martedì 9 agosto 2016

R. RECCHIONI CONFESSA: QUANTO A CARPENTER E A RANIA NON SONO OVVIAMENTE SODDISFATTO NEMMENO IO!!

In un articolo pubblicato qualche mese fa avevamo proposto una ipotesi suggestiva che ancora oggi suscita entusiasmo nei delusi lettori dylaniati: Roberto Recchioni potrebbe mollare alla fine di quest'anno il suo attuale incarico di curatore di Dylan Dog dopo un triennio difficile costellato di critiche feroci sulla rete e fuori dalla rete, di dati di vendita in costante calo (anche se lui dice che le cose vanno bene, ma non rivela i dati di vendita né smentisce quelli forniti da Bottero). In realtà, tanti lettori sono stufi. Hanno dato fiducia al rilancio, se così lo vogliamo definire e oggi se ne pentono. Si sentono traditi perché avvertono la sensazione che tutte le promesse fatte da Recchioni non sono state mantenute. Oggi abbiamo un Dylan Dog schierato politicamente per l'estrema sinistra per la gioia di Sclavi che è comunista (anche se ha pubblicato libri per la Mondadori di Berlusconi, che i suoi compagni comunisti considerano un nemico del Popolo), storie piene di segni massonici, satanici sullo sfondo di trame semplicistiche e adatte agli schemi elementari di un ragazzino di 13 anni che poco deve capire e molto meno chiede ad un fumetto. Sono passati circa tre anni e se mettiamo in fila le promesse fatte da Recchioni oggi scopriamo che tutte le idee di questo incubo chiamato rilancio non sono nemmeno di Recchioni! Lo ha detto lui stesso in un recente post sul suo profilo: le idee sono di Sclavi, le ha volute lui. Ecco il link con lo screenshot. Da qualche giorno Recchioni scrive sul suo profilo Facebook che il rilancio non è stato accolto bene per colpa di quella critica nerd che non ha collocato, secondo lui, nella giusta misura le idee. Come se fosse obbligatorio farsi piacere quello che arriva dalla mente di Sclavi. Però quando sui gruppo Facebook dove Recchioni ha accesso si parla di Dylan Dog, il curatore cambia versione. Dice che va tutto bene, che le vendite vanno bene e che la gente con cui lui parla è contenta. Non dice però, cosa va bene, quanto vende la collana oggi e quanto vendeva prima di lui e non dice chi sono queste persone che, secondo lui, si dichiarano contente. Si tratta di lettori che incontra per strada? O fan su Facebook, dove spesso e volentieri si leggono di attacchi molto duri e scontri con alcuni fan che espressioni che qui preferiamo non ripetere. Ci piacerebbe quindi che Recchioni ci rivelasse quanto vende oggi Dylan Dog, perché secondo Bottero (che non ha mai sbagliato), la collana vende 95.000 copie. Quando Recchioni è arrivato nel 2013 vendeva 120.000 copie. Quindi, da quando è arrivato Recchioni la collana dell'Indagatore dell'Incubo ha perso circa 25.000 lettori. E allora cosa va bene? Vediamo cosa dice Recchioni.
 

Un ragazzo si lamenta, come molti, delle promesse non mantenute. Pone le domande nel gruppo Facebook più numeroso dedicato a Dylan Dog. Che fine ha fatto il cambiamento promesso? E la continuity e quella famosa Terza Fase? Nel post viene taggato Roberto Recchioni, che quindi riceve la relativa notifica. Risponde un utente dicendo: Ad una recente fiera del fumetto è stato precisato che tra un paio di anni, se non erro, inizierà un ciclo di Dyd con albi in stretta continuity tra di loro. Anche se può sembrare paradossale perché tra due anni Roberto Recchioni potrebbe non essere più al suo posto di curatore, si tratta di una premessa logica. Alla Bonelli le storie che si concepiscono oggi usciranno in edicola tra almeno due anni. Qualcuno si lamenta. Una idea può andare bene oggi. Tra due anni non sarà più attuale. Tuttavia, dopo tre anni di storie rivelatesi, secondo molti, peggiori di quelle della gestione curata da Gualdoni, è dura accordare fiducia ad un rilancio che è stato gestito da Recchioni ma con idee di Tiziano Sclavi come risulta qui. La colpa del fallimento è di Recchioni come esecutore delle idee di Sclavi o dello stesso Sclavi che ha proposto idee fallimentari? Molti ritengono che Sclavi abbia esaurito tutto quello che poteva dire di Dylan Dog nelle prime cinquanta storie. Intorno al 1991 dunque Dylan era già finito. Poi ci fu il boom per motivi non legati alle storie bensì al clamore delle critiche che alcune storie presentavano per i contenuti e la gente si accorse di questo insolito fumetto per i rigidi canoni Bonelli che arrivò a vendere intorno al 1996 anche 600.000 copie al mese del solo inedito. Un fumetto in cui Sclavi riversava tutte le sue frustrazioni, che negli anni lo hanno condotto nelle spire di varie forme di sofferenza psicologica. Sclavi ha ammesso di avere tentato tante volte il suicidio. In questo articolo afferma di essersi più volte svegliato in ospedale dopo essere stato soccorso appena in tempo. Da una intervista di Antonio Gnoli dichiara: Arrivavo a prendere centinaia di pasticche. Ma siccome sono un vigliacco militante, telefonavo all’amico chiedendogli di venirmi a salvare. E sulla sua vita sociale: Non vorrei mai tornare indietro nel tempo. Prima di incontrare mia moglie, a quarant’anni suonati, la mia vita personale è stata una fetenzìa tale che neanche il successo è riuscito a renderla almeno decente. Dylan Dog è il risultato di questa sofferenza, che ne ha contribuito al successo. E adesso? Le cose non vanno come dovrebbero. Il meccanismo che permetteva di creare storie eccezionali si è inceppato. A chi oggi si lamenta della introduzione del cellulare, è il caso di ricordare che in una intervista a Repubblica:

Sono un fanatico della tecnologia. Ho in casa più di trenta computer, senza contare iPad e smartphone vari. E pensare che c'è ancora qualcuno che crede sia stato Recchioni ad avere la pensata del cellulare. Ancora una volta è una idea di Sclavi quella che ha scatenato la rabbia dei lettori. E allora di cosa parliamo quando parliamo del rilancio Dylan Dog? La colpa di Roberto Recchioni è stata quella di essere un cattivo esecutore? Oggi Sclavi vive con sette bassotti e da anni ha smesso di bere. Non esce mai di casa e detesta i social network. Il lettore non è contento. Si lamenta della assoluta vacuità di due personaggi, Rania e Carpenter, del tutto superflui. Quasi inutili se si pensa che per fare spazio a loro è stato mandato in pensione l'ispettore Bloch. Due personaggi stereotipati. Rania, una musulmana che fa molto politically correct, perché secondo le nuove direttive da Bruxelles, tutti devono essere a favore della integrazione con gli arabi e siccome a Londra oggi la componente musulmana è forte, allora la nuova mignotta di Dylan deve essere musulmana, ma non può portarsela subito a letto, altrimenti che islamica sarebbe? E che dire di Carpenter? Un nero sempre incazzato che sembra camminare con un grosso manico di scopa infilato nel culo, ma del tutto inutile nell'economia delle storie. Il lettore lamenta la inconfutabilità di questi personaggi politicamente corretti. Come se da parte della nuova gestione ci fosse stata scarsa intraprendenza. Recchioni risponde aggirando la domanda: Quanto all'inconfutabilità, diciamo che è una tua opinione e non c'è bisogno di ascriverle la parte di realtà. Recchioni usa il verbo ascrivere. Il lettore deluso incalza e lamenta il fatto che Rania e Carpenter, dopo circa tre anni, non risultano essere stati caratterizzati. Due bottiglie vuote, come quelle che un alcolizzato del cazzo abbandona sulla tavola prima di farsi un sonnellino con i pantaloni bagnati. Recchioni quasi ammette: forse sì, forse no. Ma di sicuro non sono deus ex machina. Un altro lettore, che in alcuni gruppi ha criticato in modo pesante Recchioni, scrive: L'unica novità buona è lo speciale al pianeta dei morti. Il resto si è arenato tutto. Carpenter inutile e fastidioso, Rania ha la stessa funzionalità di Bloch,ma ha in più tutta l'antipatia propria di questa donna. Bloch in pensione che continua a fare il poliziotto in pensione, John Ghost sparito,la regina elisabetta chtulu\albione boh!, Gruocho che fa l'infame pure (per fortuna). A mio gusto personale in questi 2-3 anni gli albi degni della scritta Dylan Dog in copertina sono stati al servizio del caos e la macchina umana. Cazzo, i più brutti. Il secondo sembrava una versione illustrata del Capitale di Marx.

E' da notare che Recchioni non ha risposto alle accuse di scarsa caratterizzazione di Carpenter e Rania. Qualcuno si chiede perché Dylan non si sia ancora scopato Rania! Altri temono che si finisca nella noia di X-Files, dove i due protagonisti, Mulder e Scally, non sono mai finiti a letto. Invece di andare a caccia di alieni, pensa alla figa! Mulder non avrà risposto. Recchioni risponde: Dici, eh? A mio avviso, invece, gli sceneggiatori trovano soluzioni nuove da quando Bloch è in pensione, non ricorrendo al solito stratagemma dell'aiutino da casa. E questa è la ragione per cui l'ispettore ha cambiato ruolo. Rania ha aiutato Dylan in due occasioni su svariate, e molto marginalmente, sugli altri elementi disseminati: sono la continuity blanda di cui ho sempre parlato e sono rintracciabili su tantissimi albi. Quando verrà il momento, confluiranno. Per il resto, sono gusti tuoi, mi spiace che gli albi non ti siano piaciuti, non ne siamo abbastanza soddisfatti, invece. Un Recchioni insolito. Pacato, che non attacca o si pone in posizioni di marcata arroganza. Un Recchioni simpatico. In altre occasioni, ai lettori che esprimevano le stesse lamentele avrebbe risposto: guarda, non lo comprare più. Ma è vero quello che dice Dylan? Che loro, cioè il team editoriale, sono contenti? 25.000 lettori persi in tre anni e critiche così devastanti che lo stesso Recchioni fu costretto a rispondere ai lettori usando l'editoriale del numero 344, chiamandoli nostalgici reazionari e concludendo con una frase di un vecchio editoriale di T. Sclavi del 1994 (il numero 93): nun ce rompete. Cioè, non ci rompete il cazzo o i coglioni, fate voi. Ma come si può dire ai potenziali consumatori di un prodotto Nun ce rompete? Quando Sclavi lo scrisse Dylan vendeva molte centinaia di migliaia di copie. Oggi non lo farebbe, ma Recchioni lo ha fatto con il beneplacito della casa editrice. Il lettore incalza, chiede di sapere quali sono queste soluzioni come dice Recchioni: Beh le soluzioni trovate sono così belle che ho smesso di comprarlo da " il sapore dell'acqua" . Ho comprato poi soltanto "lacrime di pieta,l'uomo dei tuoi sogni,e la macchina umana" per dire "toh è Dylan e ho sti soldi in più". Credevo che il vostro compito fosse far felice i fans di Dylan(perché sono scontento io come decina di migliaia di lettori ah,non ce lo scordiamo),ma l'importante è che voi siete soddisfatti,buon lavoro Robbè. E un altro dice: Boh, sinceramente nemmeno io vedo tutte ste soluzioni nuove con Bloch in pensione, e sono altrettanto deluso da Carpenter e Rania che per ora, sono stati gettati nella mischia senza nessun approfondimento. Personaggi vuoti e stereotipati (soprattutto...

...Carpenter). Da collezionista da più di venti anni non smetterò mai di comprarlo però posso dire di essere un Po deluso da questo rilancio. Tanta voglia di fare sicuramente , però pochi risultati per ora. L'utente arrabbiato aveva menzionato le decine di migliaia di lettori delusi. Recchioni risponde negando tutto: quale "decina di migliaia di lettori"? Perché non parli solo per te, che sei scontento e mi dispiace, invece di evocare "lettori scontenti" di cui non hai nessuna prova? Noi siamo piuttosto sereni, sai come mai? Perché abbiamo la prova che i lettori sono abbastanza soddisfatti. Recchioni afferma che non ci sono prove che esistono decine di migliaia di lettori scontenti. Eppure la rete è piena di gente che si lamenta. Già, Recchioni in passato si è difeso sostenendo che in realtà erano tutti fake di pochi creati per attaccare lui! Mah. Dov'è la prova? Nell'editoriale del numero 344. Un intero editoriale da cui emergeva il profondo nervosismo di tutto lo staff verso i lettori critici, che non li avevano acclamati. Se, come dice Recchioni, queste migliaia di lettori non esistono, allora perché usare un intero editoriale per rispondere a quattro gatti? Poi Recchioni insiste: siamo perfettamente consci di poter far meglio e cerchiamo di farlo. Ma, ripeto, non parlate di lettori scontenti senza i dati e i fatti. le critiche su FB contano zero perché parla solo chi si lamenta. I fatti sono le migliaia di post di gente incazzata in rete. I dati sono quelli forniti da Bottero, che nessuno, nemmeno Recchioni ha smentito. 25.000 lettori persi in tre anni. Poi su Rania e Carpenter Recchioni è costretto ad ammettere: Quanto a Carpenter e a Rania, non sono ovviamente ancora soddisfatto nemmeno io. Ma c'è da dire che alcuni gli hanno ascritto un ruolo centrale quando non hanno mai avuto la pretesa di averlo. Sono, per ora, due personaggi di contorno che avranno il loro momento nelle loro storie. Dylan è un fumetto su Dylan, non una serie corale. Un momento, sono passati tre anni. E dobbiamo ancora aspettare nuove storie per veder sbocciare due semi secchi? E a proposito di chi si lamenta, Recchioni dice: Certo che esistono. Esistevano già quando uscì il n. 2 di Dylan. Non si può far contenti tutti, Non si deve nemmeno. Basta che la maggioranza sia contente. Un momento. Cosa c'entra il numero 2 dell'ottobre 1986? Di gente che si lamenta di una serie a fumetti ne è sempre esistita, ma che senso ha mettere a confronto la situazione di oggi con quella di 30 anni fa? Peccato che Recchioni non ci risponde perché ha dichiarato di essersi imposto la regola di non rispondere a noi di Comix Archive. Lo ha detto qui. Ci ha definiti tutti dei picchiatelli!!! Grazie Jerry Lewis!

Almeno ha ammesso di non essere soddisfatto della caratterizzazione, secondo noi del tutto assente, di Rania e Carpenter. Ma per uno scrittore non si tratta dell'accusa più grave? Quello per cui i suoi personaggi sono del tutto vuoti? Ammettiamo che questo modo di porsi pacato e conciliante di Recchioni ci sorprende. Avremmo ipotizzato un litigio di quelli memorabili. Il lettore poi dice: Non si può far contenti tutti ovvio,sopratutto quando ci sono centinaia di migliaia di persone che lo leggono,ma con chiunque parlo (non solo su fb) è scontento un motivo ci sarà. E non penso quelli che criticano siano tutti troll o ti odiano. Apprezzo questo tuo modo educato di porti, è una piacevole novità. Recchioni risponde: Sarai sfortunato. Io parlo soprattutto con persone contente. E bada, non faccio nessuna stima in base a questo. La stima la faccio guardando l'andamento della testata. Ci piacerebbe ora sapere chi sono queste persone contente. In rete non se ne trovano, salvo il ristretto gruppetto di adoratori, sempre gli stessi, che in tutti i gruppi osannano le novità e attaccano i critici. Ma Recchioni dice di non basarsi nemmeno su questo dato, che ci sembra ipotetico, bensì sull'andamento della testata e qui è opportuno un grosso chiarimento. Andamento lento, come la canzone di Tullio De Piscopo? Ribadiamo che Bottero ha dichiarato che oggi Dylan Dog vende 95.000 copie e quindi 25.000 copie in meno di tre anni fa quando ne vendeva 120.000. Però, attenzione: Recchioni non dice che la serie è in calo, ma nemmeno che è in aumento. Lui parla in modo generico di un andamento di cui si dice tanto soddisfatto. A questo punto, noi potremmo pensare che per andamento soddisfacente possa essere inteso un calo costante ma lento, che è poi quello che sta avvenendo con circa 8.000 lettori persi ogni anno. Un altro lettore dice: Ma con l'arrivo del nuovo corso, non sarebbe dovuto morire un personaggio vicino a Dylan? Se non sbaglio un anno fa qualcuno mormorava il nome della Trelkovski o di Wells. Recchioni risponde: leggenda da web. E' davvero così? In una intervista concessa al sito di Repubblica nel 2014, poco dopo l'uscita di Spazio Profondo, Recchioni dichiarò: Sì, uccideremo Dylan Dog. Mille volte. Una volta era un segno distintivo leggere Dylan: deve tornare così. Della serie: Ah, tu leggi fumetti normali. Io leggo Dylan Dog'. Forse dovremmo intenderci sul concetto di Fumetto normali, come se una etichetta del genere fosse negativa. Ma magari negativo è stato questo rilancio di Dylan Dog fallito su tutta la linea. Alla luce delle storie viste dal 2013 ad oggi, molti lettori gradirebbero che Dylan sia un fumetto normale. Al Plano.

2 commenti:

  1. Leggo finalmente la frase "Molti ritengono che Sclavi abbia esaurito tutto quello che aveva da dire su DD nelle prime 50 storie: intorno al 1991 Dylan era già finito".

    Lo sostengo da 25 anni, l'ho scritto numerose volte su fanzine (primi anni Novanta), lo ripeto ora: se Dylan Dog avesse "selezionato" i migliori autori (evitando i Montanari & Grassani e via dicendo) e "sintetizzato" alcune delle storie apparse nei primi 40-50 numeri in una ventina di albi, sarebbe stata una leggendaria miniserie... nonostante gli evidenti plagi da racconti e film, praticamente trasposti su carta e fatti passare come "omaggi".

    Personalmente sono tra quelli che erano entusiasti, in pieno liceo, a passarsi il n° 1, portarlo al mare, leggerlo dieci volte... (infatti è distrutto...) ben 30 anni esatti fa: dopo 5 anni lo compravo solo per affetto, sono arrivato al 100 per tenermi una cifra tonda.
    Direi una balla se dicessi che non l'ho ricomprato pochi anni fa: l'ho ricomprato e iniziato a rileggerlo, attorno al 2011, non trovando alcuna differenza sui motivi per cui avevo smesso nel 1994... ho aspettato la (finta) rivoluzione dei Recchioni di turno e da questo mese per me è finito definitivamente. Mi sento preso in giro, e da quel che si legge in giro, non mi pare di essere l'unico: la casa delle ristampe non avrà più un centesimo dal sottoscritto per il Plagiatore dell'Incubo

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  2. Dylan Dog non è mai stato un prodotto originale. Lo stesso Sclavi ha ammesso che traeva ispirazione da varie opere, tutte trite e ritrite. Nei primi 2-3 anni andava anche male come vendite. Poi c'è stato il boom all'inizio degli anni novanta, più che altro perché i media di accorsero di lui e iniziò a vendere mezzo milione di copie al mese. Fioccarono ristampe, speciali, ecc. Oggi Dylan Dog è un fumetto in pieno declino, che il rilancio, ancora una volta concepito da Sclavi (Recchioni ha avuto un mero ruolo di esecutore) ha definitivamente affossato. L'ultimo dato che abbiamo avuto qualche settimana fa e risalente a gennaio 2016 lo dava a 95.000 copie. Oggi forse vende ancora meno. Un fallimento colossale. La Bonelli va avanti solo grazie a Tex e alle sue infinite ristampe. Tutto il resto assume una rilevanza trascurabile. Di Dylan Dog stanno calando gli ultimi assi, creando prodotti per i collezionisti (molti dei quali comprano l'albo senza nemmeno leggerlo). Oggi la Bonelli non è nemmeno più in grado di lanciare serie regolari sul mercato, ma solo mini e maxi serie. Un declino inesorabile che, secondo noi, è iniziato da quando hanno concluso una alleanza-accordo con i loro ex-concorrenti della Panini.

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