giovedì 15 dicembre 2016

BUFERA SU RECCHIONI PER I SUOI COMMENTI SULL'ATTENTATO ALL'AMBASCIATORE RUSSO! FAN IN SUBBUGLIO!

Un terrorista islamico ha ucciso a pistolettate l'ambasciatore russo in Turchia, Andrey Karlov. L'atto sarebbe una rappresaglia contro la Russia, che ha ottenuto grandi successi militari nella guerra in Siria contro i terroristi dell'Isis, che si oppongono al legittimo capo di Stato, Assad, con profondo dolore degli americani dell'amministrazione uscente di Obama. Roberto Recchioni, curatore editoriale di Dylan Dog, prende la parola su Facebook e scrive il seguente post: Che poi, facciamo a capirsi: in un solo colpo sono morti l'ambasciatore di uno stato criminale e un estremista radicalizzato, il tutto mettendo in cattivissima luce un altro stato criminale. Se non fosse per le conseguenze che avrà, sarebbe un secco tre a zero per la squadra del bene. E da notare che dopo il nostro screenshot, Recchioni ha sostituito quest'ultimo pezzo con le attuali: Se non fosse per le conseguenze che avrà, è un buon inizio. Tono più tenue, ma non di molto poi.
 

Secondo lui in un solo colpo (quello del terrorista) sono morti il rappresentante di uno Stato criminale (la Russia) e un estremista radicalizzato (il terrorista). Il tutto mettendo in cattiva luce un altro Stato criminale (la Turchia) dove si trovava l'ambasciatore Karlov. Fin qui, le opinioni, anche se discutibili di Recchioni, che chiosa così: Se non fosse per le conseguenze che avrà, sarebbe un secco tre a zero per la squadra del bene. La prima domanda che ci poniamo è: Recchioni è davvero convinto di quello che ha scritto o è solo un post per attirare o generare attenzione? Forse è una battuta, il cui senso dell'humor non riusciamo a capire. In poche parole, Recchioni ha definito la Russia e la Turchia due Stati criminali. E che la morte del terrorista, di Karlov e della cattiva posizione, che secondo lui deriverebbe alla Russia e alla Turchia da questo triste episodio, sono un secco 3-0 per la squadra del bene. Più sotto ha definito Putin un gerarca nazista.
 

Quindi, le squadre del bene vanno in giro per il mondo ad ammazzare ambasciatori di Stati che non ci aggradano? Si, si tratta di certo di una battuta. Recchioni è un ottimo scrittore e come tutti i bravi scrittori è capace di un umorismo che solo pochi fratelli eletti sono in grado di comprendere. Messaggi che solo pochi iniziati sono in grado di decifrare! I fan non hanno reagito bene. Salvo pochi, in molti, come si evince dai commenti in calce al post, hanno preso le distanze dalle sue parole. Fin qui le sue opinioni, che può esprimere sulla piazza social ove è spesso connesso. I problemi che possono derivare da questo episodio sono altri. Roberto Recchioni ha espresso il suo pensiero su un fatto di cronaca e con termini ed espressioni forti. Roberto Recchioni è anche il curatore editoriale di Dylan Dog e certe affermazioni potrebbero avere un effetto boomerang sulla non felice situazione della collana, che già perde circa 10.000 lettori ogni anno.
 

Quando Recchioni ha assunto l'incarico di Dylan Dog nel 2013 la collana vendeva 120.000 copie. Oggi vende 90.000 copie. Per l'editore significano centinaia di migliaia di euro di potenziali utili andati in fumo. Molti potrebbero, dopo avere letto queste affermazioni, decidere di mollare la collana come gesto simbolico di distanza dal pensiero personale del fumettista romano. Un altro effetto che si potrebbe verificare riguarda l'estero. Recchioni è convinto che la Russia sia uno Stato criminale? Può pensarlo. In Russia Dylan Dog non viene venduto e a questo punto riteniamo che sarà difficile per la Panini, che dal 2010 gestisce i diritti esteri della Bonelli, piazzarlo nel Paese di Putin. Ma in Turchia? Anche questo Stato, secondo il pensiero recchioniano, è un Paese criminale. In Turchia Dylan Dog esce da anni insieme ad altri personaggi Bonelli, tra cui Zagor. Agli editori turchi non piaceranno le opinioni di Recchioni sul loro grande Paese.
 

Potenziali editori russi ed editori turchi riusciranno mai a capire che Roberto Recchioni scherzava? Intanto, Recchioni è sempre lì, nella sua roccaforte romana a decidere i destini di domani di Dylan Dog. Di recente, ha affermato che tra due anni leggeremo 12 storie in continuity tra loro. Noi vorremmo capire a che punto è la love story tra Dylan Dog e Groucho. Nel numero 342 fece dire a Groucho che amava Dylan. Groucho non ha mai confessato di essere omosessuale, né Dylan ha mai detto di essere gay, benché le sue fattezze sono riprese da Rupert Everett, che non ha mai nascosto di essere un gay. I lettori sono in trepidante attesa. Le organizzazioni gay in subbuglio. Tutti aspettano che Dylan faccia outing. Nel frattempo, abbiamo letto Mater Dolorosa, in cui Recchioni, attraverso Dylan Dog ha parlato dei suoi problemi e Dopo un lungo silenzio, in cui anche Sclavi ha parlato dei suoi problemi. Ma qual è il problema di Dylan?


E soprattutto qual è il problema di Recchioni? Da diversi mesi a questa parte abbiamo notato un forte nervosismo. E' cominciato con Brexit. Aveva scritto che Dylan Dog non avrebbe mai votato per l'uscita della Gran Bretagna dall'UE e l'UE è uscita dall'UE. Prima batosta. Si è schierato contro Trump nelle elezioni Usa e Trump ha vinto. Seconda batosta. Si è schierato per il SI al Referendum e il NO ha vinto. Terza batosta. Si è schierato contro Putin e la Russia ha vinto la guerra in Siria sterminando i terroristi. Quarta batosta. Sembra che Recchioni sposi le posizioni più impopolari come se non si rendesse conto che sono battaglie perse in partenza. Il motivo è da ricercare nella dimensione interiore di Recchioni e nel suo desiderio immenso di apparire, di essere al centro dell'attenzione sempre e comunque. Ma leggere i commenti dei suoi fan è l'apoteosi. Essi dimostrano che, nella sua dimensione, Recchioni ha ragione qualunque cosa dica. Al Plano.

12 commenti:

  1. Commenti incredibili quelli di Recchioni.
    Invece di elogiare Putin che sta sterminando i terroristi islamici, l'ha paragonato ad un gerarca nazista e ha dato dello scemo al povero ambasciatore russo per essersi fatto ammazzare.
    Mi piacerebbe sapere da chi sarebbe composta, secondo il Recchioni pensiero, questa squadra del bene... Forse dagli sgozzatori dell'ISIS?

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    1. Recchioni è uno che dice quello che pensa e in questo caso quello che pensa è tremendamente sbagliato. Passino le sue opinioni su Putin (e a questo punto, difficilmente sarà mai invitato in Russia) o sulla Turchia, ma parlare di squadra del bene che vince se l'ambasciatore della RUSSIA VIENE AMMAZZATO A SANGUE FREDDO, fa capire che stare troppo tempo su Facebook rischia di far apparire le cose per quello che non sono.

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  2. Le parole di Recchioni denotano una conclamata immaturità propria di chi è vissuto e ancora si ostina a vivere nel mondo manicheo dei fumetti (specie quelli anni '80). La frase sulla Squadra del bene fa proprio tenerezza quanto a demenzialità infantile.
    Ciò detto, non posso esimarmi dal constatare che anche il vostro articolo non è da meno, con la sua visione tetragona della geopolitica contemporanea altrettanto risibile, se davvero pensate che per voi Putin(e il suo muppet Assad) sia un salvatore degli oppressi come il suo nuovo socio "Megariporto-giallo-canarino Donald".
    Per fortuna ci site voi putiniani che sapete guardare dietro il velo delle illusioni.

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    1. Non pensiamo si tratti di maturità, bensì di una precisa strategia volta alla promozione dei suoi prodotti. Se ci fai caso, tra un post contro Putin e l'altro, ha infilato i post dei suoi futuri progetti! La strategia è tanto più efficace quanto più è ingenua la platea alla quale i messaggi sono rivolti. Quello che Recchioni non ha calcolato è che Putin, che nella sua fantasia è un criminale, è anche amico di Berlusconi, cioè del suo editore. E noi chiediamo a Roberto Recchioni: "ma se per te Putin è un criminale, come fai a lavorare per un editore (la Mondadori) il cui proprietario è amico di questo criminale (Putin)?". Putin è l'unico capo di stato, di un grande stato, che combatte contro il terrorismo ottenendo risultati. Altri finanziano il terrorismo, lui lo distrugge. Il problema di Recchioni è che sceglie sempre la parte sbagliata per le sue strategie. Questa della Siria è la quarta batosta che gli arriva dopo Brexit, Trump e il Referendum. Sembra quasi che gli piacciano le posizioni pro-Casta.

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  3. Commenti assurdi. Putin è l'unico che sta combattendo veramente gli estremisti. Motivo in più per non comprare mai più albi scritti da questo signore.

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    1. Siamo convinti che a Recchioni non importi molto di Putin. Se davvero fosse convinto che Putin è un criminale, allora perché si fa pubblicare i libri dalla Mondadori, che è di proprietà di Berlusconi amico di Putin? E' tutta strategia per presentare i suoi lavori. Prima alza la voce con un post polemico. Tante persone vengono attirate e tra un post e l'altro infila quelli in cui parla dei suoi lavori. E per qualcuno che decide di non comprarli ci sarà sempre qualcuno che deciderà di farlo.

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  4. Affermazioni semplicemente deliranti. Fare il curatore di Dylan Dog può dare alla testa. Ma su che basi definisce criminale la Russia e Putin? Non sono affermazioni passibili di denuncia, queste? O solo quelle che insultano una parte politica sono penalmente perseguite? La squadra del bene? E lui magari si arroga il diritto di sapere chi appartiene alla squadra del bene e di farne parte, immagino, dall'alto delle sue posizioni anti-cattoliche e contro la morale cristiana.

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    1. Più che deliranti, magari sono viziate da una conoscenza approssimativa della situazione politica internazionale e/o influenzate dalla demonizzazione che i poteri forti che finanziano il terrorismo fanno contro Putin. Inoltre, non pensare che la posizione di Recchioni alla Bonelli sia poi così forte. In tre anni Recchioni ha scritto appena tre storie di Dylan Dog e lavorato sulla serie Orfani. Gli altri suoi progetti non hanno avuto spazio ed è stato costretto a proporli agli editori minori. Il riferimento alla squadra del bene non è stato molto felice. Le squadre del bene non vanno in giro ad ammazzare la gente. Queste sono cose che fanno i criminali. Ribadiamo: Recchioni non ha una visione precisa dell'argomento che ha toccato. Lo ha fatto con molta leggerezza e forse per scatenare una polemica e attirare l'attenzione sui suoi lavori (anche se abbiamo notato che i post dove parla dei suoi lavori non hanno ricevuto molti commenti o like. Segno che alla gente piace solo la polemica.

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  5. Quaesto tizio è veramente preoccupante. Ma proprio tanto.

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    1. Ma no. Roberto Recchioni ha diritto di esprimere la sua opinione come tutti gli altri cittadini italiani, benché, come in questo caso, le espressioni sono un po' forti.

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  6. Qualcuno l ha giustamente postata anche sulla pagina facebook ufficiale di d.dog della Bonelli. Bella figuraccia per Recchioni che ha perso l'ennesima occasione per stare zitto. Va bene esprimere le proprie opinioni ma se sono stupidaggini da bar meglio tacere.

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    1. Il fatto che il gestore della pagina non abbia cancellato i post (come è stato segnalato da diversi utenti su FB) dimostra che anche alla Bonelli, probabilmente, stanno aspettando la scadenza del contratto per avviare il vero rilancio della collana.

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