domenica 31 luglio 2016

ORFANI: CROLLO DELLE VENDITE! PER SALVARE LA COLLANA LANCIAMO L'APPELLO PER COMPRARE DUE COPIE!!!

Sono passati giorni da quando l'utente Olimpia ha diffuso su Comicus i dati di bilancio 2015 della Bonelli, che fanno registrare, come era nelle previsioni, grossi cali su diverse voci, tra cui, oltre alla liquidità e gli utili, si parla senza mezze misure di cali delle vendite e delle copie distribuite. Poiché la Bonelli si regge sulle vendite di due testate, Tex e Dylan Dog, mentre tutte le altre messe insieme non assumono un peso trascurabile (la terza serie più venduta è Zagor con 29.000 copie), è logico pensare che il crollo della liquidità e del fatturato sia causato soprattutto dai cali delle due serie regine, Tex e Dylan Dog. Il primo, anche se ogni anno perde all'incirca 10.000 lettori, vende ancora bene. Il secondo è già entrato nella fase critica. Il punto di non ritorno. Dylan Dog non venderà mai più come un tempo. Tutto quello che si può fare oggi è cercare di rallentarne la caduta, rendere la catastrofe più accettabile di quanto appaia. Secondo noi, quindi, è il rilancio flop ideato da Sclavi ed eseguito da Recchioni la causa dei cattivi risultati della Bonelli, dopo la piccola crescita registrata tra il 2013 e 2014 (una crescita dovuta, più che altro, all'effetto di quelle novità annunciate e poi rivelatesi bolle di sapone). Finito l'effetto novità, la Bonelli è tornata a calare. Non solo Dylan Dog. A creare nuovi problemi alla Bonelli è stata, secondo noi, la serie Orfani, sulla quale Recchioni ha portato a scrivere alcuni dei suoi amici, come Mauro Uzzeo, Emiliano Mammucari, Massimo Carnevale ed altri. Orfani doveva essere la serie con cui Recchioni aveva giurato di riempire lo stadio San Paolo. Lo ha dichiarato in questa intervista al Fatto Quotidiano. Dichiarò: L'ho detto agli amici. Se non riempio il San Paolo, mi suicido. Non si minaccia il suicidio, nemmeno per scherzo, se non si è sicuri di ottenere un certo risultato. In quest'altra intervista, Recchioni dichiarò che le due prime stagioni di Orfani sarebbero costate 3 milioni di euro! Oggi sappiamo che Orfani è stato un flop e quindi ci chiediamo: la Bonelli ha recuperato i soldi investiti in Orfani? Dal bilancio 2015 sembra di no. Gli utili 2014 furono 3 milioni di euro. Gli utili 2015 sono stati poco più di un milione e mezzo. Orfani ha esordito nell'ottobre 2013. La realtà ha bussato subito alla porta dei diretti interessati riportando tutti con i piedi per terra. Il primo numero di Orfani vendette circa 50.000 copie. Pochine se si pensa che 6-7 anni fa se in casa Bonelli un fumetto vendeva meno di 35.000 copie veniva chiuso. A rivelare il dato fu Bottero, che molti scontri pubblici con Recchioni ha avuto. Bottero venne pesantemente insultato per quella rivelazione. Pochi giorni dopo, Recchioni confermò a Fumettologica che il numero 1 di Orfani aveva venduto proprio 50.000 copie. Nessuno si scusò con Bottero. Passano 6 mesi e Fumettologica diffonde dati ufficiali della Bonelli. Tra questi c'è Orfani dato a 29.000 copie. In sei mesi dunque la collana con la quale Recchioni voleva riempire il San Paolo aveva perso quasi la metà dei suoi lettori. Da parte di Recchioni nessuna replica. A proposito di quei dati del 2014, poche settimane fa Gianfranco Manfredi ha dichiarato sul suo profilo FB che erano falsi! Si è riferito ad un nostro pezzo in cui li avevamo menzionati. Poi abbiamo chiarito che quei dati erano stati forniti all'autore del pezzo dall'allora direttore Mauro Marcheselli! Manfredi non ha più replicato. Sarebbe stata cosa gradita se avesse precisato di essersi sbagliato e che i dati che avevamo riportato erano reali. E arriviamo al 2016. Quanto vende oggi la testata con la quale Recchioni aveva minacciato di suicidarsi se non avesse riempito il San Paolo? A dirimere il bandolo della matassa è arrivato ancora una volta Bottero, che dalle colonne del suo profilo FB ha dichiarato che Orfani vende oggi 19.000 copie, citando una fonte riservata e facendo capire che le vendite stavano continuando a diminuire. Il bilancio 2015 con circa un milione di copie in meno distribuite e 350.000 copie vendute in meno, ne costituisce conferma. Se questo non è un disastro poco ci manca. Finora sono uscite tre stagioni di Orfani e sappiamo che le prime due sono costate 3 milioni di euro! Se la terza ha mantenuto i costi delle prime due, oggi abbiamo un investimento effettuato dalla Bonelli per questa collana di quasi 4,5 milioni di euro. Una somma enorme per un fumetto sul quale la casa editrice ha scommesso molto. Ammettere che hanno fatto flop è cosa molto difficile. Per cui si prosegue.
 

Quando una serie sta andando male i lettori che la sostengono si danno da fare. Creano gruppi FB e si impegnano a comprare due copie di ogni numero! Sono le solite cazzate che si scrivono sui social. Nessuno è tanto stronzo da comprare due copie di un fumetto. Che se ne farebbe? Ma ciò non toglie che scriverlo sui social fa effetto. Dimostra fedeltà alla collana e non è escluso che qualche fan lo faccia davvero. Così, in un impeto scherzoso abbiamo scritto a Mauro Uzzeo, uno degli autori di Orfani, di impegnarsi a comprare due copie di Orfani. Avrebbe aiutato le vendite e fatto un'opera buona. Recato cioè un beneficio alla Bonelli per cui lavora. Lo abbiamo fatto sul suo profilo Twitter, visto che sulla pagina Facebook non potevamo farlo, il gestore della quale ci ha bannato un paio di anni fa senza alcuna ragione e preavviso. Come potete vedere dallo screenshot, Uzzeo ha risposto in modo pittoresco. Il punto esclamativo messo era sufficiente per far capire che il nostro intento era stigmatizzare il momento difficile in cui versa la collana. Invece abbiamo ottenuto l'effetto contrario alle nostre intenzioni. Uzzeo ha reagito come vedete. Ha cioè rappresentato un quadro riferito alla nostra situazione come quella che richiedere un gesto eclatante per mettere fine a sofferenze che lui ha visto nella sua fantasia. I motivi di una visione così pessimistica riferita ai nostri collaboratori restano ignoti. O forse si tratta di un grido di dolore riflesso nella condizione in cui versa la serie di Orfani a cui collabora? I motivi, sotto questo profilo, ci sarebbero tutti. Orfani ha fallito tutti gli obiettivi che ci si prefiggeva. E' riuscita perfino ad andare peggio di Dragonero che oggi vende 23.000 copie contro le 19.000 di Orfani. Ma mentre quest'ultimo è in zona rischio, Dragonero può pensare ai prossimi due anni in modo meno concitato. Anche Dragonero perde lettori ogni anno e noi temiamo che entro i prossimi 3-4 anni possa chiudere. Esiste la possibilità di salvare Orfani e farlo proseguire oltre la sesta stagione, che seguirà le due ministagioni dopo la chiusura della terza? Al momento, è quasi impossibile. Con 19.000 copie sarà difficile che si arrivi ad una sesta stagione, anche se la Bonelli per questioni di immagine potrebbe andare avanti con Orfani anche se la testata va in perdita. Lo sta già facendo con serie come Le Storie e Martin Mysterè che sono già sotto la soglia del pericolo, ma non vengono chiuse, crediamo noi, per ragioni di immagine. I danni sarebbero maggiori se Martin Mysterè venisse chiuso rispetto alle perdite che la serie quasi di certo già produce. Un modo, in realtà, ci sarebbe. E consiste nell'invito rivolto ad ogni fan che ancora segue la collana di comprarne due o più copie. Questo è stato il motivo per cui abbiamo rivolto, in termini scherzosi, a Mauro Uzzeo di comprare due copie della collana facendo così un'opera buona. Uzzeo però, dopo avere scritto quello che leggete sopra in risposta alla nostra affermazione, ci ha bloccati su Twitter. Lui non può più leggere quello che scriviamo noi e viceversa, anche se basta fare log out da Twitter per leggere ciò che scrive. E se l'invito che abbiamo formulato partisse anche dagli autori autori di Orfani come Recchioni, Mammucari e gli altri? L'effetto sarebbe ancora maggiore anche se capiamo che un simile invito rivolto alla platea dei fanboy suonerebbe come un grido di aiuto a favore di una serie che è andata e continua ad andare molto male. Dopo la rivelazione dei dati di vendita da parte di Alessandro Bottero non è più possibile nascondersi dietro la foglia di fico. Negli ultimi tempi abbiamo notato che Roberto Recchioni sta dando molto risalto sul suo profilo più ad Orfani che a Dylan Dog a conferma delle voci che lo vorrebbero fuori dalla Bonelli entro quest'anno. Recchioni non si è limitato ad attaccare i lettori. In questi anni ha litigato anche con autori bonelliani come Manfredi e Frisenda. Ciò confermerebbe che l'aria che si respira nella casa editrice non sia delle migliori. La Bonelli oggi si regge solo grazie a Tex. Dylan Dog si appresta a scendere sotto quota novantamila copie entro la fine di quest'anno. E Orfani? Ci piacerebbe conoscere i dati di vendita dei volumi di ristampe di grande formato pubblicati dalla Bao di Michele Foschini, che qualche anno fa faceva il traduttore presso la Planeta DeAgostini, grande amico di Recchioni, che ha o avrebbe caldeggiato l'accordo con la Sergio Bonelli per fare un catalogo comune! Marshall Mathers

2 commenti:

  1. Ma...ragazzi!!?? Vi rendete conto che chi tocca Recchioni, Uzzeo e Artibani viene automaticamente definito un "autore invidioso"?

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  2. Invidioso per cosa? In questo ed altri pezzi abbiamo esaminato i risultati delle serie con riguardo ai dati (ufficiosi) delle vendite. Con Dylan Dog sceso a 95.000 copie (tre anni fa, prima dell'arrivo di Recchioni, ne vendeva 120.000) e Orfani crollato a 19.000 copie non riteniamo che siano motivi per essere realisticamente invidiosi. L'invidia, tra l'altro, è un sentimento che fa poco onore a chiunque e in questo caso dovrebbe essere provata da altri autori. Nessuno di noi, qui, è autore, disegnatore od operativo nel settore del fumetto. Questo ci permette di godere di quella autonomia di valutazione e di giudizio che gli altri siti, legati a doppio filo con le case editrici, non possiedono. Tutti vorrebbero essere Comix Archive, ma di fatto, nessuno ci riesce. Non puoi essere come Noi e al tempo stesso lodare le case editrici e gli autori, che in cambio condividono i pezzi sui loro profili social come forma di "pagamento sostanziale" della prestazione ricevuta.

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