mercoledì 28 dicembre 2016

BONELLI: ANNO 2016 DA DIMENTICARE! I RISULTATI DI BILANCIO E DELLE VENDITE DELLE SERIE! E IL FUTURO?

Che anno è stato per la Bonelli il 2016? E' naturale rispondere alla domanda in questa giornata, in cui si tirano le somme. Lo faremo sulla scorta dei dati (ufficiali e ufficiosi) disponibili il rete, oltre ad altri elementi sulla base dei quali tracceremo una credibile prognosi sulle aspettative future della casa editrice milanese. I risultati a cui arriveremo, ve lo anticipiamo subito, sono negativi. Le ragioni sono da ricercare non solo negli errori commessi dall'editore in questi ultimi anni, soprattutto per quanto riguarda il rilancio di Dylan Dog e il lancio della serie Orfani (che oggi possono essere considerati dei flop), oltre ad altre testate andate male come Lukas e Adam Wild e quelle chiuse per basse vendite come Saguaro e Brendon. Oltre alla crisi economica causata dalle nefaste politiche del PD, secondo le direttive della finanza estera e di gruppi occulti il cui obiettivo è la desertificazione dell'Italia,  è la difficoltà dell'editore milanese di intercettare gli interessi veri della massa dei potenziali lettori, molti dei quali hanno mollato in questi anni. In una intervista rilasciata nel giugno 2014 a Fumettologica, l'ex-direttore della Bonelli, Mauro Marcheselli, pronunciò alcune parole di cui pochi hanno colto il vero significato: Per noi il mercato è in sofferenza ormai da tanti anni. Chiamatela crisi o come volete, ma la verità è che il pubblico dei nostri lettori si riduce significativamente, anno dopo anno. E’ un fenomeno che riguarda tutte le nostre testate, e non conosce soste. Paradossalmente le vendite calano mentre l’interesse per i fumetti, guardando ai numeri delle varie manifestazioni che si tengono annualmente in giro per l’Italia, sembra aumentare. L’erosione, in generale, varia tra il 3 e il 5%. Le testate più stabili (o meno instabili) sono Tex e Zagor. Un mercato in sofferenza da tanti anni e un pubblico di lettori che si riduce anno dopo anno, queste le parole di Marcheselli. Questo era il 2014 in pieno rilancio di Dylan Dog e fermento per Orfani. Oggi la situazione non è certo migliorata. La crisi dell'editore milanese è continuata come per tutto il settore.


Sopra abbiamo elencato alcuni dati di bilancio, quelli più significativi, della Bonelli. Sono dati ufficiali. Inutile appellarsi alla solita tiritera di dati inventati o non ufficiali. Bonelli è una società per azioni e come per tutte le spa è obbligata per legge a depositare il bilancio presso l'ufficio del registro delle imprese. E tutti possono, pagando una quota inferiore ai dieci euro, richiederlo. Questo vale anche per Panini, Bao, Saldapress, Cosmo, ecc. E ora dopo avere svelato l'arcano vi è venuta l'acquolina in bocca e magari vi piacerebbe sapere come vanno gli affari degli altri! Tranquilli. Ne riparleremo. Oggi concentriamoci sulla Bonelli. Una precisazione. I dati di bilancio sono quelli del 2015-16. Quelli del 2016-17 lo saranno tra qualche mese. In base alla legge, il bilancio va depositato entro 120 giorni dalla chiusura dell'esercizio. Rispetto al 2014, gli utili sono diminuiti di quasi 1 milione e mezzo di euro, le copie distribuite di 1 milione mentre le copie vendute di circa 330.000. Il fatturato è sceso di circa 3 milioni di euro e la liquidità di circa 2 milioni di euro. Dopo la piccola crescita del 2013, la Bonelli è tornare a calare come fatturato, liquidità, copie distribuite e vendute e utili di esercizio, che sono risultati dimezzati rispetto all'esercizio precedente. Il risultato, sia chiaro, è sempre in attivo, ma con un attivo più piccolo rispetto al precedente esercizio. Non ha inciso in modo positivo l'aumento del prezzo di copertina da 2,90 euro a 3,20 euro delle serie regolari, né il massiccio investimento in fatto di volumi prodotti in proprio. Fino ad un paio di anni fa, la Bonelli appaltava la produzione di volumi ad altri editori, limitandosi ad incassare le royalties. Oggi fa quasi tutto in proprio, tranne qualche briciola lasciata alla Bao Publishing. Non una scelta errata. I risultati sarebbero stati negativi anche le licenze dei volumi fossero state lasciate agli altri editori. Il mercato è in crisi e la gente deve tagliare i generi non di necessità, tra cui i fumetti occupano i primi posti. E' quella crisi del settore che alcuni autori ostinatamente fanno finta di ignorare sui loro profili.


C'è un dato interessante nell'ultimo bilancio depositato dalla Bonelli: l'editore avrebbe comprato i diritti di Zagor da Gallieno Ferri per circa 1 milione e mezzo di euro, avvalorando la tesi di Pennachioli secondo cui Ferri deteneva il 100% o una percentuale più bassa del personaggio. Ne abbiamo parlato qui. Passando ai dati di vendita, in premessa precisiamo le fonti. I dati del 2012 sono ufficiali e li abbiamo presi qui. Quelli del 2014, anch'essi ufficiali, li abbiamo presi qui. I dati del 2016 sono ufficiosi e li abbiamo avuti dal profilo FB di Alessandro Bottero. Rispetto al 2012 il calo più sensibile è stato quello fatto registrare dalle serie di Tex e Dylan Dog, che perdono 40.000 e 50.000 lettori. Al terzo posto, il crollo di Nathan Never, che vede dimezzate le sue vendite negli ultimi quattro anni. Stesso discorso per serie tradizionali come Julia, Zagor e Dampyr, che perdono tra i 10.000 e i 13.000 lettori. Male sono andate le nuove serie lanciate in questi ultimi anni. Orfani era partito con un numero 1 che aveva venduto 49.000 copie. Oggi ha perso quasi il 70% dei lettori quel primo numero. Ancora peggio la serie Le Storie. Il numero 1 aveva venduto 42.000 copie su tiratura di 90.000 copie. Oggi vende 16.000 copie circa e si dice che chiuderà tra qualche mese con il numero 60. Anche Dragonero va male. Il numero 1 aveva venduto 49.000 copie. Oggi gira sulle 23.500 copie con una perdita secca del 50% dei suoi lettori (fonte: qui). La serie Dampyr di Mauro Boselli continua a calare. Ha perso 14.000 lettori in quattro anni e arrivata ora a 20.000 copie è a rischio, così come la serie Orfani di Roberto Recchioni, che sognava di riempire il San Paolo con le sue vendite. Lo aveva dichiarato qui. La Bonelli ha annunciato l'uscita di una sesta stagione! Eppure finora sono stati falliti tutti gli obiettivi che si proponevano con questa collana, la prima a colori della storia della Bonelli. Nuovi lettori non sono arrivati. Il lancio sulla tv con il motion comic è andato male e ora si sta cercando di recuperare qualcosa allegando i volumi ai quotidiani. Male anche Martin Mystéré.

Quattro anni fa vendeva 26.000 copie. Non disponiamo del dato di vendita del 2016, ma abbiamo ragionevoli motivi per ritenere che oscilli oggi tra le 15.000 e le 16.000 copie. Il rilancio tentato quest'anno non sta dando i frutti sperati. La Collezione Storica a Colori chiuderà con il numero 20 e sembra galleggiare sulle 7.000 copie. Le nuove avventure a colori non avrà un seguito. Un peccato perché a curare la collana è Giovanni Gualdoni. Alessandro Bottero ha rivelato che il gruppo CIR non proporrà nuovi volumi di serie Bonelli allegate ai quotidiani. Ne abbiamo parlato qui. Per ora resiste solo il gruppo RCS, cioè Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport, ma solo perché stanno puntando su serie già a colori con costi ridotti. Il rilancio di Dylan Dog avviato nel 2013 da Recchioni su direttive Sclavi non è andato bene. Negli ultimi mesi abbiamo letto dichiarazioni contraddittorie di Recchioni e Sclavi, ognuno dei quali ha affermato che la direzione del rilancio è curata dall'altro! A noi è parso uno scaricabarile. Dylan Dog necessita di essere rilanciato e adeguato alla moda attuale. Per adesso sembra ancora una serie degli anni ottanta che rifiuta di calarsi nella realtà del decennio presente. In questi giorni è in edicola il numero 364 con una copertina in cui si vede Dylan in veste Sid Vicious. Eppure Sid Vicious è morto circa 40 anni fa! Riteniamo, quindi, che la Bonelli non rinnoverà la fiducia a Roberto Recchioni come curatore editoriale della collana e punterà su altri nomi. I papabili non mancano: Ambrosini, Ruju, Faraci, Ferrandino, solo per citare i nomi più rilevanti. In casa Bonelli l'unica certezza è Tex, che continua a tenere su la baracca. Il resto è da rivedere. L'editore ha cambiato i suoi vertici. Tra il 2015 e il 2016 è arrivato dalla Panini di Lupoi come nuovo direttore generale Simone Airoldi. Marcheselli è stato sostituito come direttore editoriale da Michele Masiero, un antico collaboratore di Marco Marcello Lupoi alla Star Comics. Come andrà il nuovo anno per la Bonelli? Ci saranno miglioramenti o i cali di lettori e di bilancio continueranno?

Cosa proporrà la Bonelli nel 2017? Sul fronte Dylan Dog non ci saranno grandi scossoni come contenuti e qualità. Riteniamo, quindi, che la collana continuerà a perdere lettori secondo la media attuale, che è di 10.000 fan persi ogni anno. Recchioni ha annunciato che è in produzione una lunga saga in continuity di dodici episodi che si vedrà però solo nel 2018! Per allora Dylan avrà perso altri 20.000 fan se l'andazzo continuerà ad essere questo. R. Recchioni ha annunciato che nel 2017 potrebbe apparire la serie 4 Hoods, che è in preparazione da ormai tre anni! Perché questo ritmo così lento? Ci sono forse problemi con la società Paradox che distribuisce il gioco Magicka? Ne abbiamo parlato qui. Le due serie sembrano infatti presentare diverse similitudini. Recchioni sembra insistere molto su questa serie, ma la pagina FB di 4 Hoods è stata aggiornata due volte in due anni. O il progetto è fermo o in casa Bonelli nessuno se ne occupa più. 4 Hoods doveva aprire una nuova linea chiamata Young. Anche su questo fronte c'è buio assoluto. Sono diverse le serie che hanno chiuso i battenti in questi anni. Brendon, Saguaro, Adam Wild le più recenti. Mentre maxiserie come Lukas, Shangai Devil, Volto Nascosto, ecc., non hanno avuto seguiti. Il disperato tentativo di rivitalizzare la collana Romanzi a fumetti è naufragato con Ut di Roi e Barbato. E Morgan Lost? Chiaverotti ha detto che continuerà dopo l'uscita del numero 25. Siamo proprio curiosi di sapere come. E' stata annunciata poi l'uscita di Mercurio Loi, una nuova serie di Bilotta ambientata nel XVI secolo! Alla Bonelli non hanno ancora capito che le serie storiche non interessano i lettori. Non hanno appreso nulla dal flop di Adam Wild. Se proprio vogliamo leggere una collana storica di grande livello c'è Dago di Robin Wood proposto dalla Aurea, serie top in questo settore. La Bonelli deve rivedere le sue strategie editoriali, i contenuti delle collane e alcune scelte, come il puntare su gadget e copertine variant che la fanno somigliare di più alla Marvel degli anni novanta. Edmund Freisler.

26 commenti:

  1. Che disastro! Curioso di sapere se anche le altre case editrice vivono crisi così profonde.

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    1. Non sei il solo. La nostra e-mail è piena di richieste simili con riferimento a praticamente tutte le case editrici italiane. Rispondere a tutti non è possibile. Sappi, tuttavia, che i dati che vedi in queste tabelle sono superiori alle vendite degli altri editori. Ad esempio, la serie meno venduta della Bonelli è Martin Mystéré a 16.000 copie. Ecco, nessuna serie di supereroi in Italia (di provenienza Marvel o DC) vende tanto. Per quello che sappiamo, ma si tratta di dati ufficiosi, l'Uomo Ragno dovrebbe girare sulle 5.000 copie, mentre Batman sulle 3.000 circa. Tutto il resto è sotto, oscillando tra un 1.000 copie e qualche centinaio. Se vuoi altri dati di altri editori italiani, abbiamo Diabolik a 49.000 copie. TWD a 7.0000 copie. Outcast a 3.200 copie. Topolino dovrebbe girare sulle 50.000 copie (ma purtroppo la Panini non fornisce più dati ad ADS!). Alla Panini hanno capito l'antifona. Se ci hai fatto caso, hanno trasformato il loro sito in un negozio online! E questo dovrebbe farti capire tante cose!

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    2. Piccola correzione: TWD vende 7.000 copie (sopra, nella fretta, abbiamo messo uno zero in più!).

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  2. Per curiosita quanto vende ratman collection e il gigante?

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    1. Il post di Alessandro Bottero, che abbiamo usato come fonte, specifica che Ratman vende oggi 18.000 copie. Non ha specificato se il dato era riferito alla serie regolare o ad una ristampa.

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  3. Interessante. La Marvel come tutti gli editori a fumetti americani continuano a propinare al pubblico un'infinità di variant. Stento quasi a crederlo... Farebbero meglio a cercare di migliorare la qualità delle storie.

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    1. Beh, non è che la Bonelli faccia diversamente. Tieni conto che Panini, Bonelli e Marvel è come se fossero una cosa sola. La Panini, infatti, gestisce all'estero i diritti Marvel e Bonelli da quasi sette anni! Ovvio che uniformino le loro strategie, che purtroppo non puntano sulla qualità delle storie. I grandi scrittori costano e spesso garantiscono un livello di qualità che la massa comune di autori non è in grado di tenere. Si punta, perciò, sul livello medio-basso, che ha costi più contenuti.

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  4. Cosmo editoriale? Pubblicano una montagna di roba!!

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    1. Per la Cosmo (tieni conto, però, che si tratta sempre di dati "ufficiosi") siamo su una media di 4.000 copie per Battaglia di Roberto Recchioni e 2.000-2.500 copie per il resto. Non pensare che siano cifre basse. Di questi tempi rappresentano un successone. La Mondadori Comics, ad esempio, con la ristampa integrale di Ken Parker è arrivata alla quota eccezionale di 8.000 copie di media.

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  5. La lotta (impari) tra l'illusione del web (taroccato) e la realtà delle vendite (concrete) continua e la realtà sta facendo a pezzi la Bonelli. Mi pongo e vi pongo una domanda: Davide Bonelli che fa? Nel senso...se ne sta lì zitto a guardare lo sfacelo? Non so...chiedo...

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    1. Il calo di lettori e' in atto da anni. Per fermarlo servirebbe il peso di un'altra collana come Tex Willer. Non certo i flop di questi anni.

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  6. Calo medio per testata 30-35% in quattro anni. 30-35% in quattro anni! 30-35% IN QUATTRO ANNI!! Se una multinazionale avesse un calo simile, i dirigenti verrebbero...fucilati senza processo.

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    1. In Italia c'è più indulgenza per i flop!

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  7. In difesa di Recchioni...se sta crollando tutto (Tex è sceso da 210.000 a 170.000, ovvero il 20% in quattro anni!!) e Castelli sembra non azzeccarne più una (a prescindere che, pur bravissimo, non ha mai brillato quanto a vendite), tanto per fare alcuni esempi a caso, perché dovrebbe essere il povero Rob l'unico a pagare?

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    1. Recchioni come scrittore si e' visto poco. Come disegnatore non si e' visto per niente. Secondo noi, alla Bonelli dovrebbero rivedere i loro criteri di selezione. Quelli finora utilizzati non hanno dato frutti.

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  8. A proposito...vendite di UT?

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    1. L'ultimo numero dovrebbe avere venduto circa 8.000 copie. Un risultato negativo per quella che e' stata considerata "miniserie evento".

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    2. Risultato..."negativo", dite? Per 8.000 copie, usate il termine "negativo"? Siete in vena di bontà?

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    3. Per la Bonelli 8.000 copie sono un risultato negativo. Pare, infatti, che la soglia di sicurezza, che nel corso degli anni e' stata abbassata molte volte, sia intorno a 15-16.000 copie.

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    4. Intendevo dire che il termine negativo per 8.000 copie è perlomeno "edulcorato". 8.000 per la Bonelli sono un flop colossale.

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  9. Per quel che può servire, posso dire che (quale frequentatore assiduo della redazione zagoriana) mi è stato detto che la serie Zagor (Collana Zenith) vende 32.000 copie. Naturalmente non ho dati certi se non la fiducia nelle persone che mi hanno riferito ciò... È comunque anche così mi rendo conto che i termini "generali" del problema non vengono spostati... Staremo a vedere... Ciao! Marco

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    1. A noi risulta il dato di 28.000 copie. Forse ti e' stato riferito quello di due anni fa.

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  10. Dago è il mio fumetto preferito e le serie storiche mi piacciono. Di certo sarei felice se la Bonelli decidesse di dedicarsi a questo genere di fumetti.
    Allo stato attuale, se voglio leggere un fumetto sugli antichi romani, devo rivolgermi a produzioni straniere (in genere francesi e persino giapponesi) mentre la principale casa editrice italiana snobba il genere.

    PS: Segnalo un errore. Mercurio Loi non è ambientato nel XVI sec. (magari!!!), ma nei primi anni del 1800 con l'Europa appena uscita dalle guerre napoleoniche.
    Il XIX secolo deve piacere molto in casa Bonelli visto che ci sono diverse serie ambientate in questo periodo storico... Zagor e Tex su tutte.

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    1. Grazie della segnalazione di correzione su Mercurio Loi. Appena possibile modificheremo il testo dell'articolo. Le serie basate sulla storia hanno un pubblico molto ristretto. Riteniamo che la Bonelli dovrebbe rivedere la sua politica dei prezzi. Ovvero, se sai che una collana può vendere al massimo 9-10.000 copie (come Adam Wild), non la metti a 3,20-3,50 ma a 6-7,00 euro.

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  11. Per grandi storie ci vogliono grandi sceneggiatori. Cavolo a rileggere le prime avventure di Tex si rimane sbalorditi! Scritte 60/70 anni fa! Modernità, computer, web, decenni di università-master non servono a nulla: ci vuole fantasia!!!

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