martedì 30 agosto 2016

L'UOMO RAGNO N. 657! MEGA-RECENSIONE! BENDIS E DAVID PORTAVOCI DI RELATIVITA' CULTURALE E SESSUALE!

Si chiude la trilogia di episodi del Regno Oscuro scritta dall'inamovibile (per ora) Dan Slott e disegnata da Matteo Buffagni. Nello scorso episodio l'asticella della qualità si era alzata parecchio. In rare occasioni Slott è riuscito a costruire una trama articolata e complessa con molti spunti di interesse, ma la conclusione vista in questo episodio ci ha in parte delusi. Troppo semplicistica la soluzione che Slott ha ideato. Magari apparirà ottima agli occhi di un ragazzino di 8-9 anni, non a quelli di un adulto che è legato ad una visione dell'Uomo Ragno molto diversa da questa che circa 30 anni fa sarebbe stata buona per una serie kids. Come visto nella scorsa storia, è la vendetta il sentimento che ha spinto Mr Negativo a tornare a Shangai per far confessare a Shen Quinghao i misfatti passati quando costrinse il suo alter ego Martin Li a commettere delitti. Poiché il target è quello di lettori di età minima, Peter non deve apparire severo con quella stronza di Lian Tang, che sebbene colpevole di alto tradimento per avere violato il codice di lealtà verso il suo datore di lavoro, viene perdonata anziché essere buttata fuori a calci nel culo. Anche in questa storia non manca il riferimento alla diversità razziale e culturale che deve connotare a forza le storie il nuovo MU. La fidanzata di Peter Parker è cinese. Il suo nemico, Mister Negativo, è cinese. Cinese è anche il cattivo ridiventato buono, Quinghao/Fang. Tutti cinesi, ma quanto venderà poi Spider-Man in Cina? E' possibile che nessun comic store di Shanghai lo abbia. A Shanghai ci sono circa 15 milioni di abitanti. Notizie che alla Panini Comics, che gestisce i diritti internazionali dell'Uomo Ragno per conto della Marvel, avranno di certo. L'unico personaggio che si salva in questo guazzabuglio è Philip Chang, che a Quinghao, in considerazione del suo passsato, non lavorerà più per lui. La storia di Spider-Man Miles Morales tratta dal numero 3 della nuova serie originale Usa, per quanto assurdo, è quella più articolata e controversa offrendo spunti di lettura che per un socialista come Brian Bendis, autore di questa avventura, è cosa sorprendente. In apparenza, Bendis gioca con il mito del classico Peter Parker nel periodo in cui prendeva brutti voti a scuola per fare il supereroe facendo disperare la zia May in più occasioni. Questo però è un nero con un padre africano e una madre ispanica. Un misto che nei vertici della Marvel provoca un orgasmo culturale balenando ai loro occhi una immagine della società multirazziale che negli Usa ha fallito. E' arriva la nonna dittatrice e psicopatica. Se il nipote non va bene a scuola le ragioni sono due: o si droga o spaccia droga. E' negro e nella sua fantasia deve per forza spacciare stupefacenti. La ragazza che lo va a trovare deve essere la sua pusher! Una ossessione di questo singolare personaggio che ricorda da vicino quella che J. Jameson ha sempre manifestato nei confronti dell'Uomo Ragno. Un odio quasi comico perché privo di fondamento reale. Finora Miles Morales sembra una brutta copia, sporca e nera, del Peter Parker classico. La cosa triste è che dopo 8 anni (fallimentari) di presidenza Obama, Bendis senta ancora il bisogno di puntualizzare certe cose!


Il livello di qualità dei testi di Bendis si alza in questa storia. I concetti che deve esprimere richiedono quella attenzione che quando deve comunicare pensieri semplici alle menti dei lettori bambini non sente il bisogno di utilizzare. Il risultato è una storia di ottimo livello con buoni disegni, anche se con qualche imprecisione, della italiana Sara Pichelli. Peccato che ora la serie si prenderà, come dice Brighel negli editoriali, una vacanza. Il numero 3 è stato pubblicato quasi a ridosso dell'uscita in lingua originale. Un peccato davvero. Dal prossimo numero tornerà il serial della Donna Ragno, forse il più scadente come qualità e contenuti morali. Jessica Drew infatti si è fatta mettere incinta senza essere unita in matrimonio con qualcuno. Un brutto esempio, che colloca questa serie nei bassifondi della classifica dell'etica cristiana. Nella degradata mentalità americana invece è tutto normale. La famiglia è un problema. Bisogna distruggerla o farla apparire come un residuato del medioevo. E dopo averla distrutta, sarà facile soggiogare i cittadini privi di quella barriera morale protettiva che è la famiglia cristiana. Alla fine della storia si rivede il vecchio Testa di Martello, che esprime ancora l'idea del mafioso di origine italiana, che negli Usa è ancora forte. Non a caso, uno dei suoi guardiaspalle è il figlio della sorella! Poco da dire sulla storia di Silk. Disegni orribili e testi ai limiti della tolleranza. La trama imbastita da Robbie Thompson ruota sul mistero della organizzazione nota come Goblin Nation. Pochi sono gli incentivi di questa triste lettura. L'ultima storia dell'albo è quella dell'Uomo Ragno 2099 e qui le cose da dire sono tante. In primis, una tiratina d'orecchie allo scrittore Peter David che fa dire a Miguel O'Hara una serie di assurdità. David è di sinistra e ateo? Ok, ma perché anche i suoi personaggi devono esserlo? E soprattutto perché devi offendere chi è credente come se fosse un pazzo? A ben vedere, è nel concetto dell'essere ateo che può essere tratto con facilità il sintomo di uno squilibrio mentale simile a quello degli invertiti sessuali. Chi ha letto lo scorso episodio (il numero 6 Usa), sa che è nata una nuova inumana. Tale Rhonda, che guarda caso è anche lesbica! Ateismo e omosessualità nella stessa storia, caro sig. David? Non ti sembra di avere esagerato forzando una trama che ai più sarà apparsa fuorviante e provocatoria? Dopo essere uscita dal bozzolo, la frocia inumana si crede Dio! Va in una Chiesa e chiede di essere adorata! E Miguel O'Hara che cerca di fermarla dicendo che Dio non esiste! Non ci siamo, mr. David, anche se sei stato abile a rappresentare la figura di Dio come un essere cattivo che impartisce punizioni a chi non crede in lui (cosa falsa) e soprattutto te ne esci con la vecchia tiritera: se Dio c'è perché la gente soffre? Sig. David, la salvezza non è su questo mondo. Prima di scrivere una storia in cui ti proponi di criticare il pensiero cristiano, informati meglio sui dogmi della Chiesa. Un piccolo appunto perso sulla storia di Miles Morales: una insegnante ispanica chiede alla classe di Morales di accogliere Medina, un giovane mutante. Capito l'antifona? Accogliete i diversi! Ebbasta! Al Plano.

12 commenti:

  1. Non mi riconosco in questa Marvel, tutta marketing e politicamente corretto.
    E lo dice uno che legge i fumetti dai tempi della Corno. Credo che questa politica farà perdere alla Marvel e alla Panini molti lettori storici.

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  2. Più che altro politicamente secondo la visione non condivisibile di Axel Alonso, ma ormai il danno è fatto. Negli ultimi otto anni la Marvel ha perso molto, prima con la gestione Quesada e ora con quella di Alonso. Il glorioso MU creato da Lee e Kirby non esiste più. Tutto distrutto. E come lettori hanno perso. Sia la Marvel che la Panini. Chiamare la serie di Hulk con il titolo "Il fichissimo Hulk" fa tornare alla memoria un vecchio film di Alvaro Vitali. Non bisognava affidare la Marvel in Italia ai fanzinari. Ma ormai il danno è fatto.

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  3. Gestione fallimentare anche quella di Panini, verissimo. Lo dice con rammarico un fan che agli inizi dell'era Star Comics comprava due albi dell'Uomo Ragno per sostenerlo. E adesso io, come penso molti altri fan, ci sentiamo traditi da questa politica e gestione scellerate. Senza considerare che anche in italiano ci sono parecchie supervisori scadenti, che hanno notevoli lacune, e che magari sono pure su wikipedia... :-(
    Con la serie di Hulk che mi rifiuto perfino di scrivere hanno toccato il fondo.

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  4. Certo la Panini ci ha messo del suo per allontanare i lettori. Perché dividere le varie serie dei Vendicatori e degli X-Men su tanti mensili? Ne bastava uno per ciascuna "famiglia" di testate. Un mensile per i Vendicatori e uno per gli X-Men. La qualità dei redazionali poi è scaduta tantissimo. Ai tempi della Star Comics e i primi anni di Marvel Italia erano le prime cose che leggevo, adesso li salto tutti. Pessimi editor, presuntuosi, oltretutto.

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  5. Il limite della Panini, cioè del gruppo di potere che, consolidatosi verso la fine degli anni ottanta alla Star Comics lungo l'asse Perugia-Bologna, è quello di puntare su scelte e strategie fondate sulla errata convinzione che la gente sia ancora interessata ai supereroi come avveniva nei primi anni novanta. Il discorso, semmai, si potrebbe allargare anche alla Rw Edizioni che adotta una politica molto simile. Il titolo della nuova serie di Hulk in inglese è Totally Awesome, che in italiano può essere tradotto con Davvero Grandioso. Non abbiamo idea dei motivi che abbiano indotto i vertici della redazione Panini ad optare per un termine che sa molto di anni '80, ma che oggi, ai lettori odierni, appare alieno.

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  6. La qualità dei redazionali è scaduta per vari motivi (anche se quelli del buon Brighel su UR sono tornati ad un livello accettabile). Ai tempi della Star Comics, tuttavia, Lupoi e soci dovevano gestire un numero di pubblicazioni nettamente inferiore a quello odierno. Inoltre, tra la pubblicazione italiana e quella americana c'erano circa 3 anni.

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  7. Secondo me con la Marvel Italia si sono persi ottimi editor (Alessandro Bottero, Marco Rufoloni, Paolo Accolti Gil) e la concorrenza, che dava vigore al mercato del fumetto. Con la Panini, poi la situazione è peggiorata ancora di più: centinaia di albi e volumi (costosi, oltretutto) pubblicati: anche volendo, chi si può permettere economicamente di seguire l'universo Marvel? Chi se ne frega se si accumula ritardo con le serie americane? A me, se leggo in italiano, non interessa leggere le storie a distanza di pochi mesi dagli Usa, mi interessa leggere buone storie, soprattutto. Con una distanza temporale maggiore dagli Usa avrebbero anche potuto evitare di pubblicare schifezze che erano ben peggio delle famigerate storie di Hulk "saltate" a suo tempo dalla Star. Io avrei preferito pochi albi spillati ma ben fatti, con storie coerenti e collegate tra di loro. Una serie per i Vendicatori, una per gli X-Men, una per l'Uomo Ragno, una per Devil, ecc.

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  8. Parli di uno sviluppo tipico dei casi in cui affidi una azienda a persone senza esperienza. Una cosa è fare l'editor per una piccola casa editrice, altra è dirigere una intera redazione che si propone di offrire un intero universo narrativo. Le lacune emergono subito. Degli editor che citi, solo Bottero era il migliore. A quel tempo, però, c'erano molte polemiche. Alcuni ad esempio non gradivano la presenza dei Vendicatori della Costa Ovest sul mensile CAEIV (Capitan America e i Vendicatori). Gli speciali erano rari, ma ben fatti. Riti di Conquista forse è stato il migliore di quegli anni insieme ad alcuni volumi degli X-Men.

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  9. Certo, Lupoi ha portato in Marvel Italia solo i suoi "fedelissimi", tagliando fuori tutti gli altri.
    Ma da chi è partita la "brillante" idea di dare tutti i diritti Marvel a Lupoi? All'epoca avevo sentito voci secondo cui è stato lo stesso Lupoi, tramite amicizie in Marvel Usa, e affinità di altro genere, a spingere per questo progetto. Sono voci attendibili secondo voi? Tra l'altro, soffiando i diritti alla stessa Star Comics che gli aveva permesso di diventare editor nel mondo del fumetto.
    Come editor, a me non sono mai piaciuti Rizzo, Lavagna, Grassi e altri che non mi ricordo adesso.

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    1. Non sei lontano dalla verità. Esistono fatti privati che non possiamo menzionare in questa sede. Non pensare, però, che i vertici della Marvel dell'epoca fossero delle cime. Erano abbastanza superficiali nelle loro scelte. Lo dimostra il fatto che la Marvel Comics rischiò il fallimento nel periodo 1995-1999.
      Riguardo gli editor (o supervisori, come si chiamavano una volta perché l'editor in America fa ben altro), siamo convinti che Marco Rizzo (fondatore di Comicus) non sia adeguato sulle serie mutanti. L'assenza di Scatasta si fa sentire forte. Lavagna invece è bravo. Grassi era molto attivo sul forum del Bar dello Sport, dove interveniva insieme a Jenny Sparks di Comicus ed altri meno fortunati.

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  10. Credo che la Panini abbia perso, nel tempo e per vari motivi, TUTTI i fan storici, quelli che leggevano gli albi Corno e che compravano due copie dell'Uomo Ragno Star per sostenerlo.
    Hanno scelto di rivolgersi non allo zoccolo duro dei fan, ma al mercato dei ragazzini, visti anche i tanti film Marvel. Hanno fatto bene? Secondo me no. Perché pochi di quelli che vanno a vedere i film poi comprano i fumetti, e poi questi sono lettori che perdi molto facilmente, basta che cambi la moda. I Marvel fan storici, invece, erano lettori che avrebbero avuto per sempre, copie garantite.
    Non ultima, anche la condivisione di questa politica della Marvel Usa zeppa di neri, musulmani, gay, ecc., che ha snaturato l'universo Marvel creato da Stan Lee, Jack Kirby, Steve Ditko, ecc...

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    1. Di quelli che leggevano la Corno o la Star Comics negli anni novanta, oggi restano, si e no, qualche decina di fan in Italia. I ragazzini poi preferiscono altro. Ci sono i cellulari. Il fumetto non rientra tra le loro priorità, come la lettura del resto. La Marvel attuale di Quesada-Alonso è molto diversa da quella degli anni novanta e degli anni ottanta soprattutto. Non abbiamo dati certi, ma sembra che le vendite medie della Panini si siano più che dimezzate negli ultimi tre anni. Quella messa peggio di tutti è la Rw Edizioni. Un vero peccato perché il DCU è superiore in molti sensi al MU. Il problema della DC in Italia, tuttavia, è legato alla gestione affidata ad ex-forumisti improvvisatisi editor.

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