domenica 23 ottobre 2016

DYLAN DOG N. 361! MEGA-RECENSIONE! MATER DOLOROSA! MATER MORBI! SVELATA LA VERA MALATTIA DI DYLAN!

Circa un mese prima dell'uscita in edicola, Roberto Recchioni ha inviato i file di questa storia ad un gruppo di suoi amici, autori e addetti ai lavori. Un doloroso endorsement che non ha dato i suoi frutti perché oggi, a distanza di circa tre settimane, nessuno parla più di questa avventura. Recchioni ci teneva a far sapere a tutti che era tornato, che non si trattava della solita storia destinata a macinare critiche in rete e fuori dalla rete. E' facile concludere che un simile sforzo sia stato dettato dalla necessità di risollevare Dylan dalle sacche della indifferenza. Qualche giorno fa Mauro Marcheselli ha dichiarato che a Recchioni è stato chiesto soltanto di rallentare l'erosione di lettori. Obiettivo che, secondo Marcheselli, il curatore avrebbe raggiunto. Ma questo significa forse che alla Bonelli, convinti di non poter fermare il declino di Dylan, hanno chiesto a Recchioni di rallentare il processo di decadimento? Quindi, le parole scritte da Recchioni nell'editoriale del numero 325, albo di esordio della sua gestione, secondo cui Perché sono stato scelto io? Perché sono un sognatore che coltiva la speranza di tornare a leggere quel fumetto inquietante, imprevedibile, pieno di orrore, ironia e romanticismo che era il Dylan Dog di Tiziano Sclavi, celavano solo la necessità di rendere più lenta l'agonia di una collana? Recchioni parlava di un fumetto che avrebbe dovuto tornare ad essere inquietante e pieno di orrore. Ma a conti fatti, almeno secondo noi, le cose non sono andate in questa maniera. La storia Mater Dolorosa, ospitata in questo numero 361 ha confermato questa impressione. Una storia che si potrebbe sintetizzare con un grosso Mah! Una storia senza un filo logico chiaro, in cui ha predominato la volontà dell'autore di manifestare le sue sofferenze interiori, i suoi sfoghi contro i lettori critici, la sua personale tesi secondo la quale Dylan Dog va rinnovato a modo suo. Non sono mancati riferimenti al satanismo, specie nella seconda parte della storia, all'esoterismo massonico e alla necessità di giustificare taluni elementi che, sparsi nelle varie storie, hanno lasciato i fan con molte domande. Il limite di questa storia è il forte personalismo di Recchioni. Il vero protagonista infatti non è Dylan Dog, ma lo stesso R. Recchioni, che non è nuovo a simili sfoghi. Lo fece anche nel numero 77 di John Doe, quando manifestò tutta la sua riprovazione contro i vertici della casa editrice che gli avevano chiuso la collana. Sclavi ha letto questa storia o fa parte di quel gruppo di racconti che ha dichiarato di non aver letto? Ai disegni esordio di Gigi Cavenago, amico di Recchioni, visto molto sulla sfortunata serie di Orfani. La prova del giovane artista non ci ha convinto. Cavenago ha mostrato uno stile poco rispettoso delle anatomie, con inquadrature ad effetto, ma perse in espressioni dei volti poco convincenti. I colori, nei quali hanno predominato il verde, il giallo e il rosso, hanno mascherato molti limiti, ma nel complesso il risultato ci è sembrato al di sotto delle aspettative per un albo di Dylan Dog. Mater Dolorosa si può ritenere un albo in perfetto Recchioni-Style come contenuti. Una storia con parecchie meta-letture che al lettore occasionale o nuovo saranno apparse prive di senso. Una storia che ad un amico di Recchioni, uno che lo conosce bene, sarà apparsa lineare, una storia che quindi sarebbe opportuno narrare con i riferimenti a fatti personali e tormenti interiori, ma questo non è possibile, almeno fino a quando Roberto Recchioni non ne parlerà.
 

La copertina di Angelo Stano denota grandi miglioramenti rispetto alle deludenti prestazioni precedenti. Dylan Dog è ritratto di spalle mentre osserva la nave di Mater Dolorosa fatta di ossa avanzare tra le onde verso di lui. Le vele raffigurano immagini di anime in sofferenza. Sul titolo, al posto della O di Dog si nota un Dylan a capo chino, sommerso di ombre, in bianco e nero che rende una immagine della situazione in cui versa la collana, una immagine di tristezza infinita, quasi leopardiana. Non il viatico migliore per convincere i lettori all'acquisto. L'immagine è la visione dell'inferno in cui la sofferenza è la normalità. La storia ruota intorno al concetto della sofferenza, che, secondo noi, Roberto Recchioni non è riuscito a rendere nella sua essenza effettiva a causa, secondo noi della prevalenza della sua visione personale della patologia. Alla fine tutto si riduce ad uno sfogo soggettivo contro il mondo e le circostanze della vita che non sono state benevole. Dylan e tutti gli altri protagonisti di questo racconto, infatti, assumono una rilevanza secondaria. Oltre a Mater Dolorosa, si rivede Mater Morbi che aveva fatto la sua apparizione nel numero 280, altro sfogo personale di Recchioni contro la patologia. Non è difficile cogliere similitudini tra le Madri di Recchioni e quelle di Dario Argento nella trilogia delle Tre Madri. Suspiria, che dovrebbe essere Mater Morbi. Inferno, che dovrebbe essere Mater Dolorosa e la Terza Madre, di cui il regista non ha svelato tutto. Streghe che nella visione del satanismo hanno la funzione di piegare gli eventi globali. Il satanismo pervade tutta questa storia quasi come se potesse costituire la via del protagonista per sfuggire alla patologia che lo assedia senza pietà. Mater Suspiriorum potrebbe quindi essere Mater Morbi. Mater Tenebrarum potrebbbe essere Mater Dolorosa di questa storia, mentre la Mater Lacrimarum potrebbe essere la protagonista di una prossima storia di Recchioni. Questo è l'albo con cui la Bonelli ha festeggiato i trent'anni di Dylan Dog, ma di questi tre decenni, detto con molta franchezza, non è emerso nulla. Recchioni sormonta tutto e tutti ed anche il trentennale resta ai margini. Come già avvenuto nel numero 325, gli editoriali si aprono con un piccolo pezzo scritto da Tiziano Sclavi, che giudica straordinario il lavoro che sta facendo Recchioni. Sarà. Ma visto che, come ha detto Marcheselli, Recchioni è riuscito solo a rallentare la fuga di lettori, non riusciamo a capire cosa possa esserci di straordinario in questo risultato. Dylan perdeva lettori, li perde ancora oggi. Quindi, cosa c'è di tanto straordinario in tutto questo? Ma se Sclavi è contento! Poi è il turno di Recchioni, che, come al solito, inizia subito con le citazioni! In particolare elenca alcuni celebri fumetti usciti nel 1986 negli Stati Uniti, a cui affianca in modo ideale il Dylan Dog di Tiziano Sclavi. Recchioni dimentica che mentre uscivano quei fumetti negli Usa, tra cui Il Ritorno del Cavaliere Oscuro di Frank Miller, Sclavi era noto solo al pubblico italiano come uno dei tanti scrittori che da pochi anni era arrivato alla Bonelli. Dylan sarebbe divenuto famoso molti anni più tardi. In quel momento, era un fumetto come tanti, che nei primi anni stentò parecchio, prima di essere baciato dalla fortuna verso la metà degli anni novanta, quando leggere le sue storie era diventato quasi uno status symbol. Finite le citazioni con la dichiarazione di avere deciso di voler fare il fumettista nel 1986, un'altra citazione.
 
Stavolta tocca ad alcune parole di Jacque Derrida, che occupano tutta la seconda colonna del pezzo! E noi ci chiediamo: è il trentennale di Dylan Dog, trent'anni di storia del fumetto italiano, di Tiziano Sclavi, della Bonelli, gli argomenti da trattare sarebbero tanti e Recchioni cita le storie uscite nel 1986 negli Usa di Frank Miller? Ma che c'azzecca? Cosa c'entra tutto questo con Dylan Dog? Strano che Recchioni abbia approvato anche questo pezzo, se lo ha approvato lui. Per chi non lo sapesse, Derrida è un filosofo francese fissato con il concetto di decostruzione, che cercò di inserire in tutti i campi in cui ebbe l'ardire di mettere il naso. Decostruzione come denaturalizzazione del naturale. Un lieve gioco di parole che non significa niente, ma che all'occhio del lettore incolto suona come qualcosa di intelligente da ripetere in qualche discussione per apparire colto agli occhi di una ragazza tutta scema. Un editoriale pieno di citazioni, ma che del trentennale di Dylan Dog non ha nulla. Mettiamoci nei panni di un neo-lettore, che vorrebbe saperne di più su Dylan Dog. Prende in mano questa storia e non ci capisce nulla a causa di una storia confusa e piena di meta-letture che solo il fan accanito di Recchioni potrebbe, con fatica, decifrare. Quindi, si getta sui redazionali per cercare di farsi una idea di ciò che ha in mano e si ritrova al punto di partenza. Magari Dylan Dog c'entra qualcosa con le opere di Frank Miller? Ma no! Miller è di destra. Sclavi è comunista, mentre Recchioni a volte sembra di destra, altre volte di sinistra. Un editoriale che poteva accogliere una breve ricostruzione degli eventi che hanno portato alla nascita di Dylan Dog, al tormento di Sclavi. Niente di tutto questo. I lettori si devono così sorbire una colonna intera scritta in corsivo del pensiero di un filosofo francese che non hanno mai sentito nominare. Un altro errore è stato quello di non riassumere gli eventi di Mater Morbi, ossia di Dylan Dog n. 280, di cui Mater Dolorosa è il seguito. Lo ha dichiarato Sclavi nella prima parte dell'articolo. E quindi non era opportuno svelare ai lettori cosa è stato Mater Morbi? Dubbi e perplessità che gettano un'ombra sulla effettiva capacità di Recchioni di gestire una collana di cui forse non conosce la storia. Cosa importa ai lettori del fatto che nel 1986 Frank Miller ha scritto una rilevantissima storia di Batman? Dylan Dog è in qualche modo legato a Batman? No, quindi qual è stato il senso di un editoriale che con il trentennale non ha alcuna attinenza? Nell'insieme si coglie l'aspirazione di Recchioni di far accettare ai fan critici la necessità di cambiare Dylan Dog. Ma i lettori non hanno mai accettato i cambiamenti voluti da Sclavi ed attuati da Recchioni, i cui meta-sfoghi permettono di capire che dietro quella immagine di Dylan Dog triste che si vede nel logo c'è molto di più che una semplice raffigurazione. In tutta la lettura si coglie un altro aspetto del Recchioni-pensiero. L'aggrapparsi con disperazione alla tenue idea che la scienza possa risolvere ogni problema degli uomini. Recchioni è dunque un positivista? L'idea del positivismo, un movimento culturale e filosofico diffusosi in Europa nella prima metà dell'800 basato sulla fiducia estrema nelle scoperte scientifiche alle quali si affidava il compito di risolvere ogni problema, sembra aleggiare nella storia di continuo. Il galeone con cui si apre il racconto viene definito come il simbolo della razionalità umana sulle forze della natura. Vale a dire la grande illusione dei filosofi positivisti!
 
Il galeone naviga per un mare oscuro, che è quello della mente umana senza il faro della ragione. A bordo c'è un equipaggio di uomini spaventato dalla follia del loro capitano, un uomo ossessionato dall'idea di trovare una cura per il figlio che soffre di una malattia misteriosa, che lui chiama male oscuro, che in realtà simboleggia l'ignoranza. Quel bambino è Dylan Dog, il padre è Xabaras e la madre che lo accudisce è Morgana. Dylan Dog è nato nel XVII secolo? La scienza che sconfigge il caos e la ricerca della verità nella sapienza umana è il costante motivo di fondo della Massoneria. Il padre di Dylan e magari Dylan Dog stesso sono massoni? Illustri scienziati sono stati massoni, tra cui lo stesso Charles Darwin. Molte teorie scientifiche sono state infatti coniate per rappresentare le idee che la Massoneria cerca di far imprimere alle persone attraverso i suoi canali nella politica e nell'economia. Anche nell'arte e quindi anche nel fumetto. Il piccolo Dylan febbricitante avverte la presenza di colei che sta arrivando, Mater Morbi, la patologia che lo attanaglia e che non lo lascia mai. In realtà, non è lei che sta arrivando. I membri dell'equipaggio avvertono la presenza di una minaccia più grande. Dalle onde del mare notturno in tempesta si staglia una nave rossa come il sangue, una immagine molto ricorrente nel satanismo. A guidare il vascello c'è Mater Dolorosa, i cui occhi rossi sono talmente iniettati di sangue che questo sgorga come lacrime di sofferenza mentre lei ride. Le forti immagini metaforiche sono l'unica cosa di qualità che si salva in questa storia. L'incipit della storia è grossolano. Perché il padre di Dylan si è chiuso in una nave e di notte cerca di lavorare? Noi ci vediamo una metafora della notte intesa come buio della conoscenza che lui e i suoi confratelli vorrebbero illuminare con la sapienza del demonio. Gli altri membri dell'equipaggio vedono in modo distinto la nave di Mater Dolorosa che si avvicina. A pagina 14 si torna nel presente. Dylan si sveglia da un incubo. Accanto a lui nel letto c'è una donna con cui ha dormito senza essere unito nel vincolo del matrimonio. Entra in bagno e va allo specchio come nelle ultime pagine del numero 337 quando vide i mostri che lo avevano accompagnato nell'incubo dello spazio. E ci chiediamo: stiamo leggendo le avventure del vero Dylan o di qualche sua versione alternativa? Dylan Dog sta vivendo il suo incubo peggio: il Rilancio. Dietro di lui c'è ora Mater Morbi, la patologia che lo assedia. Chiaro il riferimento ai problemi di salute dell'autore. Una malattia che sembra caratterizzata da attacchi violenti seguiti a periodi di calma. Un altalena della sofferenza. Dylan Dog n. 280 è stato disegnato da Massimo Carnevale, altro amico di Recchioni. Mater Morbi ricorda a Dylan Dog che non è mai andata via. E' sempre stato dentro di lui. Dylan non sta bene. Ha di nuovo i suoi attacchi. Groucho vorrebbe che si rivolgesse ad un dottore, ma Dylan conosce il morbo che lo attanaglia. Ogni giorno. Cerca di condurre una vita normale, che nel suo caso è costellata da incubi e mostri. Metafore che il suo stato ha piegato in modo tenebroso. In realtà, lui si chiude in se stesso e rifiuta il contatto con gli altri. Gli altri non possono aiutarlo. O così crede. Ha avuto un altro attacco. Poi è passata. Pensa di morire. Poi passa e lui si sente un idiota. Ha avuto un attacco di panico. E' epilessia? Dai sintomi descritti sembrerebbe di si. A pagina 22 questa tesi sembra convalidata dallo strano comportamento social di Dylan.

Nelle ultime tre vignette Dylan passeggia. Un attimo dopo si sente di morire. Un attimo dopo tutto è passato. Per celare il problema, finge che stava scherzando. Dylan Dog soffre di epilessia? A pagina 23 Dylan Dog sta consumando l'ennesimo rapporto sessuale con una donna sconosciuta al lettore. Perché non ci è mai stata presentata? Dylan sa che l'epilessia potrebbe colpirlo in ogni momento. Mater Morbi, la Mater Suspiriorum, è in agguato. Nella pagina successiva ecco un rito satanico. Dylan Dog sta consumando un rapporto sessuale. La sessualità è alla base di molti riti satanici. Intorno a lui ci sono candele nere e il lenzuolo che copre in parte i due presenta degli occhi ovunque. Il simbolo della Massoneria. Non c'è più Mater Morbi. Questa è Mater Dolorosa, la Mater Tenebrarum, che potrebbe offrirgli la guarigione dalla sua malattia in cambio della sua anima? Poi si torna al passato. Alla nave che nel 1686 solca il mare con il piccolo Dylan, sua madre Morgana e il padre, chiamato Dylan egli stesso. E' ossessionato dalla ricerca del siero della immortalità, che crede di avere individuato dentro un mollusco marino. La moglie pretende di essere la prima a sperimentare il siero perché rischia di trasformare le persone in zombie. Contro la volontà del marito, Morgana beve il siero e resta colpita dal male oscuro, lo stesso che attanaglia il figlio. Ora Dylan senior ha un incentivo in più per riuscire nella sua ricerca. Morgana abbraccia il figlio, ma Dylan si risveglia tra le braccia di Mater Morbi. Sappiamo, dalle storie passate di Dylan Dog, che il Dylan senior ha iniettato il siero alla moglie insieme all'antidoto. La moglie torna normale e così lo prova su se stesso, ma non fa in tempo ad assumere l'antidoto e si trasforma in uno zombie che azzanna i membri dell'equipaggio. Morgana per fermarlo gli inietta l'antidoto, che non funziona. Esso infatti doveva essergli inoculato da vivo. L'effetto che ottiene è un recupero parziale della coscienza. A rimettere tutto a posto ci pensa il mollusco marino, che si rivela essere un demone dei mari. Per punire lo scienziato, lo divide in due esseri. La sua parte buona viene condannata a vivere per 666 anni in esilio su un asteroide con la sola compagnia di una specie di folletto chiamato Fric, mentre la sua parte malvagia diventa un'incarnazione del demone Abraxas e rimane sulla Terra. Essa, che assumerà il nome di Xabaras (cioè l'anagramma di Abraxas),Torna a Londra. Qui decide di liberarsi di Morgana e del piccolo Dylan per poter dedicarsi indisturbato alla continuazione delle sue ricerche sull'immortalità. Non è difficile cogliere un collegamento tra questi eventi e la storia spaziale del numero 337. A pagina 35 Dylan confessa ciò che pensa quando è colto da attacchi di epilessia. Dice che quando sta male, l'universo si restringe intorno a lui e diventa l'unico protagonista del suo problema. Gli altri non possono aiutarlo. Lui è convinto che non ci sono speranze. E' una stronzata cercare gli altri. Dylan è piegato dal suo male, un male che non lo uccide, ma al tempo stesso gli fa soffrire le pene dell'inferno in Terra. Così si concentra sui momenti di intervallo dagli attacchi epilettici. E dice agli altri di darsi una mossa che la vita è breve. Cioè, divertitevi che poi non ne avrete più la possibilità. Una visione non cattolica della vita, che è cammino verso la spiritualità di Cristo. Lui dice che tutto ciò che una persona malata pensa è se stessa. Gli altri non contano. Nemmeno Dio.

Perché Dylan non crede in Dio. Ok, Sclavi ha sofferto di turbe psichiche gravi e di alcolismo che più volte lo hanno spinto al suicidio. A pagina 37 Dylan torna alla sua Moonlight per raggiungere la quale deve sorbirsi 666 miglia! Recchioni si riferisce a Dylan senior? Messo in difficoltà e alla prova, Dylan ha perso la fede. Moonlight non c'è più. Moonlight è stata descritta nel numero 261 scritto nel giugno 2008 da Giovanni Di Gregorio, circa due anni prima dell'uscita di Mater Morbi. Ora però Moonlight non c'è più. Al suo posto John Ghost sta facendo costruire un casinò! Ed ecco che è tornato John Ghost. Si era visto l'unica volta nel numero 341 del gennaio 2015. Ora lo ritroviamo dopo circa due anni a tramare alle spese di Dylan. Il John Ghost, che nei mesi precedenti l'uscita di quell'albo venne presentato come il nuovo nemico dell'Indagatore, è parte di una organizzazione occulta internazionale che cerca di piegare gli eventi del mondo per scopi volti al rafforzamento del potere di una piccola cricca di criminali. Ghost è un massone? A tavola 39 Ghost parla in modo metaforico. Si fa promotore del nuovo corso. Il vecchio doveva essere ristrutturato. Evidente l'accenno alla posizione di Recchioni, che è convinto che Dylan vada rinnovato. Nulla da osservare su questo, ma ci sono modi e modi di rinnovare un personaggio. Quello scelto da Recchioni non è piaciuto alla grande massa di lettori. Perché John Ghost sta trasformando Moonlight, che simboleggia il vecchio corso di Dylan Dog? Il motivo lo spiega lui stesso. Nel 1686 da quel luogo è partita una nave maledetta con a bordo uno scienziato e la sua famiglia, cioè Dylan senior e Morgana insieme al piccolo Dylan. L'evento è stato così forte da generare una replica psichica del vascello che è affondato proprio lì. Il relitto ectoplasmatico sta chiamando Dylan da anni perché vorrebbe che lui, gettandosi in mare, lo raggiunga e perisca insieme a lui. Per motivi che non spiega del tutto, Ghost vuole che Dylan non si uccida gettandosi in mare. Per questo motivo, sta facendo costruire un complesso turistico sulla zona in modo tale da ridurre l'influenza e il richiamo esercitato su Dylan Dog dal relitto che si trova sotto il mare in quella zona. E poi gli annuncia che un giorno avrà bisogno del suo sacrificio per qualcosa di importante che non specifica. Dylan deve sopravvivere fino a quel giorno (un riferimento forse ad una trama futura che Recchioni sta sviluppando?). Per questo motivo, ha convinto tutti, da Bloch a Groucho, a lavorare per lui. Tutti insieme vegliano su Dylan Dog! Trova così spiegazione la storia del tradimento di Groucho visto nel numero 346. Allora il domestico fece capire di lavorare per qualcuno che stava tramando dietro Dylan. E' stato Ghost a comprare la sua casa e ad intestargliela alla fine della storia. E' stato sempre Ghost che nel numero 342, quando Dylan venne catturato da un folle che voleva uccidere Dylan perché aveva sedotto sua figlia, ad avvisare Groucho dove si trovava il suo padrone. In quella occasione il misterioso personaggio chiese a Groucho dal telefono marcato Ghost 9000 se lui amava Dylan e Groucho rispose di si. John Ghost, che forse è bisessuale, è a conoscenza del fatto che Groucho è gay? Ha sfruttato la devianza sessuale del domestico per portarlo dalla sua parte? Dylan non lo ascolta e si getta in mare. Un quasi impassibile Ghost conclude che è quasi ora di andare a pranzo. La sua assistente gli ricorda che deve tenere un discorso a Westminster.

Il discorso ha ad oggetto la proposta dell'uscita del Regno Unito dal pianeta Terra! Un altro punto che merita di essere approfondito. In un post di qualche mese fa Roberto Recchioni disse che Dylan Dog non avrebbe mai votato per la Brexit, il referendum con cui il popolo britannico ha votato l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea. La sua affermazione fece scalpore perché dimostrava che lui, Recchioni, era a favore della permanenza dell'Inghilterra nell'UE. Ma espose questo pensiero tramite Dylan Dog, che semmai, essendo un personaggio di Sclavi, dovrebbe riflettere le ideologie di quest'ultimo? La Bonelli non prese posizione e quindi anche l'editore milanese approvava la contrapposizione alla Brexit come Recchioni e quindi Dylan Dog? La segretaria accenna ad un discorso che Ghost dovrebbe tenere a Westminster. Westminster è la sede del parlamento inglese. Ghost è membro del parlamento inglese? La proposta dell'uscita dell'Inghilterra dal pianeta Terra è una provocazione. Visto che gli inglesi sono usciti dalla UE ora vorrebbero uscire dal pianeta Terra? L'UE è forse il pianeta Terra come disegno che vorrebbe estendere il dominio sul mondo intero? Torniamo ancora nel 1686. Mater Dolorosa si impadronisce di Dylan junior. A pagina 55 si menziona Mana Cerace, un essere demoniaco apparso nel numero 34. Mater Dolorosa adora il caos. Nessuno può fermarlo. Dylan senior crede di poterlo fare con l'ausilio della scienza. Ma se la scienza è frutto della mente umana, una creatura limitata, come può dominare forze superiori? Il caos a cui allude Mater Dolorosa, tuttavia, simboleggia il male, l'anticristo, l'antivita. Parla della cellula che nasce e distrugge tutto quello che ha intorno, ma esistono anche cellule buone. Non è saggio mettere le mani sulla programmazione fondamentale che Dio ha stabilito. Dylan confonde la malattia con la sofferenza che sarebbe generata dalla vita. Come se il fatto di essere nato sia maledizione, come se Dio, permettendo a lui di nascere, avesse fatto uno sbaglio. Mater Dolorosa spiega a Dylan junior il sistema di funzionamento della sua nave. Lo scheletro è quello di un drago. Gli alberi sono antichi quanto il mondo e le vele sono composte di anime dei dannati. La nave di Mater Dolorosa è l'inferno. Quando Dylan junior tocca il timone le mani sanguinano. Mater Dolorosa gli ricorda che la conoscenza è dolore! La nave solca il mare dell'inferno. Tutti i demoni sono lì. Come se un portale si fosse aperto davanti a loro. Mater Dolorosa è la sacerdotessa di un rito satanico in piena regola? Dylan junior sta per essere corrotto? A pagina 68 arriva Morgana per salvare il figlio. Chiama puttana Mater Dolorosa. Come fece il comandante inglese Gladstone rivolto a Giovanna d'Arco. Le due donne lottano senza risparmiarsi colpi. Dylan junior ferma il combattimento. Ricorda ad entrambe che il dolore non è la ragione ultima di ogni cosa. Che bisogna accettare la sofferenza. Dal punto di vista cattolico può apparire come conferma del messaggio della sofferenza per avvicinarsi a Dio, ma in Dylan Dog? Cosa pensa Recchioni della sofferenza? Forse in questa storia abbiamo avuto una parziale immagine del significato che attribuisce al dolore di una patologia. Dylan viene ritrovato dalla segretaria di John Ghost e portato in ospedale. Ghost è stato abile. Dice di avere calcolato una serie incredibile di fattori per individuare il punto in cui il suo corpo sarebbe riemerso.

John Ghost è un essere sovrumano? Come può avere fatto una cosa simile? E' un demone? Dylan Dog si risveglia nell'ospedale assistito dal dott. Vonnegut. Una delle infermiere è Mater Dolorosa, che gli inietta il siero di suo padre. Poi gli dice che si risveglierà in un mondo pieno di zombie. I medici gli hanno garantito che non ci sono segni della malattia che lo aveva colpito anni prima, ma forse il vero problema di Dylan Dog è l'epilessia. Dylan Dog è epilettico? Dall'insieme degli elementi che abbiamo raccolto in questo mega-articolo parrebbe di si. Recchioni, che ha inserito nella storia degli elementi della sua vita come metafore, sembrerebbe averlo voluto far sapere. Ma solo pochi sono stati in grado di capirlo? Le ultime pagine della storia riprendono momenti già visti in altri albi di Dylan Dog. Dylan senior ha ultimato il siero della vita eterna. Morgana si offre come volontaria per testarlo. Se Dylan senior lo provasse su di se non ci sarebbe nessun altro in grado di invertirne il processo. In quel momento, però, i membri dell'equipaggio si sono ammutinati. La storia si conclude qui. Possiamo trarre alcune considerazioni. John Ghost sta pianificando qualcosa per cui Dylan Dog gli serve vivo. Un qualcosa di misterioso che sarà svelato in numeri futuri. Forse nella sequenza di dodici episodi in stretta continuity annunciata da Recchioni. Ora Dylan sa che il suo maggiordomo, il gay Groucho, è agli ordini di John Ghost, stesso discorso per Bloch. Come si comporterà nelle prossime storie con loro? Gli farà pesare questa rivelazione o ha dimenticato tutto? L'altro elemento che ci preme segnalare è il rito satanico che aleggia in tutta la storia, iniziato con Mater Morbi, proseguito con Morgana e concluso con Mater Dolorosa. Infatti, Dylan si risveglia dopo che la lotta tra le due donne si è conclusa. Sullo sfondo il riferimento all'esoterismo massonico. Secondo alcuni, la Massoneria sarebbe una setta satanica dedita al culto del Demonio. Satanisti folli nelle cui feste è facile trovare all'improvviso persone che appaiono con maschere di caproni. La stessa stella di David degli ebrei è un simbolo satanico. Quando Salomone si convertì alla stregoneria, al satanismo e all’idolatria, alla fine della sua vita, egli diede al popolo ebreo questo simbolo. David non aveva niente a che vedere con l’esagramma e la stella e nemmeno con il popolo di Dio. Salomone si convertì al culto satanico e costruì altari per Ashtoreth e Moloch (Saturno). L'esagramma non è mai stato un simbolo ebraico. Poi nel 1800, in Germania, venne adottato da Mayer Rothschild come emblema della sua famiglia. Alcuni ospiti della loro casa, scrissero in un memoriale che la tavola della famiglia Rothschild era sempre apparecchiata con un coperto in più (un piatto) per l’altro Dio, Satana. La famiglia dei banchieri dei Rothschild è adesso, indubbiamente una delle famiglie più potenti del mondo. Anche Ghost ne è un membro? I Rothschild sono sempre stati vicini alla Massoneria. L'ultimo punto che conviene sottolineare è la malattia di Dylan Dog. L'epilessia. Non ci sono state affermazioni precise, ma gli indizi disseminati dal suo autore sono ricchi e numerosi, come abbiamo visto sopra. La storia nel complesso non ha un filo logico di immediata comprensione, ma va letta isolando ognuno di questi elementi che abbiamo descritto nel nostro pezzo e si coglie un significato più elevato. Alla fine resta la domanda: cosa c'entra tutto questo con Dylan Dog? Magari tutto o nulla. Kristoffer Barmen.

12 commenti:

  1. Non ho letto l'albo, ho smesso da mesi di comprare DD proprio perché la qualità delle storie del cosiddetto rilancio non mi convinceva. Anzi, la maggior parte, con rarissime eccezioni, erano storie di qualità scadente. Quindi non posso giudicare questo albo. Dal vostro articolo sembra più un ammasso di citazioni e riferimenti senza una storia. I disegni, senza mettere in dubbio la bravura e professionalità del disegnatore, non mi convincono. Sono d'accordo nel ritenerli buoni ma non eccezionali (come si scrive in certi forum), e il tratto mi sembra poco adatto a Dylan. Se questo albo è il pezzo forte della gestione Recchioni, siamo ben lontani dall'obiettivo di perdere meno lettori.

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    1. Mater Dolorosa, come contenuti (secondo noi), si può dividere in tre parti:

      - gli sfoghi meta-fumettistici dell'autore;
      - i riferimenti all'esoterismo;
      - un vago senso morale che aleggia nelle conclusioni finali.

      Nel complesso, una storia che se capitasse in mano ad un neo-lettore, per l'insieme dei sopradetti motivi, difficilmente lo convincerebbero ad acquistare i numeri successivi. Qui, però, entriamo nel campo delle scelte che competono all'editore.

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  2. Anche perche un neo lettore di questa storia non capirebbe sostanzialmente nulla.

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    1. E questo la dice lunga sulla "utilità" della strategia messa in campo dalla Bonelli nell'uscita di questo numero. Non attira i nuovi lettori, ma, come abbiamo sottolineato, è più che altro uno sfogo meta-fumettistico del suo autore. Un personalismo che non crediamo produrrà un beneficio per la collana.

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  3. Sono d'accordo con molte delle cose che scrivete. Mi potreste spiegare però per quale motivo, come ho letto in un altro vostro articolo, Dylan Dog sarebbe "portatore di valori negativi"? Quali sarebbero questi valori negativi?

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    1. In primis, valori di ordine politico che, ispirati al socialismo, sono lontani dalla visione di una società libera e democratica per come noi di destra la intendiamo.

      In secundis, tutta una serie di riferimenti negativi alla famiglia, come i ripetuti accenni a rapporti carnali con donne senza essere legato alle medesime da un vincolo quanto meno affettivo.

      Infine, i ripetuti riferimenti al satanismo e all'esaltazione di certe simbologie che in un fumetto per ragazzi, secondo noi, non dovrebbero esserci.

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    2. Questa è la nostra opinione. Qualcuno obietta che il fumetto debba essere solo svago. Può anche essere vero, benché noi siamo convinti che esso possa svolgere una adeguata funzione educativa. Tuttavia, ci chiediamo: che senso ha collocare Dylan Dog in un rito satanico???

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  4. Bisogna non apprezzare il fumetto in generale o spudoratamente di parte ( vostro caso ) per non ammettere che il numero di dyd 361 sia davvero bello e sopra le righe. A cominciare dai colori, dai disegni per finire con il lavoro e la cura impiegata per collegare i vari aspetti della vita di dylan.

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    1. Tutti sono di parte, sig. Ormenese. L'essere di parte è espressione di uno spirito critico con cui si esprime un giudizio. Lei confonde l'essere di parte con la malafede, che è concetto diverso ed opera su un piano che non ci riguarda. Premesso questo, cosa ci sia di bello in una storia come Mater Dolorosa che è, dall'inizio alla fine, un rituale satanico, non è dato sapere. Guardi con attenzione la scena in cui il piccolo Dylan, sollecitato da Mater Dolorosa, prende il timone e poi prova dolore. Tenga bene in considerazione quello che Mater Dolorosa dice al ragazzino e poi ne tragga le conclusioni.

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  5. Dylan dog è un universo... fumetto, cinema, letteratura, musica, amore, comicità, citazionismo e tantissimo altro... ma di fondo è nato come un fumetto horror. Alla base ci sono temi che piaccia o no nn sono quelli di topolino o radio Maria... do you understand ?
    Sono mesi che portate avanti questa sterile battaglia contro dyd... a che pro ? Dylan è in crisi, dyd perde 10000 lettori all'anno...ogni volta sempre le stesse cose... e basta... siete diventati ripetitivi... in rete vi prendono in giro...nn vi accorgete?
    Cercate di essere critici e sopratutto onesti... ammettere il lavoro che sta facendo il suo curatore e lo scossone che c'è stato alla storia.
    Amo dyd tantissimo e sono il primo a dire che certe storie sono pessime, ma proprio xke lo amo così tanto sn anche onesto e dico che qst nuovo corso è interessante...dv porterà? ,nn lo so... ma inutile ogni giorno stare li a criticare ogni volta che Roberto recchioni va al wc... che detto tra noi a me sta sulle scatole in primis...

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    1. Sig. Ormenese nel mondo del fumetto esistono tante serie horror pure, ma nel caso di Dylan Dog l'horror è una metafora per una critica socio-politica che il suo creatore ha realizzato fin dal primo numero.

      Chi ci prende in giro, sig. Ormenese? A parte il fatto che ognuno può dire la sua (come lei sta facendo in questo momento), nel nostro caso, citiamo dati molto precisi e dettagliati con indicazione delle fonti. Che piaccia o no, questa è la realtà. I nostri dati e la frequenza con cui li diamo non le garbano? Sig. Ormenese, lei non è obbligato a seguire il nostro sito. Se trova la lettura dei nostri testi non piacevole, legga altro. La rete è piena di siti compiacenti verso Dylan Dog e altri fumetti. Ma magari, forse, quei siti sono noiosi e solo qui, da noi, lei trova spunti e interessi, non è vero?

      Siamo critici ed onesti, sig. Ormenese. Siamo stati critici sulla nuova gestione di Dylan Dog dall'inizio e dobbiamo dire che la quasi totalità delle nostre rilevazioni negative sono state condivise in rete. Lo stesso Recchioni, nell'editoriale del numero 344, attaccò duramente i critici, definendoli "nostalgici reazionari" e congedandoli con un "nun ce rompete" di sclaviana memoria. Se fossero stati in pochi quelli che criticavano, Recchioni non avrebbe mai dedicato un intero editoriale per una risposta. Ma lo fatto. Inoltre, in questi giorni, Mauro Marcheselli ha dichiarato in una intervista che a Recchioni è stato chiesto solo di rallentare la fuga di lettori. Obiettivo che, secondo Marcheselli, sarebbe stato raggiunto. Marcheselli non ha detto che Recchioni ha fatto aumentare o ha fatto tornare a crescere i lettori di Dylan Dog.

      Quali storie di Dylan Dog ha trovato pessime, sig. Ormenese?

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