domenica 18 settembre 2016

TEX N. 671! MEGA-RECENSIONE! FINCH IMPRENDITORE SENZA SCRUPOLI CONTRO UN TEX NOVELLO CHE GUEVARA!

Il ritorno di Gianfranco Manfredi su Tex dopo oltre un anno e mezzo, annunciato qualche settimana fa, ha concretizzato i nostri timori su una storia che, oltre ai contenuti di critica politica di sinistra, ha denotato tutte le criticità evidenziate nella doppia storia ospitata sui numeri 654-655. L'impianto narrativo si è rivelato identico. C'è una cittadina minacciata da loschi capitalisti che non si fermeranno davanti a niente pur di lucrare sulla terra e sul sangue dei villici del posto. C'è il solito Tex che, novello Che Guevara, si erge a loro difesa contro gli abusi e lo sfruttamento di una società moderna che soggettiva e bizzarra visione dei socialisti è all'origine di tutti i problemi dell'umanità. Magari il problema è proprio il socialismo che, essendo in antitesi con i regimi democratici, ha creato nel XX secolo tanti disastri. Per avere una idea di questa storia intitolata La Banda dei Serpenti basta rileggersi Oro Nero, cioè Tex n. 654 per avere la conferma che, togliendo lo scenario e i protagonisti, per il resto è il solito Tex Willer socialista rivoluzionario, a tratti bolscevico, massimalista in palese contrasto con il vero Tex, vero eroe Nazionale Repubblicano, di Destra, potente difensore dei diritti e della libertà. In questo pezzo abbiamo dimostrato che quando Tex Willer regola a suon di sganassoni i conti con i malvagi, non fa che ispirarsi a Furio Almirante, un personaggio creato da Gian Luigi Bonelli nel 1941 in pieno regime fascista disegnato da Carlo Cossio sulla rivista Audace. In quel periodo, infatti, Bonelli aveva rilevato la rivista Audace trasformata in società editrice nota come Edizioni Audace, da cui oggi è derivata la Sergio Bonelli Editore. Furio andò avanti fino al 1964. Il cognome Almirante gli era stato dato in onore degli Almirante, nota famiglia di attori italiani, di cui faceva parte anche Giorgio Almirante in seguito segretario del Movimento Sociale Italiano a partire dal 1946. Al di là dei contenuti politici di sinistra, questa storia si segnala anche per alcuni accenni a fenomeni del mondo di oggi. Al centro dell'attenzione c'è una società che vuole costruire una ferrovia, ma gli abitanti del luogo vi si oppongono. Evidente il richiamo alla vicenda dei No-Tav, che ancora fa parlare le cronache per episodi di violenza e ribellione contro le Istituzioni Democratiche. Deludente anche l'impianto narrativo, poco articolato e spalmato su una trama di una semplicità che colpisce. La storia presenta molta azione e nel linguaggio dei protagonisti ricorda molto i vecchi film western degli anni sessanta prodotti in Europa. Un Tex che potrebbe essere identificato con Giuliano Gemma nel film intitolato Il ritorno di Ringo del 1965! Il nome di uno dei protagonisti è infatti Faccia d'Angelo, il medesimo nome che Gemma aveva avuto nel film Una pistola per Ringo del 1964! Un Tex poco riconoscibile. Non solo per l'inserimento a forza di contenuti politici di sinistra che, a nostro avviso, lo hanno del tutto snaturato, ma perché Tex viene rappresentato come un folle ansioso di menare le mani, picchiare la gente per il solo gusto di farlo senza una strategia precisa. Un esaltato che approfitta del contesto per sfogare una rabbia incontenibile nata dalla presa d'atto di una società che ha rifiutato il modello di convivenza del marxismo. Il capitalismo è il suo vero obiettivo, non la società che vuole costruire la ferrovia portando il progresso in una zona arretrata. L'unica cosa positiva di questa storia, a nostro giudizio, sono i disegni spettacolari e realistici dello spagnolo Ernesto R. Garcia Seijas. Ogni tavola sembra la fotografia delle scene di un film dei vecchi tempi, quelli giusti! Espressioni perfette, anatomie da scuola del disegno fanno di Seijas uno dei migliori artisti visti sulle pagine texiane di questi ultimi anni. Unica pecca il calco eccessivo delle forme, che però contribuisce a nettare con precisione le figure. Uno stile preciso, moderno e classico al tempo stesso, come inquadrature, tagli e colpi d'occhio. Tornando alla sceneggiatura, si nota la distanza dalla qualità che assicura Mauro Boselli, l'unico scrittore in grado di realizzare trame complesse e articolate, piene di eventi tra loro concatenati, ma inseriti in un quadro logico di rara perfezione. Anche Pasquale Ruju non è da meno, ma Boselli è per ora il top. Al terzo posto inseriremmo il Tito Faraci, che brilla però solo come sceneggiatore, ma non come soggettista. La cover è di Claudio Villa che racchiude il senso di tutta la storia, quella di una azione con cui lo scrittore, a nostro modo di vedere, è riuscito a circoscrivere le tante criticità che abbiamo evidenziato. E ora accingiamoci alla descrizione di questa storia che redigiamo volentieri ascoltando le note della canzone cantata da Maurizio Graf, che fece da sound track al film Il Ritorno di Ringo del 1965 del grande Giuliano Gemma! Vai Ringo! La musica è di Ennio Morricone! Siamo davanti alla storia! Quella vera! Prima però due parole ancora sugli editoriali firmati da Gianmaria Contro. Si parla dei volumi prodotti dalla Bonelli e ancora una volta il protagonista è lui, Tex Willer. La storia è quella di Oklahoma, uscita per la prima volta nel dicembre 1991 sul numero di esordio della collana Maxi Tex! Anche in quella occasione si dà spazio alla politica di sinistra. Contadini che lottano per vedersi assegnata la terra come coloni ed ecco che torna il Tex di sinistra. Lo scrittore è Giancarlo Berardi, che con un altro fumettista di sinistra, Ivo Milazzo, crea Ken Parker per la Bonelli, oggi più volte ristampata dalla Panini e poi dalla Mondadori Comics. Nel trafiletto in bassa si torna a parlare di Manfredi in occasione dell'uscita del nuovo volume a colori del Tex d'Autore. E ancora una volta i cattivi della storia sono i membri di una compagnia di spietati affaristi senza scrupoli, come nella Banda dei Serpenti, come in Oro Nero, come in tutte queste storie scritte da Manfredi. Tex Willer però è altro. Altro da questo. Da questa visione.
 

Siamo a Austin, capitale del Texas. Un predicatore avvisa che in un saloon vengono vendute sostanze alcoliche pericolose. Dice che il padrone è irlandese e tutti sanno che gli irlandesi sono seguaci di Satana, ma sono anche noti per essere massoni di tutto rispetto. La birra è scura, scura come il peccato. Il peccato dei massoni irlandesi seguaci di Satana? L'oste non ci bada. Il pazzo gli garantisce buona pubblicità. Tex è di parere diverso. Lo prende a calci nel primo atto di violenza gratuita della storia. Non sarà l'ultimo. La tavola di pagina 8 in cui Tex entra nel saloon ricorda molto una scena di Il ritorno di Ringo del 1965 quando Giuliano Gemma si mostra agli spietati messicani che avevano occupato la sua città mentre lui era impegnato nella guerra di secessione tra le forze nordiste. A pagina 10 arriva la politica. Tex informa Carson che sono stati invitati a Sacramento per la campagna elettorale! Billy Drexel, noto come Faccia d'Angelo (stesso nome di Gemma nel film Una pistola per Ringo del 1964) si è candidato per il posto di governatore del Texas. In quel momento, Tex e Carson stavano dando la caccia ad Alias, un rapinatore di treni chiamato così perché cambiava spesso nome. I ricordi tornano a sette anni prima. Alias si chiamava in realtà Andy Ryan, alias Barry Glide, alias tanti altri nomi. Quando Tex e Carson arrivano in città lo trovano cadavere. Ad ucciderlo sono stati tre uomini e una donna con un solo fucile. Un colpo fortunato alla schiena. Sarà il primo di molti uomini uccisi allo stesso modo. Tutti assassinati con un colpo alla schiena. Alias faceva parte dei Serpenti, un gruppo di spietati uomini duri al soldo di Christopher Burton Finch, capo assoluto della Southern Pacific. Dedito all'alcol, all'uso dei mezzi violenti e senza alcun rispetto della legge salvo quella del denaro, il tipico imprenditore malvagio nella visione demonizzata dalla sinistra italiana. I Serpenti hanno il compito di indurre con ogni mezzo i pochi contadini che ancora resistono a lasciare le terre. Anche a costo di ucciderli tutti. Finch deve infatti garantire ai suoi finanziatori che saranno posate 10 miglia al giorno di binari. I Serpenti non prendono bene la morte di Alias. Arrivano in città con cattive intenzioni. Non sanno però che ad aspettarli ci sono Tex e Carson. Ne deriva un massacro memorabile. Aiutati da alcuni cittadini, Tex e Carson uccidono uno per uno tutti i Serpenti che avevano avuto l'ardire di giungere lì. Ancora una volta le scene sembrano riprese dai film western con protagonista Giuliano Gemma. Qui e lì si intravede qualche omaggio a I giorni dell'Ira del 1967. Tex e Carson non sono i soli ad uccidere. C'è Hancock, il macellaio del Paese, che lancia coltelli con una abilità che rivaleggia con quella di Diabolik e la sua fidanzata, Kate, tanto bella quanto letale con il suo fucile micidiale. Durante il trambusto si è verificata una tragedia. Bannister, direttore del giornale locale, viene trovato morto. I suoi articoli, che descrivevano la Southern Pacific come una piovra che tende ad allungare i suoi tentacoli su tutta la città, davano fastidio a qualcuno? Gli omicidi di Alias e di Bannister sono collegati? Su Alias c'era una taglia di 500 dollari, una cifra elevata, che i quattro giovani che lo hanno ucciso, tra cui Billy Drexel, si dovranno dividere. In città sta per arrivare il giudice Bronson, che dovrà chiudere la faccenda di Alias e assegnare la taglia. A pagina 46 Tex si incontra con Finch. Modi bruschi e poche parole per fargli capire che se non la smetterà per lui il tempo sarà finito. Di rado Tex è così diretto. Non sembra più nemmeno un rangers, bensì un vendicatore dei servi della gleba che si è messo in testa di difendere. Nel frattempo, anche il giudice Bronson viene trovato morto. Un colpo alla schiena, come Alias. Tre omicidi e nessun colpevole. La storia inizia a tingersi di giallo. Si intuisce che Finch non è invischiato in tutti gli omicidi. C'è sotto dell'altro. A pagina 64 viene descritto uno scontro tra Tex e i guardiani degli operai lungo il cantiere. Un altro massacro. La scena mostrata in copertina da Villa si riferisce a questo specifico episodio. E' la goccia che fa traboccare il vaso. Finch si rende conto che Tex è un pericolo e va eliminato a ogni costo. Tex il guerrigliero sud-americano in stile Che Guevara che invita la popolazione a sollevarsi contro gli sfruttatori, cioè normali imprenditori che la sinistra demonizza agli occhi di ignoranti villici che credono a tutte le loro stronzate. Finch riunisce un gruppo di uomini armati e attacca Tex nel posto in cui quest'ultimo si era aspettato: la casa di Billy Drexel, che deve essere presa ancora in custodia dagli esattori della Southern. E' il duello finale. Gli esattori vengono uccisi uno per uno e poi tocca al medesimo Finch. Tex, più sanguinario che mai, organizza una vera trappola insieme a Carson, che quasi non riesce a credere ai propri occhi. Perfino Paulsen, il killer ingaggiato da Finch per ucciderlo, ha la peggio. A Carson confessa che è stato lui ad uccidere Bannister e il giudice Bronson. Ma non Alias. Passano sette anni e ora, come raccontato all'inizio della storia, Tex e Carson tornano in Paese per sostenere Billy Faccia d'Angelo Drexel nella sua campagna elettorale. Ironia della sorte, Tex e Carson viaggiano a bordo delle carrozze della Southern Pacific, il cui boss, Finch, avevano ucciso in modo sommario. La ferrovia, infatti, è stata costruita lo stesso. Il socialismo, che ha interesse a mantenere le masse nell'ignoranza, è stato fermato. L'ossessione verso la Southern non ha avuto seguito. Una vicenda che richiama, come detto nell'introduzione, la vicenda dei No-Tav. E qui che ci domandiamo: oggi Tex difenderebbe sovversivi come i No-Tav? Fermerebbe il progresso? La storia si concluderà il mese prossimo nell'albo n. 672 intitolato Per le strade di Sacramento. Un passo indietro rispetto alla grande storia di Mauro Boselli vista negli ultimi tre numeri. Edmund Freisler.

4 commenti:

  1. Avete ragione... Tex da destra si è spostato a sinistra diventato un luddista... ormai ce l'ha con qualunque imprenditore abbia un minimo di concentrazione di capitale... un marxista contro il plusvalore, in pratica! :-D Ovviamente guai se si cerca di fregare l'oro dei Navajos, in quel caso diventa (torna?) ultra-conservatore.
    Mentre poi nei primi numeri veniva regolarmente ferito (N. 2 "uno contro venti") o buttato in pozzi senza fondo ("la mano rossa" n. 1) ora se la cava col minimo sindacale di grane e fa un centro a vignetta con avversari che sono sagome di cartone centrate appena escono da una copertura: un videogame in pratica.
    Inoltre prima c'era meno distinzione tra il "bene" e il "male", lo stesso Tex avvertiva dubbi ("Giubbe Rosse", "Il colonnello Watson", "Il giudice Maddox": spesso trame di Nolitta che ritengo sia stato il miglior sceneggiatore x Tex in assoluto) su come/dove/quando schierarsi, ora è saccente e convinto sempre di stare nella ragione. mah... mi è venuto a noia e non lo compro più (lo leggo a sbafo) anche perché il parco disegnatori è peggiorato notevolmente e non succede quasi un tubo di nuovo, anche Boselli secondo me a volte ingarbuglia parecchio le trame e sottotrame.

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  2. Storia con disegni ottimi e personaggi assurdi.
    Oltre al Tex "eroe delle masse", ci sono le "masse" che si comportano proprio da "massa" cioè da personaggi assurdi e senza testa. Quel pancione del macellaio che va a lanciare stupidamente dei COLTELLI contro uomini armati di pistola, secondo logica, avrebbe dovuto essere ammazzato in due vignette. Invece, incredibilmente, ha continuato imperterrito a fare l'eroe lanciando coltelli fino alla fine del numero. Senza contare tutti gli abitanti della città, eroici killer a mani nude o con armi alla buona: una cosa allucinante. E i cattivi "serpenti" sono inoffensivi come dei criminali di serie zeta, con un capo incompetente e incerto. Ma Tex lì che ci sta a fare, visto che TUTTI in quella città sono così bravi a fare la rivolta e i cattivi fanno ridere tanto sono incapaci? Che schifezza di storia.

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    1. Abbiamo espresso nel pezzo le nostre critiche sulla storia. Quello che colpisce, secondo noi, è l'uso della violenza, quasi giustificato, delle masse oppresse contro i "capitalisti cattivi della ferrovia" legittimando il fine del comunismo che è la rivoluzione armata. Molti, più per ignoranza che altro, non sanno che lo scopo ultimo del comunismo è l'instaurazione con la forza di una dittatura del proletariato. In ragione di questo fine, ogni mezzo è considerato lecito. Finch è stato rappresentato come un pessimo boss per fornire l'immagine, secondo noi, della debolezza del capitalista. Immagine che la sinistra cerca di imporre alle masse (ma finora non c'è mai riuscita). La cosa più buffa è la parte finale con Tex che viaggia su quella ferrovia che aveva tanto cercato di ostacolare!

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  3. Tex resta di destra. Si sposta a sinistra a seconda della ideologia dello scrittore che nella descrizione delle storie tende a far risaltare valori socio-politici in cui crede. Quello che, secondo noi, non dovrebbe apparire in queste storie, è una demonizzazione costante del mondo del capitale, quasi che l'imprenditore sia sempre disonesto. La demonizzazione dell'avversario è tipica della sinistra. Tex invecchia insieme ai suoi autori. Boselli garantisce un livello molto elevato di contenuti narrativi creando trame molto strutturate e complesse. Il punto debole delle sue storie è insito nel fatto, secondo noi, che i principi di base sono troppo semplicistici. Ruju invece garantisce maggiore solidità da questo punto di vista. Faraci no. Purtroppo, eccettuate le ottime sceneggiature, i suoi soggetti ci sono apparsi inconsistenti. Per recuperare il miglior Tex si dovrebbe andare alle origini, a quel Dick Tracy e a quel Furio Almirante che ne sono gli antesignani.

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