martedì 18 ottobre 2016

MARCHESELLI: A RECCHIONI E' STATO CHIESTO SOLO DI RALLENTARE L'EROSIONE DI LETTORI! E CI E' RIUSCITO!

Da quando è iniziato il conto alla rovescia di Mater Dolorosa, ovvero Dylan Dog n. 361, fatto coincidere con l'albo del trentennale (secondo noi, però, questo onore doveva toccare alla storia del ritorno di Sclavi alle sceneggiature attive, che leggeremo tra una decina di giorni nel numero 362), Roberto Recchioni ha rilasciato molte interviste, postate con puntualità sul suo profilo Facebook seguito da più di 23.000 fan, con annessi articoli di molti suoi amici (ai quali i file pdf della storia sono stati recapitati in anticipo) in cui hanno parlato bene della avventura, che segnava il ritorno di Recchioni ai testi di Dylan Dog dopo una pausa di quasi due anni (l'ultima sua storia risale alla contestatissima storia del numero 342, quella disegnata in modo molto approssimativo, secondo noi, da Piero Dall'Agnol). In nessuna di questa intervista Recchioni ha parlato delle vendite della collana! Perfino T. Sclavi ha rilasciato un paio di interviste, ma dei dati di vendita di Dylan Dog niente. Sclavi, peraltro, ha in prima battuta, affermato che non ha più la gestione di Dylan Dog da anni e che non legge tutte le storie che escono. Recchioni, al contrario, ha dichiarato che tutto quello che lui fa viene approvato da Tiziano Sclavi. Uno scarico di responsabilità, a nostro avviso, in un momento in cui la serie, dopo tre anni martoriati di gestione è arrivata al suo minimo storico di qualità. E' stato lo stesso Recchioni ad ammettere che le novità che lui e Sclavi hanno concepito non sono state gradite dai lettori. Ecco il link. In quella occasione Recchioni precisò che le novità che hanno fatto arrabbiare tutti sono state volute da Sclavi. Lui non c'entra. Ha eseguito direttive del creatore. Al più, quindi, gli si può muovere un giudizio critico sul piano esecutivo. Ma se, come dice Recchioni, Sclavi decide tutto, com'è possibile che Sclavi in questa intervista abbia dichiarato che è Recchioni che gestisce tutto? Qualcuno di loro non è stato molto preciso nella descrizione di una situazione, quella della collana di Dylan Dog, che è tutt'altro che florida. Il bilancio della gestione di R. Recchioni è negativo. Nel 2013 Dylan Dog vendeva 120.000 copie (link). Si diceva all'epoca che Sclavi fosse incavolato con il curatore Gualdoni. L'anno dopo, nel 2014, le vendite erano scese a 112.000 copie (link). Nel 2015 le vendite erano scese a 100.000 copie (link). Arriviamo al 2016 in cui le vendite sono scese ancora a 90.000 copie (link). Insomma, Dylan Dog perde circa 10.000 lettori all'anno. Una situazione disastrosa che rischia, nel giro dei prossimi cinque anni o anche di meno, di dimezzare gli attuali lettori! Nelle interviste recenti Sclavi ha dichiarato che Recchioni sta facendo un ottimo lavoro come curatore. Si è trattato di una dichiarazione di circostanza non potendo parlare in un pubblico di un giudizio sulla sua gestione della collana? Ciò posto, alla luce di questi risultati negativi, perché Recchioni non è stato rimosso dall'incarico di curatore di Dylan Dog? Perché la Bonelli non si è affrettata a nominare subito un nuovo curatore? La risposta l'ha fornita l'ex-direttore editoriale della Bonelli, Marcheselli in interviste a siti abbastanza benevoli con l'attuale gestione dylaniata. Continua sotto.
 

In una intervista a Bad Comics, alla domanda: Come giudichi il rilancio del personaggio e della testata, guidata ora da Roberto Recchioni? Marcheselli, che è stato curatore di Dylan Dog dal 1993 al dicembre 2009 ha risposto: Roberto ha fatto e continua a fare un grande lavoro. La sua è una missione impossibile. Nessuno, a mia memoria, è mai riuscito a recuperare i lettori persi (io, per esempio, che sono considerato uno che ha fatto abbastanza bene, ho preso in mano la serie nel 1993 che vendeva 530.000 copie e l’ho lasciata alla fine del 2009, quando ne vendeva molto meno di 200.000), infatti a Robbè è stato chiesto soltanto di cercare di rallentare l’erosione di lettori, obiettivo che è riuscito a raggiungere. Attenzione, perché Marcheselli precisa che Recchioni è stato chiamato non per far brillare di nuovo la collana, fermando la fuga di lettori che durava da anni, bensì per rallentarla!!! E soprattutto ci fa capire che l'erosione di lettori continua tuttora!!! Dylan anche oggi continua a perdere lettori. Lo dice Mauro Marcheselli, non uno qualunque!!! Ciò posto, come si può sostenere, come fanno Sclavi e Recchioni, che le cose vanno bene? Marcheselli ricorda che la missione di Roberto Recchioni era impossibile e che non l'ha compiuta. Non ha recuperato i lettori persi, ha solo, secondo lui, rallentato la fuga dei fan. Obiettivo che Marcheselli considera raggiunto, ma ad una media di 10.000 lettori persi ogni anno, c'è poco da stare allegri. Inoltre, Marcheselli fa un bilancio non proprio eccellente della sua gestione, visto che sottolinea come tra il 1993 e il 2009 la collana ha perso più della metà dei suoi lettori. Se guardiamo ai dati delle vendite tra il 2009 e il 2013 (link) notiamo che Dylan vendeva 160.000 copie nel 2010. Dopo tre anni i lettori sono calati fino a 120.000 copie con una media di lettori persi di circa 10.000 fan l'anno. La stessa percentuale di lettori che la collana perde da quando R. Recchioni ha preso in mano la sua cura. In sostanza, l'avvento di Recchioni e le idee del rilancio, che si dice partorito da Sclavi, si sono rivelati del tutto impalpabili. A questo punto, è meglio cambiare cura perché quella attuale non funziona. Marcheselli fa capire, dal raffronto dei lettori persi con la sua gestione (circa 300.000), che Recchioni non poteva fare meglio. In realtà, è probabile che la Bonelli Editore si sia ritrovata con quella montagna di lettori a metà degli anni novanta e non ha saputo gestirli o trattenerli. Il calo era già evidente intorno al 1997 ed è proseguito e prosegue tuttora senza pietà. Chiude Marcheselli a Bad Comics: L’unica cosa che mi spiace è che il gravoso lavoro da curatore (e altri impegni) non gli abbia consentito di scrivere lui stesso molte più storie di Dylan. Ritengo Roberto uno dei migliori sceneggiatori in circolazione. Sulle sue doti di disegnatore ho invece più di qualche dubbio… [ride] Comunque l’altro giorno era qui a casa mia, in provincia di Milano, e gli ho fatto mangiare il panettone. Una strana battuta. Cosa ha voluto dire Marcheselli? Che grazie a lui Recchioni ha potuto mangiare il panettone? E cosa simboleggia infine questo panettone? Kristoffer Barmen.

4 commenti:

  1. Be', se sono contenti loro di perdere "solo" 10.000 lettori all'anno... che sono una enormità... va bene per tutti!
    Pure io ho smesso di leggerlo durante la "cura" Recchioni...

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    1. La cosa più sconcertante è che, secondo quanto ha dichiarato Marcheselli, hanno chiesto a Recchioni di rallentare l'erosione di lettori e basta, partendo dal presupposto che ogni altra missione che comprendesse la ripresa di lettori, era da considerarsi impossibile! Cioè, Dylan stava lentamente scomparendo e loro, consapevoli di non poterlo evitare, si sono accontentati di rallentare un processo di decadimento anziché fermarlo!

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  2. "Nessuno, a mia memoria, è mai riuscito a recuperare i lettori persi..."

    Marcheselli è poco informato. La gestione Capelli prese in mano un Topolino a meno di 250.000 copie e lo portò a una media di 500.000 con punte di 1.000.000.

    Non ho i dati, ma credo che la gestione Boselli di Zagor portò a un notevolissimo miglioramento della testata (dopo il periodo Toninelli) che probabilmente si tradusse anche in un aumento delle vendite.

    "(io, per esempio, che sono considerato uno che ha fatto abbastanza bene, ho preso in mano la serie che nel 1993 che vendeva 530.000 copie e l'ho lasciata a fine del 2009, quando ne vendeva molto meno di 200.000)..."

    Vendite ben più che dimezzate in circa 16 anni. Significa fare "abbastanza" bene? Per fare "abbastanza" male allora cosa si intende? Correggetemi se sbaglio, ma...Marcheselli non era direttore editoriale all'uscita (e programmazione) dei flop Orfani e Le Storie che mi risultano (credo) essere una sua iniziativa. Nessuna critica alla sua professionalità, ma dobbiamo metterci d'accordo su cosa intendiamo per "fare abbastanza bene".

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    1. Da quanto ci risulta, la gestione di Marcheselli dell'indagatore dell'incubo, tra alti e bassi, è stata contestata. Dopo di lui è arrivato Gualdoni e poi Recchioni, ma la fuga di lettori non si è mai fermata. Continua tuttora. Nell'intervista il buon Marcheselli, che è una persona simpaticissima, ha dichiarato che dopo la scomparsa di Sergio Bonelli qualcosa si era incrinato nell'azienda e alla luce di questo aveva deciso di andarsene. Forse la frase "abbastanza bene" può essere interpretata come riferita ad una missione impossibile, cioè riprendere i lettori perduti di Dylan Dog. Secondo noi, perché erano consapevoli che quel boom improvviso di vendite non poteva durare. Su Dylan si accese la luce dei riflettori più per motivi endogeni che legati alle storie. Divenne un fenomeno di costume e leggere Dylan Dog era quasi uno status symbol. Ora quei tempi sono passati. Le Storie chiuderà con il numero 60 (secondo quanto si dice). Orfani, secondo noi, lo tengono su più che altro per motivi legati all'immagine del loro creatore, che in questo curatore di Dylan Dog, non può subire lo smacco di un flop. Ora sperano di recuperare dalla vendita dei volumi allegati alla Gazzetta quello che hanno perso con le vendite mensili dell'albo.
      La vera questione è un'altra: cosa avrà voluto dire Marcheselli quando ha precisato che ha fatto mangiare il Panettone a Recchioni?

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