martedì 15 novembre 2016

DYLAN DOG: COLOR FEST! SPERIMENTAZIONI GRAFICHE O IMPOSIZIONE DI UN LIVELLO PIU' BASSO DI DISEGNI?

Il numero 19 della collana Dylan Dog Color Fest, come i numeri che lo hanno preceduto, ha generato diverse polemiche tra lettori e addetti ai lavori. La platea dei pochi che ancora seguono questa testata si è divisa tra sostenitori del nuovo corso di Dylan Dog (pochi per la verità) e i contestatori (molti per la verità), che non vedono l'ora che il ciclo di gestione di Roberto Recchioni, iniziato nel 2013, si concluda. Il livello della pazienza dei lettori è sceso in modo proporzionale alla delusione derivata dal fatto che le promesse iniziali di far tornare Dylan ai fasti sclaviani non sono state mantenute. Questo ennesimo Color Fest, che secondo la versione ufficiale, costituirebbe un bacino di sperimentazione, ha fatto andare su tutte le furie i fan che stentavano a riconoscere nelle tavole disegni in linea con la tradizione di realismo e perfezione che caratterizza le pagine della Sergio Bonelli Editore. Anche noi siamo rimasti insoddisfatti. Tra il serio e il faceto, il nostro Jack Santorum, grande sostenitore di Donald Trump e supremo responsabile della sezione Usa, ci ha consigliato di mollare i fumetti europei per passare in pianta stabile a quelli americani. Se vi piace uno stile un po' particolare, qui abbiamo Mike Mignola che scalpita. Kristoffer Barmen, che gestisce proprio il settore Bonelli per il Nord Europa del nostro sito, non ha potuto dire nulla. In effetti, con tutto il rispetto per gli artisti impegnati, le tavole dell'ultimo Color Fest sembrano essere state concepite più che altro per suscitare reazioni invece di generare apprezzamenti. E' pur vero che l'arte è soggettiva e ciò che per uno è bello per l'altro è brutto, ma per chi come i lettori bonelliani sono abituati ad un certo tipo di rappresentazioni grafiche, le tavole dell'ultimo Color Fest avranno generato un moto totale di avversione. Certi esperimenti se li possono permettere artisti noti. Un tempo uno Jack Kirby o uno Steve Ditko sarebbero apparsi degli imbrattata tavole rispetto ad un genio assoluto come Carmine Infantino. Non puoi sperimentare su un pubblico di lettori che non solo non è avvezza alle sperimentazioni, ma nemmeno le tollera. E poi, diciamo la verità, ma ha senso sperimentare sulla pelle anzi sulle tasche dei lettori? Sperimentare che cosa?
 

Perché il problema è più vasto: siamo stati davvero testimoni di un esperimento? E se si, quale? Misurare il livello di pazienza dei lettori con tavole in antitesi con i loro gusti? Poi ci si lamenta che sui social network i lettori si sfogano con toni sopra le righe. Gli insulti non sono mai da giustificare, ma nemmeno si può giocare ancora sulla pazienza di fan che, dopo tre anni di vane promesse recchioniane, ne hanno le scatole piene. O magari l'intento è quello di imporre un certo livello di qualità inferiore ai fan? Se è questo l'obiettivo, allora è meglio lasciar perdere. Il lettore prima protesta, poi smette di comprare e infine si gode lo spettacolo degli autori o degli artisti che piangono sui social network dopo che la loro testata ha chiuso i battenti per basse vendite. Ci ha sorpreso leggere la difesa di Alessandro Di Nocera sul forum di Comicus. Caro Alessandro, quando hai scritto: Letto lo speciale Dylan Dog Color Fest numero 19, intitolato Favole Nere, caratterizzato da una cover romantico-decadente di Jessica Cioffi e accompagnato dalle polemiche di una parte di lettori "tradizionalisti" della Bonelli, spaventati dallo sperimentalismo grafico delle tre storie presenti nell'albo, di grazia ci spiegheresti cos'è una cover romantico-decadente? E cosa ti fa pensare che i lettori tradizionalisti, come li definisci tu (come se poi esistessero lettori Bonelli non legati alla tradizione) sono rimasti spaventati dallo sperimentalismo grafico delle tre storie presenti nel Color Fest? Scusa, Alessandro, ma ti sei chiesto se qualcuno ha avvisato i lettori che quello che stavano leggendo lì era solo un esperimento? Noi abbiamo visto un pool di giovani autori facenti parte della scuderia di Roberto Recchioni e il primo pensiero che ci viene in mente è che molto probabilmente il buon Sergio Bonelli non avrebbe mai autorizzato una cosa del genere, visto che rischiare su una collana che porta il nome Dylan Dog in copertina in un momento di grave crisi economica è un azzardo allucinante. Un'altra cosa: se questi sono stati esperimenti significa che gli artisti impegnati sono in grado di disegnare con tratti realistici come è di tradizione in casa Bonelli? Non vogliamo esperimenti, ma buone storie. Dimitri Temnov.

13 commenti:

  1. Come sempre la faziosità che contraddistingue comimixarchivie vi impedisce di dire la verità è di vedere le cose come stanno...
    Anzitutto dire che dylan ha pochi lettori è una colossale cretinata. Dyd dopo Tex è il fumetto più venduto in Italia! Quindi cerchiamo di dire la verità è le cose cm stanno. Nn venderà mezzo miope di copie come negli anni novanta, ma qst nn per colpa di recchioni ma solo xke cm da me più volte ripetuto nel 2016 la gente nn legge più, ma preferisce internet, gli smartphone, la playstation o facebook per passare il tempo.
    Chiarito questo, la gestione recchioni ha scontentare cunicoli ma fatto felice tanti altri..
    La sua genialità è stata quella di caratterizzare le varie testate: serie regolare cn una continuità e nuovi nemici, lo speciale con una serie incentrata sugli zombie,un magazine che ricalca i primi almanacchi, un maxi che segue il vecchio universo dyd e il color fest che rappresenta un modo e una possibilità di sperimentare nuovi autori che sulla serie regolare nn avrebbero possibilità di emergere... dove sta il problema dunque ?
    È chiaro che sul color fest i disegni nn saranno quelli di stano o brindisi o freghieri... ma è stato creato per questo, o meglio curvato su questa strada. Per me penso che la serie stia andando fin troppo bene e che stia regalando nuovi stimoli.
    Forse l'unica testata che chiuderei è il maxi... 9 storie di 94 pagine all'anno sono troppe effettivamente.

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    1. Dylan Dog ha pochi lettori rispetto ai tempi d'oro e soprattutto rispetto alle immaginifiche realtà alternative che traspaiono dalle parole iperboliche dei suoi attuali editori. Sul fatto che la gente oggi non legge più siamo d'accordo. Ma il fenomeno è in corso dal 2002. Non crediamo alla "sperimentazione" del Color Fest. Vogliono imporre un nuovo tipo di tratto, più raffazzonato, che richiede poco tempo di realizzazione. Le pubblicazioni "sperimentali" degli editori sono più che altro una leggenda. Il Maxi invece pare avere buon successo, anche se rispetto a 3-4 anni fa vende la metà.

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  2. La continuita' nella serie regolare non esiste. Nel modi piu assoluto.

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    1. Recchioni ha promesso che nel 2018 (se sarà ancora il curatore) si vedranno 12 albi in continuity, ma per allora Dylan Dog quanti lettori avrà perso? Al ritmo attuale, almeno 20.000.

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    2. Invece con il nuovo corso a partire dal numero 338 è proprio quello che è successo.

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    3. Tranquilli che la serie resisterà e come. Primo perché questo nuovo corso sta riscuotendo successo, ed è innegabile che le storie si stanno facendo intriganti... e secondo l'anno prossimo partirà anche la serie di sclavi.

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    4. Sig. Ormenese, lei è molto ottimista. I tempi purtroppo sono incerti. Ma sperare sempre nel bene è la cosa migliore.

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  3. Dylan dog essendo il personaggio più famoso dei fumetti dopo Tex di certo non chiuderà i battenti come mister no... pur essendo un personaggio bonelli vive di vita propria. Nn ci sono i presupposti per farlo chiudere. E se le vendite diverranno bassissime di certo la bonelli si inviterà qualcosa... se chiudesse dyd chiuderà la sbe intera, visto che la Casa editrice si sorregge solo sulle vendite di Tex e dyd...

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  4. Difficilmente Dylan Dog avrà destino diverso da quello di Mister NO. E' triste constatare come le edicole italiane siano ancora gonfie di numeri 362 (quello di Sclavi) invendute. L'unico personaggio che giustifica l'esistenza della Bonelli è Tex Willer. Gli altri sono polvere al vento. Alla Bonelli avevano un grande personaggio, il Comandante Mark, ma non sono mai riusciti a riproporlo dopo la fine di EsseGesse. E' davvero sicuro che il personaggio più famoso dopo Tex sia Dylan Dog? Noi pensiamo invece che sia Zagor in compagnia del Comandante Mark.

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  5. Assolutamente no... qua sta la vostra non obiettività... siete troppo di parte e non va bene. Dylan dog ha venduto mezzo milione di copie... ma chi può essere arrivato a tanto? Nessuno. Neanche Tex. A dylan sono stati dedicati 4 horror fest... è il fumetto più amato in Italia, lo conoscono tutti. Migliaia di lettrici hanno letto dyd... andate sulla pagina fb della bonelli e vedrete. Mi dite un fumetto letto da ragazze? Dyd è amato da tutti. E soprattutto conosciuto da tutti. Al di là delle edizioni speciali, ma lo sapete che di lui si parla pure nelle antologie scolastiche? I miei libri di italiano avevano delle storie di dyd... mi potreste gentilmente dire quale altro personaggio dei fumetti italiano viene analizzatore studiato nei libri di antologia? Del liceo ???
    Zagor, mister no, diabolik, nn vendono nulla se paragonati a dyd e soprattutto nn raggiungeranno mai la fama di dylan ... cerchiamo di essere un po obbiettivi forza...

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    1. Non abbiamo dati certi. Dovremmo scartabellare nei nostri archivi più vecchi, ma Tex vendeva negli anni d'oro circa mezzo milione di copie. Quando la Corno falliva nel 1984, vendeva circa 450.000 copie. Che Dylan Dog sia il fumetto più amato non lo sappiamo. Dovremmo fare un discorso separato a seconda della fascia di età, ma è probabile che Dylan sia seguito soprattutto dai giovani e Tex dai più anziani. Per quanto riguarda le antologie, ci sono edizioni della Garzanti degli anni settanta in cui si parla dell'Uomo Ragno e di Capitan America, oltre che di Tex e di Zagor. E molti altri ancora.
      Sulle vendite hai ragione. Al momento, Diabolik è a 49.000 copie, Zagor è a 28.000 copie circa e Mister No ha chiuso. Dylan Dog dovrebbe girare sulle 90.000 copie (ma lo scorso anno ne vendeva 100.000 e due anni fa 120.000).

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  6. Antologie del liceo dove ci sono storie di Tex e zagor dubito...ma di dylan dog vi posso citare il nome e l'autore... e nn è il solo libro si italiano ad analizzare dylan dog.
    Se fosse un fumetto "esoterico" e si cattivo gusto nn penso che ne parlerebbero i libri di italiano e non lo si studierebbe al liceo...
    Sbaglio o un certo Umberto eco diceva testuali parole "potrei continuare a leggere per giorni omero, la bibbia e dylan dog senza mai stancarmi"...
    Umberto eco... comix archive sa chi è costui? Giusto giusto un premio Nobel alla letteratura...
    Siete simpatici quando cercate con tutte le forze di affossare o sminuire un personaggio che ha fatto storie, che è stato l'idolo di una generazione... testimone di campagna sociali...droga, AIDS,alcolismo, abbandono degli animali... testimone alla manifestezazione del 1 maggio a Roma... insomma cose da niente eh...
    Baglioni ci ha fatto una storia a fumetti... insomma tutte cose di cui si può vantare anche Tex e diabolik è vero?

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    1. Di antologie con riferimenti ai fumetti di super-eroi Usa ce ne sono abbastanza. Il fumetto è una forma di comunicazione come tante altre.
      Non è detto che tutti i libri che si studiano nei licei siano di buon gusto. Ciò che pensava Eco era una sua opinione personale. Eco non rientra nelle nostre corde. Preferiamo di più Alessandro Manzoni.
      Non solo Dylan Dog, ma anche Tex e Diabolik sono stati al centro di campagne di sensibilizzazione sociale. Come del resto i supereroi negli Usa.
      Si tutte cose di cui Tex e Diabolik si possono vantare senza problemi. Lo facevano già molti anni prima che Dylan Dog venisse creato.

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