domenica 9 ottobre 2016

MARVEL COMICS E BONELLI EDITORE ALLA RICERCA DEL POLITICAMENTE CORRETTO SECONDO LA LORO VISIONE!

Anche se le vendite degli albi della Marvel sono crollate in questi anni, nonostante la quantità industriale di eventi annuali prodotti e sommersi dalle macerie dei disastri che ne sono derivati, in particolare a causa della decisione folle, sicuramente imposta dalle lobby che controllano l'editore, di introdurre nelle serie a fumetti elementi di diversità culturale, ideologica e religiosa, Axel Alonso e i vari autori impegnati nel progetto (che, secondo noi, è di pura distruzione della tradizione creata da Stan Lee decenni fa) continuano a sostenere in maniera ossessiva che tutti sono contenti, che loro sono contenti, che i fan sono contenti e che stanno vendendo bene! Forse la Diamond Distribution gli fornisce delle stime di vendita diverse da quelle reali o alla Marvel non hanno più la chiara idea del confine tra la realtà e le storie dei fumetti che producono. Il concetto di famiglia, incarnato dai Fantastici Quattro, non esiste più. Vogliono farci credere che la decisione di chiudere la serie dei Fantastici Quattro sia dipesa dalle vendite o dalla diatriba dei diritti per il cinema in possesso alla Sony. In realtà, il disegno è evidente: il concetto di famiglia deve sparire dall'universo Marvel. La famiglia, quella cosa cattiva formata dall'unione di un uomo e di una donna santificata davanti a Dio, è qualcosa che i socialisti odiano e che non deve avere spazio nemmeno nei fumetti. Hanno poi tirato fuori dal cilindro un Thor donna e riempito le storie con riferimenti ai gay e aumentato il numero dei supereroi di colore e di fede musulmana. Le vendite non potevano che precipitare. Succede quando produci storie basate su idee non condivise dalla massa dei lettori. E' successa la stessa cosa con la Bonelli, che nel tentativo di fermare il declino di Dylan Dog, ha basato le nuove storie su idee non condivise dai lettori italiani. Come se tutto ciò facesse parte di una realtà alternativa, Gwendolyn Willow Wilson, una scrittrice americana che si è convertita all'Islam, ha avuto l'ardire di dichiarare che la sua serie di Ms. Marvel, basata su una eroina musulmana, Kamala Khan, se fosse stata aperta dieci anni fa avrebbe chiuso dopo pochi numeri. Oggi non più! Cosa fa credere alla Wilson che la sua serie non possa chiudere a breve?
 

Nella classifica di agosto 2016, il numero 10 della serie di Ms. Marvel è arrivato al 95esimo posto vendendo la miseria di 29.395 copie. Agosto è anche il mese in cui nei primi venti posti della classifica delle vendite ci sono solo due titoli Marvel Comics, contro i 17 titoli DC e 1 titolo Image. Sarebbe il caso che alla Marvel facessero capire ad Alonso che davanti ad una simile catastrofe continuare ad affermare che i loro titoli stanno avendo successo potrebbe suggerire ai lettori che nelle interviste Alonso parli di qualche storia a fumetti anziché della reale situazione del venduto della casa editrice. In America si stanno confrontando due giganti: Rebirth, cioè l'evento nazionale repubblicano della DC Comics e ANAD (All-New All-Different Marvel Universe). Il secondo ne è uscito a pezzi. Tutti stanno sostenendo Trump, perfino il ceo della Marvel, Ike Perlmutter, ha donato 1 milione di dollari per la sua campagna elettorale. E la Wilson si è arrabbiata! Ha chiesto spiegazioni ai vertici della casa editrice per cui lavora! Come se poi Mr. Perlmutter dovesse dare conto a lei di come vuole spendere i suoi soldi. In Italia sono riusciti a fare anche di peggio! Nel numero 338 di Dylan Dog l'ispettore Bloch va in pensione. I fan, molti dei quali hanno mollato la collana dopo quel numero, non hanno ancora accettato il fatto compiuto. Nella loro visione si è trattato di un golpe alla tradizione sclaviana. Chi ha preso il posto di Bloch? Una poliziotta musulmana! Spiegazione ufficiale? Non lo sapete voi che a Londra ci sono poliziotti musulmani ad ogni angolo di strada? I lettori non sono sciocchi e non hanno preso mai in considerazione questa assurdità. Non basta. A Rania, questo il nome della musulmana, è stato affiancato un poliziotto nero incazzato di nome Carpenter, che odia Dylan Dog per motivi noti solo alla fantasia degli autori che hanno ideato tutto. Chi ha avuto questa bella idea? Sclavi? Recchioni? Sclavi dice che non ha più la gestione di Dylan Dog e che decide tutto Recchioni. Recchioni invece dice che ogni cosa viene approvata da Sclavi e che le idee del rilancio sono sempre di Sclavi! Sembra che ognuno cerchi di scaricare la responsabilità di decisioni impopolari sugli altri. Intanto il fumetto crolla. Al Plano.

8 commenti:

  1. I fumetti ideologici sono molto osannati dalla stampa, molto ignorati dal pubblico e fonte di tracolli finanziari per i produttori. Alla Marvel posso dire solo: divertitevi, di questo passo non avrete più soldi e andrete a fare i lavapiatti. Contenti voi...

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  2. I problemi alla Marvel sono iniziati nel 2005. Oggi pochi lo ricordano ma allora la serie dei Vendicatori era scritta da Geoff Johns (uno dei triunviri della DC Comics che sta trionfando con Rebirth). Poi arrivò Bendis e con Vendicatori Divisi ha iniziato l'opera di distruzione di massa del MU.

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    1. Concordo... Sto seguendo solo ora le serie DC di Geoff Johns, a partire da Lanterna Verde, e sto piano piano recuperando altro materiale suo, come Flash, Superman ecc. Noto che Johns sia un'autore capace di attrarre sia un pubblico giovane, conciliandolo con quello vecchio. Non a caso ha reintrodotto - vabbé, il presidente è DiDio, ma Johns è l'autore principali - il Multiverso, scomparso nel lontano 1985 con 'Crisis on Infinite Earth', e reintrodotto lentamente con 'Infinite Crisis'... Lo paragonerei a Moreno Burattini per Zagor, che riconcilia tradizione e innovazione... Diversa è la Marvel, che ha iniziato un trend in discesa proprio da Vendicatori Divisi...

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    2. Beh... forse il paragone è un po' esagerato. Johns è un gigante rispetto a Burattini. Zagor, purtroppo, continua ad essere una serie che perde circa 3.000 lettori ogni anno. Tra 5 anni rischia di avere meno della metà dei lettori attuali. E potrebbe chiudere.

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  3. Ha ragione joe7, quasi tutte le opere d'arte propagandistiche sono mediocri, perché il fine (la propaganda) soverchia l'arte, quasi sempre, a parte rarissime eccezioni. E questo senza entrare nel merito di cosa si vuole propagandare. Anche un romanzo che parli di un mondo utopico, dove tutti gli esseri umani sono buoni, sarebbe un pessimo romanzo. L'arte deve sempre e sottolineo sempre, essere libera da qualsiasi ideologia. Deve raccontare, dare una visione del mondo, ma non deve avere il fine di convincere qualcuno riguardo a un'idea o a un pensiero politico.

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  4. Ma in Italia quanto vendono i fumetti Marvel adesso? Perché vedo che la Panini continua a ristampare i numeri 1 delle nuove serie più e più volte, con copertine diverse. Sono già tutti esauriti? Perché questo mistero che circonda le vendite della Panini quando i dati Bonelli sono ormai noti? Una volta erano noti anche quelli di Topolino, adesso non si sa nulla nemmeno di quelli. Voi avete qualche dato?

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    1. Si tratta di una precisa strategia. Viene stampato un numero di copie molto basso, destinato ad esaurirsi presto. Il ricavato delle vendite di questa prima "tiratura" finanzia le successive ristampe. A differenza della Bonelli, dove è facile sapere i dati di vendita (anche grazie ad autori che non ne hanno mai fatto mistero alle fiere), alla Panini vige il divieto assoluto di parlarne. Gli ultimi nostri dati a disposizione risalenti al 2012-13 parlavano di circa 5.000 copie dell'Uomo Ragno. Sappiamo che sono calati molto. Anche Ratman è crollato ed ora fanno passare la decisione di chiuderlo come una scelta dell'autore e non della casa editrice che non può stampare in perdita. Su Topolino hai ragione. Non appena iniziammo a pubblicare i dati dal periodo in cui la Panini ne ha preso i diritti, da Modena è arrivato l'out out. Prima Online non fornisce più i relativi dati. Potenza di Comix Archive!

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  5. Questo accade perché alla Marvel non permettono agli autori di esprimere il loro pensiero. Lo scrittore riceve delle consegne e deve adempierle. Fu per questo motivo che McFarlane, Lee e Liefeld se ne andarono agli inizi degli anni novanta.

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