giovedì 23 giugno 2016

UT DI BARBATO/ROI: NUOVA CATASTROFE! VENDITE A PICCO DEL N. 2! UT(TONITI) I LETTORI AL NUNZIO STANNO!

Non è mai stato chiaro il motivo per cui la Bonelli abbia presentato la miniserie Ut di Paola Barbato e Corrado Roi come una Miniserie Evento! Cosa significa Miniserie Evento? E perché una miniserie dovrebbe costituire un Evento? Un evento per i nomi degli autori coinvolti? Ne dubitiamo parecchio. A parte Roi, che è un veterano del fumetto italiano, la Barbato, sebbene abbia avuto discreta visibilità da quando ha avuto inizio lo scialbo rilancio di Dylan Dog di Roberto Recchioni, non ha convinto i molti detrattori che l'hanno sempre avversata. Ciò nonostante dal suo esordio nel 1999 ha realizzato 29 storie di Dylan Dog, molte delle quali si sono rivelate al di sotto delle aspettative. Durante la gestione di Gualdoni (2010-2013) ha scritto appena tre storie. Nella gestione di Recchioni ha scritto 5 storie dal 2013 ad oggi. Di Ut ha curato le sceneggiature. Tutto il resto è farina del sacco di Roi, dal soggetto alle matite. La miniserie non ha convinto molta gente. La critica che l'ha accompagnata nelle discussioni sui forum e sui social network è stata: non ci ho capito un cazzo! Una trama poco lineare che non è riuscita a comunicare un messaggio chiaro al lettore. Pochi hanno capito qualcosa di questa miniserie di sei numeri, di cui 4 già usciti. Emblematici i commenti sul forum di Comicus, il cui tono è stato sempre lo stesso: nessuno ci ha capito un cazzo. Era dunque prevedibile che andasse male nelle vendite.
 

Sulla attendibilità dei dati di vendita forniti da Alessandro Bottero non c'è da dubitare. Così il dato del numero 1 di Ut lo aveva diffuso qualche settimana fa. Ne abbiamo parlato qui. Il dato si riferisce solo alle edicole. Mettiamoci pure le fumetterie e potremmo arrivare a 35.000 copie. Poco, anzi un flop per i numeri a cui la Bonelli era abituata 4-5 anni fa. In quella occasione, Bottero spiegò che tutto sommato il dato poteva essere considerato buono. Noi non ne fumetto convinti. Troppo poco. Almeno la Barbato non ha seguito l'esempio di Recchioni e non si è proposta di riempire il San Paolo. Quello che spaventa è il dato delle vendite del numero 2. Appena 19.500 copie. Tra il primo e il secondo numero sono andati persi 10.500 copie. La miniserie ha perso il 37,10%. Più di un terzo dei lettori ha mollato. Il motivo, secondo noi, è quello che abbiamo indicato sopra: nessuno ci ha capito un cazzo. E qui sorge la domanda: perché la Bonelli ha autorizzato la pubblicazione di una serie a fumetti di cui nessuno ha capito un cazzo? Non stiamo parlando di un trattato di qualche scienza superiore, ma di un fumetto. Un giornaletto che viene comprato per provocare qualche minuto di sollazzo, non di un trattato di matematica o di fisica. E quindi perché pubblicare qualcosa di cui nessuno ha capito un cazzo? Nel commento che vedete nello screenshot sotto si può riassumere questo pensiero ricorrente nelle discussioni.
 

Il lettore dichiara di tenere duro, ma 10.500 dei 31.000 che hanno comprato il primo numero in edicola hanno mollato la collana. Se non ci ho capito un cazzo, che senso ha continuare? Va bene, è una miniserie, ma perché sprecare soldi per leggere qualcosa che non capisco? Poi nelle discussioni non è mancato il solito coglione che ha scritto che l'editore va lodato per avere proposto un prodotto coraggioso! Va bene, svegliamoci! Gli editori non devono proporre prodotti coraggiosi. Devono offrire cose che piacciono, che siano comprensibili, che riscuotano l'interesse del pubblico. Le versioni di greco lasciamole alle scuole dove si studiano le lingue antiche. Questo è un fumetto. Chi ha sbagliato? L'editore che ha pubblicato qualcosa ritenuto da molti incomprensibile o gli autori, che dovrebbero riflettere di più? Se lo chiede Giovanni La Mantia, alias l'utente Jelem del forum di Comicus. Come leggete nello screenshot del suo commento. Ci sono lettori che, magari per ignoranza o perché avendo motivi di contrasto con Bottero, sposano tesi assurde, come quella sopra menzionata. La Bonelli deve differenziarsi dalla massa? Che stupidaggine. La massa non esiste. In Italia Bonelli non ha concorrenti diretti nel suo settore. Ci sarebbe la Astorina che pubblica Diabolik, ma sia Bonelli che Astorina sono gestite all'estero dalla Panini Comics! Poi Bottero chiarisce meglio il suo pensiero.
 

Il discorso non fa una grinza. Se Ut è un evento, allora ti aspetti che intercetti molto pubblico. Altrimenti, offri un Evento che è Evento per pochi e allora che cazzo di Evento è? Come altre volte in passato, non sono mancati attacchi a A. Bottero, ritenuto da fanboy, asslickers e watchdog uno che diffonde i dati perché invidioso! Questo non è vero, ma ai coglioni piace pensarlo e sperano che ripetendolo allo sfinimento nelle discussioni la gente finisca per crederci davvero. Ci sono due sistemi che seguono per attaccare Bottero: insultarlo o cercare di far passare la tesi secondo la quale i dati di vendita non interessano a nessuno. In realtà, i dati di vendita interessano eccome. I primi ad arrabbiarsi sono gli autori. I dati diffusi certificano il loro fallimento. E' capitato quando Bottero rivelò qualche settimana fa che Dylan Dog ha perso 25.000 lettori in tre anni. E sono arrivati gli attacchi di Recchioni, che di certo non avrà gradito che si sapesse che non è riuscito ad evitare che Dylan continuasse a perdere lettori. Ne abbiamo parlato qui. Qualche settimana fa si è scagliato contro di noi anche Gianfranco Manfredi, che ha definito bufale i dati pubblicati nei nostri pezzi. Poi il giorno dopo abbiamo pubblicato un pezzo con l'indicazione delle fonti e si sono zittiti tutti. Ne abbiamo parlato qui. Bottero poi ha chiarito cosa pensa di questo assurdo modo di fare degli addetti nei due screenshot di un suo post.
 


Finora i dati di Alex Bottero non sono mai stati smentiti, anzi sono sempre stati confortati dalla realtà e le reazioni piccati degli autori non fanno altro che dare maggiore credito alle sue notizie. Poi ci si rende conto che gli attacchi a Bottero arrivano o dagli autori che lo odiano o dai loro fanboy. Basta disegnare un bersaglio sulla schiena di una persona e centinaia di fanboy ignoranti si scagliano contro chi nemmeno conoscono e senza sapere il perché. Loro sostengono che Bottero sia stato escluso dal mondo del fumetto quando non è vero, ma nel cosiddetto mondo del fumetto chi c'è oggi? Se guardiamo al fronte Bonelli, oltre a Tex e Dylan Dog, ci sono fumetti che vendono dalle 29.000 copie in giù. Numeri che 5 anni fa avrebbero certificato la chiusura delle rispettive collane. Oggi non chiudono perché sono state abbassate le tirature, i costi, i compensi per gli autori, ecc. Si riduce per non chiudere i battenti. Ed è naturale che editore e autori cerchino di non far diffondere questa realtà, un mondo piccolo piccolo rappresentato invece come un impero. E allora ci vanno giù pesante come Bottero. Ok, ma oltre agli insulti dove sono i presunti dati veri? Forse non ci sono dati alternativi perché gli unici dati veri sono quelli forniti da Bottero e allora zitti tutti perché non si hanno argomenti. I lettori più attenti si fanno domande. Perché i dati di Bottero sono così osteggiati e lo stesso Bottero attaccato?
 
 
Poi si delinea all'orizzonte il caso-Colli. Un utente dal nome Mario Colli attacca Bottero sul piano personale. Come potete leggere sotto nello screenshot, lui sostiene che Bottero fa così perché altrimenti nessuno lo cagherebbe. Descrive Bottero come una persona in cerca di attenzione. Come un autore che assume posizioni polemiche per fare notizia e qui magari iniziano a fischiarci le orecchie! Come vedete negli screenshot sotto, Bottero risponde e al tempo stesso inizia a farsi delle ipotesi su questo strano Colli. Chi è? Un fake? Si nota un profilo creato nel 2014 con un unico amico! Questo amico è Roberto Recchioni, che è noto per avere assunto posizioni di forte contrasto con Alessandro Bottero, che scrive: vedi mario, lo so che ti potrà sembrare strano ma a me "fare notizia" non interessa. io ho dei dati e li riporto. stop. Poi se nessuno mi legge o mi leggono tutti la cosa non mi interessa. e dico davvero. non mi interessano le reazioni, gli attacchi o il plauso di questo o quello. Ovvio, mi fa piacere come è naturale e umano che sia se qualcuno mi dice che trova interessante cosa dico, ma farei lo stesso anche se nessuno mi dicesse "bravo". e lo faccio anche se qualcuno mi dice "Sei un rosicone". Sul fatto che non mi caghi nessuno.... libero di pensarla come credi. Bottero chiarisce la sua posizione. Precisa che ha dei dati e li riporta. Peraltro, i suoi dati non si riferiscono solo alla Bonelli, ma anche ad altri.
 
 
Scrive Bottero: Mario, adesso con tutto il rispetto possibile, ma un profilo facebook con 1 solo amico, e questo amico è Roberto Recchioni. E vieni qui a disquisire con tatto ed eleganza, ponendo dubbi sulle mie capacità di usare le virgole....posso essere un po' cinico e non ritenere le cose solo mere coincidenze? Interviene anche Pietro Zerella, che ha dichiarato di avere lasciato il suo gruppo, I fumetti sono una cosa seria: Mica ha tutti i torti il Bot...Nel vecchio gruppo da me fondato (I Fumetti sono una cosa seria) e dal quale sono uscito in questi giorni per "disperazione", ogni volta che si é anche solo accennata una discussioni sui numeri della Bonelli si è scatenato l'esercito delle groupies della SBE, Autori "prestigiosi" hanno reagito piccati andandosene mentre i più accalorati paladini si lanciavano in esclamazione tipo...Se li scrive Bottero quei numeri sono una stronzata e poi che ve ne fate di queste cifre..il lettore vuole solo leggere belle storie...Come no....interessano così poco che ogni volta si scatena il putiferio! Zerella chiarisce che i dati di vendita interessano e tanto. Se no nessuno ne parlerebbe mai. E interessano soprattutto agli autori, molti dei quali, possiamo pensare, vengano a conoscenza di questi dati solo grazie a A. Bottero. Gli editori, per ragioni contrattuali, non fanno sapere i dati di vendita agli autori. Alcuni potrebbero essere pagati in base alle vendite e quindi bisogna essere riservati.
 

 
Chi è Mario Colli, il misterioso utente che si è iscritto a Facebook il 6 novembre 2014 e ha per unico amico il secondo profilo di Roberto Recchioni? Tra l'altro, questo profilo, il Roberto Recchioni II, il curatore di Dylan Dog se lo è aperto pochi giorni fa quando è stato costretto dopo la sospensione del suo profilo principale a causa delle segnalazioni ripetute dei grillini! Come osserva Bottero, chi è Colli? Un timidone che dopo due anni ha deciso di scrivere un post su FB attaccando Bottero con un linguaggio da sotto-proletariato? Un lettore che come molti fan è rimasto UT-TONITO dalla fatica di Roi/Barbato? O un fake creato ad arte per fomentare il contrasto tra Recchioni e Bottero? In tutto questo, il primo soggetto che ci perde è la Bonelli, involontario specchio sul quale si riflettono tutte queste polemiche. Ogni volta che Recchioni litiga con qualcuno su FB, Dylan Dog riceve un danno e di conseguenza la stessa Bonelli che viene tirata in ballo, visto che Recchioni parla come curatore di una sua testata ogni volta che c'è da controbattere su Dylan Dog. A Milano hanno imparato la lezione dopo i flop di Ut e Adam Wild, cioè due serie lontane dagli interessi dei lettori? No! Nella primavera del 2017 Bilotta scrivere una serie su Mercurio Loi, un avventuriero del 500! Ok, ora anche la Bonelli ha il suo Dago, che sarà scritto da un autore marxista-leninista. Lettori ancora una volta Ut(toniti)! Al Plano.

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