martedì 1 novembre 2016

E SE I TITOLI DELLA IMAGE COMICS NEL 1993 FOSSERO FINITI ALLA PLAY PRESS? L'INCREDIBILE RIVELAZIONE!!!

La terza puntata della mega-intervista ad Alessandro Bottero ha toccato una questione di cui molto si è discusso nel 1993. La Image Comics aveva da poco più di un anno sconvolto il mercato Usa con serie come Spawn, Savage Dragon, Youngblood e Wildcats. Lupoi ne parlava molto negli editoriali di Star Magazine e i lettori discutevano su quali dei tre licenziatari, Star, Play Press e Comic Art, si sarebbe aggiudicato i diritti di pubblicazione per l'Italia. Alla fine la spuntò la Star Comics che fece debuttare a novembre 1993 la serie antologica Image, numero storico in cui per la prima volta comparvero i tre pezzi grossi della grande I, cioè Spawn, Wildcats e Youngblood! Era un periodo di grande fibrillazione. In quello stesso mese, la Play Press aveva lanciato la serie quindicinale di Superman e si preparava ad inglobare tutti gli altri personaggi DC per candidarsi come filiale sostanziale della DC in Italia. Dall'altra parte, già si sapeva che la Marvel sarebbe intervenuta in prima persona nella penisola con l'idea di concentrare i diritti dei suoi personaggi in capo ad un solo licenziatario. Tutti gli indizi portavano alla conclusione che si sarebbe trattato della Star Comics, che così si sarebbe vista assegnare anche i diritti di alcuni personaggi che in quel momento erano editi dalla Play Press, tra cui Wolverine e Thor. Poi il progetto subì una evoluzione e la Marvel diede vita ad una filiale italiana con sede a Bologna, la Marvel Comics Italia s.r.l., affidando il comando della neonata redazione a Marco Marcello Lupoi. Il nuovo editore debuttò il 2 aprile del 1994. Nel frattempo, la Play Press aveva ottenuto i diritti dei personaggi della Valiant, tra cui Turok, X-O, ecc. e di quasi tutti quelli della DC. Batman si sarebbe aggiunto un anno dopo. La Star Comics, a cui restava ben poco, si concentrò sui manga e sui formidabili titoli della Image, che stava proponendo con grandissimo successo da circa sei mesi.


In quel fatidico aprile 1994, la Star lanciò la seconda collana targata Image, Spawn & Savage Dragon, dedicandola alle collane di Todd McFarlane e Erik Larsen, mentre sull'antologico Image furono ospitate le serie dello studio di Marc Silvestri, tra cui la famosa Cyberforce e quelle di Jim Lee, che oltre a Wildcats, aveva lanciato Stormwatch. Nel novembre dello stesso anno nacque la terza testata Star targata Image, Extreme, un antologico dedicato alle incredibili serie nate dalla fantasia di Rob Liefeld. Il boom durò poco. Due anni dopo era tutto finito. Nel 1997 era chiaro che la Image non era più in grado di attirare nuovi lettori. Tra l'altro, le cose andavano male anche negli Usa. La Star Comics chiuse tutte le serie della Image nel 1999, abbandonando del tutto i comics per dedicare tutte le sue energie ai manga. Le serie Image finirono in gran parte alla Panini. Nel gennaio 1995, infatti, la Marvel Usa aveva comprato il gruppo Panini e Marvel Italia s.r.l. venne inglobata nel gruppo fino a trasformarsi in una divisione comics dell'editore delle figurine. C'è da dire che negli anni dal 1994 al 1998, la Star Comics aveva proposto altre serie di editori indipendenti, tra cui quelle della Malibu, ma anch'esse furono fagocitate dalla Marvel. In America, infatti, nell'ambito di un progetto di espansione che la portò vicina al crac, la Marvel aveva acquistato nel 1995 la Malibu integrando il suo universo di supereroi, il noto Ultraverse di Prime, nell'universo dell'Uomo Ragno e soci. E se i diritti della Image nel 1993-94 fossero finiti alla Play come sarebbero andate le cose? A rivelare l'incredibile scenario è Alessandro Bottero, che in quel momento era il deus-ex-machina della casa editrice romana. La tesi sostenuta da Bottero è la seguente: nel 1993 era noto che di lì ad una manciata di mesi sarebbe nata una filiale italiana della Marvel Usa con il chiaro proposito di dominare tutto il mercato nazionale italiano.

Chi stava organizzando il progetto sapeva che avrebbe avuto come concorrente una Play Press in forte espansione che si stava aggiudicando, uno per uno, i vari personaggi DC ed era in procinto di lanciare la Valiant di Turok e X-O. Ma il vero punto di forza della Play era la sua redazione capeggiata da Alessandro Bottero e Andrea Materia, i quali avrebbero saputo sfruttare al meglio, vista la loro esperienza, i titoli della Image, che in quel momento negli Usa stavano spopolando. E sulla redazione della Play chi stava organizzando la nascita della Marvel Italia non avrebbe potuto incidere. Visto che la situazione era chiara perché non fare in modo che i diritti della Image finissero alla Star Comics, la cui redazione si sapeva sarebbe poi confluita nella Marvel Italia lasciando l'editore di Perugia con buoni titoli ma senza collaboratori validi ed esperti per poterli sfruttare al meglio? E le cose andarono in questo modo. Mentre la Play Press continuò ad essere presente nel settore comics per altri dieci anni, la Star Comics uscì di scena cinque anni dopo. In breve la tesi di A. Bottero sostiene che, chi stava organizzando la nascita di Marvel Italia, sapendo che si sarebbe preso i vari collaboratori della Star, aveva spinto affinché i diritti della Image fossero attribuiti a quest'ultima e non alla Play Press, perchè quest'ultima forse li avrebbe sfruttati meglio creando problemi alla neonata filiale italiana della Casa delle Idee! Non sappiamo se questo piano era davvero reale nelle menti dei protagonisti o fu tutto frutto del caso. Come sostiene Bottero nella nostra intervista era possibile che Lupoi e soci avessero spinto per far avere i diritti Image alla Star lasciandola tutto sommato con buoni titoli da sfruttare. Sta di fatto, però, che i membri della redazione Star passarono tutti alla Marvel Italia nel 1994. La Star dovette arruolarne di nuovi, ma le cose, come ben sappiamo, non andarono bene. Kristoffer Barmen.

2 commenti:

  1. Scusate, ma è vero che Lupoi avrebbe sfruttato le lobby gay della Marvel Usa per convincere la Marvel Usa a dare le licenze alla futura Marvel Italia? Tra parentesi, trovo ridicola anche la sua campagna a favore del sì al referendum (posizione insostenibile). Forse anche gli appoggi di sinistra sono serviti del resto in italia se non sei da quella parte non fai nulla nella cultura.

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    1. Assolutamente, no. Si tratta di una stupidaggine. Dopo il buon successo delle vendite degli anni 1989-91 la Marvel accarezzò l'idea di pubblicare direttamente i fumetti in Italia, come già voleva fare in Gran Bretagna. Si trattava di stabilire chi avrebbe diretto la nuova redazione della filiale italiana. Dei tre protagonisti (Bottero, Lupoi, Accolti-Gil) che in quel periodo si distinguevano a capo delle redazione dei vari licenziatari, Lupoi fu quello che, con grande abilità, solo riuscì a convincere i vertici della Marvel Usa (celebri sono rimasti i suoi viaggi negli Usa per intervistare autori ed editori) della necessità di affidargli il progetto nella sua interezza. Oggi, però, per stessa ammissione di Lupoi, le vendite sono calate di 4-5 volte rispetto al 1994 (anno di esordio della Marvel Comics Italia, che poi sarebbe stata trasformata nella redazione Panini Comics). Quindi, quelle strategie si sono rivelate fallimentari.

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