare alla regia della sfortunata collana un personaggio noto per le sue posizioni polemiche in rete. Avevano creduto al miraggio di Facebook, convincendosi che chi mette like sotto un post sia anche un potenziale acquirente dei loro prodotti. L'errore che hanno commesso alla Bonelli è stato quello di affidare il rilancio ad una pletora di autori giovani, alcuni dei quali esordienti ai massimi livelli, che si sono rivelati incapaci di invertire la tendenza negativa. Oggi la Bonelli contempla un panorama disastroso. Il bilancio 2015 si è chiuso con un utile dimezzato rispetto al bilancio 2014. Le collane continuano a calare e il futuro si presenta difficile. Se il rilancio di Dylan Dog avesse funzionato, si sarebbero rimessi in carreggiata. Se oggi la Bonelli esiste ancora e non è fallita, il merito va a Tex Willer e ai suoi 170.000 lettori che comprano l'inedito. Tutte le altre collane, che vendono da 29.000 copie in giù rappresentano le ceneri di una gloriosa casa editrice persasi in un ciclo continuo di errori madornali. Oggi Roberto Recchioni ha scritto un post sul suo profilo Facebook che segna la presa d'atto del fallimento: Oggi toccare delle opere che hanno fatto parte del passato culturale della Prima Generazione, di quella generazione dei nerd che adesso è dominante, diventa un attentato all'ordine costituito. Basti vedere l'odio con cui è stato accolto il nuovo film di Ghostbuster o quello che è stato riservato alle novità portate su Dylan Dog (per volontà del suo creatore, oltretutto). Ma come, caro Roberto, non hai sempre detto che chi si lamentava delle novità di Dylan Dog era solo una piccola e chiassosa minoranza di talebani, haters e nostalgici reazionari? Come? Hai dimenticato l'editoriale di Dylan Dog n. 344 in cui, riesumando lo sclaviano nun ce rompete di un numero di Dylan Dog di oltre venti anni fa, hai definito i critici verso il rilancio di Dylan Dog dei nostalgici reazionari? Roberto hai dimenticato questa intervista concessa al sito di Abruzzo Web l'8 giugno 2015 in cui hai dichiarato a proposito dei fan critici: La percezione di Facebook è sempre falsata, è interessante perché riflette uno spicchio di lettori, ma io devo guardare le cifre e il giornale va meglio di prima, il nostro lavoro sta premiando. Ci sono ricerche serie di mercato su Fb, è un enorme ricettacolo di dissenso: chi è favorevole magari mette solo un like, chi è contrario si esprime. Una sorta di muro del pianto combattuto da Facebook stesso, tanto che il creatore Mark Zuckerberg vuole bloccare i troll, i nomi non reali e le false identità. Tanti autori ormai rifiutano un certo tipo di contatto diretto, come quelli di Game of Thrones e anche molti utenti. Un momento, parlavi di uno spicchio di lettori? Se si trattava davvero di uno spicchio di lettori, perché a questo spicchio hai dedicato un intero editoriale di Dylan Dog, quello del numero 344? Forse, non si trattava di uno spicchio visto che oggi hai scritto sul tuo profilo Facebook: Basti vedere l'odio con cui è stato accolto il nuovo film di Ghostbuster o quello che è stato riservato alle novità portate su Dylan Dog (per volontà del suo creatore, oltretutto). Da quello che hai scritto, secondo te l'insuccesso di certe reinterpretazioni è dovuto al fatto che i lettori e gli spettatori non hanno capito? Sarà il tuo punto di vista, rispettabile, ma resta una tua opinione sulla quale noi non concordiamo. La gente ha odiato il nuovo film degli Acchiappafantasmi? Beh, come dargli torto? Si è rivelato un film ridicolo sotto ogni aspetto. Un film fatto per prendere in giro il film del 1985. Almeno secondo quello che pensiamo noi. E poi vorremmo chiederti: cosa è stato riservato alle novità di Dylan Dog? Quelle novità che tu dichiari essere state imposte non da te ma da Tiziano Sclavi? Lo hai scritto tu. Per volontà del suo creatore. Il nome (assurdo secondo noi) di Bloch, il pensionamento di quest'ultimo, l'introduzione di Carpenter e Rania, un nuovo nemico che si è visto una sola volta e poi è sparito, trame lasciate con il punto interrogativo (ci riferiamo al tradimento di Groucho visto nel numero 346 e mai più ripreso), all'uso abbondante di simbologie sataniche e massoniche, al riferimento esasperato per il comunismo (basta leggere il numero 356 per considerarlo un manuale illustrato del Capitale di Marx), ecc. Lo hai detto tu stesso qui. Ma tu non sei comunista. Lo hai detto tu. Se abbiamo capito il tuo punto di vista, stai dicendo che le novità che sono state rifiutate dalla maggioranza dei lettori, non sono farina del tuo sacco, ma di Sclavi che le ha imposte di sua sponte. Ci stai dunque dicendo che se le cose sono andate male, la colpa è di Sclavi? O del fatto che le novità di Sclavi non sono state accettate? Perdonaci, ma se tutto è partito dalla mente di Sclavi, che ha creato Dylan Dog nel 1984, sarebbe come se la Marvel per rilanciare Spider-Man richiamasse Stan Lee! Una cosa però l'hai detta e su di essa ci troviamo d'accordo. Non sono novità volute da te. Tu avresti fatto meglio. Se non ci sei riuscito è perché hai dovuto giocare con le carte che Sclavi ti ha messo in mano? Quello che ci piacerebbe chiederti è: se avessi avuto carta bianca, come avresti cambiato Dylan Dog?


Recchioni è stato designato curatore di Dylan Dog nella metà del 2013 per volontà di Sclavi. Secondo la versione ufficiale, Sclavi sarebbe rimasto folgorato da una storia di Dylan scritta da Recchioni nel 2007, Mater Morbi. Tra il 2008 e il 2013 Recchioni ha scritto solo quattro storie di Dylan Dog. Un apporto minimale, dunque. Un ritmo di una storia all'anno, più o meno come allora capitava a Paola Barbato. Quando il curatore di Dylan Dog era Gualdoni, la vita era dura per molti autori. Gualdoni è stato molto criticato, ma operava una selezione dura. Roberto, hai mai proposto storie a Gualdoni quando questi era curatore e se si, sei stato rifiutato? Oggi le storie di Gualdoni che compaiono sul Maxi Old Boy sono osannate. Il ritmo di una storia all'anno è poi proseguito. Tra il 2013 e il 2016 hai scritto altre tre storie. Dal 2008 ad oggi hai prodotto 7 storie in otto anni. Vedi, Roberto, tu non parli di noi. Lo sappiamo perché lo hai dichiarato qualche settimana fa. Hai rivelato che ti sei imposto una regola: mai parlare di Comix Archive. Ecco il link. Vedi, noi siamo convinti che se il rilancio di Dylan Dog con le novità volute da Sclavi è andato male la colpa non sia dei troll perché i troll non esistono. Troll è un termine che si usa nelle discussioni sui social quando non sapendo come confutare le argomentazioni del contraddittore, ci si rifugia in questo termine offensivo. Io ai troll non rispondo mai. La frase tipica che capita di leggere nelle discussioni social. Lasciatelo perdere, è un troll. Ciò posto, acclarato che i troll non esistono, essendo una invenzione di chi non ha più niente da dire, perché il rilancio di Dylan Dog è andato male? Non vorrai farci credere che non vi è mai sfiorata l'idea che al sentire il vero nome di Bloch la gente non si sarebbe incazzata. Tra chi ha riso e chi è rimasto scandalizzato, le vendite della collana non ne hanno beneficiato. E perché mai avrebbero dovuto? Se mi ha fatto incazzare il fatto che il nome di Bloch sia Sherlock Holmes, perché mai dovrei continuare a comprare un fumetto con storie semplicistiche adatte per un pubblico di ragazzini? E che dire di John Ghost? Ne avete parlato per mesi tra il 2013 e il 2014. Avete diffuso una tavola in cui non si capiva bene se questo tizio era a letto con due donne o con una donna che sembrava un uomo. Poi la tavola è stata spiegata da altre e si è capito che erano due donne, ma la tavola principale è rimasta equivoca. John Ghost è apparso nel numero 341 e poi è sparito. E' passato più di un anno. Che fine ha fatto John Ghost? Anche lui è una idea di Sclavi? E del Groucho traditore visto nel numero 346 perché non si è più parlato? Ti ricordi, Roberto, questo post in cui hai detto, rivolgendoti alla tua collega Paola Barbato: Ho quasi finito la revisione del Dylan di Paola Barbato e dei gemelli Cestaro. Ci ho lavorato molto sopra, andando a raffinare e a incastrare nel contesto qualcosa che era già straordinariamente buono di suo. Sarà una storia che farà epoca e che cambierà del tutto la concezione di continuity dentro Dylan. Preparate i popcorn perchè la (minuta) frangia talebana darà fuoco alle polveri. Hai scritto questo post il 19 aprile 2015. Circa due mesi prima della intervista di cui abbiamo parlato sopra. Ancora parlavi di minuta frangia talebana. Mah! Perché chiamare i lettori talebani solo perché non hanno gradito quello che tu e Sclavi avete proposto? E' obbligatorio accettare i cambiamenti? E farseli piacere? Chi non accetta il cambiamento è un talebano? E poi, scusaci Roberto, ma perché usare un termine così forte come talebano che in origine indicava gli studenti delle scuole islamiche e che per traslato ha finito per identificare pericolosi fondamentalisti? Davvero pensi questo dei lettori di Dylan Dog? Lo hai detto tu, ma forse hai errato nei calcoli. Questa frangia talebana, come la chiami tu, non è minuta visto che ai cosiddetti critici hai dedicato un intero editoriale, quello del numero 344. Quindi, Roberto se, come dici tu, si tratta di una minuta frangia, perché sprecare un intero editoriale di Dylan Dog per dargli importanza? Forse allora quella frangia talebana non è poi così piccola, non credi? Oggi scrivi sul tuo profilo Facebook a proposito della reazione dei fan alle nuove storie di Dylan Dog: quello che è stato riservato alle novità portate su Dylan Dog (per volontà del suo creatore, oltretutto). Insomma, fai capire che è con Sclavi che bisogna prendersela visto che queste novità sono state imposte per sua volontà? Però il curatore sei tu e almeno in teoria sei tu che decidi quali storie possono passare la selezione e quali no. Prima eri dalla parte opposta. Proponevi storie e dall'altra parte della scrivania c'era Gualdoni. Nel post dell'aprile 2015, a proposito, del Dylan Dog della Barbato disegnato dai Cestaro, ha detto che avrebbe cambiato del tutto la concezione di continuity dentro Dylan. Scusaci Roberto, ma non ce ne siamo accorti. Tra il numero 345 e i successivi non è cambiato nulla. Anzi, semmai ci è parso che il livello insieme alla vendite abbia seguitato a calare. Forse pensavi che modificando una avventura in cui Groucho appariva come un traditore tanti si sarebbero precipitati a comprare Dylan Dog? Poi nella intervista del giugno 2015 hai dichiarato che il giornale va meglio di prima! Scusa Roberto, ma come fai a dire una cosa del genere se le vendite della collana non hanno mai smesso di calare? E anche se fosse come dici tu, perché oggi allora ti lamenti del trattamento riservato alle novità di Dylan Dog volute da Sclavi? Già volute da Sclavi, non da te ed è questo il punto. Quando lascerai la collana, potrai sempre dire quello che hai scritto oggi. Le novità sono state volute da Sclavi. Ma tu cosa avresti fatto? Kristoffer Barmen.

2 commenti:

  1. Più "chissene" delle novità di DYD non esiste, viste le vendite calanti.
    Gli strafalcioni comunque si sprecano ("Hazard", "adattamente", "Ghostbuster"), se la stessa attenzione è riservata a DYD andiamo maluccio. Poi quel "Prima Generazione" non significa un tubo, meno male poi ci spiega cosa vuol dire (secondo lui).
    Inoltre l'accostamento tra i remake filmici e il fumetto stride parecchio...a parte il media differente. la collana DYD non ha avuto un reboot (cosa che sono invece i film citati nel post) ma è "semplicemente" proseguita.
    Anche nei post più "semplici" si leggono idee parecchio confuse.

    RispondiElimina
  2. Lo sfogo di Recchioni è comprensibile. E' stato chiamato per salvare Dylan Dog, che nel 2013 vendeva 120.000 copie. Oggi Dylan Dog vende 95.000 copie (dato riferito ai primi mesi del 2016). Se guardiamo con attenzione, la gestione di Recchioni è stata impalpabile. Tre storie scritte in tre anni e con poche possibilità di modificare storie già preparate quando lui è arrivato. Con il post che abbiamo ripreso ha cercato di fornire una sua giustificazione logica del flop, ma resta il dato di fatto. Con Dylan Dog non è andata bene e con Orfani è andata pure peggio. La domanda che ci poniamo è questa: quanti milioni la Bonelli ha investito in Orfani e quanti di quei milioni sono tornati (se davvero qualcuno è tornato)?

    RispondiElimina

Il tuo messaggio sarà sottoposto ad approvazione dei proprietari e/o amministratori, gestori di questo sito. Se conterrà insulti, offese, minacce, intimidazioni, anche velate ed indirette ed altri contenuti offensivi o minacciosi, sarà segnalato all'Autorità Giudiziaria con conseguente presentazione di denuncia/querela.