domenica 13 novembre 2016

TEX N. 672! MEGA-RECENSIONE! LA DEBOLEZZA DELLA POLITICA IN UNA STORIA DI G. MANFREDI CONVINCENTE!!!

Avevamo espresso molte perplessità alla notizia che Gianfranco Manfredi avrebbe scritto una storia doppia di Tex dopo la prova, secondo noi, non felice della avventura ospitata nei numeri 654-655. Quei timori, emersi nella recensione del numero 671 del mese scorso, si sono concretizzati nella seconda parte della storia presente nel numero 672, di cui parliamo adesso. Dopo sette anni dagli eventi di Sacramento Tex e Kit Carson tornano nella città su quello stesso treno della ferrovia Southern Pacific che avevano combattuto e che, secondo noi, è una lettura in chiave di metafora della questione Tav. Billy Drexel, detto faccia d'angelo, è ora candidato governatore per la California. Il suo avversario, sostenuto dagli industriali della ferroriva, è Garret, ex-esattore degli uomini di Finch. E' da notare che faccia d'angelo è anche il soprannome che aveva Giuliano Gemma nel film Una pistola per Ringo del 1964, molte scene delle quali hanno funto da ispirazione, secondo noi, per alcune tavole della storia precedente. A chiamare Tex e Carson è stata Mabel, una amica di Billy, ora sposata a Jerry. Gli amici di Billy temono per la sua vita. Hanno paura che Garrett sostenuto dalla ferrovia, dall'esercito e dallo sceriffo possa farlo uccidere. Tex è dubbioso. Sa che Billy è benvoluto da tutti, mentre Garrett è avversato da tutti quelli che ricordano le angherie subite dagli uomini di Finch sette anni prima, di cui lo stesso Garrett era uno dei membri di punta. Che senso ha candidare una persona per la quale non voterà nessuno? Tutto, infatti, sembra organizzato per consentire a Billy di vincere a mani basse. Billy gira perfino con una scorta organizzata dall'ambiguo sceriffo Clever. I suoi amici non vedono di buon occhio il suo comportamento. Temono che Billy possa essere stato comprato. Non credono alle sue buone parole quando ricorda a tutti che si è sempre battuto per il bene comune. I sospetti dei suoi amici sono avvalorati dal fatto che tra i suoi finanziatori ci sono esponenti vicini alla Southern Pacific. Tex e Carson favoriscono la loro riconciliazione a Bordertown, un piccolo centro nato nei pressi della fattoria di Billy. E' in questa occasione che Billy e i suoi amici confessano finalmente come sono andate le cose quando sette anni prima si erano organizzati per uccidere Alias. Stanchi delle angherie subite da quelli della ferrovia, avevano deciso di uccidere uno dei loro uomini come forma di ritorsione. Insieme a Jerry, Mabel e Mick intercettarono Alias semi-ubriaco una sera lungo il sentiero di ritorno alla città. Tremanti e impreparati non riuscirono nel loro intento e Billy fu sul punto di venire ucciso. L'intervento risolutivo di Mabel con una fucilata precisa e diretta pose fine alla vita di Alias. Un agguato in piena regola, un crimine che stranamente Tex e Carson guardano con occhio eccessivamente benevolo. Ma com'è possibile?
 

Nel frattempo in città il clima si surriscalda parecchio e mentre fervono i preparativi per il comizio centrale di Drexel, tre killer vengono mandati per ucciderlo. Tex li avvista a pena in tempo e li liquida senza troppa fatica. Lo incuriosisce il fatto che lo sceriffo, avendo il compito di proteggere il candidato governatore non abbia organizzato il servizio di scorta in modo più efficiente. I tre uomini, infatti, si erano infiltrati nell'albergo dove Billy alloggiava senza che nessuno li avesse fermati. Tex comincia a pensare che tutto sia una grande farsa. Che Billy in realtà sia appoggiato da quelli della Southern Pacific, che gli avrebbe opposto un candidato dato perdente come sicuro, una scorta inutile e finti attentati per far credere a tutti che quelli della ferrovia lo avversano quando non è vero. I veri piani della Southern si rivelano verso la fine della storia. Tex affronta Clever e un suo aiutante durante la scorta al duro Garrett che è in procinto di arrivare a Sacramento. La scena alle pagine 92-95 è di quelle memorabili. Tex è circondato ad entrambi i lati. Con la velocità del fulmine estrae contemporaneamente le pistole e uccide Clever e il suo aiutante. Garrett infine confessa. E' stato pagato dalla compagnia per opporre a Billy un candidato facile da battere. Un candidato che tutti odiano, ma Billy non sa nulla. Crede davvero di essere un candidato libero. Quando sarebbe stato eletto quelli della compagnia lo avrebbero obbligato, con le buone o con le cattive, a favorire i loro interessi. Billy è sul punto di mollare. La rivelazione lo sconvolge. E' consapevole di essere debole, ma poi in un impeto di risoluzione, decide di affrontare la grande avventura. La storia si chiude così con alcune riflessioni che ci sembrano doverose. Dal contesto emerge la sfiducia verso la politica. La debolezza di Billy come uomo politico inutile pronto a finire nelle mani di industriali senza scrupoli è una metafora della società moderna che stavolta Manfredi riesce a descrivere in modo efficace. Ovvero il peso dell'economia sulla politica svuotata di ideologia e forza. Un politico schiavo delle industrie, delle multinazionali, servo dei poteri forti, occulti e pericolosi che tramano contro i cittadini per svuotarli delle loro garanzie e renderli schiavi. Una metafora crudele ma veritiera che Manfredi riesce a cogliere in tutta la sua forza. Un meta-fumetto politico, in cui traspare la sfiducia verso quella sinistra di cui Manfredi è ancora fervente debitore perché non è riuscita a realizzare il grande disegno di una società socialista. Il motivo che indica la storia è chiaro: il socialismo ha perso non perché non è stato in grado di realizzare ciò che i suoi ideatori pensavano, ma perché i suoi esecutori si sono lasciati corrompere. Non è proprio così. Il socialismo è stato sconfitto perché è un pericolo per la libertà. Un Manfredi che si riscatta, in parte, della prova dello scorso numero. Al Plano.

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