venerdì 19 agosto 2016

L'UOMO RAGNO N. 655! MEGA-RECENSIONE! PETER PARKER UN NOVELLO IMPRENDITORE SOCIALISTA GLOBALE?!!!

Non che abbiamo grandi aspettative nella lettura della serie dell'Uomo Ragno da qualche anno a questa parte, ma non ci saremmo mai aspettati di imbatterci in una cattiva resa grafica delle tavole. Non sappiamo se le immagini fossero così anche in originale, ma il fatto che il fenomeno sia esteso a tutte le 80 pagine dell'albo italiano fa pensare che la responsabilità sia delle tipografie a cui la Panini si è rivolta (che siano le stesse a cui si rivolge la Rw Edizioni?). O magari la crisi delle vendite che affligge la collana ha imposto una riduzione sotto il profilo della qualità dei materiali e il risultato è quello che tutti possono notare: immagini sfocate in gran parte e colori spenti, come se in parte le tavole fossero state stampate sulla carta riciclata. La prima storia è tratta dal numero 6 della terza serie di Amazing Spider-Man e presenta l'esordio di Matteo Buffagni come disegnatore regolare di questo e dei prossimi due albi. Carneade, chi è mai costui, diceva Don Abbondio nell'incipit del capitolo VIII dei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni? Don Abbondio era un ignorante e non leggeva molto. Noi leggiamo parecchio e sappiamo che Matteo Buffagni è il disegnatore regolare delle copertine della serie inedita di Diabolik! Ma cosa c'entra Diabolik con la Marvel? Niente tranne per il fatto che l'elemento di congiunzione tra le due realtà è la Panini Comics, che dal 2012 gestisce i diritti esteri di Diabolik! La Panini gestisce i diritti esteri della Marvel dal 1999 e gestisce i diritti esteri della Bonelli dal 2010! Mettiamoci che dal 2013 la Panini pubblica in esclusiva in Italia le storie della Disney per concludere che la Panini esercita il monopolio di fatto sul mercato e a livello europeo è uno degli editori più forti, anche se il bilancio 2015 è stato chiuso con un debito spaventoso con le banche pari a 120 milioni di euro. In questo albo italiano, come vedremo, oltre a Buffagni, troviamo Sara Pichelli che realizza le tavole della nuova serie di Miles Morales, lo Spider-Man Nero voluto da Bendis, Quesada e Alonso, che vogliono trasformare il glorioso MU in una sorta di giaciglio di neri, islamici e omosessuali dichiarati. Un principio di base che per loro è la linfa della Nuovissima Marvel. Per noi significa la premessa al caos di Sodoma e Gomorra. Perché la Marvel, che può contare su un bacino di artisti di grande spessore, sta dando tanto lavoro agli italiani? I rapporti, mai del tutto chiariti, tra Panini e Marvel lasciano pensare che gli italiani vantano una sorta di canale privilegiato per arrivare a certi livelli. La storia nata dalla bizzarra fantasia di Dan Slott è quanto di meglio si potrebbe trovare in un albo adatto ad un pubblico di lettori di età non superiore agli 8 anni. Una trama piatta condita di dialoghi elementari e zero colpi di scena. Una lettura veloce, massimo 5 minuti e la nuova storia dell'Uomo Ragno può fare compagnia alle altre nel secchio della spazzatura. Peter Parker, ora imprenditore socialista di livello globale (è così coglione da avere investito le risorse dei finanziatori nella produzione di tecnologia da regalare alle Nazioni povere!) si trova in Cina, dove da qualche tempo imperversa di nuovo Mister Negativo con due nuovi alleati, Cloak e Dagger! Ma come, direte voi, non erano dalla parte dei buoni? Dove ci sono loro due c'è la droga, come quella che sta invadendo le strade della città. Una droga che rende tutti schiavi di Mister Negativo! Peter, dopo uno scontro con Cloak e Dagger conclusosi con la sua apparente vittoria, ritorna in ufficio per riposarsi. In quel momento, Cloak e Dagger tornano alla carica insieme a Mister Negativo e lo catturano. Disegni di Buffagni non eccelsi. Meglio le sue cover di Diabolik. Non lo avremmo mai pensato, ma sentiamo la mancanza delle matite di Giuseppe Camuncoli. Italiani, italiani ovunque nel MU.
 

La seconda storia dell'albo è tratta dal primo numero della nuova serie dell'Uomo Ragno Ultimate Miles Morales, il cui universo, in seguito alle varie vicende di Secret Wars III, si è fuso con quello della Terra Prime del nostro Peter Parker. I due si sono già conosciuti in passato e ora coesistono nello stesso universo. Axel Alonso ha riempito il glorioso universo Marvel di personaggi di colore, islamici e froci. La scelta non è piaciuta ai lettori Usa, che hanno bocciato la linea Alonso con basse vendite. Complice anche l'arrivo del nuovo reboot DC, che ha dato vita ad un universo nazionale repubblicano, le vendite generali sono crollate. La cosa sorprendente è che la Marvel anziché liberarsi di Bendis dopo il flop delle serie Ultimate Comics, lo ha promosso facendolo ritornare nel mondo dei Vendicatori alla guida della testata del nuovo Iron Man e qui a narrare le gesta del nero Miles Morales. La storia non dice nulla. Dialoghi basati su un continuo e ossessivo botta e risposta e riflessioni condite di frecciatine contro la società capitalistica che odia i froci e gli ispanici nella visione bendesiana della realtà di Terra Prime, fanno di questa storie il niente assoluto. I disegni di Sara Pichelli non ci sono piaciuti. A tratti imprecisi, con qualche errore di prospettiva e il tentativo, secondo noi non riuscito, di avvicinarsi al tratto di Alan Davis. Bendis non si smentisce. Livello di caratterizzazione dei personaggi pressoché uguale a zero. Miles è un negro il cui principale obiettivo in questa storia è pomiciare con un'altra negra che considera sexy. Siccome non riesce a portarsela a letto, si consola con il suo amico ispanico Ganke. Che sia l'inizio di una love story pederasta per la gioia delle lobby gay e promotori delle unioni civili bestiali? Alla fine arriva Peter, che dopo avere assistito allo scontro tra Miles e il mostro di turno, gli chiede: ma che cazzo hai combinato? Non proprio così, ma il senso della battuta era quello. Tavola che sublima la decadenza in cui è piombata la Marvel. L'Uomo Ragno è su un cumulo di macerie. Ai suoi piedi c'è un Cap nero, una Thor donna e un Iron Man a pezzi. La terza storia dell'albo è la prima parte del secondo numero della nuova serie di Silk alle prese con il mistero della organizzazione nota come Goblin Nation. Il pezzo forte della storia scritta da Robbie Thompson in cui Silk adesso è alleata della Gatta Nera, è la scoperta di una stanza in cui sono tenuti prigionieri alcuni giovani trasformati in mostri dalla pelle verde. La storia dei Web Warriors, tratta dal numero 5 della serie Usa, è il pezzo forte dell'albo. Merito di Mike Costa che, seppure sulle basi di una storia molto elementare (un gruppo di Electro di varie dimensioni tentano di conquistare il multiverso), riesce a donare momenti di alta drammaticità. Il sacrificio di Spider-Man UK e May Parker sono necessari per salvare il mondo del telaio. Ma sono morti davvero o in qualche modo sono sopravvissuti? Le parole di Karn lasciano ben sperare per il futuro. Peccato per i disegni non eccelsi di David Baldeon, che sembrano ispirati dalla necessità di realizzare un prodotto vicino ai gusti dei lettori più giovani. Precisi e puntuali gli editoriali di Massimiliano Brighel al quale poniamo l'interrogativo di inizio articolo. Com'è possibile che quest'albo sia stato stampato con le tavole così sfocate come se il tutto fosse stato realizzato con uno scanner in pessime condizioni? E anche se sono passati alcuni mesi: perché non hai avvisato i lettori dell'aumento di prezzo della serie dell'Uomo Ragno, che è passata da 3,30 euro a 3,50 euro? Negli editoriali la nuova Marvel è celebrata, ma è giusto che l'Uomo Ragno oggi sia ridotto in così misere condizioni? Come è possibile che Dan Slott dopo otto anni di disastri continui ancora oggi a sceneggiare le sue storie? Edmund Freisler.

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