martedì 28 giugno 2016

ROBERTO RECCHIONI: "CONTRAVVENGO A UNA MIA REGOLA E PARLO DI QUEL PICCHIATELLO DI COMIX ARCHIVE"

Non avremmo mai immaginato che Roberto Recchioni si fosse imposto la regola di non parlare mai del nostro sito, che è anche l'unico che parla di fumetti in termini critici reali a differenza di tanti altri che invece scrivono come sforzo per sostenere progetti, serie e autori nel tentativo, spesso illusorio, di alzare le vendite delle collane. Non si tratta di una nostra teoria, bensì di una affermazione fatta oggi da Roberto Recchioni, come potete vedere dallo screenshot sotto. Il perché Recchioni si sia imposto una regola di questo tipo è avvolto nel mistero o dipende dalle nostre recensioni negative degli albi di Dylan Dog che cura dall'autunno del 2013? D'altra parte, parlare solo delle recensioni positive, tipo quelle di Bad Comics e ignorare le nostre non è una buona carta da giocare come strategia di comunicazione o di espansione della propria immagine. Significa costruire un'aura di cartone che crolla al primo soffio di vento dei dati di vendita. Nel 2013 Dylan Dog vendeva 120.000 copie. Oggi ne vende 95.000 circa. In tre anni Dylan Dog, secondo i dati ufficiosi diffusi qualche settimana fa da Alessandro Bottero, ha perso 25.000 lettori. Orfani, la serie che Recchioni ha offerto e piazzato alla Bonelli, la serie con cui lui affermò che avrebbe riempito il San Paolo, è passata dalle circa 50.000 copie del primo numero alle 19.000 copie di quest'anno! Dati ufficiosi sempre diffusi da Bottero. Un crollo verticale che segue di pari passo la crisi globale del mercato dei fumetti. Recchioni, da quando è curatore, ha scritto appena tre storie di Dylan Dog. Gualdoni, quando era il curatore della collana, ne scrisse ben 8 e avrebbe continuato a scriverne di più se non fosse caduto in disgrazia perché si diceva che nella sua gestione la serie perdeva lettori. Ma anche oggi Dylan Dog perde lettori, all'incirca 8.000 all'anno. E non sono pochi. R. Recchioni inizia il suo post mettendo in dubbio le nostre facoltà mentali, chiamandoci picchiatelli. Una mossa tipica perché squalifica in premessa il contenuto del pensiero che si vuole contestare e se si parte dal presupposto che chi si vuole contestare è pazzo, il cammino è in discesa. Si tratta, però, di una posizione di pensiero che ha valenza solo se si dispone di un certo numero di persone disposte a crederci o ad avallare la tesi. Dopo avere messo in dubbio le nostre facoltà mentali, accenna ad una regola che si era imposto: non parlare di Comix Archive! Perché? Perché se parlo di chi critica le mie opere gli attribuisco importanza e se condivido i suoi articoli sul mio profilo, gli regalo visibilità. Allora non ne parlo. Per sua sfortuna, tuttavia, il nostro sito ha una media di circa 800 visualizzazioni al giorno e una media di circa 30.000 visualizzazioni al mese. Così è del tutto irrilevante che Recchioni scelga di non parlare di noi. Le mega-recensioni degli albi di Dylan Dog continueranno a comparire sul nostro sito. Non quelle di Orfani perché per direttiva imposta dai nostri uffici superiori, le uniche serie Bonelli che possiamo mega-recensire sono soltanto Tex e Dylan Dog. Le altre, vendendo meno di 30.000 copie, non vengono prese in considerazione salvo i casi in cui sono disponibili notizie circa la loro chiusura o polemiche che le hanno in qualche modo interessate. Ecco perché non facciamo mega-recensioni di Orfani. Sceso ormai a 19.000 copie e da ritenere un mega-flop nonostante il fatto sia un'opera creata da Recchioni. Non ce ne voglia il dylaniato curatore, ma al di là dei contenuti che non condividiamo, non riteniamo che Orfani sia opera che possa definirsi degna di altre note serie Bonelli del passato, non fosse altro perché, secondo noi, richiama atmosfere di noti videogiochi sullo sfondo di una trama inconsistente e priva di spunti di riflessione di qualche genere. Dopo avere affermato che siamo matti, pensando di destituire la nostra posizione, ha precisato quello che voleva dire in un post pubblicato il giorno precedente. Ha postato un riferimento all'attacco alla base americana di Pearl Harbor avvenuto il 7 dicembre 1941 passato alla storia come l'evento che ha determinato la discesa in guerra degli Stati Uniti d'America nel secondo conflitto mondiale. Invece dei giapponesi, ha scritto che sono stati i nazisti e quindi i tedeschi ad attaccare. Sotto il post ha caricato un video di Youtube con il film Animal House. E noi abbiamo riportato lo screenshot con la sua affermazione storicamente errata. Ad attaccare Pearl Harbor sono stati i giapponesi non i tedeschi.




Non c'era alcun collegamento tra il testo del post e il video. Nessun riferimento al fatto che la sua affermazione fosse una citazione. Il giorno dopo ha pubblicato il post che vedete nello screenshot, in cui scrive: Contravvengo a una mia regola e parlo per un momento di quel picchiatello di ComixArchive. Ieri, sull'uno a zero della Germania, ho postato il discorso di incitamento di John Belushi in Animal House, quello in cui dice "ci siamo arresi quando i nazisti hanno bombardato Pearl Harbour?" con i compagni che non hanno la forza di correggerlo perché lui è gasatissimo e perché... perché è Bluto Blutarsky, e nessuno contraddice Bluto Blutarsky. Insieme al messaggio ho postato anche il video della sequenza del film, per renderlo chiaro ai sottotitolati, con un bel tasto play in evidenza. Oggi il sito del fumetto nazionale repubblicano fa questo pezzo che trovate qui sotto e io sono cinque minuti che rido. Siamo lieti che abbia riso per oltre cinque minuti, ma di cosa? Il personaggio di Bluto Blutarsky era interpretato dall'attore americano John Belushi noto per avere avuto grossi problemi di droga e alcolismo, che lo portarono alla morte in età giovanile. Recchioni ci ha tenuto quindi a dimostrare che lui, a differenza di Bluto, sapeva bene che ad attaccare gli americani alle Hawaii erano stati i giapponesi e non i tedeschi. Ma se è così, allora non è vero, come scrive lui, che nessuno contraddice il Bluto Blutarsky. A parte gli scherzi, è stato logico da parte di Recchioni far capire che lui la storia la conosce e che il riferimento nel post era riferito al gol di Ozil nella partita contro l'Italia. E' questo che ha disturbato Recchioni? Un mancato riferimento ad una citazione? Il giorno prima abbiamo pubblicato un pezzo con le critiche degli utenti del forum Craven Road 7, secondo cui la storia di Dylan Dog n. 358 scritta da Fabrizio Accatino sarebbe ripresa del tutto dal libro di R.R. Martin intitolato Melthouse Man. Nulla di che. Dylan Dog è pieno di citazioni. Non è come Daryl Dark, il nuovo investigatore londinese del soprannaturale pubblicato dalla Cagliostro E-Press, che invece è stato concepito traendo spunto dalle fonti originali dell'horror classico. Negli editoriali del numero 358 non c'erano riferimenti al libro di Martin, ma le forti somiglianze della trama non sono sfuggiti ai lettori del forum storico di Dylan Dog, i quali si sono chiesti: perché Roberto Recchioni nell'editoriale non ha citato il libro di Martin come fonte della storia di Accatino? Svista o che? Nella discussione è intervenuto Recchioni, secondo cui lui e Martin hanno avuto la stessa idea. Ne abbiamo parlato qui. La questione sarà esaminata nella nostra recensione dell'albo che apparirà a breve. Dopo il suo post sono spuntati come funghi i fanboy che hanno riversato su di noi i peggiori insulti e riferimenti diffamatori di ogni genere. Una trentina di persone che ha trascorso l'intero pomeriggio a parlare di noi. La tecnica è ricorrente nel mondo social. Si disegna un bersaglio su una persona e gli si scaglia contro i fanboy. Al di là degli sforzi di questi disperati, alcuni dei quali sono nostri abituali stalker, un fatto ci ha colpito, ma in negativo. Credevamo che la condivisione della nostra pagina sul profilo di Recchioni portasse molte visualizzazioni. Invece, abbiamo ottenuto solo 2.060 visualizzazioni! Che delusione! Recchioni ha oltre 18.000 fan, ma solo 2.060 hanno cliccato sui nostri post, di cui solo 776 sul pezzo della partita. Poiché abbiamo in media 800 visite al giorno, il post di Recchioni ci ha donato solo 1.200 click! Pochi se rapportati alle 5.967 visite del post del 20 aprile 2016 sullo stop della nuova serie di Kriminal in cui il nostro pezzo venne condiviso sul profilo di Gipi e ai 4.918 click del pezzo del 16 maggio 2016 sul calo delle vendite della Bonelli. Niente rispetto agli 11.120 click del settembre 2014 del famoso pezzo sulla presunta bisessualità di John Ghost. Ne dobbiamo dedurre che in due anni la capacità del profilo del curatore di attribuire visibilità è molto, molto calata. Ne deduciamo ancora che, al di là delle vendite, la capacità di richiamo di Dylan Dog è calata e così dalle 11.120 visualizzazioni dobbiamo accontentarci di appena 776. Il fumetto è in crisi, ma siamo certi che se si ripartirà dal buon successo di Daryl Dark tutto andrà per il verso giusto. Le strategie messe in campo dalla Cagliostro nel lancio di Daryl Dark hanno fatto capire a tutti come si fa fumetto in Italia. Gunnar Andersen.

Nessun commento:

Posta un commento

Il tuo messaggio sarà sottoposto ad approvazione dei proprietari e/o amministratori, gestori di questo sito. Se conterrà insulti, offese, minacce, intimidazioni, anche velate ed indirette ed altri contenuti offensivi o minacciosi, sarà segnalato all'Autorità Giudiziaria con conseguente presentazione di denuncia/querela.