martedì 11 ottobre 2016

MATER DOLOROSA: ALESSANDRO DI NOCERA NON CONDIVIDE LE CRITICHE PROVENIENTI DA UTENTI DI COMICUS!

Di recente è apparsa in tv l'ennesima ideazione di Maurizio Crozza, il comico di sinistra che, come i suoi predecessori, attacca i politici di destra. Il personaggio si chiama Napalm51, cagatore di cazzo seriale e il suo passatempo è stare incollato al computer dalla mattina alla sera a vomitare odio contro varie figure. Egli incarna l'hater, in italiano odiatore, cioè colui che odia! Il termine è abusato nel mondo del fumetto per designare quei lettori che, in quanto tali, criticano un personaggio o un autore per ragioni personali non perché ritengono l'uno o l'altro meritori di un giudizio negativo in base a criteri che prescindono dall'astio. Come il termine troll, anche il termine hater in realtà designa una figura che non esiste. Nelle discussioni su Dylan Dog il termine è ricorso spesso per indicare coloro che, secondo la leggenda, odiano Roberto Recchioni. E siccome le critiche arrivano da uno che odia, non possono essere prese sul serio. Un escamotage a cui gli autori italiani spesso ricorrono quando, con le spalle al muro, non hanno più argomenti per ribattere le critiche. Delle due l'una: o insultano il lettore o lo bollano come un hater. Un trucchetto che serve per smontare le critiche privandole di considerazione agli occhi di ignari che ci credono davvero. Oggi però nessuno crede più a queste cazzate. Nessuno odia Roberto Recchioni, perché a parte chi lo conosce di persona, che ragioni dovrebbe avere un lettore di odiarlo se R. Recchioni negli ultimi tre anni si è visto tre volte come scrittore su Dylan Dog e nel curare il rilancio della collana sta attuando idee di Sclavi? Con la sua imitazione Crozza offre il principale argomento per dimostrare che troll ed hater non esistono. Eppure i coglioni che ci credono non mancano, generando un clima quasi intimidatorio nei gruppi di discussione di Facebook, specie i più integralisti in cui chi critica Dylan Dog, il rilancio o i suoi autori viene definito troll o hater o secondo un termine che Recchioni usava spesso fino a non molto tempo fa, talebano! Eppure ancora oggi se si critica Dylan Dog in qualche forum si corre il rischio di essere definiti hater!!! Vi ricordate quando, qualche settimana fa, una ventina tra autori e addetti ai lavori, iniziò a postare in rete recensioni entusiastiche di Mater Dolorosa? Sembrava una gara a chi scrivesse le cose più belle. Fu un endorsement, un doloroso endorsement con cui tanti si esposero per Recchioni. Il rischio era alto perché se il gradimento di Mater Dolorosa fosse stato negativo, come avrebbero giustificato il loro impegno così accentuato per il loro amico? Ce ne siamo occupati in questo pezzo! L'hater è uno che caga il cazzo, cioè una persona che disturba il meccanismo finzionistico costruito per descrivere come un capolavoro ciò che non lo è. Quello che non si vuole capire è che i lettori non sono stronzi e hanno i mezzi di discernimento.
 

Qualcuno su Comicus osa criticare la Mater Dolorosa. Scrive l'utente Kageisha: I meno riguardano i testi: Contenuti gridati ai 4 venti senza sottigliezza, alcuni dialoghi terrificanti, forzature di concetto e truzzate tremende che stonerebbero anche in uno shonen, in generale delle pretenziosità distribuite a secchiate. A Kageisha non è piaciuta la sceneggiatura di Recchioni. Gli utenti difensori di Dylan Dog hanno risposto subito. Il loro principale argomento per contrastare Kageisha è stato: non sai leggere! E Kageisha risponde: la mia preoccupazione è che la discussione scada nelle prese di posizione rigide e nell'insulto reciproco, mi sembrava ci fosse il pericolo. A me interessa solo il confronto, puoi anche cercare di farmi cambiare idea se vuoi, anzi se riusciste a convincermi che i difetti che ho notato sono invece pregi e che questo è un bel fumetto sarei solo contento, perchè mi ritroverei un bel fumetto in più in libreria. Poi interviene Alessandro Di Nocera, il quale rimarca che Kageisha non ha letto con attenzione e dopo avere espresso la sua opinione (cioè, esattamente quello che aveva fatto Kageisha!), chiosa: Ma chiudiamola qui: tu hai le tue convinzioni, la storia non ti è piaciuta e va bene così. Per me, non ci hai capito un tubo non te ne frega nulla di capirci un tubo. E va bene così. E inutile che inviti altri a spiegarti perché Mater Dolorosa dovrebbe essere un bel fumetto. Prendilo e regalalo, o buttalo. Non fingere di richiedere spiegazioni per cambiare idea quando la tua idea è ben precisa e basata su una tua visione a mio giudizio assai parziale e poco approfondita, se non addirittura distratta, delle cose. Secondo Di Nocera, l'utente non ha capito niente di quello che ha letto e ha finto di chiedere agli altri spiegazioni quando è chiaro che lui non cambierà idea. Come ha fatto Di Nocera ad arrivare a tali conclusioni così chiare sull'utente Kageisha? Ci sono due opinioni a confronto. Opinioni. Anche quella di Di Nocera è una opinione. Invece, lui sostiene che l'utente non ha capito nulla e sarebbe anche in mala fede perché finge di chiedere agli altri spiegazioni per fargli cambiare idea quando una cosa del genere non avverrà mai. Arriva Marco Sanfy a dar man forte a Kageisha: a volte magari uno capisce pure troppo, infatti il grande difetto di questa storia e della scrittura di Recchioni secondo me, quando ci mette troppo cervello, è che il tutto è di una banalità esasperata e narrazione vuota, sospinta da dialoghi prolissi e ripetitivi, usciti da baci perugina e alla ricerca dell'effetto speciale. Ora vi aspettereste che contro Marco Sanfy e Kageisha si scateni l'inferno perché hanno osato criticare una storia di Dylan Dog scritta da Recchioni e invece no. Altri sosterranno le critiche verso l'albo a causa di dialoghi ad effetto ma del tutto svincolati da una trama che giustifichi simili espressioni e toni.

Waddudisu scrive: Liquidare in questo modo un utente del forum che ha ampiamente dimostrato capacità di analisi e critica mi sembra sinceramente di una bassezza disarmante. Per quanto mi riguarda con la sua critica è riuscito a dare voce a quello che non mi piaceva della storia meglio di quanto non fossi riuscito a fare io, ed è probabile che come me molti altri si ritrovino nel suo giudizio. Tra i miei amici che non frequentano il forum l'opinione negativa su questo fumetto è unanime, e siamo tutti lettori di Dylan Dog di vecchissima data. Personalmente posseggo tutti i numeri anche se confesso che dopo il 200 circa ho evitato di leggere qualunque albo fosse firmato da Gualdoni, Marzano, Ruju o Mignacco. E ho ricominciato a leggere con regolarità da quando è cominciata la fase uno. Io, come credo molti altri, siamo rimasti delusi proprio perché ci aspettavamo qualcosa di meglio, e avrei tanto voluto pensare e dire che questo fumetto è bello, ma non posso. Così come non ho mai trovato e mai troverò bello il numero 100 di Dylan Dog o tanti altri numeri. Davvero qualcuno pensa che spiegando una cosa questa poi possa piacere? O dando dell'incompetente a qualcuno perché non ha letto abbastanza numeri di una serie? Potrei andare in giro a dire che chi trova bello questo fumetto "non capisce un tubo" o ha un pessimo gusto, ma non lo farò. Mi limito a invidiare chi se l'è goduto senza provare il fastidio e l'imbarazzo che ho provato io leggendolo. Kageisha risponde al duro attacco di Alessandro Di Nocera: Chiaro che ho un'idea abbastanza precisa e che difficilmente la cambierò il che non vuol dire che non se ne può discutere, cercando di evitare post come quelli di Nocera, ma niente non ce la si fa. Il problema come ho detto, per quanto riguarda le truzzate, è principalmente stilistico, non di spade e pirati. L'allargamento del concetto di Malattia a qualsiasi cosa faccia soffrire (e al caos) per parlare astratto mi può anche andar bene ma Mater Morbi, per come mi era stata presentata da Recchioni stesso rappresenta l'aspetto preciso della malattia fisica (il Morbi), io discuto questo suo upgrade un pò troppo facilone concettualmente. Non credo in tal modo di interferire nell'idea di Recchioni, perché percepisco che il suddetto questa idea non me l'ha espressa a dovere e anzi, sta forzando le premesse usando vari trucchetti del mestiere per arrivare al punto che gli preme. Contesto per l'appunto la qualità del discorso narrativo e filosofico. Ma per inciso, non percepisco nessun affronto nei miei confronti da parte dell'autore. Il suo punto di vista è (cito)"contestabile" e io lo contesto ma sopratutto contesto come viene espresso. Alessandro Di Nocera insiste e ribadisce il suo punto di vista, che consiste nell'affermare che il modo di vedere il personaggio sclaviano di questi utenti è vecchio! Ma c'è un fatto!

Alessandro Di Nocera dimentica che quello che sta esprimendo in modo così veemente è solo il suo punto di vista! Il suo intervento è una difesa accorata di Recchioni e del rilancio: Cavolo, se questo è il livello di analisi e critica a cui siete abituati - "il duello con le spade è una truzzata" - allora si comprendono tante cose. In ogni caso, l'essere lettori di Dylan Dog da lunghissima data costituisce un serio problema di approccio. Siete abituati a un DD legato a un immaginario che non esiste più, il mondo intorno a voi è cambiato, ma volete dalla figura di Dylan Dog ciò che vi comunicava all'inizio e che non potrà più comunicarvi perché quell'immaginario è cambiato e voi siete cambiati; a trenta-quaranta-cinquanta anni pretendete da un fumetto seriale mainstream nato per un pubblico di giovani intelligenti le stesse emozioni che vi forniva quando avevate 15 anni. Quello che non comprendete è che, giustamente, molti autori - di DD e di tante altre serie - stanno cercando di escludervi dall'equazione. Nel mondo d'oggi il target di un fumetto d'intrattenimento intelligente mainstream non può essere composto da persone di mezz'età (e già a 35 anni si è di mezz'età). Nel suo sviluppo pluridecennale DD era purtroppo diventato l'equivalente della persona anziana che si lamenta del fatto che "ormai non si capisce più niente" alla fila dell'ufficio postale. Recchioni ha il merito gigantesco di aver spezzato la catena e di provare a fare un discorso diverso. Se poi i circoli di bocciofila si lamentano, pazienza. Insomma, Di Nocera usa in questo frangente un argomento molto caro a Recchioni quando questi si è dovuto difendere dalle critiche che hanno sommerso il rilancio: io sono cambiato, voi siete cambiati e anche Dylan Dog è cambiato! Ora, a parte il fatto che in questo caso, come Di Nocera, Recchioni ha espresso una sua opinione non una verità assoluta. E non è scritto da nessuna parte che i lettori debbano condividerla. Che Dylan sia invecchiato è una ipotesi sostenuta da Di Nocera, non una verità assoluta. Che siano cambiati i lettori idem. E infatti Waddudisu replica: Se pensi che io sia uno di quelli che ricercano la propria giovinezza nel leggere i personaggi della propria gioventù ti sbagli. Senza dubbio questa categoria esiste, ma non ne faccio parte. Io a 15 anni leggevo Nathan Never, che oggi molto serenamente non leggo più (sono stato molto contento di aver fatto una eccezione per la recente, a mio avviso ben riuscita, trilogia di Serra: che bada bene straripa di truzzate, che però in quel contesto mi hanno sinceramente molto divertito). Dylan Dog l'ho scoperto più tardi e ho imparato ad apprezzarlo quando già potevo capirne qualcosa a livello intellettuale e non solo di pancia, quindi non ho un particolare affetto per il personaggio come può averlo chi lo ha amato leggendolo nel periodo d'oro...

...in diretta e alla "giusta" età, ma con l'ammirazione di chi scopre in ritardo qualcosa di davvero ben fatto e sentito da parte dei suoi autori. Io il Dylan fossilizzato di dieci e passa anni fa lo leggevo un numero sì e due no. Perché lì trovavo soltanto noia. Al contrario questo numero, complice anche tutto l'hype che l'ha accompagnato, sono corso a comprarlo in edicola appena è uscito. E di questo rendo merito agli attuali curatori: di avermi ridato momentaneamente voglia di leggere questa serie. Tutto questo non ha niente a che vedere con il fatto che poi la storia in questione mi debba piacere (per tutti i motivi espressi finora). Da parte di Di Nocera si nota una certa animosità nell'esprimere quelle che, ribadiamo, sono sue opinioni. Invece, Di Nocera parte dal presupposto di fondo che lui ha ragione perché Dylan è invecchiato, che i lettori sono invecchiati e che perciò non potrà mai tornare quello di prima! Peccato che non erano questi gli obiettivi che Recchioni e soci si erano prefissati nel 2013. Era stato detto che il fine sarebbe stato quello di far tornare Dylan Dog ai fasti di un tempo. Qui invece si vuol accreditare come verità assoluta anziché come opinione il fatto che siccome Dylan Dog non potrà mai tornare quello di un tempo, i lettori si rassegnino! Kageisha risponde a Di Nocera: Faresti meglio ad esprimere le tue opinioni con minore aggressività. Ne io ne Waddudisu rispondiamo agli identikit che ti fa comodo ritagliarci. Waddudisu insiste e spiega: le trovate camp affrontate in maniera enfatica e seriosa e in generale la pomposità dei dialoghi. Oltre a tutto quello che Kagehisha ha segnalato, molto meglio di quanto non fossi capace di fare io. Se vado in teatro e un comico prova a farmi ridere senza riuscirci, provo un profondo imbarazzo per lui. I dialoghi di questo fumetto mi hanno fatto un effetto simile. Ovviamente si trattava anche di una boutade (infatti ti ho risposto con delle faccine quando mi sono reso conto che la mia sembrava un'affermazione troppo pesante dato il contesto in cui ci troviamo). Pensavo che in questo spazio ci si potesse confrontare serenamente e criticamente sui gusti, non capisco davvero perché tanta ostilità e stupore per quello che alla fine dei conti è solo un fumetto che a me e a qualcun'altro non è piaciuto. Alessandro Di Nocera non si da per vinto e cerca di rafforzare le sue opinioni con una premessa sulle caratteristiche di Dylan Dog, secondo cui sarebbe: Dylan Dog è un fumetto postmoderno e quindi, per sua natura intrinseca, camp e kitsch. E conclude: Quindi se parti contestando la pomposita' dei dialoghi camp, già hai dimostrato di non aver capito un tubo né di DD, né di Mater Dolorosa. A questo punto, chiediamo al Di Nocera: scusa, Alessandro. Ma sulla base di cosa affermi che Dylan Dog è un fumetto postmoderno? Noi invece riteniamo che sia un fumetto vecchio.

E che questo rilancio gli abbia dato il colpo di grazia! Tze! Waddudisu gli risponde per le rime: Ah ho capito, non posso dire che non mi piace, devo dire che non lo capisco. Ok: non l'ho capito. Buffo perché pensavo non mi fosse piaciuto proprio perché mi sembrava ci fosse troppo poco da capire e che quel poco venisse spiegato in maniera troppo volgare ed esplicita. Se pensate che Di Nocera alzi bandiera bianca, vi sbagliate di grosso. Ecco cosa lui dice: Finora nessuno ha spiegato perché non gli piace. Definisci volgare in ambito postmoderno: il concetto stesso di DD è volgare. Johnny Freak è di una volgarità sconcertante e tutti lo incensano. Definisci esplicito in un ambito postmoderno e pop contemporaneo dove il pubblico ormai pretende che gli vengano spiegate persino il perché delle viti di bullone di un'apparecchiatura. Da questo punto di vista, Recchioni in Mater Dolorosa fornisce molte meno spiegazioni rispetto agli spiegoni del passato: chi è questo DD che se ne va in giro il sabato sera incurante di zombi e sventramenti? Chi è John Ghost, da dove proviene Mater Morbi? Dove condurrà la nuova consapevolezza di DD? Se poi a creare problemi è sempre la questione del duello, torniamo all'ambientazione piratesca e marinaresca ereditata in parte da Sclavi e sviluppata, con personale scelta narrativa - vista anche la presenza di uno spettacolare Cavenago - anche sotto forma di duello cappa e spada. Domanda: perché non è piaciuto a chi non è piaciuto? Di Nocera continua a parlare come se nessuno avesse spiegato perché questa storia non sia piaciuta quando, in realtà, tutti lo hanno spiegato! Ma lui non riesce ad accettare l'idea che Mater Dolorosa non sia piaciuta! Non contento cerca di spiegare come, secondo lui, gli interventi critici in un forum dovrebbero svolgersi: Se esprimi un'opinione su un forum, se senti questo bisogno impellente, ti devi porre anche nell'ottica che qualcuno ti rintuzzi se i tuoi parametri di giudizio sono infondati o sballati. L'idea delle opinioni equivalenti e ugualmente importanti, a prescindere dal sistema che le produce (sei colto o poco istruito, hai competenze o meno sull'argomento, ecc.) è una malattia che fa a pezzi la democrazia vera. Scrivere un'opinione implica un'assunzione di responsabilità. Se non sai sostenere un contraddittorio duro, puoi frequentare altri luoghi meno "ostili".  Di Nocera dimentica che anche quello che lui pensa e scrive corrisponde ad una sua opinione ed implica assunzione di responsabilità! Inoltre, lui non è il depositario assoluto delle regole fondamentali di come si debbano esprimere le opinioni su di un forum. E poi, a differenza di quello che lui crede, il contraddittorio non deve essere duro. La durezza esprime debolezza nelle opinioni, semmai. Arriva Pippone e ricorda: Comunque rilassiamoci e voliamo bassi.

Non vorrai rischiare la segnalazione per cyberbullismo? Non occorre essere né Borges né Eco per leggere questo Dylan Dog. E non è che ogni ex fanzinaro può autoeleggersi critico per anni di anzianità. L'esercizio della critica non è come la carriera politica. Rimarca Green Loontern: Secondo me la stai veramente prendendo troppo sul serio. Non siamo su un forum di critici professionisti, o di scrittori e nemmeno ad un convegno o a qualche evento ufficiale per addetti ai lavori. È un normale forum dove la maggioranza degli utenti sono semplici lettori. È un luogo totalmente informale, in cui ci si scambia opinioni, si chiariscono dubbi e si discute anche animatamente, così come si discute al bar della partita di calcio della sera prima. Poi ok se uno scrive una cavolata, ci sta che venga corretto, ma tutto finisce lì. Non è che adesso serve una laurea in letteratura per commentare un Dylan Dog su un forum di fumetti. Infatti, Dylan Dog è un fumetto, un giornaletto per ragazzi, non la Divina Commedia o il Decamerone. La durezza con cui Di Nocera ha attaccato chi non ha gradito Mater Dolorosa ci sembra esagerata, mettendo addirittura in dubbio il loro diritto di esprimere un giudizio critico. Un lettore avrà pure il diritto di dire che un fumetto non gli è piaciuto o questo diritto non esiste più? La difesa dura e accorata di Recchioni e di Mater Dolorosa da parte di Alessandro Di Nocera ricorda le diverse interviste che lui, come giornalista di Repubblica, ha fatto a Recchioni, soprattutto quella in cui celebrò la nomina di Recchioni a magister di Napoli Comicon. Quindi, ci sembra che la difesa di Alessandro Di Nocera di Recchioni e di Mater Dolorosa sia inquadrabile in quest'ottica. Tra qualche giorno poi pubblicheremo la mega-recensione di Mater Dolorosa. Punteremo su alcuni elementi che nessuno finora ha tratto. Recchioni non la posterà sul suo profilo come fatto con altre, tutte di segno positivo. Quello che possiamo dire già da ora è che i disegni di Cavenago non ci hanno convinti. Gli autori hanno fatto molto bene ad usare colori vivaci ed aggressivi per limare i vizi di uno stile che ci sembra lontano dalle vette che in casa Bonelli sono state raggiunte nel corso degli anni. Ritornando al discorso iniziale, è chiaro che i troll e gli hater non esistono. In questa discussione la tematica è stata appena accennata. Abbiamo notato alcuni utenti manifestare critiche verso Mater Dolorosa e Di Nocera che li ha attaccati. Il problema è questo: perché attaccare chi manifesta critiche verso Dylan Dog? Siamo convinti che gli editori e gli stessi autori siano consapevoli del fatto che attaccare il lettore avvicina la collana alla chiusura. Dylan Dog ha perso 30.000 lettori negli ultimi tre anni. A questo punto, qualche domanda Di Nocera dovrebbe farsela! Perché magari forse i critici hanno ragione, come sempre. Kristoffer Barmen.

2 commenti:

  1. Buonasera, ero wolvie66 sul forum di comicUs. Sono stato bannato semplicemente perché ho espresso - su Dylan Dog e sul politicamente corretto della Marvel - opinioni difformi da quelle dei curatori del blog. Se volete andare a rileggervi i miei post (credo che ci siano ancora) non ho mai insultato nessuno né il lavoro di nessuno. Ho solo espresso e motivato e argomentato delle opinioni. Evidentemente, per la sinistra "democratica" rappresentata dai curatori del blog, questo è inammissibile. Non è fascismo, questo? I più fascisti di tutti sono proprio quelli che si definiscono a sinistra. Complimenti a tutti i curatori del forum. Mi hanno spacciato per troll, quando invece non ho mai fatto il troll. Non scrivevo con il mio vero nome ma con un nickname, come fanno tutti, e allora? Non mi sembra che sia proibito.

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    1. Hai tutta la nostra solidarietà. In più articoli abbiamo precisato che i concetti di troll ed hater non esistono. Sono parole alle quali il gruppo di potere di una community come un forum o un social network ricorre quando, finiti gli argomenti, non sa a quale scusa aggrapparsi per buttare fuori la persona. Nei forum si usano nickname. Non si tratta di una cosa proibita.

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