sabato 3 settembre 2016

TEX N. 670! MEGA-RECENSIONE! IN ONORE DI RANALD MACKENZIE! UNA GRANDE STORIA SCRITTA DA BOSELLI!!!

Si chiude la trilogia scritta da Mauro Boselli che ha visto al centro della scena la statuaria figura del grande militare Ranald Bad Hand Mackenzie. Impreziosita dagli evocativi disegni di Stefano Biglia, ne è nata una storia intensa, a tratti emozionate e con un finale quasi commovente. Boselli ha avuto gioco facile perché Mackenzie è un personaggio realmente esistito e molti degli avvenimenti descritti in questa storia sono accaduti davvero, ma l'abilità di uno scrittore si vede anche in questi frangenti. Boselli è il migliore scrittore in forza alla Bonelli. Ha sulle spalle 113 storie inedite di Tex, compresa quella di cui stiamo parlando. E' il curatore della collana, oltre che dominatore assoluto in senso pieno di una collana, la più venduta in Italia nonostante il calo di lettori, che giustifica da sola l'esistenza della casa di provenienza. Quasi la metà degli albi venduti ogni anno dalla Bonelli sono di Tex. Abbiamo lasciato Tex e soci ai confini del Messico. Il loro scopo è riportare indietro vivi i kiowa di Gomda, che non hanno riconosciuto l'autorità del loro nuovo sakem, Dayte ed hanno deciso di passare il confine per unirsi a bande di predoni, i comancheros, per continuare la guerra contro i Bianchi. Sulle loro tracce c'è anche il colonnello Ranald Mackenzie. Il generale Sherman gli ha affidato una missione delicata. Oltrepassare i confini del Messico e catturare i kiowa, ma senza copertura ufficiale del governo americano. Se sarà scoperto, verrà considerato disertore. Il governo Usa non riconoscerà la sua missione. Per quanto Tex e soci pronuncino bene lo spagnolo, la sua origine non sfugge agli attenti occhi di Santa Rosa, un villaggio a pochi passi del confine e in particolare a quelli di Pedro Ramirez, alcalde del posto. Alcalde è la carica che nei paesi europei corrisponde a quella di sindaco. Ramirez è molto scettico. Sa che gli americani non potranno essere sempre presenti in loco e quando se ne andranno le bande di comancheros razzieranno di nuovo la sua città. Gli indizi che fornisce a Tex lo conducono in un saloon dove arriva appena in tempo per salvare il caporale Eddie Valdez inviato a Santa Rosa del colonnello Mackenzie come spia per prendere contatto con i comancheros. Tex scopre che due abitanti del posto, i gestori del locale, trafficano armi con i banditi. Nessuno di loro è disposto a parlare ma Tex sa come far cantare i canarini. Una buona dose di pugni e calci ottiene l'effetto desiderato. I due balordi restano tramortiti, ma al loro risveglio sono pronti a confessare i particolari degli scambi delle armi con il denaro. Come pensava i comancheros arrivano nel cuore della notte con il favore del buio. Tex si è preparato. Un carro viene posto al centro della piazza del Paese. E' pieno di esplosivo. Non appena i banditi si avvicineranno, lo farà esplodere. I comancheros cadono nella trappola e vengono fatti a pezzi. Sono Tex e Carson a finire gli ultimi superstiti, uno dei quali viene lasciato in vita perché dovrà guidarli alla base dei criminali. Nel frattempo, il colonnello Mackenzie continua a dare segni di squilibrio mentale. Si sveglia di soprassalto nel cuore della notte urlando. Davanti ai suoi occhi appaiono i fantasmi di Lone Wolf e Maman-Ti, che lo hanno maledetto e degli altri kiowa che ha torturato e ucciso. I suoi commilitoni hanno notato le sue stranezze, ma non possono fare nulla né contestare la sua autorità senza un provvedimento dei suoi superiori che lo destituisca dal comando per ragioni di salute. Il caporale Eddie Valdez lo informa della presenza di Tex nei paraggi e della sua fortunosa salvezza grazie alle prodezze di Aquila della Notte. Il colonnello Mackenzie non si scompone. Le prove che ha raccolto sono sufficienti per convincerlo che il villaggio di Santa Rosa è la roccaforte dei comancheros che ha l'incarico di distruggere. Occupa il villaggio con le sue forze e si prepara ad accogliere i banditi. Per far capire che non scherza ordina ai suoi uomini di impiccare i quattro banditi che Tex aveva risparmiato e obbliga un gruppo di cittadini ad assistere alle esecuzioni. La sua motivazione è tragica come la sua pazzia: i cittadini di Santa Rosa devono essere puniti perché non si sono opposti ai criminali che li vessavano! Boselli non spiega se quest'atto criminale è dovuto ai problemi mentali di Mackenzie, ma lo lascia trasparire dai riferimenti disseminati nella storia fino a questo momento (come il colloquio tra Eddie Valdez e Tex, in cui il primo ne parla al secondo). Tex arriva prima di lui. Con Carson e gli altri attacca la base dei comancheros sterminandoli tutti. Del gruppo dei kiowa di Gomda non c'è traccia. Una ragazza messicana tenuta in ostaggio dai banditi gli rivela che qualche tempo prima aveva visto indiani parlamentare animatamente con i suoi loschi rapitori.


Non aveva compreso molto ma dalle espressioni dei volti dei musi rossi aveva avuto l'impressione che le parti non si fossero messe d'accordo. Qualche giorno dopo, mentre serviva il pranzo per il capo, aveva udito gli altri organizzare la vendetta contro i kiowa. Il racconto della ragazza messicana convince Tex che è venuto il momento di passare all'azione. Assegna a Kit Willer e alcuni navajos il compito di scortare le donne al sicuro. Lui e gli altri si metteranno alla ricerca di Gomda. Il contatto avviene di lì a poco. Seguendo le tracce di uno scout di Mackenzie, Tex trova il capo dei kiowa ribelli e lo convince a tornare da Dayte e gli altri fratelli in America. Lo sviluppo non piace per niente a Mackenzie che vuole tornare in patria con lo scalpo dei musi rossi. I momenti di lucidità sono sempre più rari. Quando Kit Willer lo invita a sostenere gli sforzi del padre, il duro colonnello lo fa arrestare con la minaccia di fucilarlo se Tex non si arrende. La situazione è resa ancora più complicata dall'arrivo del colonnello messicano Falcon con i suoi rarales, un corpo di gendarmeria che tra il 1861 e il 1914 sorvegliò i confini con gli Usa per contenere le incursioni indiane e reprimere le rivolte di contadini, oltre, come in questa storia, a eliminare le scorribande dei bandidos che infestavano quei territori. Falcon è furente. Vuole uccidere tutti gli indiani presenti nel suo Paese e non si farà fermare nemmeno da Mackenzie, che considera un invasore. I rurales raggiungono Tex nel momento più difficile, quello in cui si appresta ad attraversare il fiume Rio Grande, che segna il confine con gli Usa fin dal 1845. In quel momento, la lucidità torna a guidare la mente di Mackenzie, che nel tentativo di aiutare il suo amico Tex, ordina ai suoi di attaccare le forze di Falcon! Tex capisce il piano del suo amico e si getta in fretta e furia oltre il fiume. Quando è in salvo, Mackenzie ordina di cessare l'attacco. La questione si chiude così. Gomda si riunisce con i suoi fratelli kiowa guidati da Dayte, il nuovo Sakem. Per Mackenzie, invece, la situazione peggiora parecchio. Per le ferite riportate durante l'attacco ai messicani, si prende un periodo di riposo in cui conosce una donna, Elizabeth, che vuole sposare. Nel frattempo è stato promosso brigadiere generale e gli viene assegnato il dipartimento del Texas. E' il 1883. Nei mesi successivi l'instabilità mentale è tale che l'esercito deciderà di collocarlo a riposo. Morì a soli 49 anni nel 1889 tra i suoi amici. Nella storia di Tex viene attribuita la malattia mentale alla caduta da cavallo vista nel numero precedente. Il fatto è veramente accaduto. E' da notare che nella sua biografia su Wikipedia, viene citata la sua apparizione nella storia di Tex Willer di cui abbiamo parlato finora. Un grande comandante che Boselli, profondo conoscitore della storia del West, ha voluto omaggiare in una storia che resterà tra le migliori mai pubblicate di Tex Willer. Benché nella storia ospitata nel fumetto non viene citato, un altro soprannome di Mackenzie era Perpetual Punisher, il Punitore Perpetuo. Un militare dai modi duri che contribuì in modo decisivo alla vittoria dell'esercito Usa nelle guerre indiane. Fu lui a porre fine alla guerra delle Black Hills nel 1876. Dopo che il colonnello Custer perse la vita nella battaglia di Little Big Horn, Mackenzie venne inviato in zona e sterminò vari villaggi cheyenne. La parte finale della storia di Boselli, anche se affrettata, è quasi commovente. Il duro temperamento di Mackenzie viene addolcito e molta della sua ferocia è attribuita alla demenza che lo stava per prendere. Il disegnatore Stefano Biglia ha compiuto un ottimo lavoro. Le scene delle battaglie sono rese con grande realismo, così come il viso dello stesso Mackenzie molto simile all'originale. Nell'editoriale a pagina 4 Graziano Frediani parla delle iniziative della Sergio Bonelli Editore per il mese di agosto con tanti albi speciali a colori. Oltre a quello di Tex Willer, cita quelli di Dragonero, Julia e Le Storie. C'è spazio anche per l'albo speciale con il crossover tra Brendon e Morgan Lost di Claudio Chiaverotti e il Color Zagor. Con sorpresa troviamo menzionato il Dylan Dog Color Fest, che presenta tre storie remake di classici sclaviani! Un fatto sorprendente. Cosa c'entra Dylan Dog in un editoriale di un albo di Tex? E cosa ancora più insolita, Frediani cita una frase attribuita a Roberto Recchioni: le nuove storie non vogliono in alcuna maniera sostituire le inarrivabili originali, quanto affiancarle, proponendo un punto di vista alternativo. Si riferisce ai tre remake contenuti nel Color Fest. Il punto è questo: i lettori sono stufi dei remake. I collezionisti acquistano contro voglia e la gente si è stancata delle promesse non mantenute del rilancio avviato nel 2013. Al Plano.

7 commenti:

  1. A questo punto, ci chiediamo: come mai nessun "autore invidioso" posta recensioni negative su Boselli? Chi dovrebbe essere più invidiato di lui? La verità è che se uno è bravo sul serio nessuno lo critica. Anzi...a conti fatti, le recensioni entusiaste sul web per quel che riguarda questo autore non sono molto frequenti (chissà perché?). Comix Archive (sempre voi) è uno dei pochi blog a valorizzarlo come merita).

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  2. Mauro Boselli è il migliore scrittore italiano di fumetti. E' il curatore di Tex, vale a dire il numero 1 in assoluto. I siti ne parlano poco perché nessuno di loro legge Tex. Certe recensioni, in cui cercano di parlare della testata, sono imbarazzanti. Fanno capire che nessuno legge Tex visto che in massima parte parliamo di siti gestiti da ragazzini che al massimo leggono Topolino, qualche manga e qualche serie Usa attuale. Se vuoi leggere pezzi seri, ti consigliamo il sito di UBC Fumetti. Oppure Fumettologica, che non è male. Gli altri lasciamoli sono siti impegnati in quella poco simpatica arte di parlare bene di certi autori con il solo scopo di beneficiare dei click sui loro banner pubblicitari.

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  3. I ragazzini non leggono Topolino, nessuno legge più il Topolino attuale crollato a 100.000 copie (e forse anche meno). I genitori dei ragazzini che crebbero con il Topolino di Capelli (che era ben altra cosa) comprano la rivista ai loro figli. Quando si accorgeranno che i loro figli non lo leggono (o le leggono senza entusiasmo) smetteranno di comprarlo anche loro.

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  4. I tuoi dati di vendita di Topolino sono molto ottimisti, ma errati. Fino a pochi mesi fa, Topolino era l'unica serie Panini di cui Prima Online forniva i dati di vendita precisi. Si parlava di circa 60.000 copie. Poi, probabilmente in seguito ad alcuni nostri articoli che misero in risalto la grande crisi in cui la collana settimanale era precipitata, aggravata secondo noi dalla gestione Panini, Prima Online non ha fornito più dati di vendita. Ma se il dato di 60.000 copie circa si riferiva al 2015, figurati oggi quanto sono calate le vendite!

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  5. Alla faccia!! In qualunque altra parte del mondo, di fronte a un simile tracollo, avremmo avuto dimissioni in massa di redattori e dirigenti (non ho detto licenziamenti, ma dimissioni volontarie), anzi, correggo...per molto, molto, molto meno avremmo avuto le dimissioni dei responsabili. Qui da noi (e non solo nell'editoria a fumetti, intendiamoci), tutto resta com'è. Naturalmente, non mancano i blog che definiscono quello della De Poli "il Topolino della rinascita" (!!!!????), naturalmente (qualcuno ne dubita?) pieno zeppo di "geni". Ennesima riprova dell'attendibilità, della competenza e della correttezza del 90% di quello che viaggia su web.

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  6. In qualunque altra parte del mondo, ma non a Modena. Topolino era agonizzante da molti anni. Tra il 2010 e il 2012 il crollo finale. Così, la Disney Italia, giudicando troppo onerosa una pubblicazione che non rendeva più come prima, preferì cederla alla Panini Comics per la quale una testata di 60-70.000 copie è una cosa fantasmagorica. Poi vennero i problemi. Panini non voleva assumere tutti i dipendenti e i tipografi del vecchio asset della Disney. Una mezza sommossa sindacale li costrinse a prendersi tutto il pacco, che oggi pesa come un macigno con costi di produzione non inferiori a quelli della Disney. E non è un caso se il Gruppo Panini ha chiuso il bilancio 2015 con un buco enorme di oltre 110 milioni di euro. Una catastrofe di cui in rete nessuna parla per ovvi motivi. Ma visto che noi non abbiamo legami con nessuno...

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  7. Chi mai può dire che nessuno critica Mauro Boselli. Sono uno dei pochi che lo critica, credo anche che non sono l'unico a criticarlo credo anche che se si leggono post è conversazione con i vari commenti c'è tanti collezionisti e appassionati di tex che la pensano come me ,buona Domenica a tutti.

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