lunedì 12 settembre 2016

DYLAN DOG N. 361: DOLOROSO ENDORSEMENT! IL VIDEO CON L'ALBO IN ANTEPRIMA MENTRE VIENE SFOGLIATO!

Roberto Recchioni diffonde un video mentre sfoglia l'albo Mater Dolorosa appena giunto in redazione Bonelli, ossia Dylan Dog n. 361, albo del trentennale, che segna il suo ritorno sulle pagine dell'indagatore dell'Incubo a distanza di quasi due anni dall'albo numero 342, la contestata storia disegnata da Piero Dall'Agnol in cui Groucho confessò di amare Dylan Dog e Dylan Dog confessò di non avere mai amato le donne con cui aveva avuto rapporti carnali, tanto da far pensare ad una sua tendenza bisessuale o addirittura ai prodromi di una relazione di natura omosessuale con Groucho all'insegna del politcally correct seconda la visione del socialismo incarnato nei valori anticristiani dalla sinistra del PD del premier Matteo Renzi. Da una ventina di giorni circa Roberto Recchioni ha dato vita ad un massiccio endorsement di quest'albo, inviando la copia del file pdf della storia ad un gruppo di circa venti tra autori e addetti ai lavori, che hanno ricambiato con recensioni positive sui loro siti o account social. Hanno risposto all'appello anche i soliti 3-4 siti che pubblicano articoli lusinghieri di albi Bonelli. A noi la copia non è stata inviata, immaginiamo perché di recente il Roberto Recchioni ha dichiarato sul suo profilo Facebook, dopo averci definiti picchiatelli, che si è imposto la regola di non parlare di noi (salvo che in quella occasione, come è ovvio). Ecco il link. Due i fatti che ci hanno stupito di questo endorsement tra loro collegati più un terzo di rilevanza autonoma. Il primo è che nessun autore Bonelli (salvo Barbara Baraldi) ha partecipato all'endorsement. Boselli, Burattini, Serra, Castelli, Manfredi, ecc., non hanno menzionato in alcuna occasione questo albo di Recchioni. Il secondo è elemento dato dal fatto che questo massiccio endorsement è indicativo del fatto che su Dylan Dog è tornata l'indifferenza? Qualche giorno fa, Recchioni ha rilasciato una intervista in cui ha affermato che Dylan è tornato al centro dell'attenzione. Ma se ciò è vero, che motivo c'era di diffondere a tanti in anteprima Mater Dolorosa? Si temeva forse che l'albo, come i precedenti, sparisse dopo pochi giorni dal dibattito fumettistico come quelli che lo hanno preceduto in questi ultimi mesi soprattutto?
 

 
Il terzo è elemento è dato dall'esordio assoluto di Gigi Cavenago sul mensile inedito di Dylan Dog. Amico di Recchioni e osservato soprattutto sulla sfortunata serie Orfani, Cavenago non è mai comparso ai lettori abituali della serie mensile che pubblica storie inedite dell'Indagatore dell'Incubo. Senza nulla togliere alla sua arte, quello che ci stupisce è il motivo per cui l'albo che celebra il trentennale di Dylan Dog non sia stato disegnato da Angelo Stano, disegnatore della prima storia di Dylan apparsa nel settembre 1986? E soprattutto perché l'albo del trentennale è toccato a Recchioni e non a Tiziano Sclavi, che invece scriverà la storia del numero 362??? A noi è sembrato che questo massiccio endorsement di Mater Dolorosa abbia avuto la funzione di evitare che la sua apparizione venisse oscurata dalla indifferenza che circonda la serie di Dylan Dog da più di un anno ormai. Oltre ad una evidente crisi di qualità segnata da molte storie che, secondo noi, se fossero state proposte quando Giovanni Gualdoni era curatore della collana, non avrebbero avuto l'imprimatur, il calo delle vendite è evidente. Nel 2013 quando è arrivato Recchioni Dylan Dog vendeva 120.000 copie. Di recente, il grande Alessandro Bottero ha affermato che le vendite sono scese adesso a 95.000 copie. La gestione Recchioni, quindi, non ha sortito l'effetto principale di fermare la gran diminuzione dei lettori. I motivi che sono stati oggetto di insoddisfazione da parte dei fan, oltre a quelli citati, hanno riguardato la massiccia presenza di riferimenti marxisti nelle storie (emblematica è stata la storia del numero 339), oltre al forzato inserimento di motivi satanistici e massonici. Ma è il significativo accento anticristiano che ha fatto fuggire i lettori a gambe levate, oltre alla sostituzione di Bloch con un ispettore nero e una assistente musulmana! Personaggi vuoti e mai caratterizzati dai diversi autori impegnati. In questa storia viene rivelato che dietro i vari problemi di Dylan si celava John Ghost, il nemico visto solo una volta due anni fa nel numero 341. L'ultima batosta i fan l'hanno avuta pochi giorni fa. Recchioni ha annunciato che la fase 3 (cioè, 12 storie tra loro collegate) si vedrà tra due anni nel 2018. Edmund Freisler.

6 commenti:

  1. Dalle immagini che ho visto, come disegni non mi piace. E la storia non mi attira per niente.
    Ho smesso di comprare Dylan Dog e non comprerò certo questo albo. Preferisco rileggere le vecchie storie. "Storia di nessuno", ad esempio, il n. 42, un capolavoro.

    RispondiElimina
  2. Il Dylan attuale è imparagonabile a quello di oltre venti anni fa. Sclavi giocava molto con le atmosfere dei film di Dario Argento che in quel decennio erano ancora molto forti. Oggi Sclavi è stato richiamato per rilanciare Dylan Dog, il cui progetto è stato affidato in esecuzione a Recchioni e ai suoi amici autori. Il risultato, secondo noi, è stato disastroso. Ma secondo te, se le cose oggi sorridessero per Dylan ci sarebbe stato bisogno di inviare in anteprima Mater Dolorosa a tante persone, alcune delle quali non erano nemmeno lettori di Dylan Dog? Come se avesse voluto far sapere a tutti: "guardate, sono tornato. Ci sono ancora".

    RispondiElimina
  3. Be', certo, ha chiamato a raccolta i suoi amici e collaboratori. Mi sembra comunque un comportamento poco corretto da parte sua, un po' dilettantesco.

    RispondiElimina
  4. Poco corretto, no. Si chiama "endorsement". Molto comune in ambito artistico. Un autore chiede ad altri autori che lo conoscono di parlare bene di un prodotto. Tutto è avvenuto con il beneplacito della Bonelli. Vale sempre la regola: chi tace acconsente. Non sappiamo come andranno le cose. E' probabile che il numero 361 e il 362, che sarà scritto da Sclavi, venderanno qualche copia in più, ma dal 363 la collana tornerà a scendere. Nel frattempo, però, quelle copie in più fanno bilancio.

    RispondiElimina
  5. Ma perché lo fanno SOLO per quell'albo, visto che è una pratica normale?

    RispondiElimina
  6. Quelli che, secondo noi, sono i motivi li abbiamo spiegati in questo ed altri pezzi sull'argomento. Due su tutti. Da oltre un anno, ormai, Dylan Dog è caduto nuovamente nell'indifferenza generale. Lo dimostra il fatto che quasi ogni albo uscito è stato devastato dalla critiche sulla rete e fuori dalla rete. Il secondo motivo riguarda il fatto che a scrivere questo numero 361 è stato chiamato Roberto Recchioni. Anche se il suo nome viene fatto ogni mese e considerato come il principale responsabile della crisi attuale causata dal rilancio flop, erano quasi due anni che Recchioni non si vedeva come "scrittore" di Dylan Dog. Probabilmente, l'autore romano con questo endorsement ha voluto far capire a tutti che era tornato. Il risultato ci è parso piuttosto fiacco. Poche decine di commenti sotto i suoi post, attenzione sui soliti siti che scrivono articoli favorevoli agli albi Bonelli e più nulla. Molti non comprendono il motivo per cui a scrivere l'albo del trentennale non sia stato chiamato Sclavi, che ritornerà il mese successivo con il numero 362, da tutti considerato come il "vero albo del trentennale".

    RispondiElimina

Il tuo messaggio sarà sottoposto ad approvazione dei proprietari e/o amministratori, gestori di questo sito. Se conterrà insulti, offese, minacce, intimidazioni, anche velate ed indirette ed altri contenuti offensivi o minacciosi, sarà segnalato all'Autorità Giudiziaria con conseguente presentazione di denuncia/querela.