lunedì 15 agosto 2016

DIABOLIK SWIISSS N. 267! LA MEGA-RECENSIONE! IMPREVISTI CONTINUI METTONO DIABOLIK IN DIFFICOLTA'!!

Per quanto i colpi ideati di Diabolik siano precisi nei minimi dettagli, l'imprevisto è sempre dietro l'angolo. Il vero nemico del Re del Terrore di Clerville non è l'ispettore Ginko, ma il caso che lo mette costantemente alla prova come nell'avventura pubblicata questo mese sul numero 267 della ristampa Swiisss. Il suo obiettivo è la compagnia diamantifera, di cui vuole impadronirsi di un grosso quantitativo di preziosi che arriveranno di lì a poco. Per scoprire i particolari del trasporto, Diabolik penetra di notte nei locali del laboratorio e vi piazza delle microspie che gli permetteranno di ascoltare i discorsi dei dirigenti. Viene così a sapere che il valore dei diamanti in arrivo sfiora il valore di mezzo miliardo. Appostatosi in una camera di albergo situato davanti alla sede della compagnia, tiene d'occhio i movimenti degli impiegati. Sceglierà uno che si adatta alla sua corporatura per entrare nei locali e agire indisturbato. La mattina dopo però iniziano i problemi. Una banda di abili rapinatori lo ha preceduto con un piano che potrebbe rivaleggiare in astuzia con i suoi. Rubata una macchina da un parcheggio degli impiegati del vicino supermercato, entrano nei locali e armi in pugno si fanno consegnare i preziosi custoditi. Sanno che nessuno per ora li inseguirà. Il proprietario della vettura che hanno rubato si accorgerà del furto solo alla fine del suo turno quando loro saranno in salvo. Diabolik, che nel frattempo ha assistito a tutta la scena dalla finestra dell'albergo dove si era appostato, li insegue nel tentativo di recuperare i gioielli. Poiché la macchina si sta dirigendo fuori città, Diabolik rallenta e gli lancia un segnalatore per poterla rintracciare con comodo in seguito. Il rifugio dei rapinatori si trova fuori città su una baita di montagna. Qui i ladri si sono fermati in attesa che le acque si calmino e poter passare il confine quando i controlli saranno più rarefatti. Diabolik crede di avere la strada spianata davanti a se. Il suo piano consiste nell'inserire nella baita del gas narcotizzante, addormentare tutti gli occupanti per poi farsi confessare da uno di essi con il siero della verità il nascondiglio dei diamanti. Ancora una volta però le cose si complicano. La polizia fa irruzione nella baita! Una delle impiegate della compagnia diamantifera aveva notato che uno dei rapinatori aveva un vistoso graffio su una mano. Dei controlli nel mondo della malavita avevano fatto emergere un particolare di una rissa avvenuta pochi giorni prima conclusasi con il ferimento di un noto rapinatore. Agli inquirenti non è stato difficile collegare i fatti. I preziosi non vengono trovati e quando Diabolik resta nelle vicinanze della baita cerca di capire il luogo in cui i rapinatori avevano nascosto la refurtiva. Per caso Eva gli mostra un dépliant della zona in cui la baita è raffigurata. Un particolare attira l'attenzione di Diabolik.


Uno degli spuntoni di rocce che sormontano la costruzione è privo della punta, che invece proprio nella foto si vede. Diabolik intuisce che i rapinatori avevano preparato con accuratezza quello che doveva essere il nascondiglio dei preziosi. Penetrato al suo interno si impadronisce dei diamanti. Nalla baita, tuttavia, erano rimasti nascosti due poliziotti. Per Diabolik è una leggerezza che può costargli caro. Perché non ha ipotizzato che alcuni degli agenti sarebbero rimasti sul posto per fare da guardia? Diabolik fugge insieme ad Eva in macchina mentre l'auto con gli agenti li inseguono per le strade innevate. Durante la corsa mette in mostra uno dei suoi trucchi più riusciti. Dopo avere svoltato in una curva, neve finta si riversa sulla sua vettura facendo credere agli inseguitori che fosse lì parcheggiata da ore. I pericoli non sono ancora finiti. Raggiungere il rifugio di Clerville è impossibile. La neve impedisce qualsiasi accesso tranquillo. La cosa più ragionevole che si prospetta è quella di recarsi al rifugio della vicina città di Valrose. Gli imprevisti continuano. Una slavina travolge il settore di strada mentre la macchina di Diabolik sta per passarvi. Diabolik resta privo di sensi. Il mattino dopo un gruppo di abitanti della zona scorge la macchina rovesciata e accorre in aiuto di eventuali sopravvissuti. Grande è la loro sorpresa quando si ritrovano ai loro piedi un Diabolik svenuto e in apparenza privo di forze. Dopo averlo legato bene, uno di essi di dirige in città per avvertire la polizia. Ma Diabolik non è mai inerme. Anche legato ha a disposizione tanti trucchi per uscire dalla difficile situazione in cui si trova. Con uno sgambetto fa cadere a terra uno dei suoi carcerieri, i cui occhiali si frantumano. Diabolik sperava che ciò avvenisse. Una volta solo in cella, raccoglie il pezzo di vetro e taglia i legacci di corde che lo tenevano astretto. Dopo avere messo ko i contadini che lo tenevano prigioniero cerca di mettersi in contatto con Eva temendo che questa poteva essere stata catturata dagli stessi aguzzini. Ma non è stato così. Quando la slavina ha investito in pieno la macchina di Diabolik, Eva è stata scaraventata fuori. Appena ripresi i sensi si è messa in ascolto onde trovare  l'occasione più propizia per liberare il suo amato prima dell'arrivo della polizia. Non ce ne sarà bisogno. Diabolik si libera da solo e con Eva si impadronisce dei preziosi. Una storia ricca di spunti di interesse, ma anche di palesi ingenuità che non ci saremmo mai aspettati dal Re del Terrore. Forse la necessità di metterlo in costante difficoltà ha determinato alcune forzature sul modus operandi classico di Diabolik, che lui non avrebbe mai accettato o permesso che si verificassero. Per il resto ottimi disegni della coppia formata da Glauco Coretti e Franco Paludetti sullo sfondo di una storia molto ricca di colpi di scena. Kristoffer Barmen.

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