giovedì 13 ottobre 2016

DYLAN DOG N. 362: TORNA SCLAVI! MA A LUCCA ARRIVA IL VOLUME 2 DI DARYL DARK CON 15 NUOVI EPISODI!!!

Nel numero 342 scritto dal curatore Roberto Recchioni, Dylan Dog aveva dichiarato di non avere mai amato le donne con cui era stato. Una affermazione forte che fece pensare a molti che Dylan fosse sul punto di fare outing e dichiarare di essere gay, bisessuale o altra forma di devianza sessuale. Uno sviluppo tutt'altro che imprevedibile in un contesto sociale in cui la sinistra sta facendo di tutto per indebolire il tessuto della famiglia imponendo la aberrante ideologia gender e facendo approvare da una maggioranza politica non più rappresentativa della volontà popolare leggi come quella delle sterili unioni civili in contrasto con il programma politico dei partiti di provenienza di molti di questi parlamentari. Dylan Dog è gay? Rupert Everett, l'attore britannico a cui è graficamente ispirato lo è. Non ha mai nascosto di esserlo. Alla Bonelli sono sempre stati cauti su questo argomento e il momento in cui finalmente sarà svelato il rapporto omosex con Groucho potrebbe essere ancora lontano. In quel numero 342 sempre Recchioni fece dire proprio a Groucho che lui amava Dylan Dog. Tra qualche giorno uscirà in edicola il numero 362. E c'è un motivo dannatamente importante per leggerlo. In quel numero torna Tiziano Sclavi come scrittore! In queste vignette Dylan dice di credere di amare la ragazza che gli sta di fronte. Ritorna il Dylan romantico sclaviano che si è perso in questi anni di rilancio recchioniano?
 




O c'è un contrasto tra questo Dylan e la linea editoriale imposta da Roberto Recchioni in cui Dylan non ama le donne o al massimo consuma con loro rapporti carnali finalizzati al piacere fisico senza impegni sentimentali? Anche se appare come supervisore delle storie, Sclavi ha di recente dichiarato che non ha più la gestione della collana e non legge tutti i numeri che escono in edicola. Ci chiediamo se ha letto il numero 342 in cui Dylan Dog ha dichiarato di non avere mai amato le sue donne. Com'è possibile che ora crede di amare la Crystal??? L'eroe romantico sclaviano metaforicamente ucciso nel numero 346 scritto da Paola Barbato è forse tornato? Non lo sappiamo perché la coerenza non è mai stata il pezzo forte della attuale gestione dylaniata. In questa storia Dylan ha problemi di alcolismo, come quelli del suo creatore, Sclavi, che coglie l'occasione per usare Dylan Dog come strumento di divulgazione delle sue sofferenze interiori. Un sistema che poteva funzionare alla fine degli anni ottanta o agli inizi dei novanta, ma oggi? I giovani vogliono ottimismo, speranze, non una visione critica della società asservita agli scopi del socialismo. Per fortuna a Lucca esordisce il volume con la seconda stagione di Daryl Dark, il nuovo investigatore londinese del soprannaturale edito da Cagliostro E-Press! Daryl non è tratto da un attore gay, ma ha tutti gli attributi, anche narrativi, al posto giusto! Gunnar Andersen.

16 commenti:

  1. Io non lo leggerò lo stesso. Ho smesso da parecchio e non me ne pento. Credo che Sclavi non sia più quello dei primi numeri di Dylan. Secondo me ha raggiunto il massimo con "Storia di nessuno", numero 42 o 43...

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    1. Eppure anche da questi pochi testi si nota una energia che le storie mediocri del rilancio non avevano mai mostrato.

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    2. Concordo pienamente, pur non essendo uno strenuo ammiratore di Sclavi.

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    3. Lo stacco rispetto alle storie dei vari Simeoni, Recchioni, Barbato, Ratigher, ecc., si nota subito. E' la magia degli autori importanti.

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  2. Il 2016 volge al termine. Avremo i dati di vendita Bonelli da parte del professionalissimo Bott (Bottero)?

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  3. Concordo con il primo commentatore sul fatto che "Storia di nessuno" sia tra i vertici narrativi di Sclavi, tra i quali penso vadano annoverati anche "Memorie dall'invisibile", "Inferni"e "Golconda" (albi che rileggo ancora adesso volentieri). Non credo tuttavia di riuscire a condividere questa teoria (che ritorna spesso in questo blog) secondo la quale la direzione impressa da Recchioni alla serie corrisponda ad un preciso disegno anti-cattolico sinistrorso, o che addirittura intenda riflettere degli improbabili intenti propagandistici di una "maggioranza politica che non rappresenta la volontà popolare" (condivido, ma cosa c'entra con Recchioni?), imponendo una visione critica della società asservita agli scopi del socialismo (ideologia che a conti fatti credo non sia mai stata presa sul serio, oggi più che mai) mentre i "giovani vogliono ottimismo e speranze". Con tutto il rispetto, ma perchè mai oggi un ragazzo dovrebbe cercare ottimismo e speranze in un fumetto horror (e nei fumetti o nei libri in generale)? Ma soprattutto perchè occorre analizzare sempre un opera con questi schemi a compartimenti stagni? Che la produzione di Recchioni sia retorica, piatta, autocompiaciuta e priva di idee originali è ormai assodato, ma volerlo demonizzare solo perchè perseguirebbe una (presunta) linea di pensiero contraria allo stereotipo dell'eroe macho romantico e sciupafemmine ritengo sia una forzatura abbastanza fuori luogo.

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    1. L'horror in Dylan Dog è sempre stato usato come metafora da Sclavi per operare una critica contro la società capitalistica che non ha mai accettato. Procediamo alle recensioni critiche degli albi esaminati con i criteri che riteniamo opportuni e la politica, come in ogni altro aspetto della vita quotidiana, anche nel fumetto è ai primi posti. Tutti fanno politica nei fumetti, dal primo all'ultimo degli editori. Non demonizziamo nessuno. Non siamo la sinistra che con la demonizzazione ci va a nozze. Analizziamo le storie di Dylan Dog con i nostri criteri e questi elementi escono fuori.

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    2. Se Dylan Dog fosse stato concepito e trattato sin dall'inizio solo come una semplice metafora per criticare il capitalismo, il razzismo, l'omofobia etc. non credo proprio avrebbe mai avuto il successo che meritò almeno per i primi 50 numeri (l'approccio metatestuale emerse più tardi in varie occasioni a cominciare da storie come "Vampiri" e "Caccia alle streghe").
      Ovviamente ciascuno è libero di ricondurre tutto a una visione politica ma qui spesso, se mi è concesso, si tende ad estremizzare in maniera unilaterale, come se tutta la cultura e la società stesse andando a tappe frozate verso un so quale nuova visione destrorsa e ultracattolica che esclude ed emargina chi vuole negarla. Anche l'ultima considerazione sul fatto che questa macchietta chiamata Daryl Dark (fin quando non l'ho trovato sul web pensavo fosse solo una vostra trovata umoristica)non sia gay e abbia gli attributi anche narrativi mi ha lasciato molto, ma molto perplesso(per usare un rispettosissmo eufemismo).

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    3. Nei primi tre anni Dylan Dog vendeva pochino e meno di altre serie Bonelli del tempo. Poi c'è stato il boom a metà anni novanta. Il tutto durato 5 anni. Dal 2000 ha ripreso a scendere e non si è mai fermato. Il cattolicesimo non emargina né esclude nessuno. La porta è sempre aperta. Daryl Dark non è una macchietta, ma un grande personaggio che ha avuto un grande impatto mediatico. E' tratto da Joseph Finnies, un attore inglese con tutti gli attribuiti al posto giusto.

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    4. D'accordo, ho capito che amate il sarcasmo e l'ironia (o forse su questo blog scrivono anche gli autori di quella "roba" disegnata da studenti delle medie che si divertono a prendere per le terga Dyd). Comunque non conosco nessun Joseph Finnies (forse intendevate Joseph Fiennes). Se per impatto mediatico alludete alle vostre citazioni su questo blog credo dobbiate riconsiderare il significato della parola "impatto".
      Buon weekend.

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    5. Non abbiamo i dati di vendita di Daryl Dark vol. 1. Devi rivolgere la domanda alla casa editrice Cagliostro E-Press.

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    6. Tutti amano l'ironia, ma il sarcasmo non è un articolo che trattiamo. Daryl Dark ha davvero poco in comune con Dylan Dog. Gli autori di Daryl hanno pescato alle radici del fenomeno horror traendone un prodotto fantastico. Sclavi invece ha preso un po' qui e un po' la dando vita ad una meccanica disordinata di elementi poco armoniosi. Tra il 1986 e il 1989 vendeva pochino. Daryl Dark ha avuto un grande successo mediatico, tanto che lo stesso Roberto Recchioni ha invitato tutti a scaricare gli episodi dal sito di Cagliostro. Joseph Fiennes è l'attore inglese che è servito per ispirazione grafica del personaggio creato da Claudio Franchino e Piero Viola. A Lucca Comics arriva il volume 2! Non fartelo sfuggire.

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  4. Ho sentito parlare per la prima volta di questo Dark solo su questo blog. Ho letto il primo numero gratuito ma mi è bastato per capire che non voglio assolutamente proseguire. Se questo personaggio secondo voi è migliore persino del primo DYD di Sclavi allora buonanotte.

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