martedì 19 luglio 2016

ZEROCALCARE: PAGINA FAN SOSPESA E POI RIAPERTA CON RIMOZIONE DI UN POST SUI FATTI DEL G8 DI GENOVA!

Ieri sera Roberto Recchioni si è lamentato del fatto che qualcuno ha aperto un profilo FB con il suo nome e immagine e riempiendolo di insulti. Questa mattina il profilo fake di Recchioni è sparito, ma è ancora attivo un altro profilo che Recchioni aprì il mese scorso dopo che il suo profilo principale era stato bloccato a causa delle ripetute segnalazioni che lo stesso curatore ha attribuito ai grillini (contro i quali ha assunto da qualche settimana posizioni molto critiche). Dopo la reintegra del suo profilo, Recchioni, giustamente felice perché così potrà allietare la platea di oltre 19.000 persone che lo seguono, non ha ancora chiuso il suo secondo profilo! E perché dovrebbe chiuderlo? Beh, perché Facebook vieta di aprire doppi profili! E' precisato al paragrafo 2, punto 4 del regolamento, che così recita: non creare più di un account personale. E' dunque interesse di Roberto Recchioni, secondo noi, chiuderlo al più presto onde evitare di esporsi a nuove segnalazioni difficilmente vincibili. Ma quello che è capitato a Recchioni è niente rispetto ad un autore che non ha mai nascosto la sua gran simpatia per l'area politica della estrema sinistra e dei centri sociali, Zerocalcare. Qualche ora fa infatti la sua pagina fan è stata sospesa da Facebook! E' accaduto che in occasione dell'anniversario dei fatti del G8 di Genova 2001, il disegnatore romano aveva postato un pezzo che ha scatenato l'ira di tanti che, non pensandola come lui, si sono riversati in massa sulla sua pagina riempiendola di insulti. Facebook è intervenuto e ha sospeso la pagina per poi riaprirla previa rimozione del post che aveva scatenato la ribellione. Poche ora fa Zerocalcare ha detto ciò che pensa con il seguente post: Allora. Siccome mi hanno sospeso la pagina fan per il post sull’iniziativa di Genova nell’anniversario del G8 del 2001 di domani, e la riapertura passava per la sua rimozione,e ora è uscito pure un articolo di wired sulla vicenda vale la pena spendere due righe, anche perché dopo che avevo fatto la lagna in un fumetto un paio di settimane fa, stavolta un sacco di gente ha scritto cose molto carine e supportanti ed è utile chiarire questa roba. Allora, nella giornata di ieri ho postato la locandina dell’iniziativa che si terrà a Genova il 20 luglio, che non contiene oltre che nessun’offesa neanche nessun riferimento a presunti eroismi, giudizi, attacchi, una cosa proprio low profile. Questo post ha scatenato una serie di commenti immondi, che andavano dalla gioia per il buco in testa a Carlo Giuliani a invettive varie e promesse di non comprare mai più i fumetti miei e roba del genere. Un sacco di gente giustamente ha commentato “vabbé, ma che la roba di zerocalcare non l’avete mai letta? Che lo scoprite ora come la pensa?”, qualcun altro s’è lamentato del fatto che i lettori pretendono di decidere i temi su cui un autore può o non può esprimersi.... Ecco, è tutto molto giusto, ma sti ragionamenti non colgono quello che è successo. Chi ha cacato il cazzo ieri non sono lettori miei, punto. Eccetto una minima parte, che ha espresso peraltro in maniera piuttosto pacata il proprio dissenso ma senza alcuna sorpresa, tutto quel macello e quei toni (comprese le segnalazioni che hanno portato alla chiusura della pagina e alla rimozione del post) l’hanno fatto altri, venuti su quella pagina apposta, che di sicuro non sono le mie categorie principali di lettori: nazisti e/o poliziotti (ex o attuali o simpatizzanti o sindacatini o associazioni). Stop. Quindi tutti i ragionamenti tipo “chissà quanti di quelli che fanno la fila per il disegno poi in realtà pensano ste cose” sono sbajati regà. Ma no perché tutti quelli che mi leggono la pensano come me eh, ci stanno pure persone molto lontane come orientamento politico e si, ci stanno pure guardie, ma so’ comunque persone capaci di gestire quella contraddizione ed accettare un punto di vista diverso, cioé non so' quelli che scrivono ERA UN PORCO E SI E’ MERITATO LA FINE CHE HA FATTO, per intenderci. Ero indeciso se scrivere queste due righe perché fino a stamattina pensavo vabbé, Genova è una partita chiusa. Sclerotizzata, immutabile, ormai esiste un blocco sociale in questo paese che pensa che era giusto sparare in faccia a Carlo Giuliani, e quella roba ormai è inscalfibile. Non vale la pena dibatterne ancora. Teniamoci la nostra memoria, coltiviamola, problematizziamola, e amen. Schieriamoci sulle cose dell’oggi checcazzo, sulle cose che ancora sono vive e ci attraversano e su cui possiamo ancora orientare il dibattito pubblico e l’opinione, quelle su cui non abbiamo ancora perso. Non sui match finiti. E invece evidentemente Genova non è finita (c’è chi lo dice da tempo, lo dico pure io ma ammetto di averlo usato più come uno slogan che altro), non solo –ma basterebbe quello- perché ci sta ancora una persona in galera a 15 anni di distanza dai fatti (e altre sottoposte a misure e restrizioni) mentre altri venivano promossi e facevano carriera, ma perché è la controparte e pezzi dei suoi apparati che continuano a fare una guerra accanita e che sulla narrazione di quelle giornate non vogliono mollare di un centimetro. Quindi boh, è dal 21 luglio 2001 che litighiamo su quanto è successo a Genova. In tanti di noi si so pure rotti il cazzo, di litigare e raccontare. Però forse vale la pena continuare a farlo, anche per rispetto al nostro dolore, al nostro sangue e alle nostre lacrime, pure se ci sembrano così lontane oggi.
 

Tutto ciò premesso, ma cos'è accaduto a Genova nel luglio del 2001? Era accaduto che qualche mese prima Silvio Berlusconi e il centro-destra avevano vinto le elezioni politiche chiudendo uno dei periodi più bui della seconda repubblica, il governo di R. Prodi! La vendetta della sinistra era già pronta per essere servita. Creare disordini gravi durante il G8 che quell'anno si sarebbe tenuto a Genova, culla del comunismo e della lotta armata degli anni di piombo magari nel tentativo di indurre il governo Berlusconi alle dimissioni! Un progetto folle che dimostra, se non altro, che la sinistra, oltre alla violenza e alla demonizzazione dell'avversario, non conosce altri linguaggi espressivi. La sinistra non aveva accettato la volontà popolare e così pensavano di ribaltare lo scenario politico con quello che avrebbe potuto assumere i connotati di un golpe. Non ci sono riusciti, ma molti hanno pagato un prezzo molto alto. Mentre i furboni erano nei loro salotti a godersi lo spettacolo sognando che l'indomani un Silvio Berlusconi, incapace di mantenere l'ordine pubblico, si sarebbe presentato dal capo dello stato per rassegnare le dimissioni, giovani ignoranti privi di ideali, senso della morale e rispetto delle Istituzioni, si erano precipitati nelle strade abbandonandosi ad ogni genere di violenza. Schegge impazzite il cui unico obiettivo era seminare devastazione ovunque e dimostrare: questo è quello che succede se votate ancora per la Destra! Una manifestazione di violenza atta a coartare la volontà popolare per intimidirla. D'altra parte, il fine del comunismo è la rivoluzione che implica l'uso della violenza per imporre al popolo un regime che non ammette alternative di diverso colore. E' successo in Russia nel 1917 e la sinistra italiana non ha mai rinunciato all'idea di fare la stessa cosa in Italia. In breve, le strade di Genova si sono riempite di gruppi di facinorosi vicini ai centri sociali che hanno seminato distruzione ovunque, distruggendo proprietà privata e provocando gravi danni all'ordine pubblico. Uno di questi, Carlo Giuliani, è rimasto sul campo. Le foto diffuse nei giorni successivi hanno dimostrato che il giovane, camuffato, aveva preso un idrante e con esso, dimostrando intenzioni omicidiarie, si stava scagliando contro una camionetta dei carabinieri. Uno dei militi, nel tentativo di difendere la propria incolumità personale, esplose un colpo di arma da fuoco colpendo mortalmente il giovane. Chi ha sbagliato? Il giovane che voleva colpire i carabinieri o il carabiniere che si è difeso con l'unico mezzo che in quel momento aveva a disposizione? Noi preferiamo pensare che la colpa sia dei vertici dei partiti politici di sinistra di allora che cavalcarono l'onda di quei disordini per far cadere il governo del loro nemico Berlusconi. Persone che hanno sfruttato l'ignoranza di tante persone disposte a scendere nelle strade con intenti violenti. Forse erano già violenti di per sé e la sinistra non ha fatto altro che sfruttare le loro naturali attitudini. Un giovane perse così la vita in modo stupido. Avrebbe potuto manifestare il suo dissenso in modi più civili e pacifici e crediamo noi, avrebbe ottenuto migliori risultati. Quello che Zerocalcare non ha detto nel suo intervento è questo. Quelle violenze non furono un moto spontaneo. Furono cavalcate dalla sinistra che pensava di rovesciare il quadro politico con la forza e ha attuato il disegno usando giovani ignoranti come carne da cannone. D'un colpo Genova si ritrovò in quella atmosfera di impazzimento collettivo tipica degli anni settanta. Il post di Zerocalcare cosa ci dimostra? Che gli autori di fumetti fanno politica e la fanno nei fumetti che realizzano. Solo che quando glielo fai notare si arrabbiano. La politica non c'entra un cazzo con i fumetti! Ok, qualche coglione finisce pure per crederci, ma la verità è sotto gli occhi di tutti. I fumettisti la fanno la politica eccome. Zerocalcare è di sinistra. Non lo ha mai nascosto. Nelle sue opere ci sono messaggi politici di sinistra. Forse non tutti se ne sono accorti. Qualche giorno fa Recchioni scrisse sul suo profilo FB, che molti si indignano per cose che loro, cioè gli autori di sinistra, mettono nei fumetti. Solo che non tutti hanno tanto cervello da accorgersene. E' vero, si. Poi però se ne accorgono e si precipitano sui profili FB dei loro autori per sfogare legittimo dissenso, anche se non tutti lo fanno civilmente. Uno dei fan di Zero scrive: Faccio parte di quelli che non la pensano come te (non del tutto) sull'argomento. Detto questo, non avendo io la verità in tasca, non vedo perché non ascoltare chi la pensa diversamente da me (poco o molto), che sia ZeroCalcare o il mio tabaccaio. Se dovessi chiudere le comunicazioni con tutti quelli che sono in disaccordo con me, per cose più o meno importanti, parlerei solo col mio cane, per quanto anche io e lui su sta storia del non saltare sul divano siamo mica troppo concordi. La violenza tuttavia è solo a sinistra. A destra, di cui noi facciamo parte, non c'è violenza, ma tentativi di dialogo con una parte politica, per fortuna minoritaria nel Paese e nelle idee, che è in via di estinzione. La sinistra, nel suo folle tentativo di egualitarismo estremo, ha fallito ogni obiettivo. Perfino il PD che guida il governo di Renzi ha smesso di essere di sinistra e oggi è più al servizio delle banche che dei cittadini. Succede quando un ideale, come il socialismo, si dimostra terribilmente vuoto. Kristoffer Barmen.

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