lunedì 1 agosto 2016

FUMETTO E RELIGIONE: FANPAGE CITA IL NOSTRO SITO STRAORDINARIO SU UN ARGOMENTO MOLTO IMPORTANTE

La rilevanza del nostro Sito Straordinario cresce ogni giorno, non solo come visualizzazioni (che negli ultimi mesi sono passate da una media di 500 ad una di 850), ma anche come copertura che altri siti, fumettisti e non, ci riconoscono. A parte i post velenosi e pieni di odio di alcuni autori e addetti ai lavori sui social network (poverini, che altro possono fare se non comunicare al mondo il loro disagio interiore?) che ci fanno capire che stiamo facendo bene il nostro lavoro, è il rilievo su alcune questioni che abbiamo sollevato che inizia ad interessare platee più vaste di quelle che asslickers, fanboy e watchdog animano ogni giorno. Uno di questi è il rispetto della Fede Cattolica che una buona parte del mondo del fumetto, finanziata dalla sinistra che ambisce alla distruzione della Famiglia e dell'etica cristiana, pensa di distruggere con opere che, secondo noi, alla luce di un contesto narrativo poco felice e condito da scarsi momenti di riflessione, potranno strappare al più qualche sorriso. Ok, ci hanno provato. Hanno fallito, ma almeno ci hanno fatto ridere. E' facile attaccare i cristiani con opere che, dietro il falso paravento della fiction e della satira, hanno quale scopo quello di deridere uno degli aspetti più intimi di una persona, la Fede Religiosa. E' facile attaccare i cristiani, che porgono l'altra guancia. E' più difficile farlo con gli islamici, che reagiscono a loro modo quando i simboli della loro religione vengono derisi, cioè con attentati ai danni di editori e autori. I fatti di Charlie Hebdo lo hanno dimostrato. Se un editore osa deridere, perché quella di Charlie Hebdo non era satira, ma derisione, denigrazione di simboli religiosi, il mondo islamico, questo reagisce in un modo che è sbagliato ma reale ed effettivo. Con la violenza estrema. Non avevano ragione i terroristi, perché la violenza, che la sinistra italiana idolatra, reca un messaggio sbagliato. Non avevano ragione quelli di Charlie Hebdo. Oggi è facile concludere dicendo che se la sono cercata, ma se il loro intento fosse stato quello di fare satira, c'erano modi migliori di quelli che hanno usato. Modi che forse non avrebbero scatenato la dura reazione dei terroristi nei loro confronti. La sinistra se l'è andata a cercare, si? Gli autori di sinistra, quelli coraggiosi, non hanno difficoltà a trasformarsi in qualcosa che non sono, soldati. Truppe lanciate dalla sinistra nella sua lotta contro le fedi religiose per trasformare il mondo in quell'obiettivo satanico che è la negazione di Dio. Gli autori francesi erano coraggiosi e molti di loro avevano dichiarato che prima o poi i fondamentalisti li avrebbero uccisi. La loro sorte era già segnata quando il 7 gennaio del 2015 i terroristi entrarono nella sede di Charlie Hebdo uccidendo 12 persone, tra cui il noto autore Stéphane Charbonnier, in arte Charb. Ci sono tesi cospirazioniste secondo le quali i fatti sarebbero stati causati da fazioni deviate dei servizi per la strategia della tensione. La religione non va mai derisa. Charb, già minacciato dagli islamici, aveva anche una guardia del corpo, Franck Brinsolaro, anche lui perito durante l'attentato. E gli autori italiani? La loro vigliaccheria impedisce che siano portati attacchi satirici agli islamici.
 

Nessun editore italiano pubblicherebbe mai un fumetto che si prende gioco della fede islamica. Nessun autore sarebbe così pazzo da realizzare o scrivere un fumetto contro Maometto. Nessun edicolante sarebbe così folle da ospitare nel suo chiosco un fumetto anti-islamico. Il rischio di attentati in un Paese in cui il concetto di ordine è molto relativo sarebbe troppo elevato. Qualcuno riesce persino a scherzare sull'argomento dichiarandosi disposto a realizzare un fumetto anti-islamico. Ma perché fare una cosa del genere? Perché deridere una persona per la sua fede religiosa? C'è un vago sentimento di una immaturità in taluni autori massimizzato dai social che spesso trascende nella disperazione. Qualche giorno fa abbiamo segnalato sulla pagina della Editoriale Cosmo quello che per noi era un attacco alla sacra figura di Padre Pio. Non citeremo gli autori, né altro perché non vogliamo essere veicoli involontari di richiamo su un fumetto che secondo noi non avrebbe dovuto essere pubblicato. Un utente aveva espresso severe critiche. Era intervenuto R. Recchioni che lo aveva apostrofato in modo offensivo (abbiamo salvato i relativi screenshot). Il gestore della pagina, per evitare che la cosa degenerasse, ha cancellato lo scambio di vedute (diciamo così) tra i due. Noi abbiamo chiesto: Gentili Cosmonauti, perchè avete cancellato lo scambio di vedute tra Recchioni e un altro utente sul vostro battagliero fumetto? Per chi se lo fosse perso abbiamo salvato i relativi screenshot, che daremo a chi ce li richiederà al nostro indirizzo e-mail comixarchive@libero.it Il tema toccato era interessante e meritava attenzione. Perchè il fumetto italiano non si fa problemi quando si deve attaccare la religione cristiana, mentre l'Islam non viene nemmeno sfiorato? I fatti di Charlie Hebdo hanno fatto capire che esiste un limite che non può essere superato? E' giusto attaccare una sacra figura come Padre Pio? Voi avete risposto che è "fiction", ma sapete bene che questo non significa un bel niente. E' "fiction" perchè la storia trattata è "inventata", ma riteniamo noi che non c'era bisogno di toccare Padre Pio per attirare attenzione. Presentate al pubblico italiano buoni fumetti come Il Barone Rosso e poi vi perdete in un bicchiere d'acqua. Una cosa, tuttavia, vi deve essere riconosciuta. A differenza di altri editori, avete un controllo molto stretto sugli autori che collaborano con voi, ma avete indicato loro delle direttive precise onde evitare strascichi in altre sedi con i vostri lettori? Dallo scambio di vedute di prima sembra di no. Editoriale Cosmo: Perché conteneva delle minacce e un atteggiamento inqualificabile e alieno allo spirito che anima questo spazio che non è e non vuole essere un forum di discussione su tematiche fumettistiche ma solo ed esclusivamente lo spazio "fan" della casa editrice. Siamo tutti adulti d'altronde, ognuno si prenda le sue responsabilità. Ma noi dell'amico Pintus ne facciamo a meno volentieri. Le minacce consistevano nell'avviso che si sarebbe tutelato legalmente per le parole ricevute. Ci ha stupito l'atteggiamento della Cosmo, che però hanno sottolineato che ognuno si prenda le proprie responsabilità.
 
La nostra replica sul punto: Abbiamo conservato lo screenshot e Pintus vi aveva messo in guardia dalle responsabilità derivanti dalla veicolazione di messaggi potenzialmente diffamatori ai suoi danni. A parte questo, certamente saprete che anche i post cancellati su FB finiscono nell'archivio centrale del social network e possono essere ottenuti con una semplice richiesta. Avrete avuto contezza del fatto che Pintus si è solo difeso dopo gli attacchi ricevuti dal vostro battagliero autore. Inoltre, cosa significa che "questo spazio non è e non vuole essere un forum di discussione su questioni fumettistiche? Scusate, ma voi non pubblicate fumetti e gli utenti di cosa dovrebbero discutere? Peraltro, ribadiamo, la discussione si era mantenuta su toni molto civili prima dell'arrivo del vostro autore, che immaginiamo abbiate redarguito per avere attaccato Pintus (giusto?). Editoriale Cosmo: CA qua non siamo in democrazia qui si parla solo di Cosmo, di albi della Cosmo (magari albi usciti cosa non successa in questo caso) e di contenuti degli albi della Cosmo (e solo della Cosmo) che siano effettivamente usciti. L'amico Pintus, ripetiamo, può fare quello che vuole e non ci sono problemi (né ci spaventiamo, tutt'altro), ma qua non è il benvenuto. Il gestore della pagina continua ad attaccare Pintus, come se a causare tutto sia stato lui. Il gestore non menziona gli insulti da lui ricevuti. La nostra replica: Non c'è una regola definita che impone di restringere il novero di argomenti di discussione di una pagina. Il gestore può chiedere ai suoi utenti di mantenere la discussione entro un certo ambito (e se non viene rispettato, potete cancellare i messaggi off-topic), ma a parte questo ci è parso che la discussione vertesse sulla Cosmo e i suoi albi e ribadiamo si è mantenuta su toni consueti fino all'arrivo di Recchioni, che ha "risposto" a suo modo alle critiche che riguardavano battaglia. In casi del genere, il problema non concerne lo "spaventarsi". Non c'è stato alcun effetto intimidatorio ai vostri danni, semmai un avviso per i contenuti di alcuni commenti di cui Cosmo, come gestore di questa pagina, deve tenere conto. Vedete, involontariamente, siete stati testimoni del fenomeno che ogni editore dovrebbe evitare: perdere i lettori. Quando scrivete che "Pintus qui non è più il benvenuto" avete perso un lettore, cioè un potenziale acquirente dei vostri albi. Inoltre, avete redarguito (in privato, ovviamente) il vostro autore per le sue affermazioni? Non che siate tenuti a farlo, se non volete farlo, ma non facendolo accreditate l'idea al pubblico che legge che voi siete d'accordo con quello che lui ha scritto. Crediamo molto nelle potenzialità della vostra casa editrice, l'unica che propone ad un prezzo accettabile tanti fumetti che altrimenti non vedremmo e ci dispiace che accadano simili fatti. Quando succede è una sconfitta per tutto il fumetto. Abbiamo evidenziato i risultati della politica fondata sull'attacco ai lettori che ha come unico risultato la perdita di potenziali acquirenti dei fumetti. E poi ci si lamenta che i bilanci non vanno! Attaccare i lettori è il modo più facile per fallire, secondo il nostro punto di vista.
 
Editoriale Cosmo: Siamo d'accordo, è sicuramente una sconfitta. Ma c'era un precedente. Non si può sempre abbozzare e non c'e' necessariamente un obbligo di fratellanza. Non ci sottraiamo mai al conflitto, ma qua siamo andati oltre. Ci sarebbe piaciuto capire qual era questo precedente e il motivo per cui il gestore della pagina della Cosmo in tutti i suoi interventi si è scagliato contro l'utente ignorando che il loro autore lo aveva insultato. La nostra replica: Su questo non c'è dubbio ma, secondo noi, non per colpa dell'utente Pintus, che, sempre secondo noi, meriterebbe di essere riaccreditato nelle vostre grazie. Il profilo che aveva sollevato, cioè il rapporto fumetto-religione è di estrema importanza e meriterebbe di essere approfondito. Siamo convinti che se non ci fosse stato l'intervento polemico del vostro autore, non sarebbe accaduto nulla. La discussione è degenerata dopo e di questo, ne siamo certi, siete convinti anche voi. Editoriale Cosmo: Ci prendiamo un week end per riflettere. Il weekend è passato e non sappiamo se l'utente è stato riammesso nelle grazie dell'editore cosmico. Ma il punto non è questo. La perdita di un lettore per un litigio con un autore non è forse una perdita? Nello stesso momento, il popolare sito FanPage ha ripreso la discussione citando il nostro Sito Straordinario in questo articolo, di cui sopra vedete lo screenshot della parte in cui si parla di noi. Il pezzo mette in rilievo il messaggio che abbiamo lanciato all'inizio di questo articolo. E' facile attaccare i cristiani che per dogma non reagiscono. Ma il dato di fondo è un altro. Perché un fumetto ha bisogno di attaccare valori e principi condivisi e apprezzati invece di raccontare storie con simbolismi positivi? Ancora una volta dunque torniamo ai fatti di Charlie Hebdo. Se i suoi autori non avessero attaccato e deriso gli islamici, qualcuno si sarebbe mai accorto di loro? Se si parte dal presupposto che per farsi ascoltare bisogna provocare significa che il messaggio che si vuole diffondere è debole. Senza urla e polemiche nessuno si sarebbe disturbato per ascoltarlo. Ma anche ascoltandolo dopo, una volta esaurita la carica provocatoria non resta nulla. Questo è il motivo per cui tanti editori si sono e ancora oggi si scottano dando fiducia alle stelline del web. Si attacca la fede religiosa perché è risaputo che essa costituisce il tasto debole, quello che una volta pigiato con violenza scatena reazioni, quelle reazioni di cui oggi le case editrici vorrebbero trarre la massima visibilità e attenzione da parte del pubblico. Quello che ci preme sottolineare è che è stato positivo che FanPage, che ha più di 5 milioni di fan, abbia dato risalto alla notizia e citato il nostro Sito, che per noi significa vedere premiati tanti sforzi profusi per l'affermazione di valori importanti che, siamo convinti, anche nel mondo del fumetto devono esserci. E quando siffatti messaggi iniziano ad essere affermati significa che ci sono ancora persone disposte ad ascoltarli. Facciamo spesso l'esempio di due fumetti: Orfani e Dragonero. Il primo è stato presente sulla rete in modo costante eppure il secondo godendo di minore richiamo mediatico è andato meglio. Al Plano.

8 commenti:

  1. Adam Wild, a quel che leggo, vende (correggetemi se sbaglio) più o meno la metà di Orfani. Recchioni, a quel che dite, "potrebbe venire" allontanato dalla Bonelli. Manfredi invece resterà? Avremo un altra serie sua dopo il flop di Adam Wild? Cito Manfredi, ma potrei citare anche altri autori o redattori. Non ce l'ho con nessuno di loro, ma "la legge di mercato" (semplicemente) non impone di, diciamo, "non rinnovare la fiducia" chi non vende (come autore o redattore)? Non so, chiedo a voi, perché l'allontanamento del solo Recchioni a quanto punto lo trasformerebbe in una sorta di "capro espiatorio" e questo, pur non avendo particolare simpatia per questo personaggio, non mi sembrerebbe né giusto né la soluzione ai problemi della Bonelli.

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  2. Il fumetto in questione " il pio padre" e' scandalosamente un attacco alla figura evidentemente citata sin dalla copertina e dal titolo. Ma la cosa piu scandalosa e' che semplicemente la storia non ha senso se non appunto quello di denigrare. Sceneggiatura poco piu che inesistente.

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    1. La storia autorizzata ci è sembrata fin nei presupposti uno strumento per attirare attenzione, attaccando una figura simbolo della Fede Cristiana. Si cerca di creare la polemica, che a sua volta genera clamore e il clamore, secondo le previsioni degli editori, dovrebbero portare ad acquisire potenziali lettori. Alessandro Bottero ha rivelato che Battaglia gira su una media di 4.000 copie e le altre serie "cosmiche" sulle 2.000 copie. Inoltre, poiché Roberto Recchioni è abbastanza noto per creare intorno alle sue storie (enfatizzate sui social network con prese di posizione atte a far discutere) momenti di richiamo, è probabile che la Cosmo abbia contato su questo elemento. Ma, riteniamo noi, non c'era alcun bisogno di toccare una sacra figura come Padre Pio. Peraltro, è facile attaccare i simboli cristiani. Gli islamici, invece, sono intoccabili. Il rischio di ritorsioni per editori, autori, edicolanti, fumetterie, ecc. è troppo elevato per essere corso in questo momento. I fatti recenti di Charlie Hebdo lo dimostrano. All'epoca tutti gridarono "je suis Charlie", ma nei fatti nessuno in Italia ha avuto il coraggio di pubblicare storie anti-islamiche dello stesso tenore della rivista francese. Una forma di vigliaccheria intrinseca che connota il mondo del fumetto italiano.

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  3. Con l'arrivo di Simone Airoldi in qualità di co-direttore generale (ma noi pensiamo che, da un punto di vista sostanziale, dirigerà la compagnia in piena autonomia) molte cose dovrebbero o stanno già per cambiare. Adam Wild è stato un grosso flop. A dire il vero, avevamo in più di una occasione sottolineato la fragilità di una serie anacronistica nei contenuti e foriera di messaggi politici che, a nostro giudizio, ne hanno minato le potenzialità. La storia del bianco furbo che va a liberare i neri è vecchia. Eppure alla Bonelli hanno avallato il progetto! Adam Wild, per fortuna, chiuderà con il numero 26 tra pochi mesi perché sceso ormai a 10.000 copie è un fumetto in perdita (dalla sua pubblicazione la Bonelli non ci guadagna). Non sappiamo quali saranno i prossimi progetti di Manfredi approvati dalla Bonelli. In qualche intervento sul suo profilo ha dichiarato di stare scrivendo una storia di Tex (che speriamo sia migliore di quella ospitata nei numeri 654-655, tra le più deludenti degli ultimi anni texiani)e di lavorare ad una miniserie di Magico Vento! Ecco, questo dà la misura di come le strategie della Bonelli non siano più agganciate alla realtà. La Panini Comics aveva tentato di ristampare a colori tutti i numeri di Magico Vento! Cosa abbia fatto pensare alla casa editrice modenese di portare a termine un progetto così fantasioso non è dato sapere. Magico Vento Deluxe è stata interrotta per basse vendite con il numero 25 (Manfredi rivelò che le vendite erano inferiori alle 2.000 copie!). Manfredi, al momento, resta un autore che collabora con la Bonelli. L'editore milanese continuerà a rinnovargli la fiducia? Non lo sappiamo. Se dovessimo guardare ai risultati (il non eccezionale e troppo politicizzato Tex dei numeri 654-655 e il flop di Adam Wild imporrebbero un momento di riflessione). Stesso discorso per gli altri autori. Chiaverotti viene dalla chiusura di Brendon. Finora Morgan Lost non ha brillato. Alessandro Bottero ha rivelato che il numero ha venduto 23.000 copie. Troppo poche per pensare di proseguire se il calo dovesse continuare. Lo stesso Chiaverotti in un recente post sul gruppo FB di ML ha dichiarato che in questo momento sta scrivendo storie speciali di Brendon. Quindi, all'orizzonte non si vede alcuna prospettiva rosea per ML. Lui ha dichiarato che per realizzare una storia servono 4-6 mesi. Vedremo. Riguardo a Recchioni, potrebbe essere rimosso dalla cura editoriale di Dylan Dog, ma ciò non toglie che, come altri, potrebbe restare a disposizione della casa editrice milanese per nuovi progetti.

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    1. A questo punto mi sorge spontanea una domanda: non è che la Bonelli riceve finanziamenti off limits da qualche banca (fatto tipicamente italiano) pur di continuare a dar lavoro ad autori di sinistra, come succede in altri settori oltre che nell'editoria (vedi Linus)? Per carità, siamo in Italia e questa è la norma. Buon per la Bonelli se riceve finanziamenti a perdere (sono stati furbi, tanto di cappello). Ma, proprio perché ritengo la Bonelli ancora zeppa di gente che di fumetto se ne intende eccome (a differenza di Topolino, per esempio), certe scelte mi sembrano incomprensibili, proprio per la stima che ho di molti redattori.

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    2. Questo non è dato sapere. Di certo, sottolinei un fenomeno molto diffuso nell'ambito della cultura italiana dove con i finanziamenti dell'ex-Urss il vecchio PCI ha finanziato editori, autori, registi, film, ecc. Oggi accade in misura limitata perché da est non arrivano più soldi. Sono cambiate le fonti, ma il fenomeno è diffuso comunque.

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    3. MPS (banca Monte dei Paschi) docet? 27 miliardi di "crediti deteriorati" (prestiti a cui puoi dare l'addio)? Permettetemi un piccolo "fuori tema": dopo aver propagandato per anni che la sinistra è colta e capace ecco che fanno fallire (tra le altre cose) la banca più vecchia del mondo non appena la prendono in gestione.

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    4. MPS è fallita perché negli anni hanno regalato soldi ai loro amici della sinistra e ora si sono ritrovati con le chiappe per terra. Era ovvio che prima o poi i soldi si sarebbero finiti. E ora stanno chiedendo a Renzi di salvarli. Come? Sottraendo soldi alle tasche degli italiani sperando che i loro compagni di Bruxelles chiudano un occhio. Cosa faranno con il denaro che gli daranno? Continueranno a regalarlo ai loro compagnoni di sinistra. Ovunque c'è socialismo c'è fallimento. Oggi si aggirano come fantasmi cercando di convincere la gente che sono ancora vivi!

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