lunedì 17 ottobre 2016

DIABOLIK (ANNO LV) N. 10! MEGA-RECENSIONE! LA MANO DEL MORTO IN UNA MACABRA STORIA DI TITO FARACI!!

Una storia molto intensa quella raccontata nel numero 10 dell'annata LV di Diabolik grazie al soggetto scritto da Mario Gomboli e Tito Faraci ed impreziosito dalle efficaci sceneggiature di quest'ultimo. I credits dell'albetto attribuiscono l'idea della storia a Maurizio Mancini e dobbiamo ammettere che ne è nata una avventura interessante e pregna di colpi di scena con un Diabolik ad un certo punto quasi sul punto di farsi travolgere dagli eventi. I disegni sono stati realizzati dalla coppia di Jacopo Brandi e Riccardo Nunziati, che offrono uno spettacolo affascinante di inquadrature all'avanguardia ed espressioni dei volti di profondo respiro. In certi punti sembra che le nuvole del testo siano sovrabbondanti. Il disegno ed anzi gli occhi dei personaggi rendono perfettamente l'idea delle loro parole, dei loro pensieri, che sembrano uscire dalle vignette per entrare in maniera diretta nella mente del lettore accompagnandolo in un turbinio continuo di emozioni. Derkon è una cittadina di periferia di Clerville e Chiara Vital è una giovane che lavora alle dipendenze di Erminio Kroning, un ricco uomo d'affari che possiede una collezione di pietre preziose che Diabolik vuole rubare. Il suo piano prevede che Eva, sostituitasi a Chiara, si infiltri nella villa di Kroning e piazzi delle microcamere per scoprire il luogo in cui i gioielli sono custoditi. Kroning ha pensato a tutto. La chiave per aprire la cassaforte è costituita da una sfera e quando vi appoggia la mano la porta si apre rivelando quelle che per il padrone di casa sono gioie per i suoi occhi. Diabolik si rende conto che stavolta sarà più difficile del previsto mettere a segno il colpo. Qualche giorno dopo Erminio Kroning viene trovato morto nel suo letto. Nello stesso momento il suo maggiordomo subisce lo stesso destino. L'autopsia rivela quello che Diabolik già sospettava. Entrambi sono stati avvelenati. Tutte le sere, Kroning soleva bere un bicchiere di cognac, l'unica gioia che la sua malferma salute gli permetteva. L'assassino ne doveva essere a conoscenza, ma non era edotto delle abitudini della casa. Il maggiordomo infatti aveva l'abitudine di bere nei bicchieri non finiti del suo padrone. La morte di Kroning è un imprevisto che Diabolik non aveva calcolato. Sa, tuttavia, che deve fare in fretta. Un omicidio nella tranquilla Derkon è un evento che rischia di richiamare i pezzi grossi della polizia da Clerville. Nel frattempo, lui e Eva devono decidere la sorte di Chiara Vital, ancora rinchiusa nel suo rifugio. In altri tempi, Diabolik non avrebbe esitato ad ucciderla.
 

Ora invece la libera contro la promessa di non tradirlo mai, altrimenti sarebbe stato peggio per lei. Per Diabolik è un errore che pagherà caro nel corso degli eventi successivi. Ad occuparsi del funerale è Aldo Merrit, un vecchio amico dello stesso Kroning e titolare dell'agenzia di pompe funebri. A presidio della casa vengono collocati gli agenti Randall e Corben, anche loro amici del vecchio Kroning. Per Diabolik non sembrano delinearsi difficoltà. Prima di lasciare la casa nei panni di Chiara Vital, Eva ha realizzato un calco della mano di Kroning così permettendo a Diabolik, penetrato di nascosto nella villa, di aprire la cassaforte. Con sua grande sorpresa i gioielli non ci sono! Qualcuno deve averli presi ben prima, ma come ha fatto? Diabolik ha potuto aprire la cassaforte perché aveva un calco della mano di Kroning e il ladro o i ladri? A meno che non abbiano tagliato la mano del morto! Da questo momento iniziano i particolari macabri che rendono la storia ancora più intensa. La scena di pagina 72 è asettica ma di grande impatto. Diabolik apre la bara di Kroning e scopre che la sua mano destra manca! L'unico ad avere potuto fare una cosa del genere è Aldo Merrit, il titolare dell'agenzia delle pompe funebri. Quando Diabolik arriva a casa sua lo ritrova disteso sul pavimento, colpito a morte da un colpo di arma da fuoco! I sospetti allora cadono sui due agenti Randall e Corben. Uno di loro doveva essere in combutta con Merrit. Diabolik va a casa di Corben, ma anche quest'ultimo è stato ucciso. L'assassino è arrivato prima che potesse interrogarlo per scoprire il posto in cui i gioielli sono nascosti. Non resta che puntare su Chiara Vital. In quel momento, Diabolik capisce di avere commesso un errore a non averla uccisa quando ne aveva avuto l'occasione. Chiara infatti aveva avuto una relazione con Merrit poco prima degli eventi narrati in questa storia. Quando si rende conto che l'uomo l'aveva sfruttata per entrare nella villa di Kroning, lo uccide e subito dopo si libera nello stesso modo di Corben, che sapeva essere un complice del suo ex-amante. Diabolik sa come fargliela pagare. Con una telefonata anonima avvisa la polizia che qualcosa sta accadendo alla casa di Aldo Merrit. Quando gli agenti arrivano vedono da lontano Chiara che trascina il cadavere del suo ex! Un ordine di cattura viene subito emesso contro Chiara Vital, che viene arrestata il giorno dopo. Eva aveva interpretato il suo ruolo un'ultima volta con effetti devastanti. Per Diabolik è infine facile impossessarsi dei preziosi. Al Plano.

Nessun commento:

Posta un commento

Il tuo messaggio sarà sottoposto ad approvazione dei proprietari e/o amministratori, gestori di questo sito. Se conterrà insulti, offese, minacce, intimidazioni, anche velate ed indirette ed altri contenuti offensivi o minacciosi, sarà segnalato all'Autorità Giudiziaria con conseguente presentazione di denuncia/querela.