domenica 9 ottobre 2016

RECCHIONI E SCLAVI: PAROLE IN CONTRASTO SULLA GESTIONE COLLANA E IL RITORNO DI T. SCLAVI ALLE STORIE!

In questi giorni si parla molto del rapporto tra Roberto Recchioni e Tiziano Sclavi e sul chi comanda davvero e prende le decisioni sulla gestione della collana. In questo pezzo abbiamo messo in evidenza il contrasto delle dichiarazioni pubbliche dei due. Secondo quanto sostiene T. Sclavi decide tutto Recchioni. In altre occasioni Recchioni ha detto che tutto viene approvato da Sclavi e che le idee del rilancio sono sempre di Sclavi. Uno scarico di responsabilità intuibile alla luce del flop del rilancio. Un altro tema che alimenta le discussioni è la decisioni di Sclavi di tornare a scrivere Dylan Dog dopo una pausa durata molti anni. Anche in questo caso, dalle dichiarazioni pubbliche di Sclavi e Recchioni emergono nuovi contrasti. E' stato Sclavi a chiedere di tornare o è stato il Recchioni che lo ha convinto? In una intervista allo Spazio Bianco del 3 ottobre 2016 alla domanda che gli chiedeva cosa lo avesse convinto a tornare a scrivere Dylan Dog, Sclavi risponde: Sono state le amabili insistenze dell’amico Roberto Recchioni, e il fatto che qualche piccola idea l’avevo (niente di straordinario o di particolarmente nuovo, per carità, ma c’erano). È successo in gennaio-febbraio. Ho scritto due storie. Poi ne ho cominciata una terza ma mi sono bloccato un’altra volta, dopo poche tavole, e non ci ho più lavorato, ho ripreso a fare il pensionato. E comunque a marzo già le due storie mi sembravano bruttissime, le avrei buttate nel fuoco, al pari di tutto quello che ho scritto, a fumetti e non. Ma non si poteva, erano già partite. Sclavi afferma che è stato il suo amico Recchioni a convincerlo a tornare a scrivere Dylan Dog. Poi precisa che nella redazione della terza storia si è già fermato di nuovo. Ne deduciamo, quindi, che la nuova serie di T. Sclavi su Dylan Dog non si vedrà mai. In una intervista a Bad Comics del 6 ottobre 2016, alla domanda come avesse convinto T. Sclavi a tornare a scrivere, Recchioni risponde: No. È stato lui a dirmi che aveva un’idea. Io mi sono limitato a studiarne la produzione e dare il mio apporto sotto un aspetto che mi viene sempre bene, quello dell’aspetto e il feeling che questa serie avrà. Recchioni nega di avere convinto Sclavi, mentre Sclavi afferma che è stato Recchioni a convincerlo! Il contrasto di opinioni è evidente. Sclavi afferma una situazione. Recchioni ne afferma una totalmente differente e in contrasto con quella fornita da Sclavi.
 


Perché questa diversità di affermazioni sullo stesso fatto, cioè il ritorno di Sclavi alla scrittura di Dylan Dog? Chi afferma la verità? Non è possibile credere ad entrambi. Sclavi dice che è stato Recchioni a convincerlo, perché forse parlando tra di loro, Sclavi gli avrà confidato di avere un paio di idee e Recchioni, che stava gestendo un rilancio caratterizzato da forti critiche e vendite in calo, avrà colto la palla al balzo e cercato di convincere Sclavi a tornare così da generare un aumento delle vendite determinato dalla firma di Sclavi sulle storie. Ma Recchioni non aveva forse decretato, in una lettura meta-fumettistica, la fine del vecchio Dylan Dog nel numero 346 scritto dalla sua alleata Paola Barbato? Non ha sempre sostenuto Recchioni che Dylan Dog si doveva rinnovare? E allora perché convincere Sclavi, che lo ha creato 30 anni prima a tornare? Sarebbe come se per rilanciare l'Uomo Ragno dopo la gestione di Slott, la Marvel cercasse di convincere Stan Lee (che lo ha creato secondo la versione ufficiale nel 1962) a tornare a scrivere le sue storie. Se vuoi rinnovare un personaggio parti da idee di autori moderni. Di primo acchito saremmo portati a credere a Sclavi. Tuttavia, qualche giorno fa Sclavi ha dichiarato che la decisione di Recchioni sulla copertina bianca del numero 362 gli era parsa azzardata. Mentre nella citata intervista dello Spazio Bianco dichiara: In lui come personaggio (stavo per dire persona) forse no, ma in realtà la serie sta già cambiando! E questo grazie alla gestione di Roberto, con cui sono pienamente d’accordo e che ringrazio anche pubblicamente ogni volta che ne ho l’occasione. Insomma, l'unica cosa sicura è che Sclavi e Recchioni sono coinvolti nel rilancio di Dylan Dog. Il rilancio non è andato bene. Le vendite sono in calo. Sclavi dice che è contento dell'operato di Recchioni, ma Dylan Dog perde 10.000 lettori ogni anno. Tre anni fa si diceva che Sclavi era arrabbiato con Gualdoni perché le vendite della collana stavano calando (e quindi anche le sue royalties pagate dalla Bonelli). Ora è davvero contento dell'operato di Recchioni o queste affermazioni sono di circostanza visto che, a differenza di quello che avveniva sotto la gestione di Gualdoni, questa volta lui, cioè Sclavi, opera in stretto accordo con Recchioni sulle scelte della collana? Quindi, come dice Sclavi, è Recchioni che è responsabile di tutto? Al Plano.

6 commenti:

  1. Più semplicemente stanno cercando di attribuirsi a vicenda la colpa del tracollo della serie. Tra i due apprezzo di più la sincerità di Sclavi che almeno ammette che quel che ha scritto fa schifo (quindi posso evitare di comprare il prossimo albo con la copertina che non c'è, visto che non c'è nemmeno la storia).

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  2. Sclavi è sempre stato molto critico sul suo lavoro. Ai lettori quelle parole non avranno fatto piacere. "Ma come, dovrei comprare un albo scritto da Sclavi, il cui testo lo stesso Sclavi avrebbe bruciato?". Ma anche Sclavi si contraddice. In una intervista ha dichiarato che la decisione di Recchioni della White Cover lo ha lasciato perplesso. In un'altra ha dichiarato che è contento del lavoro di Recchioni! Capirci qualcosa è difficile. Per ora sappiamo solo che la prossima storia di Sclavi l'autore l'avrebbe bruciata. Insomma, leggeremo un suo scarto.

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  3. Ho smesso di comprare Dylan Dog da mesi e non ho ripreso neanche per Mater Dolorosa. Ho visto alcune tavole in rete e i tanto decantati disegni di Cavenago personalmente non mi entusiasmano. Non ritengo che il suo tratto sia adatto a DD. Ma è un'opinione personale, non dico che non sia bravo.

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  4. I disegni di Cavenago non ci hanno convinto. Imprecisi, a tratti ricordavano lo stile di Mari (che non ci piace). Sono stati molto abili ad usare colori sgargianti per nascondere le défaillance grafiche.

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  5. Udite udite! Su ComicUs sono comparse le prime aspre critiche a Mater Dolorosa! E subito si sono scatenati gli "amici" del curatore. Anche Alessandro Di Nocera, che ha bacchettato duramente i critici, dicendo in sostanza che non hanno capito niente della storia. Mi sorge un pensiero... forse malizioso... non è che Di Nocera abbia l'ambizione di lavorare per la Bonelli? :-)

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  6. Il forum di Comicus è gestito da persone che lavorano per le case editrici e dal momento che in Italia non esiste concorrenza nel mondo del fumetto, è facile arrivare a certe conclusioni. Sulle ambizioni personali di Alessandro Di Nocera non sappiamo dirti. Devi chiedere a lui. Di Nocera collaborava con Marco Marcello Lupoi nel 1990-92 a Star Magazine della Star Comics. Poi ha collaborato con la Mondadori per le edizioni di Batman in volume e ha collaborato con tanti altri editori.

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