sabato 29 ottobre 2016

RECCHIONI: NON DEVI BADARE ALLE COSE CHE DICE TIZIANO ALLE INTERVISTE QUANDO SI TRATTA DI SCRIVERE!!

Tiziano Sclavi è il creatore di Dylan Dog, ma se, come suggerisce il curatore della serie Roberto Recchioni nello screenshot, non dobbiamo prestare attenzione a quello che dichiara nelle interviste, qualche domanda cominciamo a farcela. Di primo acchito, dovremmo concludere che l'unica fonte attendibile di quello che avviene intorno al mondo di Dylan Dog sia Roberto Recchioni, che ha assunto la gestione della collana nell'autunno del 2013 e che, quindi, ciò che dichiara Sclavi potrebbe non essere vero o difforme da quello che avviene nella realtà. Ma perché Sclavi dovrebbe dichiarare cose non vere? Se poi avesse problemi di qualche tipo non gli sarebbe possibile rilasciare interviste. Se però partiamo dal presupposto che Sclavi dice il vero, dovremmo dubitare della versione dei fatti fornita da Recchioni? Quest'ultimo ha infatti dichiarato all'utente che aveva posto la domanda: non devi badare alle cose che dice Tiziano alle interviste quando si tratta di scrivere. Idea sua e sceneggiature sue, almeno per i primi albi. Recchioni vuole intendere che quello che dice Sclavi a proposito di quando scrive non corrisponde al vero? Se fosse così, quale sarebbe lo scopo? Sclavi scherza? Dice che non scrive più perché gli procura sofferenza, ma poi scrive ugualmente?
 

In questo pezzo abbiamo messo in confronto le dichiarazioni dei due ed è emerso il seguente quadro della situazione: Recchioni sostiene che tutto viene fatto con l'approvazione di Sclavi, che Sclavi legge e approva tutto, che Sclavi ha ripreso a scrivere testi, che lui si è proposto di nuovo come scrittore. Sclavi invece sostiene: che non ha più la gestione di Dylan Dog da anni (anche se compare come supervisione forse solo per ragioni di immagine), che è Roberto Recchioni che decide tutto, che non legge nemmeno tutti i numeri che escono (confermando che il suo ruolo di supervisore sia onorifico), che è stato sempre Recchioni a convincerlo a tornare a scrivere, che l'idea della copertina bianca e della seconda e terza di copertina senza articoli editoriali sia di Recchioni. Il contrasto più vivo si registra in merito alla nuova serie di Dylan Dog che Sclavi, secondo quanto riferisce Recchioni, starebbe scrivendo. T. Sclavi, invece, ha dichiarato in una intervista che ha scritto due storie (quella di questo mese e una successiva) e 30 pagine di una terza storia per poi fermarsi nuovamente. Non accenna al fatto di stare lavorando ad una nuova serie di Dylan, come invece le parole di Recchioni farebbero pensare. Oggi, Recchioni ha svelato il titolo di questa nuova serie!
 

Il titolo è Dylan Dog: i Racconti di Domani. Il disegno di questa immagine, tutta in nero, è del suo amico Nicola Mari. L'effetto è quello di un gessetto su fondale nero, ma anche quello di una radiografia. Di questa serie si era già parlato in questo nostro pezzo. Data di uscita prevista: 2018. Oggi Recchioni ha ammesso che potrebbero riuscire ad uscire entro Lucca Comics 2017, cioè tra un anno. Ci saranno diversi disegnatori all'opera, i testi saranno di Sclavi, almeno per i primi numeri. Il formato non sarà quello classico Bonelli. Forse si pensa ad una serie di volumi da libreria, ma con una versione per le fumetterie. Recchioni rivela anche che Mauro Marcheselli ha scritto un soggetto di una delle storie. Nulla di cui stupirsi visto il rapporto stretto tra lui, Recchioni e Sclavi. La domanda che ci poniamo è questa: quante storie sono e saranno scritte da Sclavi? Recchioni dice che alcune le avrebbe già scritte, ma Sclavi non ne ha mai fatto menzione. Ed infatti, potrebbe spiegare l'omissione nelle sue interviste. Il problema è che quello che dichiara Sclavi viene smentito da Recchioni e questo lascia pensare che non ci sia un grande coordinamento tra i due. Ma se Recchioni dice che non dobbiamo badare a ciò che dice Sclavi sullo scrivere, ok. Edmund Freisler.

14 commenti:

  1. I primi numeri di Dylan Dog erano ottimi, forse fino al 100 diciamo, ma sempre, soprattutto in quelli scritti da Sclavi, e come spesso in tutti gli albi Bonelli del passato, tanti spunti sono stati presi da cinema e letteratura. Citazioni. Ma il confine tra citazione e scopiazzature non è mai ben chiaro.

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    1. Da quei numeri sono passati oltre 20 anni ed anche il numero 100 destò molte critiche. I lettori si aspettavano molto di più dall'ultima storia (ipotetica) di Dylan Dog. Nell'ultima pagina lo strillone diceva: "Avete fatto 100 e ora fatevi anche il 101". In quel periodo Dylan Dog vendeva 500.000 copie. Oggi, secondo l'ultimo dato rilevato, vende sulle 90.000 copie. Alla Bonelli stanno cercando di rialzarlo o quanto meno ritardarne la chiusura, ma sta di fatto che se i massicci investimenti compiuti in questi ultimi tre anni non fruttassero, tra due anni il mondo dylaniato del fumetto sarà molto diverso da quello attuale. Per non parlare delle altre serie Bonelli che rispetto a circa 6-7 anni fa vendono meno della metà. E' la crisi economica, piaccia o meno. Oggi un fumetto Bonelli costa 3,20 euro cioè il doppio delle circa 7.000 lire di dieci-dodici anni fa. Se oggi esistesse ancora la lira, per un puro fatto psicologico, quante persone comprerebbero un fumetto che costerebbe 7000-7500 lire? Noi ipotizziamo meno della metà di quelle attuali.

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  2. Ho avuto l'impressione che la storia scritta da Sclavi per il trentennale, "Dopo un lungo silenzio", sia una specie di testamento autobiografico col quale l'autore prende definitivamente congedo dal suo personaggio. Pur non essendo ai livelli del DYD dei primi numeri, si percepisce comunque una vena di autenticità che manca completamente alle storie di Recchioni, troppo costruite, retoriche e deformate da intenti metatestuali. Questa iniziativa della nuova serie scritta da Sclavi e la confusione generata da quello che lui dichiara alle interviste e ciò che Mr. Rekkio scrive su FB aiuta a comprendere come si tratti appunto dell'ennesima trovata commerciale pensata per protrarre l'accanimento terapeutico col quale si tiene in vita artificalmente una serie che doveva essere chiusa molti anni fa.

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    1. Una cosa è parsa evidente in tutto questo: Sclavi è stato "convinto" a scrivere. Lui non vorrebbe più farlo. In passato ha sempre dichiarato che scrivere per lui è sofferenza. Non è obbligato a farlo. Le royalties della Bonelli gli garantiscono un certo agio economico e una tranquillità che pochi possono vantare. La cosa più assurda è vedere Recchioni che smentisce Sclavi!!! E poi ci si domanda: leggi un fumetto per un momento di evasione da una dura realtà e cosa ti capita tra le mani? Una storia di un vecchio alcolizzato? Mah! Alla Bonelli sanno come comunicare emozioni ai nuovi lettori?

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  3. Della storia ho apprezzato proprio il fatto che Sclavi ha affrontato un argomento che conosce in prima persona e che in quel momento sentiva di dover esprimere in quella forma. Ho trovato molto inquietanti le tavole senza testo e l'uso delle foto d'epoca dei falsi fantasmi. Non è certo un capolavoro e a tratti la vicenda sembra non voler andare a parare da nessuna parte, ma da un fumetto HORROR non mi aspetto certo "storie solari", "ottimistiche" o con "tutti gli attributi al posto giusto". Forse tornerei a comprare DYD se le storie riuscissero a trasmettere sempre questo senso di verità dell'orrore quotidiano. Chi vuole storie "emozionanti" o "virili" si legga Diabolik o Tex(che peraltro odio).

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    1. Tra qualche giorno leggerai la nostra mega-recensione della storia del ritorno di Sclavi. Ci è parso di capire che in questa storia Dylan Dog, già schiantato in Mater Dolorosa, sarà ancora di più indebolito da una situazione che non riuscirà a gestire.

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  4. Davvero un'ottima storia quella di Sclavi a mio parere. Per certi versi sembra davvero l ultima storia di dylan. Dylan che cede alla sua peggiore debolezza,dylan che trova una donna (che appare molto sullo sfondo ma presente) da amare (alla faccia di qualche altro sceneggiatiore che diceva il contrario), dylan che da sobrio non vede nessun fantasma, ma li vede solo da ubriaco e per finire un incontro con la chiesa. Il prete che parla con dio e puo farlo perche ha fede a differenza di chi non ce l ha. Il tema dell alcolismo trattato da chi e' stati alcolista viene affrontato con serieta' e senza "bonta'". Per me dylan puo finire qui, con un applauso. Terribile invece la mancanza di redazionali interni , quasi a non volersi nemmeno sprecare per una storia di sclavi dopo decenni, ma comunque una scelta di pessimo gusto. Anche perche il lettore che non segue le baggianate su facebook si trova davanti a una scelta senza senso alcuno. Ma basta vedere la pagina facebook di dylan dog di questi giorni in cui si parla solo di lucca e di copertine di Cavenagi. Non un "lancio" decente per una storia stupenda di Sclavi da trovare in edicola.

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    1. Anche la Marvel ha trattato più volte il tema dell'alcolismo nelle sue storie. Il caso più famoso è quello di Tony Stark. Sorge la domanda: un neo-lettore avrà voglia di acquistare il numero successivo dopo questa storia? Noi pensiamo di no. Inoltre, gli editori dovrebbero mettere un freno agli autori che usano le storie a fumetti per sfogare le loro frustrazioni ed estrinsecare i conseguenti problemi che queste determinano.

      L'idea della copertina bianca e dei redazionali assenti è di Recchioni. La Bonelli e Sclavi hanno detto si. Ovviamente, dal nostro punto di vista e crediamo anche di tanti altri fan che la pensano allo stesso modo, si tratta di una SCELTA PRIVA DI SENSO LOGICO, come gran parte di questo rilancio in cui è emerso il personalismo di Recchioni, ma la qualità delle storie è precipitata.

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    2. Concordo con Ivothor. Quest'albo avrebbe meritato di essere il numero 100. Sclavi stesso ha ammesso che rivelare il passato e l'identità dei genitori di DYD ha rovinato completamente l'aura di mistero della serie e il fascino del personaggio.

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    3. Sul numero 100 all'epoca ci furono molte proteste. Internet non era ancora sviluppato nel 1994, ma il peso delle critiche fu molto maggiore di quelle che, solitamente, si abbattono sul capo di Recchioni.

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  5. Un consiglio spassionato: cercate di essere più sintetici nelle vostre recensioni perchè è estremamente faticoso leggere periodi in cui ripetete di continuo gli stessi concetti e le stesse frasi come fate in quasi tutti i post.

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    1. Grazie del consiglio, ma preferiamo chiarire OGNI ASPETTO DELLA STORIA. La lettura non è mai faticosa per chi ama leggere e approfondire. Una recensione è tanto più ricca quanto più sono approfonditi gli articoli che le ospitano. Sei vuoi leggere articoli sintetici scritti da persone con poca cultura e per esclusivo fine promozionale di autori ed editori, la rete abbonda di siti gestiti da ragazzini, amatori cinquantenni ansiosi di compiacere i loro miti e persone che sono convinte che, a furia di scrivere lodi sperticate (e assurde) delle opere finiranno per essere messe sotto contratto dalle case editrici.

      Nelle nostre recensioni non ripetiamo gli stessi concetti. Confondi la ripetizione dei concetti con la loro specificazione ed approfondimento.

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  6. Anche in questa risposta non avete seguito il mio consiglio. In ogni caso, usate almeno più ritorni a capo perchè i lettori alla lunga rischiano di perdere qualche diottria.

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    1. Non è obbligatorio seguire i consigli, ma è quanto meno saggio prenderli in considerazione. In questo caso, come avrai notato, abbiamo (su disposizione del Gran Quartier Generale) diminuito il numero di righe per alcuni articoli contenenti notizie fino ad un massimo di 15-18 righe, contro le 36-39 dei paragrafi delle recensioni.

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