mercoledì 2 novembre 2016

COMIX ARCHIVE: IL NOSTRO POTENTISSIMO E VENERABILE AL PLANO RISPONDE AI QUESITI DI GIORNALE POP!!!

Un bel giorno Giornale Pop avanza la richiesta di una intervista esclusiva ai responsabili del nostro sito. Nella impossibilità di organizzare, a breve termine, una finestra di dialogo con i vertici che si trovano in Norvegia, il nostro venerabile e potentissimo Al Plano, che si occupa di gestire le cose tra l'Italia e la Svizzera, ha acconsentito a rispondere alle domande di A. Felix per conto di Giornale Pop come forma di restituzione della intervista che Sauro Pennacchioli, gran capo di Giornale Pop, ha concesso al nostro sito qualche mese fa. Quindi, vi auguriamo buona lettura. L'intervista su Giornale Pop la trovate QUI.
 
A. Felix: Parlo con Comix Archive?
 
Al Plano: Il mio nome è Al Plano, forse hai letto alcuni pezzi che ho scritto sul nostro sito straordinario.
 
A. Felix: Chi sei veramente?
 
Al Plano: Un esperto di fumetti, ma non sono un lettore, se con questo termine vuoi intendere chi legge fumetti per spasso. Non sono uno scrittore e nemmeno un disegnatore. E non ho rapporti di collaborazione con gli editori o altri autori e disegnatori. Così chiariamo subito il punto.
 
A. Felix: Dicono che sei fascista, è vero?
 
Al Plano: No, sono un democratico che ha molto a cuore gli interessi degli altri. Sono convinto che la libertà costituisca un valore da difendere. Il fascismo ha espresso un concetto in antitesi con la libertà e non posso essere qualcosa che non solo disapprovo, ma che considero un grande errore della storia di questo Paese. Sono di destra e la destra non ha nulla a che vedere con il fascismo. Il fascismo è una degenerazione del comunismo. Mussolini era stato socialista.
 
A. Felix: Vuoi davvero il fallimento della Bonelli?
 
Al Plano: La Bonelli pubblica Tex Willer e, secondo te, io vorrei il fallimento della casa editrice che pubblica uno dei miei personaggi preferiti? La Bonelli è una grande casa editrice. È la storia del fumetto in Italia. Ha pubblicato serie bellissime. Sono un grande appassionato del Comandante Mark, un eroe puro, come pochi siano mai stati concepiti. Noi nostri articoli critichiamo certe scelte di contenuti e autori, ma tutto finisce lì. Io personalmente, per il poco che riesco a incidere, mi soffermo sui contenuti politici. Ci sono autori che, più degli altri, mettono elementi politici nelle storie e siccome sono un studioso delle ideologie, non ho difficoltà a evidenziarle.
 
 
A. Felix: Perché Comix Archive è così odiato?
 
Al Plano: Odiato? E da chi? Non mi risultano manifestazioni di odio. Ricevo messaggi ogni giorno: una piccola parte pensa che sia normale scrivere insulti a un sito, per il 90% si tratta di attributi di stima e ringraziamento. Ci sono tuttavia editori e autori che odiano Comix Archive. Nel giro di pochi mesi siamo stati bannati da tutte le pagine bonelliane e da alcune gestite da integralisti o da pazzoidi. La cosa non ci tocca perché sono gli altri che vengono sulla nostra pagina per leggerci. La ragione principale per cui alcuni (pochi, per la verità) ci odiano è costituita dal fatto che Comix Archive è l’unico sito che pubblica, in modo sistematico, i dati di vendita dei fumetti. E questo li fa letteralmente impazzire. Poi esistono gli amabili leccaculi, quelli che vorrebbero entrare nel mondo del fumetto e pensano che il migliore modo di farlo sia mettersi a 90 gradi o come nostri persecutori con il rischio di beccarsi una querela per cyberstalking.
 
A. Felix: Dove prendi i dati di vendita?
 
Al Plano: Dalla rete, ovviamente. Lo stesso Roberto Recchioni in più occasioni ha parlato dei dati di vendita di Dylan Dog e di Orfani. Nel 2013 scrisse, sul forum di “Comicus”, che Dylan Dog vendeva 120.000 copie. Nel 2014 in una intervista a “Fumettologica” disse che ne vendeva 114.000. Facile arrivare alla conclusione che Dylan Dog ha perso 6.000 acquirenti tra il 2013 e il 2014. Altri dati li abbiamo presi da “Dagospia”, che citò il dato delle 100.000 copie nel 2015 e soprattutto da Alessandro Bottero, che abbiamo intervistato: lui conosce molti addetti ai lavori, che gli confidano queste notizie con la preghiera che il loro nome non sia divulgato. Da quando pubblicammo lo scorso anno l’articolo con i dati di vendita di “Fumettologica”, a quel sito la Bonelli non ha fatto più pervenire dati.
 
A. Felix: La crisi del mercato è veramente così grave?
 
Al Plano: La crisi non ce la siamo inventata noi. Esiste ed è palpabile. Noi ne abbiamo avuto la prova con il bilancio 2015 della Sergio Bonelli. Rispetto al 2014 l’editore milanese ha stampato e distribuito un milione di copie in meno. Mica bruscolini. Nel 2014 gli utili furono 3,4 milioni di euro, nel 2015 sono stati 1,8 milioni. La Sergio Bonelli risente della crisi economica e del calo dei consumi. I suoi autori sono abituati a ricevere compensi alti, ma per il futuro sarà difficile mantenere certi livelli di retribuzione. Il calo di utili del 2015 è anche la conseguenza del mancato aumento del prezzo di copertina, che dovrebbe salire a 3,50 euro (un fatto che potrebbe avvenire nel corso del 2017). Gli autori non sono esperti di bilanci. Fanno il loro mestiere, che è quello di scrivere.
 
A. Felix: Che ne pensi di Morgan Lost, la recente serie Bonelli?
 
Al Plano: Non la leggo (ma forse Dimitri si). Il genere tratta non mi interessa. Se voglio leggere quel tipo di storie, mi fiondo sulla serie di Batman, un altro dei miei comics preferiti. Morgan Lost ha ottimi disegnatori, benché la scelta della tricromia li penalizza. Era meglio farlo in bianco e nero o tutto a colori. Se vuoi sapere se Morgan Lost si fermerà con il numero 25, ti rispondo che non lo so. In questo momento, so per certo che la realizzazione di nuove storie è ferma perché è stato lo stesso Chiaverotti a dichiararlo sul suo profilo Facebook. Se non scrivi almeno un anno prima, significa che la serie non andrà avanti oltre le storie già realizzate. L’ultimo dato che ho di Morgan Lost (fonte Bottero) è di 23.000 copie, ma si tratta di un dato di 5-6 mesi fa. Per quanto ne so, ora potrebbe vendere molto meno. Morgan sta andando come Adam Wild, una testata che di contenuti politici ne ha tanti, come le altre opere di Manfredi, che mette molta passione in quello che scrive. Molta energia anche se esprime idee che non condivido. Nelle sue storie c’è sempre un gruppo di capitalisti cattivi che sfrutta la povera gente, c’è sempre un rappresentante della legge corrotto. Leggi i numeri 654-655 di Tex e poi leggi i numeri 671-672, e ti rendi conto di avere letto la stessa storia ma con nomi e situazioni diverse. Verso la fine, Adam è crollato a 10-11.000 copie. E se le cose non cambieranno, tra qualche mese puoi avere un Morgan Lost su cifre non dissimili. In casa Bonelli la soglia di sicurezza, almeno così dicono, è di 20.000 copie. Non penso che sia vero. Altrimenti Dampyr (che vende 21.000 copie), Martin Mystère (che oggi forse vende 16-17.000 copie) e Le Storie (16.000 copie) avrebbero chiuso da un pezzo. Sono convinto che in casa Bonelli la soglia generale sia scesa a 14-15.000 copie. Questo significa che, in teoria, Morgan Lost potrebbe andare avanti pure se scendesse sotto quota 20.000, ma forse alla Bonelli non se la sentono di richiare. Se una serie come Adam Wild scritta da Gianfranco Manfredi (autore famoso per Magico Vento) non è andata bene, forse non vogliono rischiare sulla serie di Chiaverotti.
 
A. Felix: Orfani l’hai letto?
 
Al Plano: Orfani è stato un progetto che non è andato come doveva andare. Marcheselli è stato un grande sponsor di questa serie. Lui stravede per Recchioni. Lo adora. Secondo lui è il migliore scrittore di fumetti che esiste in Italia. E penso anche che abbia spinto per averlo come curatore di Dylan Dog. Al di là delle sue idee politiche e dei gusti in fatto di musica, Orfani è una serie che denota tutte le caratteristiche delle opere di Recchioni. Molte citazioni di libri, di film, di cartoni, eccetera. Uno stile di scrittura fluido ed efficace che riflette lo stile degli autori che ha letto. Come disegnatore mostra uno stile vicino agli autori giapponesi, tipo Go Nagai. In molte tavole e disegni che ha postato ho notato rimandi a Devilman e Akira. Secondo me la Bonelli dovrebbe affidargli i disegni di qualche serie regolare. Orfani, come dicevo, non è andato bene. Tre anni fa Marcheselli disse di aspettarsi una media di 50.000 copie, ma dopo qualche numero le vendite crollarono. “Fumettologica” lo diede a 29.000 copie nel 2014, cioè nel momento in cui era uscito il sesto-settimo numero. Oggi, secondo Bottero, è sceso a 19.000 copie e si può considerare un flop. Orfani però non è una serie come le altre. La Bonelli ha compiuto un preciso investimento. Orfani si può considerare una serie privilegiata? Penso di si. Non me lo hai chiesto, ma te lo dico lo stesso. Oggi è arrivato alla terza fase, quella della promozione sugli allegati dei quotidiani. Se andrà bene alla Bonelli riusciranno a rientrare dell’investimento iniziale, se no sono dolori. Recchioni ne uscirà comunque bene. È stato il primo ad avere portato una serie a colori alla Bonelli e come uomo-immagine è riuscito a far parlare della Bonelli anche in ambiti nuovi. Non è però riuscito a rialzare le vendite di Dylan Dog, ma secondo me perché non gli è stata data l’autonomia che avrebbe voluto. Alcune scelte recenti non le ho capite. Hanno dato alla Bao di Foschini il permesso di stampare i volumi di Orfani e quasi nello stesso tempo hanno dato il via alla operazione degli allegati. Credo che questa seconda scelta avrebbe dovuto essere realizzata più avanti. Ma forse hanno necessità di rientrare dagli investimenti in tempi più rapidi e quindi hanno forzato la road map. Il vero Recchioni lo vedremo tra due anni sui testi di Dylan Dog, se nel 2018 sarà ancora alla Bonelli. Sta preparando quelle storie che, nei propositi, dovrebbero portare Dylan Dog a qualcosa di più elevato di ciò che è ora. Dylan però è una serie che è giunta alla sua fase di declino. Nei prossimi anni venderà ancora meno. Come le altre collane, ma nel frattempo anche la Bonelli si sarà trasformata per assumere la dimensione adeguata a quella che sarà la nuova fisionomia del mercato, come vendite e compensi agli autori. La Bonelli si sta modernizzando. Nel giro di un anno ha sostituito tutti i vertici. È arrivato Airoldi dalla Panini e Marcheselli ha lasciato l’azienda. Nei prossimi anni vedremo se questi mutamenti saranno riusciti a portare benefici.
 
A. Felix: Che mi dici delle vendite dei supereroi?
 
Al Plano: Che non mi piace molto dare brutte notizie. Batman gira sulle 2.500 copie circa e Superman sulle 2.000. Tutti gli altri proposti dalla Rw di Saviano sono sotto queste soglie e non poteva essere altrimenti. In Italia la Dc Comics è solo Batman e Superman. Alla Rw hanno sbagliato a non proseguire con i monografici in stile Planeta. Hanno tolto la possibilità ai vari Green Lantern, Flash e Wonder Woman di elevarsi dal livello basso di notorietà che hanno tuttora. Panini ha messo insieme Devil e Hulk per circa 20 anni. Poi li hanno divisi facendo una cazzata. Devil va ancora avanti (secondo me non vende più di 1.000-1.500 copie), mentre Hulk lo hanno rovinato, confinandolo in volumi quadrimestrali da fumetteria. Il massimo delle vendite lo raggiunge l’Uomo Ragno, che forse sfiora le 5.000 copie, ma non ci giurerei. La cosa migliore della Panini restano le serie mutanti, che adoro. Quanto vendono le serie Image/Skybound della Saldapress? Se arrivano a 2.000 copie è un buon risultato. Ma si tratta di una mia ipotesi. Non ho mai pensato di schierare le Arkivarer Divisionen su quel fronte. Vedi, la piccola editoria interessa a una pletora di nerdacci che conoscono a memoria la cronologia italiana di Ant-Man, ma fare affidamento solo su di loro è la via più sicura per fallire. Il punto forte di Ciccarelli è Twd, il cui bonellide viaggia sulle 7.000 copie: non pensare che siano poche, oggi sono tantissime.
 
A. Felix: L’Editoriale Cosmo sta andando bene?
 
Al Plano: Fanno cose buone e meno buone. Quella storia su Padre Pio, rappresentato come uno che traeva in inganno i fedeli, non mi è parso un momento di grande fumetto. La Cosmo sta proponendo tanti fumetti franco-belgi a prezzi concorrenziali. Oggi non è facile andare avanti con 9-10 titoli mensili. Franz Meo sta facendo un buon lavoro, anche se gli consiglio di lasciare perdere le battaglie perse in partenza.
 
A. Felix: La Mondadori Comics si sta ritirando?
 
Al Plano: Le cose non sono andate molto bene. Cattivi risultati e una ristrutturazione interna verso metà del 2015 hanno spezzato le gambe alle nuove serie di Kriminal e Hammer. Oltre ad altri progetti, che non è il caso di menzionare. Gli è andata bene con Ken Parker e a questo punto ci si dovrebbe domandare come sia possibile che la casa editrice di Berlusconi pubblichi fumetti di autori comunisti.
 
A. Felix: Perché Comix Archive parla così spesso di Roberto Recchioni?
 
Al Plano: Parliamo spesso di una persona che ha quasi 25.000 fan su Facebook? Trovami un altro fumettista italiano che ha tanti fan sul suo profilo Facebook, così smettiamo di parlare di Recchioni. Recchioni ha più fan di Tex sui social network. Tutto ciò che dice nelle interviste o scrive sui social fa tonnellate di visualizzazioni. È il fumettista più che c’è in Italia. È il curatore di Dylan Dog. È la mente di Orfani. Collabora con la Star Comics e con la Editoriale Cosmo, sta iniziando a scrivere libri per la Mondadori (ma qui penso che avrà vita molot dura), scrive delle recensioni di film su riviste di appassionati, scrive recensioni di videogiochi. È un influencer e viene pagato per questo. Perché non dovremmo parlare di Recchioni? Mica parliamo solo di lui. Axel Alonso, l’e-i-c della Marvel, gode di altrettanta attenzione. E poi c’è Slott, Bendis e altri sulla cresta. Le Arkivarer Divisionen presidiano molti fronti e ognuno di essi regala emozioni.
 
Questa intervista è stata pubblicata per gentile concessione del sito di Giornale Pop e dietro consenso del nostro potentissimo e venerabile Al Plano.

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