martedì 23 agosto 2016

DYLAN DOG N. 360: CRITICHE SULLA STORIA DELLA BARBATO! I FAN ASPETTANO LA NUOVA CURA EDITORIALE!

Dylan Dog n. 359 è uscito da pochi giorni in edicola (a proposito, a breve leggerete la nostra mega-recensione del numero 358) e nei confronti di Paola Barbato, autrice della storia, come in altre occasioni in cui la scrittrice si è cimentata sulla serie regolare dell'Indagatore dell'Incubo, sono fioccate critiche veementi. Le critiche di cui leggerete di seguito non vengono da pagine o gruppi di lettori, rispetto ai quali gli autori spesso (ma ormai non lo fanno più) affermavano che si trattava di post e commenti scritti da account fake, talebani, reazionari, ecc. Oggi non mettono più in dubbio il fatto, peraltro palese a tutti gli effetti, che il rilancio di Dylan Dog avviato nel settembre 2013 è stato un flop di vaste proporzioni con lettori che hanno seguitato a mollare la serie, anche se ad un ritmo inferiore rispetto alla precedente gestione Gualdoni. Puntare su Recchioni come curatore e Paola Barbato come scrittrice di punta forse è stato un errore. La Barbato, in particolare, veniva già criticata prima e per un certo periodo, tra il 2009 e il 2013 si è vista poco sulla serie regolare. Gualdoni preferiva affidarsi o a lui stesso o ad altri autori come Giovanni Di Gregorio, Pasquale Ruju e Giuseppe De Nardo, che da quando è arrivato R. Recchioni non si sono più visti (tranne Ruju che è poi tornato con la storia del numero 357).  Al loro posto sono arrivati autori come il Simeoni, Ratigher, Accatino, Cavaletto e Casali (alcuni dei quali esordienti sulla serie regolare) con risultati molto deludenti. E mentre i lettori dylaniati attendono che si concluda la cura editoriale della collana da parte di Roberto Recchioni, continuano ad arrivare critiche sulle storie. Quelle che vi proponiamo oggi arrivano dalla pagina social ufficiale di Dylan Dog. Una volta il team creativo si sarebbe difeso sostenendo che si trattava di critiche pochi contestatori multi-account. Oggi non lo fanno più. Suonerebbe come una scusa piuttosto banale perchè la portata delle critiche nei confronti delle storie di Dylan Dog ha assunto una dimensione che non può più essere sottaciuta.


Chissà cosa ne pensa Tiziano Sclavi, che ancora oggi appare nei credits delle storie come supervisore. Si diceva nel 2013 che egli fosse scontento di Gualdoni perché le vendite della collana stavano colando a picco con conseguente ed ovvia riduzione delle royalties pagate dalla Sergio Bonelli Editore. Nel 2013 Dylan Dog vendeva 120.000 copie. Oggi Dylan Dog vende 95.000 copie (fonte). Troppo facile concludere che con la diminuzione delle vendite sono calate anche le royalties pagate dalla Bonelli a Tiziano Sclavi, il quale ora si sarà posto lo stesso interrogativo di 3 anni fa: la serie continua a perdere lettori. Cosa fare? Devo sollecitare il cambio di curatore dal momento che il creatore del personaggio sono io? E oltre a ciò, forse devo avviare un nuovo rilancio con autori più solidi come esperienza o magari devo assumere io stesso il ruolo di curatore per salvare la collana dall'inevitabile disfacimento? Pensieri che magari frullano anche nella mente di Simone Airoldi, il nuovo co-direttore generale della Bonelli arrivato dalla Panini per sistemare un po' di cosette (tra l'altro il bilancio 2015 ha segnato una inversione di tendenza rispetto alla piccola crescita del 2014). Il robusto investimento compiuto sulla serie di Orfani nel 2013 oggi non sarebbe preso in considerazione. Anche se non è prevedibile l'accoglimento di una serie, le premesse di quello che si è rivelato un flop c'erano anche allora, con una storia costruita sulle atmosfere prese in prestito da videogiochi apocalittici. Nel 2013 si diceva che la serie Orfani, per le sole due prime stagioni, avrebbe richiesto un budget di quasi tre milioni di euro. E il bilancio 2015 ha fatto registrare rispetto al bilancio 2014 una diminuzione di liquidità di circa 2 milioni di euro! Orfani ha creato questo buco? Non proprio visto che anche tutte le altre serie Bonelli, Tex compreso, hanno continuato a perdere lettori (fonte). Mentre ci interroghiamo sul futuro dell'editore milanese, leggiamo le critiche alla storia della Barbato scritta per il numero 359 provenienti dalla pagina ufficiale

Un lettore scrive: Trama un pochino banalotta per ciò mi riguarda. Vista e rivista su ogni horror classico che si rispetti. Stavolta la nostra barbato ha deluso le aspettative...speriamo in un 361 che ci faccia assaporare una bella storia, oltre tutto, con i disegni del mitico Gigi Cavenago. Il commento ha avuto 5 like e nessun attacco dagli asslickers. Un altro lettore scrive: Appena letto. Devo dire che è una delle storie più confusionarie di sempre. Non esiste un introduzione o un intermezzo all'interno della storia. Si arriva subito al dunque senza alcun coinvolgimento emotivo neanche tra i personaggi stessi. Adoro l'idea di tornare allo splatter stile anni 80. Di quello non vedevamo l'ora. Ma lavorate sempre sulle storie, e non concentratevi solo sulle scene di splatter, perché questo numero sembra fatto apposta per questo. Vogliamo le storie come La dama in nero, i conigli rosa uccidono, grand gugnol e tanti altri. Con tanto splatter e tanta storia da seguire. Grazie. Lo splatter si è visto con la storia del numero 357 scritta da Ruju. Uccisioni a gogo per la gioia degli allucinati lettori dylaniati di un tempo. Un altro lettore scrive: Mi spiace dirlo ma non mi ha lasciato nulla.... Non mi ha colpito ne coinvolto particolarmente. L'idea non era male ma ho trovato lo sviluppo molto confusionario. Peccato perché adoro buona parte delle storie di Paola Barbato. E un altro ancora: Che brutto...forse uno dei peggiori di sempre...non che il precedente fosse chissà quanto meglio..speriamo nel prossimo altrimenti prenderò in considerazione la possibilità di smettere. E un altro ancora: Disegni purtroppo mediocri, storia carina ma non eccessivamente coinvolgente nel mio caso.. Stupendo ritorno ad uno splatter onnipresente, particolarmente apprezzabile vicino all'imminente trentennale. Ancora nessun attacco da parte dei fan che qualche mese fa si scagliavano contro i critici, creando confusione e polemiche e facendo fallire ogni discorso costruttivo sulla collana. Se attaccassero oggi, infatti, non risulterebbero più credibili.

E continuiamo: un più di fantasia...Mi ricorda tanto il film Amytiville Horror. Ancora: Va bè mi sono proprio stufato di buttare via soldi, quindi il prox numero sarà per me l'ultimo. ADIOS. Un simpaticone scrive: Ma dopo la battuta alla Gandalf,Dylan diventa Dylan il bianco o Dylan il pittbull? Meno male che ho smesso di comprare da qualche mese. Ancora: Ghost story poco suggestiva. Speravo meglio sinceramente. Se volete continuare a leggere, cliccate qui. Roberto Recchioni non è intervenuto nella discussione. Né Paola Barbato a difesa del loro lavoro. I lettori sono stufi. Delle promesse fatte e non mantenute nel 2013 la gente si è stancata. Vogliono che torni il vero Dylan Dog. Qualcuno ha affermato che non ha avuto senso affidare a Recchioni la storia del trentennale. Molto meglio affidarsi a Sclavi. Il singolo albo ne avrebbe guadagnato in vendibilità. Lo stesso curatore si è visto poco dal 2013 ad oggi, periodo in cui ha scritto appena tre storie e tutte molto contestate dai lettori. In particolare, ci riferiamo alla storia ospitata nel numero 342 in cui fece dire a Groucho che amava Dylan Dog e a quest'ultimo che non aveva mai amato le donne con cui era stato, tradendo l'ideale romantico nella visione sclaviana. E molti ancora oggi si chiedono se sia intenzione degli autori, nella parte finale della loro gestione, legare Dylan e Groucho in una relazione omosessuale per apparire politically correct in questi tempi bui di unioni civili, misure fatte passare per manifestazioni di civiltà, ma, secondo noi, strumenti di attacco della famiglia basata sul matrimonio. La politica non è mai stata lontana dalle pagine di Dylan Dog. Lo stesso Sclavi si è dichiarato marxista-leninista. Una sinistra oggi avversata da tutti a causa delle folli politiche del premier Matteo Renzi. Cosa salvare di questo numero 359? Tra qualche giorno potrete leggere la nostra recensione. Per ora sembra che solo i disegni di Gerasi strappino qualche timido applauso. Monta la delusione dei lettori verso il rilancio e si aspetta che arrivi un nuovo curatore. Gabriel Piazza.

Nessun commento:

Posta un commento

Il tuo messaggio sarà sottoposto ad approvazione dei proprietari e/o amministratori, gestori di questo sito. Se conterrà insulti, offese, minacce, intimidazioni, anche velate ed indirette ed altri contenuti offensivi o minacciosi, sarà segnalato all'Autorità Giudiziaria con conseguente presentazione di denuncia/querela.