martedì 16 agosto 2016

MORGAN LOST: I DUBBI SUL FUTURO PROSSIMO DELLA SERIE E LE GUERRE DICHIARATE ALLE SCHIERE DEI TROLL!

Sembra che il nostro pezzo sulla situazione editoriale di Morgan Lost, una testata a fumetti ideata e scritta da Claudio Chiaverotti per la Sergio Bonelli Editore, abbia scosso più del dovuto gli utenti del gruppo social gestito dagli stessi autori della collana, che temono che la collana non prosegua al di là dei 25 numeri già programmati. I fan hanno seri motivi per preoccuparti. In primis, le vendite. Secondo i dati ufficiosi diffusi dall'autorevole Alessandro Bottero, il numero 5 uscito a marzo 2016 ha venduto 23.000 copie. Secondo Chiaverotti il numero 1 aveva venduto 47.000 copie. In cinque mesi, quindi, metà di coloro che avevano acquistato il primo numero si sono volatilizzati. Pochi giorni fa è uscito il numero 11. L'ipotesi che la collana abbia continuato a perdere lettori e che oggi sia finita sotto la soglia di sicurezza delle 20.000 copie sembra più che legittima. Nel nostro pezzo sopra riportato trovate tutti i link e tutti gli screenshot. Un altro elemento che avvalora la nostra ipotesi e spaventa in modo terribile gli utenti del gruppo social è il fatto che in questo momento Claudio Chiaverotti non sta scrivendo nuove storie di Morgan Lost! Lo ha dichiarato lui in questo gran pezzo, dove trovate lo screenshot con le sue parole. Chiaverotti ha precisato di stare scrivendo le nuove storie di Brendon, che appariranno in volumi speciali annuali. Ciò significa che la Bonelli crede di più in Brendon che in Morgan Lost. Se facciamo due conti, posto che per realizzare una storia alla Bonelli servono in media 10-12 mesi e dato che Chiaverotti ha dichiarato che sono state scritte solo 25 storie, il fatto che siamo arrivati quasi alla metà del cammino (pochi giorni fa è uscito, infatti, il numero 11), per proseguire Chiaverotti dovrebbe ricevere l'autorizzazione a scrivere nuove storie entro i prossimi 4 mesi. Se ciò non avverrà, è meglio che gli utenti del gruppo social comincino ad entrare nell'ordine di idee che la loro serie preferita può dirsi spacciata. In considerazione del brusco calo di lettori, alla Sergio Bonelli Editore avranno valutato in modo negativo la performance del creatore di Brendon, stoppando i progetti delle nuove storie e puntando invece su nuove storie del personaggio che ha chiuso la sua corsa editoriale nel dicembre 2014 con il numero 100. Uno sviluppo degli accadimenti non inconsueto. Chi segue con attenzione le nostre analisi di mercato sa che una serie regolare per proseguire in edicola, a meno che la S. Bonelli Editore non riduca ancora le tirature, dovrebbe vendere almeno 20.000 copie. Questo discorso riguarda solo le nuove serie, non le vecchie che possono andare avanti (più che altro, per ragioni di immagine) a quote inferiori. Martin Mysteré e Le Storie, ad esempio, vendono intorno alle 15-16.000 copie circa. Le Storie rischia di chiudere intorno al 2018 con l'esaurimento del materiale già ora realizzato. Martin Mysteré dovrebbe, in teoria, andare avanti ancora per qualche tempo, ma se il progetto di rilancio della nuova collana a colori dovesse fallire (e ci sono buoni elementi per pensarlo), anche il Detective dell'Impossibile saluterà i suoi lettori entro il 2018-19 seguendo il destino di Mister No. Gli utenti del gruppo social di Morgan Lost non hanno preso molto bene queste proiezioni sul futuro della loro collana preferita e da molti giorni chiedono agli stessi autori, che sono anche amministratori del gruppo, lumi e delucidazioni, che non sono arrivate. Alle domande dei preoccupati fan, sono seguite risposte molto evasive.



In un commento la disegnatrice Valentina Romeo scrive: il problema è che i dati di vendita noi non li abbiamo e quelli in circolazione non sono attendibili. Difficile concordare con l'artista. E' mai possibile che i membri del team creativo non siano informati sull'andamento della collana visto e considerato che da esso dipende il loro futuro? E' naturale per un disegnatore o uno scrittore informarsi sulle vendite della serie. Se questa va, significa che ci saranno possibilità di realizzare nuove storie. Se dall'editore non arrivano voci in questo senso significa che le vendite non stanno andando bene, soprattutto considerando che per realizzare un ipotetico numero 26 si dovrebbe cominciare a prepararlo un anno prima. Al numero 25, ultimo tra quelli già realizzati da Chiaverotti, manca poco più di un anno. Quindi, la nostra ipotesi è che gli autori della serie siano informati di come sta andando la collana in edicola, ma che le notizie non siano buone. Qualcosa è trapelato. Lo stesso Chiaverotti ha detto che non sta scrivendo nuove storie di Morgan Lost. Sempre lui ha detto che il numero 1 ha venduto 47.000 copie. Quindi, non è vero che i membri del team creativo non sono informati sui dati di vendita. Dire che i dati diffusi da Bottero non sono attendibili non è corretto visto che finora Bottero non ha mai toppato avendo indicato come fonte una persona che lavora all'interno del processo di produzione degli albi che questi dati conosce bene. Leggendo i vari post del gruppo, di cui, a ben vedere, dei contenuti delle storie si parla poco (lasciando supporre che quelli che leggono davvero la collana siano pochi), pare che la principale preoccupazione sia rappresentata dai troll! Chi sono costoro? Nel gergo della rete il temine troll identifica colui che interviene nelle discussioni dei gruppi o sulle pagine con l'intento di seminare caos e fomentare polemiche pretestuose. Un agente del Caos insomma! Per traslato, però, il termine troll ha finito con l'identificare le persone che portano argomenti sgraditi al gruppo di comando. Quando non si sa cosa rispondere o si ha torto, la persona che pone le domande scomode viene definita un troll. Quando si vuole attaccare qualcuno e non si hanno più argomenti validi lo si insulta o appunto gli si dà del troll, facendolo passare per un provocatore! Una tattica volta alla demonizzazione dell'avversario che non si può sconfiggere sul piano dialettico. Una tattica che quelli di sinistra conoscono bene. Dipingere l'avversario come un personaggio negativo, spingendo gli altri ad odiarlo. Da qualche tempo chi chiede quanto vende Morgan Lost o se chiuderà o meno con il numero 25 viene definito troll. Noi invece pensiamo che gli utenti del gruppo di Morgan Lost facciano bene a preoccuparsi di altro. Se la serie chiuderà, non sarà certo merito dei troll, che poi non esistono. Se la serie chiuderà sarà perché non ha venduto abbastanza da convincere l'editore ad investire ancora nel progetto. I troll non esistono, ma le possibilità che Morgan Lost non vada oltre il numero 25 sono più che esistenti! Uno degli admin ha addirittura scritto un post con un proclama che è tutto un programma, un vero e proprio manifesto di lotta agli immaginari troll: Spero di doverlo scrivere per l'ultima volta, questo gruppo è casa mia, e come casa mia è aperta a tutti, a casa...


...mia ci possono entrare amici, conoscenti, amici di amici e chiunque abbia voglia di stara in compagnia e di confrontarsi in modo educato e civile. Nessuno verrà mai allontanato se esprime opinioni diverse dalle mie, o se per caso non gradisce il buffet o la selezione musicale, ma se mi rubi le posate o se pisci nei vasi dei fiori verrai cortesemente accompagnato alla porta. Quindi il gruppo rimarrà libero e accessibile a tutti, salvo casi particolari nessun post verrà cancellato e le opinioni di tutti verranno rispettate. Pertanto ora chiedo a tutti voi, che date contro ai troll, che vi reputate più intelligenti di loro (a ragione naturalmente), dimostrate di esserlo poi davvero. La linfa vitale del troll è la vostra incazzatura, i vostri commenti piccati, la vostra (apprezzatissima) difesa a Claudio e a Morgan Lost, tutto ciò li rende orgogliosi della loro pochezza. Per favore ignorateli, fate in modo che i loro post abbiano ZERO commenti, rendere la loro vita migliore, se non hanno commenti da leggere o ai quali replicare magari usciranno dalle loro camerette, magari andranno a comprarsi un fumetto e finalmente lo leggeranno, magari scopriranno che fuori esiste un altro mondo, con persone vere, magari incontreranno altre gente, e tra questa gente anche una ragazza e insieme passeggeranno mano nella mano verso il tramonto. Aderisci anche tu alla campagna "SALVA UN TROLL" non rispondere ai suoi post provocatori e magari un giorno ti ringrazierà. Il tono del messaggio è chiaro. Non dare ascolto ai troll, che poi vuol dire non dare ascolto a chi chiede, secondo noi in modo legittimo, quale sarà il futuro della collana. Il fatto curioso è che l'autore del post prima scrive che nessuno verrà mai allontanato dal gruppo se manifesta opinioni diverse. Poi inizia ad attaccare gli immaginari troll, invitando tutti ad ignorarli! Precisa che i loro post sono provocatori! Ci piacerebbe sapere cosa intende per troll l'autore di questo post. Se è lecito chiedere nel gruppo quale sarà il futuro di Morgan Lost e soprattutto quanto sta vendendo, perché finora ci è sembrato che nel gruppo siano state scatenate vere e proprie campagne di avversione contro coloro che domandano dei dati di vendita e del futuro della serie, come se fossero domande illecite o sbagliate! Dunque, troll è chi si interessa ai dati di vendita? Se nei nostri articoli si parla molto di questi dati non è perché a noi la cosa piace, ma perché tutti in pratica ce li chiedono! In privato ci scrivono numerosi autori, anche di serie famose, per ringraziarci perché nei nostri pezzi si parla di argomenti che se li citassero loro rischierebbero di essere licenziati o esclusi in toto dal mondo del fumetto! Di nomi non possiamo farne, ma si tratta di autori molto, molto importanti. Due di questi autori sono stati nostri ospiti alla CAI Megacon che abbiamo tenuto a Sidney qualche giorno fa. I veri nemici di Morgan Lost non sono i troll, che non esistono. I veri nemici di Morgan Lost sono altri. Oltre alla crisi economica, ci è parso che le storie di Chiaverotti richiamino situazioni ed atmosfere che hanno alla fine creato i presupposti della chiusura di Brendon. Se, come sembra, Morgan Lost non andrà oltre il numero 25, anziché lottare contro i troll (cioè, contro i mulini a vento), sarebbe meglio parlare delle storie. Gabriel Piazza.

8 commenti:

  1. L'ailutore del post definisce TROLL non.chi chiede informazioni sul futuro di Morgan Lost, bensì chi continuamente da per scontato che chiuda, manifestando anche una diacreta soddisfazione se dovesse accadere. Ripeto che dal gruppo di ML io ho bannato unicamente una persona che si era comportata in modo maleducato con le donne del gruppo, usando termini non appropriati.
    La richiesta di ignorare chi pubblica post volutamente provocatori è unicamente atta ad evitare inutili e continui botta e risposta che non portano a nulla.
    Io personalmente spero che ogni testata duri il più possibile, per chi ci lavora e per chi gode del prodotto finito, poco mi importa delle connotazioni politiche che mi sembra assurdo cercare ad ogni costo in un fumetto.
    Ogni albo è una mezz'ora di svago che mi concedo volentieri, peccato per chi continua a rovinare questo ambiente con polemiche e paranoie

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  2. La tua definizione di troll, oltre che soggettiva, è del tutto errata e si inserisce in un contesto molto distante dalla personale rappresentazione che porti qui. In primis, nel tuo gruppo non ci è parso che gli utenti diano per scontato che Morgan Lost chiuda. Anzi, abbiamo notato una accentuata mancanza di informazioni a questo riguardo. Nell'ultima settimana, peraltro, un paio di utenti hanno posto l'interrogativo, in termini molto civili, sul futuro della collana. Interrogativo a cui voi avete risposto con proclami bellicosi mettendo in guardia altri qualora avessero voluto porre lo stesso interrogativo.
    Al momento, la situazione di Morgan Lost è la seguente: Chiaverotti ha dichiarato in varie interviste di avere preparato solo 25 storie. In alcuni interventi sul gruppo ha aggiunto che in questo momento non sta scrivendo nuove storie di Morgan Lost (probabilmente perché la Bonelli non glielo ha richiesto), ma solo di Brendon per volumi annuali (facile concludere che la Bonelli nutra più fiducia nelle potenzialità di vendibilità di questi volumi speciali di Brendon che nella prosecuzione di Morgan Lost oltre i 25 numeri già pronti, di cui 11 usciti.
    Unendo i punti è facile arrivare alla seguente conclusione: poiché sono usciti già 11 numeri e alla conclusione mancano 14 numeri e in considerazione del fatto che alla Bonelli sono necessari almeno 10-12 mesi per preparare una storia, se Morgan Lost continuerà oltre il numero 25, Chiaverotti deve iniziare la realizzazione di nuove storie entro i prossimi 4-5 mesi.
    In caso contrario, Morgan Lost chiuderà per esaurimento del materiale a disposizione.
    Il mercato è in condizioni di difficoltà tali che nessun editore oggi può permettersi di lanciare una nuova serie sul mercato se questa non si stabilizzi sopra le 20.000 copie (Morgan Lost cinque mesi fa vendeva 23.000 copie secondo i dati ufficiosi forniti da Bottero e si presume che abbia continuato a perdere lettori).
    Sarebbe pertanto auspicabile che tu informassi gli utenti del tuo gruppo descrivendo la reale situazione in cui versa la collana anziché etichettare in modo arbitrario come troll chi pone domande normalissime in qualunque contesto di discussione.
    Poiché il vostro è un gruppo in cui di critiche verso Morgan Lost se ne leggono poche (in realtà, non abbiamo visto, se non in rare occasioni, post e commenti sui contenuti delle storie, di cui pare non parli nessuno) e non ci è parso che qualcuno abbia fatto trapelare soddisfazione se la collana chiuderà a breve.
    Ma anche qualora ciò fosse avvenuto, qual è il problema?
    E' forse obbligatorio sostenere una collana? Per quanti desiderino che la collana vada avanti, ce ne saranno altri che sperano che la collana chiuda.
    Rientra nella normale dinamica dei social network. Così come esistono gruppi pro, ne possono esistere di contro.
    Ma a parte questo, non c'è nessuna regola che obblighi a sostenere una collana. Una serie a fumetti è un prodotto realizzata da una azienda privata che si presenta con esso sul mercato. Se il mercato lo rifiuta, significa che il prodotto non è stato accolto. Qualche autore e disegnatore resterà senza lavoro? Non è un problema del pubblico, né tanto meno un nostro problema. Il lettore ha rifiutato quel prodotto e leggerà altro. Non esiste alcun obbligo, in una società libera e democratica, che un certo prodotto artistico debba essere imposto e accettato per forza dal pubblico, salvo che in una società comunista in cui il grado di libertà è del tutto azzerato.
    Anzi, talvolta è colpa degli autori che si dilettano nell'attaccare e a volte insultare i lettori, cioè i loro potenziali clienti, danneggiando non solo gli altri autori coinvolti ma lo stesso editore. I litigi degli autori dylaniati sulla rete sono emblematici a questo riguardo. Continua...

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  3. E veniamo alla politica!
    Cosa ti fa pensare che nei fumetti, come in qualsiasi altra forma di linguaggio artistico, non ci siano messaggi politici? Ce ne sono, eccome.
    Ogni autore mette nelle sue opere il proprio sentire la società e le sue dinamiche e Chiaverotti ha più volte ribadito la sua appartenenza all'area politica della sinistra.
    Noi siamo di destra e dunque non concordiamo con il modello sociale che traspare nelle opere di autori di sinistra o socialisti. Non è quindi assurdo cercare contenuti politici nei fumetti. Nei fumetti ci sono solo costanti riferimenti politici, diretti e indiretti.
    Ogni albo è mezz'ora di svago? Ok, ma questo cosa c'entra? Questo "ambiente" come lo chiami tu, secondo noi, è rovinato da coloro che ignorano i fondamentali della discussione civile e democratica, il pacifico confronto delle idee, anche estreme e la crescita reciproca. Non è chiamando gli altri troll che porterete ricchezza al prodotto che state difendendo, precisando tuttavia che la tua opinione può non essere condivisa dagli altri.
    Il socialismo è stata una delle sciagure più grandi dell'umanità e ancora oggi perpetua il suo veleno nelle classi meno abbienti e culturalmente svantaggiate. L'influenza della sinistra nel mondo del fumetto si spiega con facilità. Dietro le case editrici ci sono le banche e dietro le banche ci sono i centri del potere che sono mossi dal punto di vista ideologico. Ciò permette di canalizzare i finanziamenti solo verso coloro che si propongono di realizzare contenuti conformi alla ideologia del gruppo di potere di riferimento. Ciò ha contribuito ad inquinare il mondo del fumetto italiano con continue opere di sinistra che nel tempo hanno determinato il rigetto da parte del pubblico. L'emblema è Dylan Dog, testata di sinistra per eccellenza. Venti anni fa vendeva 600.000 copie. Oggi vende 95.000 copie. Si vede che le idee di sinistra che Sclavi metteva nelle sue storie, alla fine, non hanno convinto che pochi a continuare l'acquisto di una collana che oggi vive una crisi gravissima.

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  4. Considerando il fatto che trovo estremamente noioso leggere risposte di 50 righe, usate per dire il nulla, mi limito in poche righe a constatare che non avete capito nulla.
    Il domandare i dati di vendita è lecito e conprensibile, io non li conosco e non mi interessa conoscerli, ma a qualcuno può far piacere saperlo, l'auspicarsi che una testata chiuda invece è meschino e fascista, vale tanto quanto un rogo di libri, se non ti piace qualcosa smetti di comprarlo ma non per questo altri non ne devono usuftuire ugualmente.
    I troll esistono eccome, dono quelli che volontariamente pubblicano post polemici con accuse senza capo ne coda, ne abbiamo visti molti ultimamente da ambo le parti, sia pro che contro, dire che non esistono denota una grande cecità da parte vostra, ma per carità c'è chi nega l'olocausto.
    Per terminare faccio notare che dietro ogni cosa ci sono le banche, e che per questo motivo si dovrebbe smettere di fare benzina, di fare la spesa o di comprare qualsiasi cosa?
    Io non sono un dipendente della casa editrice ma un semplice appassionato e voglio godere del divertimento che mi da leggere un fumetto.
    Non mi interessano le sterili polemiche che volete alimentare, non vi avrei nemmeno commentati se non mi aveste messo in mezzo pubblicando il mio post e contestualizzandolo nel modo più sbagliato che si potesse fare.
    Comunque resta il fatto che stiamo ancora tutti aspettando la versione cartacea di Daryl Dark, perchè un fumetto vale sempre la pena leggerlo...
    Grazie e a presto

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  5. Non sei obbligato a leggere quello che scriviamo. Sei stato tu a venire qui e a manifestare il tuo pensiero (anche se con alcuni termini molto particolari) e ciò nonostante hai avuto lo spazio per replicare. Quindi, se provi fastidio nel leggere le nostre risposte, evita di porre le domande. Ma visto che le domande le hai fatte e continui a farle (indice di interesse da parte tua, visto che nessun altro in rete, ha il coraggio di dire le cose come stanno come facciamo noi), avrai ancora una volta una lunga risposta, sempre che la noia non ti impedisca di leggere tutto quello che scriveremo.
    Tu non conosci i dati di vendita? Ne sei sicuro? Non è stato forse Chiaverotti sul tuo gruppo a dichiarare che il numero 1 ha venuto complessivamente 47.000 copie?
    Si, a qualcuno piacere sapere i dati di vendita. In realtà, parliamo di molte persone e non solo di qualcuno. E non perché oggi c'è internet. Anche trenta anni fa nelle vecchie pagine della posta i lettori domandavano quanto vendevano le collane. Allora però nessuno si sarebbe mai permesso di insultare potenziali consumatori dei propri prodotti.
    Cosa c'entra il fascismo con l'augurarsi che una testata chiuda? Ma perché, quando vai allo stadio, non fai forse il tifo per la tua squadra del cuore, auspicando che quell'altra finisca in serie B? O dopo che la tua squadra ha vinto la partita, non auspichi che quella squadra fallisca? E se noi ti dicessimo che se quella squadra, una volta retrocessa, corre il rischio di fallire e tanti calciatori rischiano di finire in strada?
    Forse non sei tifoso di calcio. Sai, qui molti sono juventini e l'idea che il Torino o l'Inter finiscano in serie B o che falliscano non ci dispiace affatto.
    Ma questo cosa c'entra con la meschinità e il fascismo?
    Il tifoso di calcio è fascista solo perché fa il tifo per la sua squadra e si augura che tutte le altre squadre perdano?
    Il lettore non è diverso. Non gli basta smettere di comprare una collana. Prova il naturale istinto di convincere altri a fare la stessa cosa perché sente che quella collana potrebbe impoverire e non arricchire il contesto. Continua...

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  6. E veniamo ai troll.
    Lascia perdere. I troll non esistono. Sono una invenzione di chi, non sapendo più come contrastare il proprio avversario, inizia ad insultarlo.
    Non esistono i post polemici. Esistono invece i post scomodi, quelli che nessuno vorrebbe leggere perché sanno di non poter negare la ragione a chi li ha pubblicati.
    Cosa c'entra l'olocausto? Se metti sullo stesso piano gli immaginari troll e l'olocausto dimostri solo di non sapere di cosa parli. O al più che, messo in difficoltà, tiri fuori paragoni abnormi che non fanno altro che accrescere la ragione dell'avversario.
    E veniamo alle banche.
    Pensavamo che l'avresti negato, fermamente. Invece, ammetti che dietro tutto il nostro vivere quotidiano esiste un sistema bancario-finanziario che domina ogni settore della società, indirizzando mode, ecc.
    La sinistra è stata furba in questo Paese a partire dagli anni cinquanta ad assumere il controllo delle banche. Molti autori, nel corso degli anni, per lavorare sono stati costretti a creare opere di sinistra, in cui la società capitalistica veniva costantemente demonizzata.
    Lo fanno anche oggi.
    Non sei un dipendente della casa editrice? Non c'era bisogno che lo puntualizzassi. L'idea che tu fossi un dipendente della casa editrice non ci ha sfiorato neppure per un secondo.
    Il fumetto ti piace? Continua a leggerlo, ma ammetti anche che ti piacerebbe che altri lo amassero come fai tu. Il rovescio della medaglia esiste. Ci sono tanti a cui Morgan Lost non è piaciuto e che vorrebbero vederlo chiuso.
    Non alimentiamo polemiche.
    Le polemiche non sono mai sterili.
    Hai scritto un post molto chiaro nei contenuti. Un vero manifesto di lotta contro una categoria (i troll) che non esistono.
    E veniamo a Daryl Dark.
    La versione cartacea esiste eccome! Il volume 1 (prezzo di copertina 12,99 euro) è stato presentato a Lucca Comics 2015. Puoi trovarlo o in qualche fumetteria o sul sito della Cagliostro E-Press. Il volume 2, con 15 storie, uscirà a Lucca Comics 2016. Ed è solo l'inizio...

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  7. Penso che potremmo parlare giorni senza riuscire a cambiare l'opinione dell'altro, per lo meno si riesce a scambiare opinioni senza insulti o volgarità.
    Non sapevo dell'edizione cartacea di Daryl Dark, purtroppo ho saltato l'ultima edizione di Lucca comix, proverò a recuperarlo on line o magari alla prossimo Lucca...
    per conto mio non auguro fallimento a nessuno, un'attività che chiude non è mai una buona cosa, un progetto che non si riesce a portare avanti è sempre una delusione.
    Per curiosità sono stato bannato dalla vostra pagina facebook? Non riesco a seguirvi

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  8. Non è una questione di durata temporale. Se parli di troll, il tuo punto di vista è sbagliato. Il troll era in origine un soggetto che interveniva nelle discussioni dei forum con lo scopo di creare caos. In seguito, il termine è stato usato, soprattutto nelle discussioni social, per attaccare e/o insultare quando veniva manifestata una opinione contraria alle idee del gruppo di comando, violando la regola di principio del libero scambio di idee sulla rete. Insulti e volgarità non sono merce che trattiamo, a differenza di altri siti, forum, gruppi o pagine social dove addirittura in alcuni casi vengono organizzate campagne di odio verso i lettori, gli autori e alcuni editori. Ci sono stati casi, molto gravi, di "autori italiani" che hanno sfruttato la loro notorietà sui social per disegnare un bersaglio su un lettore e scatenare contro di lui le orde dei fanboy disposti a tutto, anche a rendersi autori di gravi diffamazioni, pur di compiacere il loro autore idolatrato. Gli editori lasciano fare nella speranza che questi vili fenomeni attirino attenzione sui loro prodotti. In realtà, in alcuni casi, anche recenti, hanno avuto più problemi che benefici.
    Anche il nostro sito è stato bersaglio di attacchi e campagne denigratorie da parte di utenti, spalleggiati da autori e addetti ai lavori.
    Abbiamo ricevuto gravi insulti anche dal tuo gruppo di Morgan Lost e a questo proposito ci piacerebbe che ci spiegassi come mai alcuni post, pregni di insulti e apprezzamenti offensivi nei confronti del nostro sito, non sono stati cancellati.
    In alcuni casi, abbiamo ricevuto gravi attacchi (perfino da parte di alcuni autori).
    Quando questo accadeva, tu dov'eri?
    O forse sul tuo gruppo vige la regola secondo la quale è legittimo/lecito insultare/attaccare/diffamare il nostro sito e le persone che collaborano con noi?
    Se vuoi, possiamo inviarti gli screenshot di questi post e commenti (in tal caso, ci indicherai un indirizzo e-mail a cui inviare le immagini).
    Daryl Dark esiste sia in versione digitale sia in versione cartacea da molti mesi. Anche se non ti recherai alla fiera di Lucca, puoi acquistare il volume 1 sul sito della Cagliostro E-Press.
    Sugli auguri di fallimento, converrai sul punto che se dall'altra parte arrivano attacchi e insulti è normale che i lettori insultati e attaccati sperino nel fallimento degli attaccanti/insultanti.
    Non ci occupiamo della gestione della pagina Facebook, ma puoi scrivere un messaggio, chiedendo spiegazioni al nostro indirizzo e-mail (comixarchive@libero.it) e noi lo gireremo a chi di dovere.

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