lunedì 22 agosto 2016

DARYL DARK (VOL. 1) N. 6! LA MEGA-RECENSIONE! DARYL CONTRO IL DEMONE HELOK! LE UOVA NERE DEL DRAGO!!

Daryl Dark ha messo il mondo del fumetto italiano e dylaniato in particolare davanti alle sue responsabilità. Un fumetto innovativo nei contenuti pur se ispirato alle fonti del genere horror, quelle fonti che, seppure generatrici di un loro figlio più noto, fumettisticamente parlando, Dylan Dog, non hanno fatto evolvere l'Indagatore dell'Incubo da quella matrice che l'attuale rilancio gestito dal fumettista romano Roberto Recchioni e ideato da Tiziano Sclavi ha ingabbiato senza possibilità di uscita. E' stato un errore chiedere a Sclavi di rilanciare il personaggio? E' stato un errore affidare il rilancio a Roberto Recchioni in fase esecutiva? E' stato un errore accentuare i contenuti comunisti delle storie? E' stato un errore inserire, forzando la struttura narrativa delle storie, diversi riferimenti al satanismo e alla simbologia occultistico-massonica? Chi ha letto il numero 341 scritto proprio da Recchioni con un personaggio simile ad Alan Moore intento a celebrare un rito satanico in piena regola, sa di cosa parliamo. Tutto questo in Daryl Dark non accade mai. E se si vede viene osteggiato, combattuto e sconfitto, perché in Daryl Dark è il bene che vince, non il male. Daryl Dark non è ambiguo. E' stato realizzato ispirandosi a Joseph Finnies, un attore inglese con tutti gli attributi al proprio posto. Un personaggio normale. Virile. Dylan Dog è stato invece ispirato all'attore britannico Rupert Everett, che non ha mai nascosto la sua omosessualità. Le labbra gonfie, pronunciate, che tutti i fan di Dylan sanno riconoscere nei vari artisti che si sono cimentati sulle sue storie derivano proprio da lì. Le lobby gay si aspettavano questo passo. Dylan Dog diventerà gay? Si sposerà con il suo Groucho a sostegno delle scellerate unioni civili? Adotteranno un bambino con la stepchild adoption? Un bambino che sarà condannato a vivere in una famiglia non normale e che non avrà mai una mamma come tutti gli albi bambini? La negazione della identità sessuale è uno degli aspetti più pericolosi della teoria gender, che tutte le forze sano di un Paese devono contrastare. In Daryl Dark invece il lettore, che pure deve fare i conti con tematiche horror abbastanza toste ed originali, tutto questo essere ambiguo non si vede, secondo noi. I lettori lo hanno capito ed hanno apprezzato facendo di Daryl Dark il fenomeno mediatico del 2015. Un fenomeno così vasto che il suo editore, la Cagliostro E-Press, è stata attaccata in modo selvaggio, continuo e quotidiano da orde di famelici asslickers e di watchdog, magari pagati per fare questo sporco lavoro. La pressione ha raggiunto il climax in questi giorni in cui i vertici dell'editore di Cassino, stufi di vedere il loro lavoro martellato in alcuni gruppi di integralisti e su pagine create ad hoc per diffamare e stalkeggiare i loro prodotti, hanno annunciato il varo delle azioni legali contro i responsabili. Tutti o quasi identificabili per nome e cognome (molti, infatti, sono stati così stupidi da mettere in atto le loro condotte scellerate usando i loro profili pubblici con nomi e cognomi) ed ora dovranno fare i conti con le conseguenze delle loro azioni davanti alla giustizia. D'un tratto, così come sono apparsi, gruppi, pagine e profili fake sono spariti nel nulla, come se bastasse questo per salvarli! Le tracce delle loro scorribande diffamatorie sulla rete sono state salvate. Daryl Dark è diventato un piccolo mito. Il volume n. 1, contenente le 12 avventure della prima stagione, uscito a Lucca Comics 2015, è diventato un oggetto di culto, premiando gli sforzi dei suoi autori e creatori: Claudio Franchino e Piero Viola con la supervisione di Filippo Burighel. Il disegnatore di punta darkiano del 2015, Sergio Vanello, oggi disegna per la Editoriale Aurea! A dimostrazione del fatto che la Cagliostro E-Press è fucina di talenti in continua crescita. Ma ora veniamo alla storia di questo numero 6 della prima stagione di Daryl Dark. E le sorprese non mancano, a cominciare dalla copertina di Sergio Vanello, che chiude la saga delle Uova Nere.


Si notano Daryl e Hardo preda di quelli che appaiono come zombie di cioccolato. Una trovata geniale che segna la distanza tra il grande horror e l'horror nella critica alla società contemporanea nelle storie di Dylan Dog dove si vedono poliziotti musulmani e di colore per seguire la fallace moda di una integrazione che vive solo nella mente di coloro che ambiscono a disfare le strutture della società. Nell'editoriale scritto da Max Gobbo sono messi in evidenza questi aspetti. Daryl Dark è un personaggio di successo. Un personaggio che fa discutere senza avere bisogno di provocare a differenza di quello che ha caratterizzato e ancora caratterizza la gestione di Dylan Dog di Roberto Recchioni. Daryl appassiona e divide i lettori. Secondo Gobbo, Daryl Dark è un prodotto difficile da classificare. Puro intrattenimento come può essere una storia di Orfani o qualcosa di molto più profondo come un'opera di Alan Moore? Con un approccio molto analitico, Gobbo enumera le varie letture che di Daryl possono essere fatte, mettendo in evidenza come esso non sia intrappolato in un unico genere con il rischio alla lunga di infastidire o annoiare il lettore, come invece sta avvenendo in Dylan Dog. I disegni di questo numero sono di Gaetano Sarrantonio. Daryl è sommerso da zombie di cioccolato e teme di essere trasformato in una zuppa inglese. Una battuta che serve per spostare l'attenzione del lettore sul lato umoristico di una situazione drammatica. Il provvidenziale arrivo di Hardo risolve ogni problema. Con un dosatore di panna montata distrugge gli zombie. La panna montata è la morte del cioccolato! Semplice battuta o velato messaggio che solo alcuni possono capire? Dal corpo del pasticciere spunta la figura del demone che lo possedeva, Helok! Hardo prorompe con un razzo, tipica battuta che tutti i lettori delle storie della linea Marvel 2099 conoscono bene. Spunta un altro essere, stavolta femminile, Kawa che difende Daryl e Hardo. Helok gli rimprovera che non avrebbero mai dovuto donare agli umani le uova nere del drago, il cibo degli dei. Hardo replica che così gli umani sono diventati migliori. Kawa si riunisce a Helok per tornare alla loro dimensione di origine. Essi non possono danneggiare il grande disegno. Alla fine tutto si aggiusta. Azrael ricorda a Daryl che deve salvare Hardo e la ragazza dal locale che sta andando in fiamme. La storia si chiude così senza che i protagonisti comprendano la rilevanza delle vicende di cui sono stati ignari testimoni. Dalle ultime battute apprendiamo che la famiglia reale inglese è amica e debitrice nei confronti della famiglia Holmes. Daryl, infatti, è il trisnipote dello storico detective britannico. Ma soprattutto Daryl è immortale! I zombie non avrebbero potuto sopraffarlo. La storia però è importante per i significati che è possibile ricavare dalle sue battute. Sullo sfondo c'è un grande equilibrio che non può essere toccato. Se il pericolo si avvicina forze più grandi dei comuni mortali intervengono per rimettere le cose a posto. Chi sono queste forze. Esseri spirituali o alieni di un qualche pianeta avanzato che ha avuto contatti con la Terra? Nell'editoriale dell'ultima pagina si citano alcuni dati interessanti relativi alle vendite, che la Cagliostro non ha mai voluto svelare. Forse per evitare dei traumi ad una concorrenza in grande difficoltà? Si afferma che il volume 1 a Lucca Comics 2015 è andato benissimo e ha venduto più del volume Amazzoni della rivale Passenger Press. Si mette in evidenza come vari hater stiano schiumando rabbia e masticando fiele. Tra questi l'utente Jenny Sparks del forum di Comicus, che non si è mai capito se si tratta di un uomo o di una donna o di un omosessuale che teme di fare outing. Più di recente, ha fatto la comparsa di un blog chiamato Fumetti Forum, in cui si annidano tanti indizi che portano proprio a Jenny di Comicus, come l'ammissione che non possiede un account Facebook (marchio di Jenny!). Al Plano.

2 commenti:

  1. Gentile Redazione,

    scusate, ma perché non recensire direttamente il volume uscito a Lucca nel Novembre del 2015?
    Di quel volume, da Voi descritto come un oggetto di culto, ne avete parlato tanto volte, eppure vi limitate solamente agli episodi pubblicati gratuitamente online.
    Oltre al motivo più facilmente ipotizzabile, ovvero il fatto che forse non avete acquistato l'albo, ce n'è forse qualcun altro che vi impedisce di recensire l'opera stampata e comprendente dodici episodi?
    Li avete letti?

    Grazie.
    Cordiali saluti,
    Mario Bianchi

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  2. Il volume è in nostro possesso, ma se scrivessimo una mega-recensione relativa a tutti i 12 episodi suddetti, oltre al fatto che avrebbe una lunghezza gigantesca, rovineremmo la sorpresa a coloro che non hanno ancora acquistato il volume. Perciò, il motivo che secondo te è "facilmente ipotizzabile" in realtà è palesemente errato.

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