venerdì 23 settembre 2016

DYLAN DOG: CHI COMANDA? RECCHIONI: SCLAVI APPROVA TUTTO! SCLAVI: E' ROBERTO RECCHIONI CHE DECIDE!!

Le novità introdotte in Dylan Dog a partire dal rilancio avviato nel 2013 con la nomina a curatore editoriale di Roberto Recchioni non hanno avuto il riscontro atteso. Critiche sono piovute da tutte le parti, dalla rete e fuori dalla rete, tanto che lo stesso Recchioni dedicò l'articolo editoriale del numero 344 ai fan critici, definendoli nostalgici reazionari, concludendo con una celebre affermazione di Sclavi ripresa da un editoriale del 1993: nun ce rompete. Un modo elegante di invitare i lettori scontenti a farsi un viaggio in un Paese di cui cantava Alberto Sordi ai bei tempi (link). Difficile pensare che i lettori la presero bene. Una cosa è farsi apostrofare su Facebook, altra cosa è sentirsi definire reazionari dalle colonne dell'editoriale! Quanti si sono sentiti chiamati da quelle parole aprendo l'albo? Eppure Recchioni si è visto poco come autore di Dylan Dog in questi anni. Ha scritto solo i numeri 337, 340 e 341 e pochi giorni fa il 361 del trentennale disegnato dal suo amico (esordiente sul mensile dylaniato) Gigi Cavenago. E allora perché attaccare sempre R. Recchioni se le storie le scrivevano altri? Perché Recchioni è il curatore e fin dall'inizio le idee sulla base delle quali le storie sono state realizzate dal 2013 ad oggi sono partite da lui. Poi qualcosa è cambiato. In un recente post su Facebook, Recchioni ha dichiarato: basti vedere l'odio con cui è stato accolto il nuovo film di Ghostbusters o quello che è stato riservato alle novità portate su Dylan Dog per volontà del suo autore oltretutto. Una volta diceva che a lamentarsi erano poche frangie su FB, che tutti erano contenti. Poi ha dovuto ammettere che quelli che si lamentavano erano parecchi, altrimenti non avrebbe usato un intero editoriale della collana per ribadire la sua posizione contro i critici. In quel post ha rivelato che le novità su Dylan sono state volute dal suo autore, cioè Tiziano Sclavi! Insomma, prendetevela con lui (link).
 

Tutta colpa di Sclavi? Recchioni è stato esecutore di idee partorite dalla fantasia di Tiziano Sclavi, che appare tutti i mesi nei credits dell'albo come supervisore? Quali sono i veri rapporti tra Sclavi supervisore e Recchioni curatore? Sclavi è il creatore e il proprietario dei diritti di Dylan. In teoria è Sclavi che comanda. E' lui che decide e approva tutto. E se ne assume le relative responsabilità. E' stato lui a decidere il pensionamento di Bloch e la sua sostituzione con una poliziotta musulmana affiancata da un poliziotto nero e incazzato? E' stato lui a volere l'introduzione di un cellulare e decidere che Groucho, che sano di mente non è mai stato, deve avere con lui una relazione particolare? E' stato lui a decidere l'inserimento nelle storie, a volte in modo forzato, di riferimenti comunisti, satanistici e relative a società segrete? Se è così, Recchioni non ha colpe. Ha concretizzato idee del suo datore di lavoro. Al massimo gli si può attribuire una responsabilità come cattivo esecutore se si fonda questo giudizio sui risultati costituiti da vendite in continuo calo e una comunicazione con i lettori gestita male sulla rete (a causa dei continui litigi). Poi su Fumetto d'Autore viene pubblicato un articolo in cui, alla luce dei cattivi risultati, si mette in dubbio la sua permanenza come curatore di Dylan Dog. Recchioni risponde in un post su Facebook in cui dice, dopo avere elencato i suoi progetti presenti e futuri: Vi saluta Tiziano Sclavi. Ci vediamo spesso. E' allegro, contento, ha rilasciato molte interviste che leggerete e sembra piuttosto soddisfatto dei Dylan futuri (link). Non vedevamo l'ora di leggere quelle interviste e capire, dalla bocca di Sclavi, come stanno le cose. Sentire la sua campana, come si dice. E la campana ha suonato, in modo fragoroso. La versione fornita da Sclavi circa il suo rapporto con la gestione di Dylan Dog è del tutto in contrasto con quella fornita prima da Roberto Recchioni.
 

Secondo Sclavi, infatti, è Recchioni che decide tutto, che ha carta bianca. L'intervista è stata pubblicata sul sito internet di GQ (link). Sclavi inizia precisando che non sta molto bene. Così così, come dice lui. Gli si chiede del suo ritorno come scrittore e delle nuove storie e lui risponde: Tra gennaio e febbraio, anche dietro le preghiere insistenti di Roberto, avevo qualche idea e ho scritto un paio di storie. Tutto qui. Poi ne avevo cominciato una terza, ma mi sono già bloccato e sono arrivato a tavola 25. Ho già smesso di nuovo. Perché ha smesso? Sa, quando ero giovane, per me la scrittura era soltanto piacere. Scrivevo di tutto, ma proprio di tutto, senza fatica. Poi nel corso degli anni la scrittura è diventata metà piacere e metà fatica. E adesso è rimasta solo questo: la fatica. Le storie che sta scrivendo riguardano l'alcolismo, con evidente riferimento ai problemi di cui ha sempre sofferto e un barbone con un serial killer. Poi cominciano gli accenni fatidici al rapporto con il curatore Roberto Recchioni. A proposito della copertina bianca del numero 362 dice: È Roberto che decide le copertine. E a me, le dirò, piace anche. Forse è un po’ azzardata, non so come la prenderà il pubblico! Penseranno: Qui si son dimenticati il disegno. Ma come, non era Sclavi che approvava tutto, copertine comprese? Non è lui la mente dietro il rilancio di Dylan Dog? Poi arriva la domanda cruciale. Gli si chiede delle nuove storie. Una domanda strana. Chi l'ha posta non sa che Sclavi compare nei credits come supervisore? Il supervisore legge tutte le storie prima di dare il suo assenso o è così che le cose dovrebbero funzionare. Sclavi dice: Guardi, io non ho più la gestione di Dylan Dog da tanti anni. E come lettore confesso di non leggere tutti i nuovi fumetti. Cosa di cui mi vergogno. Adesso c’è Roberto e sta facendo un lavoro eccezionale e al quale ho dato carta bianca. Sclavi non gestisce più Dylan Dog???
 
Tiziano Sclavi non avrà più la gestione della collana ed è vero perché il curatore è Recchioni, ma in quanto supervisore non dovrebbe leggere tutto e dare la sua approvazione? Altrimenti, cosa c'è da pensare? Che il nome di Sclavi nei credits è figurativo? In realtà, è Recchioni che decide tutto? Lo ha detto Sclavi. Non lo diciamo noi e se lo dice Sclavi c'è da credergli. Primo: non avrebbe motivo di dire cose non vere. Secondo: è il padrone di Dylan Dog. E' lui il Boss. La cosa più significativa, secondo noi, è che Sclavi ha dichiarato che non legge nemmeno tutti i nuovi fumetti che escono! E' il supervisore, ma non legge tutto ciò che esce di Dylan Dog? Perfino Nick Leggeri, il più grande autore islandese di fumetti, legge tutto ciò che esce di Dylan Dog e ne parlerà nella nuova intervista esclusiva che pubblicheremo tra qualche giorno. Dice poi che sta leggendo un thriller, ma non ricorda il titolo, sebbene si tratti di un genere che adora. Legge solo autori stranieri. Non gli italiani. E quindi non ha letto nemmeno il libro di Recchioni pubblicato per la Mondadori di Berlusconi intitolato Ya? E sulle citazioni, se così le vogliamo considerare? T. Sclavi taglia corto e precisa: ho sempre copiato a destra e a manca. Qualcuno dice citato. La realtà è che ho copiato. Per esempio Terminator l’ho rifatto pari pari. Questo è sorprendente. Se domandassimo a un qualunque fan dylaniato se Sclavi copiava, ci risponderebbe piccato: Sclavi cita non copia! Caro fan dylaniato rassegnati! Sclavi ha confessato che ha sempre copiato! Eh, dura la vita quando si tratta di aprire gli occhi, eh! Il nome di Dylan? Viene da Dylan Thomas, un poeta che ha sempre amato. Rivela che all'inizio le storie di Dylan dovevano avere luogo in America senza spalla comica. Ma in America c'era già Martin Mysteré e quindi, parlando con Bonelli, si è deciso di optare per l'Inghilterra patria di fantasmi, ma anche della massoneria inglese.
 
La funzione di Groucho? Far ridere e distrarre Dylan, che altrimenti avrebbe pensato solo alle indagini. Poi rivela un fatto clamoroso sui diritti cinematografici di Dylan Dog. Dice che sono degli americani, ma che la Bonelli sta cercando di ricomprarli! Dopo il flop del film con Brandon Routh sarebbe proprio il minimo. Ma com'è possibile che qualche americano si è comprato i diritti di Dylan per fare dei film quando in America Dylan Dog è sconosciuto? L'intervista si chiude con la promessa di Sclavi che non scriverà più romanzi. Da queste parole di Sclavi è facile arrivare a chiare conclusioni. Roberto Recchioni oggi è di fatto colui che decide tutto nel mondo dylaniato, comprese le cover. La White cover, che ha permesso ad Angelo Stano di riposare, è una sua idea, che Sclavi ha trovato azzardata, ma forse non gli è importato più di tanto imporre la sua volontà. Sclavi non legge tutti i fumetti di Dylan anche se figura come supervisore. Però R. Recchioni ha detto che tutto parte da Sclavi e tutto viene fatto con la sua approvazione. Visto che le due versioni non si trovano, qualcuno non ha detto le cose come stanno. Comanda Recchioni o comanda Sclavi? Decide tutto Recchioni o decide tutto Sclavi? Oggi sappiamo che, secondo Sclavi, è Recchioni che decide tutto e quindi è sua la responsabilità di quello che viene pubblicato nel fumetto. Due giorni dopo questa intervista, Recchioni ne ha concesso una a GQ (link). Dice Recchioni: Tiziano sta vivendo un buon momento. Sta tornando ad avere idee e la voglia di raccontarle. È stato lui a dire che aveva in mente qualcosa per una nuova serie e noi l’abbiamo subito ascoltato ed era ottima. Ci stiamo già lavorando. Sclavi ha dichiarato che è stato R. Recchioni a convincerlo a tornare a scrivere! Ma come avrebbe fatto Recchioni a convincere Sclavi? Dichiara Recchioni: Sostanzialmente abbiamo litigato. Abbiamo avuto una discussione.
 
Bonaria sì, ma dura. Secondo me, non c’è niente di peggio del talento sprecato. E il fatto che Tiziano non scriva è qualcosa che priva chiunque di un patrimonio. Di un’abilità incredibile. Quindi ne abbiamo parlato. E quando sono andato via da casa sua, ho pensato: domani mi licenzia. Invece dopo una settimana mi arriva una mail con una sceneggiatura completa di Dylan Dog, e con una frase che l’accompagnava che diceva: sei il mio curatore, curami. Quello che ci sembra strano è che Recchioni, che collabora con la Bonelli, vada a casa di Sclavi e in modo duro gli dice che deve tornare a scrivere. Cioè, T. Sclavi si è fatto parlare in termini duri da Recchioni e alla fine avrebbe detto: sei il mio curatore, curami? La nostra ipotesi è che Recchioni, per fare una cosa del genere, disponga della forza di farlo. Una forza che nessun curatore prima di lui ha avuto. A questo punto, non è importante stabilire chi dice la verità. Noi crediamo a Sclavi per due motivi: è il padrone del personaggio; può dire quello che vuole e sarà sempre la sua verità. Recchioni ha detto che tutto viene fatto con il beneplacito di Sclavi. Quest'ultimo invece dice che è Recchioni che decide tutto, copertine comprese. Noi crediamo a Sclavi. Perciò, tutte le critiche rivolte contro il rilancio di Dylan Dog non possono essere rivolte a Sclavi, che non solo non approva ciò che esce di Dylan ma nemmeno legge tutte le storie pur essendo il supervisore! Eppure, nello screenshot che vedete sopra, quando a Recchioni è stato chiesto del processo di produzione di Mater Dolorosa, egli ha risposto che tutto è stato approvato da Tiziano Sclavi! A quale versione credere? A quella di Recchioni che dice che tutto è approvato da Sclavi o a quella di quest'ultimo, secondo cui è il Recchioni che decide tutto? Come al solito, lasciamo a voi farvi una opinione sulla base delle parole riportate dai protagonisti della vicenda. Kristoffer Barmen.

14 commenti:

  1. Buongiorno carissimi. Anche io credo a Sclavi. Che bisogno ha di dire bugie? Sei il curatore prenditi la tua responsabilità. Fallisci ok,via come GUALDONi.la vita continua. UN cambiamento lo farei con le copertine. FATELE disegnare a Carnevale. Jhon Doe valeva la pena di prenderlo solo per le cover.grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche noi abbiamo notato questa diversità di affermazioni. Anche ieri, ad esempio, in un paio di discussioni, Recchioni ha affermato che lui ha carta bianca, decide tutto. Circostanza confermata dalle dichiarazioni di Sclavi, secondo cui la gestione di Dylan Dog è di Recchioni, che decide tutto (anche le cover). Poi, però, ieri, in un commento (che si vede nello screenshot), Recchioni ha dichiarato che la storia di Mater Dolorosa è stata approvata da Sclavi. Di qui la domanda: chi comanda in casa di Dylan Dog? Recchioni è il gestore assoluto, ma per andare avanti deve avere l'avallo di Sclavi? E se si, perché Sclavi ha dichiarato che, non solo lui non ha più la gestione della collana, ma non legge nemmeno tutti i numeri che escono?

      Elimina
  2. Sclavi ha detto che prende 6 psicofarmaci al giorno, quindi Recchioni ha carta bianca o quasi

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dove hai letto questa cosa? In ogni caso, il problema consiste nel capire la dimensione dell'autonomia gestionale di Recchioni. Un fatto importante alla luce delle massicce critiche piovute sulle nuove storie del rilancio. Come si diceva ai tempi della sconfitta di Caporetto: "di chi è la colpa?".

      Elimina
  3. Leggere che persino Sclavi non legge tutte le storie del SUO personaggio fa veramente tristezza.. se non interessa a lui figuriamoci ai lettori.

    RispondiElimina
  4. Alla luce delle sue dichiarazioni dobbiamo concludere che l'attribuzione di Sclavi come "supervisore" sia solo figurativa, come omaggio al fatto che lui è il creatore. Dunque, è Recchioni che svolge anche le funzioni di supervisore effettivo? Sclavi ha 64 anni, ha problemi fisici, è stato tirato a forza nella scrittura con tre storie che usciranno nei prossimi mesi, ma, come lui stesso ha dichiarato, non ha più la gestione della collana. Un distacco palpabile. In un certo qual modo, i lettori si sentono lontani e abbandonati dallo stesso Sclavi.

    RispondiElimina
  5. Ma no! Noi preferiamo Asso Merrill, uno dei tanti personaggi di Stephen King che ha ispirato Recchioni. Molti sono ancora rimasti increduli alla affermazione di Sclavi, che ha confessato di avere sempre copiato! Ora abbiamo la prova che le citazioni non esistono!

    RispondiElimina
  6. Buongiorno a tutti. Copiato omaggiato citato fa niente. Abbiamo comunque letto delle belle storie.la sincerità di Sclavi va anche bene .che sia diventato ricco( ? )o no che importanza ha.gli errori sono arrivati dopo. affidarne la cura a tutti quelli che facevano magari una storia stupenda come per Marcheselli con Johnny freak e Recchioni con mater morbi. Scrivere storie belle non vuol dire fare bene altri lavori redazionali.Decio Canzo ha scritto ,ma secondo me era un grande curatore .poi ci sono quelli che fanno bene entrambi le cose. Vedi Boselli e Burattini.loro esternano vera passione per tex e zagor. Non dimentichiamoci del grande nolittabonelli. Grazie

    RispondiElimina
  7. Le dichiarazioni di Sclavi sono state inequivoche, pubbliche e abbastanza precise nel significato da attribuire alle parole usate. Ha affermato che non si occupa più della gestione di Dylan Dog da anni e che ora il "decisore" è Roberto Recchioni, il quale, continua ad affermare in dichiarazioni pubbliche che Sclavi approva le storie. Sclavi ha detto che non legge nemmeno tutti i fumetti che escono (riferendosi ovviamente a Dylan Dog, visto che l'intervista riguardava l'Indagatore dell'Incubo). Possiamo, quindi, concludere che il fatto che Sclavi appaia come supervisore nei credits degli albi sia soltanto figurativo. Per quanto riguarda l'altro problema che hai sollevato, ci sono autori che riescono a fare i curatori e altri che combinano disastri. Noi siamo convinti che uno scrittore debba fare solo il suo mestiere. A questo punto bisogna capire: di chi sono le idee del rilancio? Recchioni ha detto che sono di Sclavi. Abbiamo lo screenshot che lo dimostra. Ora Sclavi dice che non si occupa più della gestione del personaggio da anni, ma questo non implica che non abbia fornito a Recchioni e alla Barbato talune idee sulla base delle quali lavorare. Abbiamo dedicato un pezzo alla famosa riunione riservata che nel 2013 tennero Recchioni, Sclavi e la Barbato. Riunione negata peraltro da Recchioni sul suo blog. Quindi, bisognerebbe chiedere a Sclavi se è vero che lui nel 2013 ha tenuto una riunione riservata con Recchioni e la Barbato e se in quella sede gli ha esposto (su un pezzo di carta) come si disse all'epoca, le idee del rilancio che oggi hanno fatto arrabbiare tutti (come il pensionamento di Bloch, ecc.).

    RispondiElimina
  8. Non avete pensato alla soluzione più logica: Recchioni controlla la mente di Sclavi servendosi delle scie chimiche degli aerei.

    RispondiElimina
  9. Sulle scie chimiche c'è poco da scherzare. Documentati meglio. Su Recchioni e Sclavi: il secondo ha chiesto al primo di essere curato. Sul rapporto tra curatore e creatore abbiamo letto dichiarazioni contrastanti, in cui ognuno ha scaricato sull'altro la responsabilità della gestione della collana.

    RispondiElimina
  10. Una cosa è certa, Sclavi non ha motivo di mentire, per quale strano motivo dovrebbe farlo? Quindi la farina del sacco di Recchioni è stantia. Avevo già letto queste risposte di Tiziano e registrata l'incongruenza con le dichiarazioni del rockstar. Ognuno ne può trarre le proprie conclusioni, ma la matematica non è un'opinione.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche noi pensiamo che Sclavi dica la verità. O quanto meno che Sclavi abbia dato delle direttive generali che Recchioni ha osservato alla sua maniera.

      Elimina

Il tuo messaggio sarà sottoposto ad approvazione dei proprietari e/o amministratori, gestori di questo sito. Se conterrà insulti, offese, minacce, intimidazioni, anche velate ed indirette ed altri contenuti offensivi o minacciosi, sarà segnalato all'Autorità Giudiziaria con conseguente presentazione di denuncia/querela.