sabato 19 novembre 2016

TEX N. 673! MEGA-RECENSIONE! STORIA IN TONO MINORE DI MAURO BOSELLI! TEX CONTRO I SATANISTI DI YAMA!

Una storia di Tex scritta da Mauro Boselli in tono minore. Così si può sintetizzare questo numero 673 di novembre. Una delusione totale. Una storia noiosa che non ha mai ingranato, mediocre dall'inizio alla fine, senza colpi di scena  e lontana dal ciclo del colonnello Mackenzie in estate. Un grosso passo indietro dopo il crollo verticale della doppia storia di Manfredi nei numeri 671 e 672. Questa volta Tex deve vedersela con gli occultisti di Yama, il figlio di Mefisto, che in questa storia fa il suo ritorno. Ancora satanisti! Li abbiamo visti nell'Uomo Ragno in edicola in questi giorni. Satanisti presenti nella storia di Dylan Dog di Recchioni. Horror e satanismo nella storia di Zagor di questo mese. Sembra che il fumetto in edicola sia un continuo riferimento al satanismo e all'occulto, perfino in quei fumetti in cui non dovrebbe avere alcuna attinenza. Con molta tristezza dobbiamo ammettere che la lettura di questa storia fa capire perché su questo sito non usciranno mai mega-recensioni di Dampyr, altra serie della Bonelli in netto declino e precipitata a circa 20-21.000 copie a cura di Mauro Boselli. I riferimenti al satanismo iniziano nella copertina. Tex osserva un ramo diviso in due infuocato come braccia diaboliche che vorrebbero blandirlo. Alla sua destra un fulmine che cade sulla Terra. Tex è nel mezzo. Una simbologia esoterica precisa, quella del numero 3. Gli editoriali a pagina 4 ripercorrono la carriera di Yama, fino alla sua più recente apparizione nel numero 509. Stranamente non c'è il trafiletto in basso con la segnalazione di qualche albo da indicare ai lettori. Stavolta Boselli pecca nel suo punto più forte, l'abilità di sceneggiatore. La storia è incentrata su continua azione, sparatorie, inseguimenti e morti continue. La scia dei decessi inizia dalle prime pagine e si trascina stancamente fino alla fine.  Nelle prime 35 pagine non c'è traccia di Tex Willer e dei suoi pards. C'è solo Yama, che da mite lanciatore di coltelli si guadagna da vivere come Blacky Dickart insieme a sua madre nei pressi della città di Dunlap. Un giorno arriva un tornado devastante che distrugge il Paese. Non è una tempesta come le altre. Ad alimentare i venti c'è lo stesso Mefisto con orde di demoni. Dickart li sente e quando la tempesta passa è di nuovo diventato Yama, preda delle possessioni del padre o almeno di quello che lui credere essere il padre. Rientrato in possesso dei poteri, sa che la sua missione è quella di vendicarsi di Tex Willer una volta per tutte. E' davvero lui che lo vuole o è il demone che, fintosi il padre Mefisto, lo spinge?
 

La scena riprende poco dopo con Kit e Tiger all'inseguimento di una banda di banditi che hanno rapinato un monastero di frati. E' interessante notare in questa storia la ferocia di tutti gli attori, il cui unico obiettivo sembra quello di seminare il maggior numero possibile di morti. I due non si fanno tanti complimenti e ammazzano i banditi non appena li hanno a tiro. Solo uno di loro sopravvive e per la prima volta menziona di rituali strani. Kit intuisce che il gruppo potrebbe essere dedito alle messe nere e al satanismo. Questo spiegherebbe il furto degli oggetti sacri al monastero. Nel frattempo, Tex e Carson sono all'inseguimento del gruppo principale dei predoni fino a quella che sembra una città abbandonata. Invece si rivelerà una trappola mortale. Decine di uomini armati si sono appostati in attesa dei due pards. Tex e Carson riescono a stento a sfuggire e trovare rifugio sulle colline circostanti. Anche se in salvo, sanno che sarà difficile uscire dalla situazione. Sono senza cavallo e prima o poi le munizioni finiranno. Agli inseguitori non resta che aspettare che il sole e la sete li stronchi. Quando sembra che tutto sia finito, all'albeggiare del giorno dopo due figure si stagliano da lontano. Tex li riconosce subito. Sono la salvezza. Kit e Tiger prendono i banditi alle spalle dando modo a Tex e Carson di sganciarsi. Stavolta sono i criminali ad essere presi su due fuochi. Lo scontro è rapido e non meno foriero di vittime. I banditi cadono come mosche. Sopravvive uno solo di loro. Un uomo dalla pelle scura, ma non si tratta di un messicano. Viene dall'India e il suo scopo è servire il suo oscuro signore, il signore della Morte. In quel momento, Tex Willer comincia a capire. I morti, la ferocia dei banditi e i fenomeni soprannaturali di cui è stato testimone fino a quel momento. La storia si conclude con un fulmine a ciel sereno che incendia una pianta con i rami sporgenti in entrambi i lati. E' il segno di Yama. Di questa storia si salvano solo i disegni del maestro Fabio Civitelli, maestro del realismo. Le tavole notturne con gli effetti di luce sul fondo nero sono degni di un artista che non ha eguali. Le scene di lotta, le battaglie a cavallo e le prospettive fanno di quest'albo un manuale per giovani disegnatori. L'albo perfetto di Tex Willer. La storia tuttavia latita e non si vede mai. Tex e i suoi soci si rendono conto di essere finiti nelle mire di Yama solo nell'ultima pagina. Siamo certi che la seconda parte di questa storia sarà all'altezza della grandezza di Boselli scrittore. Ne siamo matematicamente sicuri. Hans von Klopp

10 commenti:

  1. Interessante analisi, solo non capisco perchè dite che c'è un demone che si spaccia per il padre di Yama: c'è solo un demone che parla con Yama e gli ricorda del padre. La storia comunque per ora non decolla, perchè, se il ritorno di Yama è abbastanza drammatico, è incredibile la BANALITA' di quello che succede dopo: inseguimenti nel deserto e sparatorie, assedio e momento in cui arrivano i nostri. Se si escludono i due o tre momenti "strani", sembrerebbe una banalissima storia di Tex contro dei banali cattivi. Comunque credo che la storia decollerà successivamente. E' strano il fatto che stavolta Yama si faccia circondare da satanisti importanti: in genere, il capo restava lui e mandava i suoi sgherri ad ammazzare Tex e compagnia. E' curiosa la coincidenza in questi mesi di Zagor e Tex in storie contro gli esseri diabolici, come avete detto: ma, finchè loro due gli esseri diabolici li pestano, per me va bene. Credo che Tex e, in misura minore, Zagor siano le colonne attuali della Bonelli che la salvano dalla crisi. Vedremo.

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    1. I fantasmi non esistono. Quelli che molti credono essere fantasmi in realtà sono demoni che, in quanto esseri intelligentissimi e dotati di poteri sovrumani, sono in grado di imitare voci e simulare i ricordi. Purtroppo, come abbiamo sottolineato, la storia non decolla mai. Sparatorie infinite e noia assoluta. Boselli ci ha sorpreso in negativo questa volta. Confidiamo però che la seconda parte sia di ottimo livello.

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  2. Sempre un ottimo lavoro rispetto all’altra storia vampiresca sull’altro classico Bonelliano. Mi riferisco a Vampiri (ZAGOR) di Rauch. Più che un albo sui vampiri sembra, almeno in questo primo albo, un giallo di Agata Christie e con…notevoli difetti: poche idee (per non parlare di idee originali), trama verbosa e, ciò che più conta, dialoghi deboli e in un italiano non proprio…elegante. Opinioni personali che comunque NON vogliono essere una bocciatura in toto di Rauch come autore, sto solo rilevando quelli che sono, a mio avviso, i difetti di questa storia e i punti deboli, sempre secondo me, del suo autore, come hanno punti deboli molti altri autori, ovviamente. In ogni caso, vediamo i prossimi due albi.

    Il sito Spirito con la Scure continua a propinarci apologie di Rauch e, nel contempo, a “non parlare proprio benissimo” di altri autori, ad esempio, Zamberletti (ma anche altri) che non è, a mio avviso, né più né meno di Rauch come sceneggiatore (quindi, non sto elogiando Zamberletti, anzi, personalmente non mi piace neanche lui). Non si salva (sempre nel succitato sito) neppure Burattini, già criticato altre volte, che anche nei commenti a questa storia viene, questa volta, messo sotto accusa per i dialoghi. I dialoghi di Burattini non saranno magari da 10 e lode, ma sono sicuramente superiori a quelli di Rauch e scritti in un italiano decisamente più scorrevole. Sempre nello stesso sito (che nel complesso sarebbe anche un sito competente e questo TENGO a precisarlo, la mia è una critica relativa, non assoluta), un utente mostra alcuni esempi di dialoghi deboli dell’autore di Vampiri a dimostrare che troviamo anche pareri obiettivi.

    Ora…Burattini ha partecipato spesso in maniera attiva a questo forum, salvo poi manifestare (GIUSTAMENTE) disappunto sul suo sito per alcune critiche che anch’io trovo ingiustificate o perlomeno esagerate. Secondo me, però, la cosa peggiore è che (forse) si è anche fatto condizionare (ripeto forse) nelle scelte editoriali da questo e magari altri forum cosa che un redattore non dovrebbe MAI fare. Il web è il web, l’edicola è l’edicola, sono due cose assolutamente diverse, come d’altronde Comix Archive (unico) sta DIMOSTRANDO da tempo. Detto questo, tengo a precisare che Burattini resta, a mio avviso, l’UNICO (dopo Boselli) redattore in grado di risollevare le sorti di Zagor in virtù della sua grande passione e conoscenza di questo personaggio storico cui ahimè anch’io sono affezionato. Buon lavoro Burattini! E lascia perdere i commenti sui forum…a cominciare dal mio, ovviamente!

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    1. I siti degli appassionati, specie i forum, tendono ad enfatizzare molto le serie, i personaggi e gli autori impegnati in esse. Moreno Burattini è un ottimo scrittore, ma purtroppo Zagor è in fase calante. Nel 2014 vendeva 34.000 copie. Oggi vende 28.000 copie. Perde circa 3.000 lettori all'anno. Se continua con questa tendenza negativa, sarà difficile andare avanti per altri anni.

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  3. Un conto è enfatizzare certi autori, un altro è, nel contempo, denigrarne a torto altri che spesso e volentieri sono pure meglio di quelli enfatizzati. Anch'io, in miei precedenti post su questo sito ho sottolineato questo punto. Non ho letto Vampiri perché Zagor non è da tempo nei miei acquisti, ma tempo fa notai a mia volta questa tendenza nel sito citato da Speed Speedo e anche in moltissimi altri.

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    1. Il fumetto è anche passione. C'è chi si fa trasportare più di altri.

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    2. Diciamo almeno che "non possiamo del tutto escludere" che certi siti (in verità, a mio avviso, buona parte dei siti), dedicati al fumetto, genericamente parlando, siano anche un po', forse, magari e in parte...taroccati (e in certi casi, sempre forse, magari e in parte anche di brutto)?

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    3. Alludi al fatto che alcuni siti o forum supportino certi personaggi, autori o editori perché in qualche modo "interessati"?

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  4. Può essere questione di sito, ma anche di infiltrati nel sito (che magari è in buona fede). Io semplicemente "osservo i fatti" e non "mi quadra" che in molti, troppi casi troviamo autori, a mio avviso "palesemente sopravvalutati" e questa possiamo anche considerarla una semplice politica di marketing, magari furba, magari furbesca, magari non proprio alla luce del sole ma, tutto sommato, innocua che non va a danneggiare nessuno (se non il redattore o l'editore che ci crede!!). Diverso invece è il caso di autori, a mio avviso bravi, "palesemente sottovalutati" o "trattati con sufficienza" e anche questo non "mi quadra". Solo che in questo caso ci troviamo davanti a un comportamento che reputo molto scorretto e sicuramente disdicevole. E spesso le due situazioni (sopra e sottovalutazione) vanno a braccetto. Non traggo conclusioni. Mi limito a osservare quello che, secondo me, "puzza un pochino" e noto con piacere che anche Speed Speedo è giunto alle mie stesse conclusioni.

    Quanto a Zagor...3.000 copie all'anno non sono un calo, ma un'emorragia. D'accordo anche in questo con Speed Speedo: seguire le opinioni del web (magari taroccate) NON PAGA.

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    1. Non escludiamo che all'interno delle community operino persone che lavorano per le case editrici. In alcuni casi, sono gli stessi moderatori ed admin. Il caso più eclatante è Comicus, i cui admin, fondatori, utenti di spicco collaborano con vari editori o sono editori anch'essi.

      Su Zagor hai ragione, ma pensa che Dylan Dog perde circa 10.000 lettori ogni anno. Una crisi infinita che sta facendo a pezzi, lentamente ma inesorabilmente, la Bonelli. Solo Tex, con le sue circa 165-170.000 copie, tiene su la baracca.

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