sabato 8 ottobre 2016

SUPERMAN: UN EROE DI DESTRA! LA RAGIONE DELLO SCONCERTANTE TRATTAMENTO DA PARTE DELLA RIZZOLI!!!

La chiacchierata con Alessandro Bottero, che vi stiamo presentando a puntate nella nostra rubrica delle mega-interviste, sta facendo emergere taluni elementi sui quali pare opportuno spendere qualche parola in più. Nella seconda puntata che vi abbiamo proposto nel pezzo di ieri, A. Bottero ha precisato un fatto che aveva già accennato nella prima puntata. Ossia il motivo per il quale nei primi anni novanta, quando i diritti di Superman e Batman appartenevano alla Glenat Italia, le relative pubblicazioni venivano presentate con una forma non equiparabile a quella di altri editori, come Comic Art e Star Comics, sotto il profilo della qualità. Perché in quel periodo le edizioni italiane di Batman e Superman venivano trattate così male, quasi che si disprezzasse quello che veniva pubblicato? La ragione era di natura politica. Dopo il fallimento della Edizioni Cenisio nel 1984, i diritti di Batman e Superman, insieme a quelli di altri personaggi DC Comics, passarono alla Rizzoli. La DC si convinse, alla luce dei flop delle gestioni Cenisio e Labor Comics a cavallo tra il 1983 e il 1986, che la famosa casa editrice italiana fosse la scelta migliore. Alla DC Comics non sapevano però che in forza alla Rizzoli vi fossero redattori e dirigenti politicamente schierati a sinistra, adoratori del socialismo, che consideravano Batman e Superman come personaggi fascisti! Oggi la cosa può far ridere, ma allora la questione era tremendamente seria. Batman e Superman non comparivano più in edicola dal dicembre 1984. Nel gennaio 1988 Batman fa capolino come inserto nella rivista di Corto Maltese della Mondadori. Ora già il fatto che Batman, che politicamente è un personaggio di destra, apparisse su una rivista di sinistra dovrebbe far riflettere sulla leggerezza con cui gli americani trattavano e trattano ancora oggi le edizioni straniere dei loro personaggi. Batman fece il suo esordio su Corto Maltese del gennaio 1988 con la mitica saga Il Ritorno del Cavaliere Oscuro di Frank Miller. Corto Maltese era una rivista politicamente orientata, critica verso il mondo del capitalismo e della destra e nella visione distorta dei comunisti, demonizzava tutto ciò che era in contrasto con il socialismo. I comunisti, un po' per cattiveria e un po' per ignoranza, considerano fascista tutto ciò che non conforme alla loro allucinata visione della realtà. La presenza di Batman in quella rivista faceva a pugni con la sua storia e soprattutto con l'allestimento della rivista. Sarebbe come se oggi apparisse una storia dell'Uomo Ragno scritta da Dan Slott su Famiglia Cristiana! Corto Maltese era stata fondata nell'ottobre 1983 come rivista di sinistra con cui l'allora organizzazione politico-imprenditoriale che ruotava intorno al Partito Comunista Italiano, da cui oggi è derivato il Partito Democratico filo-bancario di Matteo Renzi. Il motivo per cui un fumetto di supereroi era finito in una rivista contenitore di sinistra, quasi accreditando l'idea ai lettori più ignoranti che Batman fosse comunista, dipendeva dal fatto che Corto Maltese vendeva poco e poiché in quel momento di Batman: Il ritorno del Cavaliere Oscuro, come saga che aveva ridefinito il personaggio creato da Bob Kane più di 50 anni prima, parlavano tutti (giornali, tv, ecc.) i redattori controvoglia lo avevano inserito. Come se oggi per tirare su le vendite di Dylan Dog ci inserisco un fumetto di Selen.
 

Corto Maltese era un costrutto privo di sostanza logica e durò poco come le altre opere create dalla sinistra. La rivista chiuse nel 1993, portando a conclusione un decennio nero per la DC Comics in Italia. Superman e Batman uscirono distrutti dalla gestione Rizzoli e mentre dall'altro lato la Star Comics di Marco Marcello Lupoi cominciò a costruire un piccolo zoccolo duro di fan (non grande quanto quello della Ed. Corno ma grande abbastanza da aprire diverse serie dedicate ai personaggi della Marvel Comics), l'universo DC perse il treno restando ai margini del mondo editoriale. Il Ritorno del Cavaliere Oscuro, che era formato da 4 numeri, venne serializzato nell'arco di 18 mesi e ospitato sui numeri 52, 58, 65 e 69 di Corto Maltese dal gennaio 1988 al giugno 1989! A tradurre i testi fu Enzo Baldoni, un giornalista che molti anni più tardi, nel 2004, morirà in Iraq per mano di terroristi musulmani che lo avevano rapito. Superman non era stato trattato molto meglio. La miniserie Man of Steel di John Byrne e la serie regolare venne pubblicata a saltelli senza alcuna coerenza. In quegli anni comparirà sulle pagine della rivista anche Watchmen, che sarà presentato in mini-inserti di 8 pagine l'uno, mentre V for Vendetta venne trattato meglio nei sei inserti in cui risultò suddiviso. Altre saghe fondamentali pubblicate in quegli anni in modo assurdo furono Batman: Year Two, Black Orchid, The Killing Joke e Batman contro Predator. Nel settembre 1992 parte la serie quindicinale di Batman della Glenat Italia per 53 numeri fino al marzo 1995. Con il sottotitolo di Nuove e Vecchie Storie venivano pubblicate avventure moderne del Cavaliere Oscuro insieme alle prime storie apparse dal 1939 in poi. Un errore madornale da parte dei redattori, che ancora oggi non trova spiegazione se non nella misura in cui di Batman alla Glenat Italia, che era una società collegata con la Rizzoli, non importava niente. Le ragioni di questo trattamento non consono alla grandezza dei due big della DC, specie se raffrontato alla cura degli eroi della Marvel della Star Comics e della Play Press aveva una ragione precisa. Come sopra accennato, i vertici della redazione comics di Rizzoli-Glenat consideravano Batman e Superman personaggi fascisti! Questa era l'opinione che allora circolava e che nella nostra mega-intervista Alessandro Bottero ha confermato. Fulvia Serra, già direttrice di Linus, altra testata storica della sinistra, era la direttrice di Corto Maltese e non amava molto Superman, che riteneva fascista. Dice Bottero: Fulvia Serra non amava i due personaggi. Li riteneva fascisti e vecchi. Ma aveva sentito dire che c’erano dei nuovi fumetti, usciti per la DC dopo il 1986 molto forti e trasgressivi per l’epoca. La Serra convinse la Rizzoli a comprare i diritti di Il Ritorno del Cavaliere Oscuro, Watchmen, V for Vendetta, per poterli usare su Corto Maltese. A quel punto la DC Comics riuscì a convincerla che Superman e Batman erano cambiati dopo il 1986, per cui la Rizzoli si ritrovò in casa i due personaggi senza avere la vera intenzione di usarli come meritavano e senza sapere come usarli. Batman infatti ebbe di lì a poco la sua serie personale con la Glenat Italia al vertice della quale c'era la Serra. Superman no. Superman era fascista e non meritava di essere pubblicato! Poi finalmente arrivò la Play Press!
 
La casa editrice romana di Mario Ferri aveva iniziato a presentare alcune serie della DC Comics già dal 1990. Inoltre, la Play Press ha il merito di avere creato il primo bonellide della storia, quel Ronny Balboa di Sauro Pennacchioli, che ottenne un grande successo. Alessandro Bottero arrivò alla Play Press nel 1992. Non faceva parte del comicdom italiano inteso come quella ristretta consorteria che ruotava intorno al mondo delle fanzine e che gli editori finirono per prendere molto sul serio. Dopo il fallimento della Corno nel 1984 infatti il movimento rinacque per merito di alcuni giovani appassionati raccolti intorno all'università di Bologna. Alcuni di essi scrivevano per la fanzine Fumo di China e nel tempo libero lavoravano come esperti di fumetti nella libreria di Alessandro Distribuzioni. Ma questa è un'altra storia che racconteremo in un'altra occasione. Bottero racconta: La Play Press continuò a insistere per Superman e alla fine nell’estate del 1993 la DC decise che i diritti di Superman, che in America dopo la storia della sua Morte e ritorno era tornato un personaggio di primo piano, non potevano più rimanere in mani che non lo volevano. E così Ferri mi disse che la DC aveva acconsentito. Superman era della Play. E poi ancora: Arrivati alla primavera del 1994 l’assalto alla cittadella Batman aveva finalmente dato i suoi frutti. La  Fulvia Serra aveva ceduto e la Rizzoli aveva rinunciato ai diritti del personaggio. Non prima di uno sgarbo ala Play che si sapeva l’avrebbe ereditato. Superman esordì sotto la bandiera della Play nel novembre 1993, mentre Batman nell'aprile 1995, subito dopo la fine della serie della Glenat Italia. La Rizzoli, che aveva detenuto i diritti dei due personaggi per quasi un decennio aveva ceduto e con il consenso della DC Comics, le storie dei due big furono affidate alla Play Press. Ad occuparsi della direzione delle due riviste era proprio Alessandro Bottero. Quest'ultimo lasciò la Play Press nel 1998. L'editore romano continuò a proporre in varie formule i due personaggi fino al 2006, quando i diritti passarono alla Planeta DeAgostini fino al 2011. Dal 2012 i diritti DC sono stati concessi alla Rw Edizioni di Pasquale Saviano, proprietario di Alastor/Pegasus ed ex-distributore nelle fumetterie della stessa Planeta. Sulla serie Batman della Glenat aveva esordino Andrea Voglino, che curava la pagina della posta sotto lo pseudonimo di Joker. In una intervista concessa allo Spazio Bianco, Fulvia Serra ha dichiarato in merito al suo periodo alla Glenat Italia: allevai anche un giovane (Andrea Voglino) che ora mi ritrovo nel mio nuovo mondo (la produzione di cartoni animati per cinema e televisione), un po' meno giovane, ma sempre attivo e con la stessa voce di allora. La Serra parla di avere allevato Voglino, che dal punto di vista professionale significa che gli ha insegnato il necessario per lavorare in una redazione di fumetti. Alessandro Bottero ha condiviso il link della seconda puntata della nostra mega-intervista sul suo profilo Facebook. L'occasione è stata propizia per precisare nei commenti alcune affermazioni fatte nel nostro pezzo. Scrive Voglino: In ogni caso, dear Bot, su Fulvia hai informazioni non sempre perfettamente a fuoco... se occorre chiamami che ti spiego. La risposta di Bottero arriva subito: io mi baso su cosa ricordo di quel che mi si diceva all'epoca.
 
Però è un dato di fatto che: A) glenat rizzoli NON fece mai un mensile di Superman. B) che Superman e Batman erano considerati personaggi fascisti dal gruppo della Serra. C) che il Batman presentato e voluto per Corto Maltese era appunto Il Ritorno del Cavaliere Oscuro dove c'è un Batman anti establishment che sconfigge Superman asservito al potere D) che l'ultima pagina di Man of Steel non fu pubblicata nell'inserto a Corto Maltese E) che le storie di Superman pubblicate negli inserti non seguivano una linea cronologica coerente. Ed è vero che negli ultimi due numeri di Batman Glenat furono pubblicati i primi episodi di Knightfall, pur sapendo che aveva perso le licenze e te non pubblichi quattro episodi di una saga in 18 episodi se sai che dopo due mesi perdi i diritti. Il punto focale del ragionamento di Bottero è che Batman ricevette più attenzione per le storie in cui il personaggio DC era rappresentato più di sinistra che di destra, mentre Superman che la Serra e il suo gruppo in redazione consideravano fascista non ricevette alcuno spazio, alcuna collana personale, salvo il poco gradevole trattamento della pubblicazione a saltelli su Corto Maltese. Fu proprio l'atteggiamento della Rizzoli verso Superman che convinse la DC Comics ad accettare la proposta della Play Press. Bottero parla anche di uno sgarbo che la Glenat fece alla Play Press. E' probabile che la Serra fosse rimasta scottata che il suo editore aveva perso i diritti di Batman a favore della Play Press. Così furono pubblicati i primi episodi dell'evento Knightfall. Se sai di avere perso i diritti, che senso ha pubblicare i primi 4 episodi di una saga di 18 se non per bruciare il nuovo editore a cui i diritti erano stati assegnati? Risponde Voglino: E allora ti segnalo che A) del super-mensile c'erano già prove di cover e piano editoriale, sarebbe dovuto partire con "La morte di Superman", ma non se ne fece niente perché B) a non credere nel progetto furono i piani alti della Rizzoli, e non per motivi politici, ma solo perché i numeri dei fumetti in generale per loro erano risibili, il che giustifica anche la chiusura ex abrupto di Batman durante la pubblicazione di Knightfall, C) Fulvia ovviamente apprezzava Miller come pure altre produzioni DC, comprese quelle di cui fu costretta a fare degli inserti per i motivi puramente economici di cui sopra, il suo maggiore o minore gradimento per i personaggi è quanto meno opinabile, anche se certo non apprezzava certe derive, tanto che fu lei a volere fermamente il Batman degli Anni 30 sulla rivista, cosa ferocemente osteggiata dai più. Ci tengo a dirlo proprio per la cronaca, non per una sterile polemica che dopo tutti questi anni trovo tremendamente fuori fuoco. Secondo Voglino, quindi, la Serra non osteggiava Superman e Batman per motivi politici, anche se, come dice lui, lei non apprezzava certe derive. E da profondi conoscitori del mondo supermaniano non riusciamo a capire a quali derive si riferisse. Secondo Voglino erano invece i vertici della Rizzoli a non credere nelle potenzialità di una nuova serie di Superman a causa delle scarse vendite dei fumetti DC di quel periodo. Vogliono sostiene che è stata la Serra a volere le storie di Batman degli anni trenta, quelle in cui il personaggio di Bob Kane appare di destra. Mah! Forse fu fatto per non conoscenza del materiale.
 
Bottero così rimarca: Andrea, che Superman e Batman fossero personaggi ritenuti destrorsi dal gruppo che orbitava attorno a Linus e Corto Maltese non è polemica, ma una cosa che all'epoca era ben nota. Il punto relativo alla mancanza della pagina nell'ultima puntata di The Man of Steel e la poca cura nella pubblicazione degli inserti resta; cosa mi significava pubblicare una puntata de The World of Metropolis e basta, o salti di numeri, senza nessuna nota di spiegazione al lettore? Anche l'inserimento del Batman anni 30 all'interno di un quindicinale che doveva presentare storie recenti fu una cosa francamente incomprensibile. Scelta legittima, ci mancherebbe, da parte di chi dirige una testata, ma che rivela, secondo me, una non comprensione di come era il mondo del fumetto di super eroi nelle edicole. Pensare di arrivare e ignorare sei anni di vita editoriale di super eroi portata avanti da Star, Play Press, e altri, mettendo nello stesso albo storie anni 80 e storie anni 30 non aveva, secondo me, alcuna giustificazione. Riguardo la chiusura di Batman Glenat dobbiamo chiarire un punto. Fu PRIMA la Glenat che decise di chiudere e POI la DC offrì il personaggio alla Play, o fu la DC a dire alla Play "dal mese X potete fare Batman" e POI la Glenat chiuse? Io da quel che so fu la seconda ipotesi. Per presentare Knightfall intera avresti dovuto pubblicare altri 10 numeri minimo, ossia altri cinque mesi, Il primo albo di Batman Play uscì a Aprile 1995 e il quindicinale a giugno. lo lavorammo a fine febbraio 1995 e la notizia dell'acquisizione diritti ci fu nel febbraio 1995. Tu mi dici che nel febbraio 19945la Glenat era ancora convinta di avere i diritti di Batman, fece uscire i primi capitoli di Knightfall, la Rizzoli decise quindi di chiudere tutto all'improvviso e il giorno dopo la DC disse alla Play che potevamo farlo? Quando uscirono gli ultimi numeri di Batman Glenat io stavo già lavorando sul Batman Play Press. Quello che conta rilevare in questa sede è che allora come ora la DC Comics, al di là degli errori commessi dagli editori italiani, restava ai margini dell'attenzione generale. Aveva pochi fan ed oggi ne ha ancora meno. Quello che ci stupisce è perché Pasquale Saviano non contatti Bottero e gli affidi la redazione della Rw, che con la sezione Lion sta presentando le serie DC in Italia tra molti problemi, che si stanno ripercuotendo sulla uscita regolare degli albi italiani. Bottero ha poi collaborato con la Planeta DeAgostini come traduttore dal 2006 in poi. Gli errori commessi dalla Rizzoli-Glenat furono enormi. Dalla gestione delle collane DC si può affermare oggi che Serra e soci non avessero alcuna considerazione del modo in cui Star Comics, Play Press e Comic Art proponevano i fumetti americani. Quello che sconcerta di più era però la considerazione di natura politica. Superman non meritava pubblicazione perché ritenuto fascista come afferma Bottero? All'epoca era la considerazione che facevano tutti gli appassionati. Perché la Rizzoli non cedette subito i diritti di personaggi che dimostrava di non amare? Che senso aveva tenerli e gestirli in modo così assurdo? Siamo certi che Alessandro Bottero chiarirà ancora di più questi concetti nella terza puntata della intervista memoriale che pubblicheremo non appena avremo a disposizione il testo. Kristoffer Barmen.

2 commenti:

  1. Francamente non mi sono mai rapportato ai fumetti in termini di opposizioni manichee tra destra-sinistra, bene-male, giusto-sbagliato. Credo sia un attitudine che tende a distorcere e ad alterare la fruizione di un'opera che dev'essere innanzitutto d'intrattenimento e di svago. Se avessi ragionato in questi termini quand'ero adolescente forse non sarei riuscito a leggere o ad apprezzare nulla (pur ammettendo che ciò che viene qui asserito possa avere un fondamento di verità). Tempo fa per esempio ho letto che Disney simpatizzava per Mussolini e i suoi personaggi venivano ritenuti in linea col pensiero fascista, fatto che mi ha alquanto turbato dato il mio odio verso ogni tipo di ideologia totalitaria, compreso il comunismo russo (d'altra parte anche Tolkien viene idolatrato dalarga parte dell'estrema destra, pur non avendo personalmente mai trovato nulla nella sua opera che possa avere qualche attinenza con le posizioni deliranti di quest'ultima).
    Questo voler incasellare a tutti i costi persone, riviste, personaggi,storie per esprimere giudizi di valore e fare dietrologia non dovrebbe appartenere, a mio modo di vedere, alla critica del mondo del fumetto (e dell'arte in generale).

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  2. Che a quei tempi Superman venisse ostacolato perché ritenuto fascista corrisponde ad un fatto notorio. Il problema era perché la DC Comics si fosse rivolta alla Mondadori visto che nelle redazioni di fumetti c'erano persone schierate ideologicamente a sinistra. E ancora di più: perché la Rizzoli ha comprato un personaggio non gradito a livello politico? Misteri dell'editoria italiana. Forse non tutti allora ne capivano di fumetti. E nella visione ristretta di certe persone, Superman veniva descritto come fascista quando non lo era. Stesso discorso per Batman.

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