lunedì 8 agosto 2016

TEX WILLER: A SETTEMBRE TORNA MANFREDI! SARA' ANCORA UN TEX DI SINISTRA COME QUELLO DI ORO NERO?

Tra pochi giorni leggerete la super-mega-recensione del numero di Tex di questo mese altalenante di agosto, il 670, che conclude la trilogia di storie dedicata al famoso colonnello dell'esercito americano del secolo XIX, Ranald Mackenzie. Una storia intensa, articolata e complessa come soltanto Mauro Boselli, il più acclamato scrittore di fumetti contemporaneo, sa raccontare. La nostra attenzione è attirata dalla seconda di copertina con l'annuncio dell'albo in uscita nel mese di settembre, il numero 671 intitolato La banda dei serpenti. Non ci sono riferimenti allo scrittore. Pensiamo che tocchi ancora a Boselli o magari a Tito Faraci, che non sarà all'altezza di Boselli, ma è pur sempre il secondo migliore scrittore italiano di fumetti al pari di Moreno Burattini, il curatore editoriale di Zagor. Purtroppo, no. Ritorna Gianfranco Manfredi e lo sconforto ci travolge tutto come un fiume in piena perché si tratta di una storia divisa in due capitoli, il primo uscirà a settembre, il secondo a ottobre. Manfredi mancava dalle pagine di Tex dai tempi dei tristissimi numeri 654-655, quelli del ciclo di Oro Nero, in cui Manfredi, che non ha mai nascosto la sua appartenenza all'area politica della sinistra, propose un Tex Willer che noi non tardammo a definire comunista, stravolgendone, secondo noi, l'essenza, visto che Tex Willer è un personaggio con profonde radici di destra, quella destra repubblicana incarnata in questi ultimi tempi da personaggi politici del calibro di Vladimir Putin, il presidente d'acciaio della Russia post-sovietica o di Donald J. Trump, il candidato nazionale repubblicano alla Casa Bianca. Le radici di Tex, almeno nella versione originaria di Gian Luigi Bonelli, sono saldamente inserite nell'area politica della destra. In un articolo pubblicato sul nostro sito il 5 maggio 2016 mettemmo in evidenza le influenze nella creazione di Tex Willer riprendendo un articolo di Sauro Pennacchioli, con precisi e dettagliati riferimenti a Dick Tracy e Furio Almirante, chiamato così in onore della nota famiglia di attori Almirante, di cui uno dei membri più noti, Giorgio Almirante, è stato segretario del Movimento Sociale Italiano a partire dal 1947. Nella doppia storia dei numeri 654-655 scritta da Gianfranco Manfredi ci apparve un Tex snaturato, di sinistra, critico verso il capitalismo identificato come modello sociale corrotto e immorale, glorificando quel socialismo che la storia ha bollato come un fallimento. Le bordate contro la società libera e democratica si susseguivano nella storia in cui il cattivo della situazione era un industriale senza scrupoli finito bruciato nei pozzi di petrolio che intendeva sfruttare per conseguire potere. I disegni di quella storia erano stati affidati a Leonardo Massimiliano, in arte Leomacs, amico di vecchia data di Recchioni (studiavano insieme alla scuola di fumetto ove insegnava il grande maestro Pino Rinaldi). Di quella doppia storia si salvarono solo i disegni, anche se un po' distanti dal realismo che connota le avventure solite di Tex Willer.
 

Trattammo le mega-recensioni di quelle storie qui e qui. Come molti scrittori di sinistra, Manfredi fa trasparire questa ideologia, il socialismo, in molte sue storie. Non fummo i soli a mettere in evidenza questo aspetto. In un articolo del 16 giugno 2015 pubblicato sul sito UBC Fumetti, Giorgio Loi mise in evidenza questi aspetti. Non solo i continui messaggi politici di sinistra, ma da un punto di vista tecnico, la debolezza dell'impianto della storia e della trama con scarsa caratterizzazione dei personaggi scaduti a stereotipi. Nel paragrafo intitolato Tex e la politica, Loi dopo avere sottolineato che queste due storie sono state il primo passo falso di Manfredi su Tex, dopo le cinque storie precedenti, egli scrive: Chi conosce la biografia di Gianfranco Manfredi, non si stupirà di trovare chiari e continui riferimenti politici tra le righe delle sue sceneggiature. Soprattutto, è lecito? A dispetto di chi pensa che Tex Willer sia un fumetto leggero e disimpegnato, pieno solo di sparatorie, bistecche e patatine, la politica (in senso lato) è sempre stata presente. Ma c'è una bella differenza fra la visione politica di Tex, così com'era stata concepita e affrontata da Bonelli padre, e la maldestra trasposizione delle miserie di casa nostra operata da Manfredi. Vedere Tex confrontarsi con spending review, tagli alle pensioni, l'evasione fiscale, comizi improvvisati e guerre preventive mette francamente tristezza. E poi l'affondo finale di Loi: Se veramente si vogliono affrontare argomenti delicati e profondi sulla più classica e avventurosa delle serie a fumetti italiane, si richiederebbe maggiore accortezza. Soprattutto, sarebbe auspicabile la capacità di volare più alto e di non voler infilare a forza riferimenti alla stretta attualità che, per usare le parole di un ex magistrato e politico italiano (giusto per stare in tema), non ci azzeccano per nulla. Secondo Loi, dunque, Manfredi avrebbe inserito in quelle due storie costanti messaggi politici di sinistra con buona pace di chi crede che nei fumetti non si faccia politica. La si fa eccome! In questi due anni Manfredi ha proposto l'ennesima maxiserie alla Bonelli, Adam Wild, di cui qualche mese fa è stata annunciato l'atteso stop con il numero 26 a causa della basse vendite della collana. Anche in questa serie si sono notati i frequenti messaggi politici di sinistra, che ne hanno minato la qualità a nostro avviso. Oltre a ciò, l'idea del bianco che va in Africa per liberare i neri è quanto di più anacronistico si possa trovare oggi in un'opera letteraria. Una idea già vecchia quando venne coniata decenni fa e oggi più che mai lontana dall'interesse dei lettori, che essendo in maggioranza di destra non avranno gradito. Il Manfredi ha profuso impegno politico anche come cantautore. Nel pezzo Liberiamo del 1975 insieme al suo amico Ricky Gianco, chiedeva la liberazione di vari brigatisti tra cui Franceschini, Notarnicola, Ognibene, Zinga ecc. E ora che Tex sarà quello in arrivo a settembre? Sarà un Tex di sinistra o sarà rispettoso della tradizione di destra? Al Plano.

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