martedì 29 novembre 2016

LA STORIA CHE AVREBBE DOVUTO CAMBIARE LA CONCEZIONE DELLA CONTINUITY DI DYLAN? NON SI E' MAI VISTA!

Scriveva Roberto Recchioni sul suo account Facebook il 19 aprile del 2015: Ho quasi finito la revisione del Dylan di Paola Barbato e dei gemelli Cestaro. Ci ho lavorato molto sopra, andando a raffinare e a incastrare nel contesto qualcosa che era già straordinariamente buono di suo. Sarà una storia che farà epoca e che cambierà del tutto la concezione di continuity dentro Dylan. Preparate i popcorn perchè la (minuta) frangia talebana darà fuoco alle polveri. Per la cronaca si trattava della famosa storia di Dylan Dog, ospitata sul numero 346 di luglio 2015, in cui si apprendeva che Groucho tradiva Dylan Dog. Nel numero 361 uscito il mese scorso abbiamo appreso chi era il tizio per cui Groucho stava lavorando: John Ghost. Quella storia ha fatto emergere quelli che, secondo il nostro punto di vista, possono essere considerati i limiti di Roberto Recchioni come curatore editoriale della collana. Tra l'uscita del numero 346 e l'uscita del numero 361 sono passati 16 mesi. Nel suo post Recchioni parlava di una storia che avrebbe fatto epoca e che avrebbe cambiato la concezione della continuity dentro Dylan. Oggi sappiamo due cose: 1- quella storia non ha fatto epoca. 2- non si è verificato alcun mutamento della concezione di continuity in Dylan Dog per il semplice fatto che la continuity in Dylan Dog non c'è. Non dovrebbe rientrare tra i compiti di curatore fare in modo che tra le storie sussista una connessione logica che spinga il lettore a leggere la storia successiva per scoprire nuovi indizi? I lettori hanno dovuto aspettare ben 16 mesi prima di apprendere che il tipo per cui lavorava Groucho era John Ghost! Dov'è questa continuity? Prima di fare dichiarazioni che riguardano Dylan Dog il curatore si coordina con l'editore?
 

Qualche settimana fa, Recchioni ha dichiarato che la continuity si vedrà in Dylan solo nel 2018, quando dovrebbero apparire dodici storie in continuity. Quindi, i lettori dovrebbero aspettare altri due anni per leggere dodici avventure in continuity? E la continuity la cui concezione sarebbe cambiata di cui parlava l'anno scorso che fine ha fatto? Alla fine del post, Recchioni parla di (citiamo le sue parole) minuta frangia talebana, che darà fuoco alle polveri. Ancora una volta si conferma l'idea di base di questo rilancio: ossia provocazione continua del fandom storico di Dylan. Non sapevamo che tra i fan di Dylan esistessero i talebani! Recchioni sperava forse che il fatto che Groucho veniva svelato come traditore di Dylan Dog, avrebbe sollevato enorme attenzione sulla serie? Che continuava e continua tuttora a perdere lettori. Erano 100.000 in quel 2015. 90.000 nel 2016. Per chi non lo sapesse il termine talebano significa studente e in particolare chi studia nelle scuole coraniche dell'aria iranica. In base agli ultimi eventi politici, gli iraniani non guardano più di buon occhio i talebani. Oggi sappiamo che le polveri non hanno preso fuoco e che, dopo qualche giorno di fioche discussioni in rete, quella storia, la storia del Groucho traditore venne dimenticata. Solo con Mater Dolorosa del mese scorso e dopo 16 mesi, Recchioni ci ha svelato chi era il capo di Groucho! E' questa l'idea di continuity di Roberto Recchioni? Ora se con frangia talebana intendeva riferirsi ai critici della sua gestione, oggi sappiamo che questa frangia esiste, ma minuta non è. E lo sapeva anche Recchioni. Due mesi dopo quel post, dedicò un intero editoriale nel numero 344 ai critici, definendoli nostalgici reazionari e salutandoli con un nun ce rompete sclaviano.
 
Se pensi che la frangia che ti contesta sia minuta, non utilizzi lo spazio di un intero editoriale per replicare il tuo punto di vista. La ignori e vai avanti. Dopo un anno quella minuta frangia talebana esiste ancora? Negli ultimi mesi Recchioni ha abbassato i toni che in precedenza usava contro chi esprimeva critiche sul suo operato. E' probabile che la casa editrice non abbia gradito le continue polemiche innescate dalle storie dopo avere capito che le vendite non aumentavano. Rispetto a quel 2015 molto polemico oggi annotiamo altri 10.000 lettori persi per strada. Stavolta non a causa delle polemiche continue innescate da Recchioni o da altri autori in rete, ma per la pochezza delle storie. Con le spalle al muro l'editore ha richiamato in servizio il creatore Tiziano Sclavi, che fino a pochi mesi fa appariva come semplice figura simbolica nelle vesti di supervisore. Lo sappiamo perché di recente Sclavi ha dichiarato che non legge nemmeno tutti i numeri che escono in edicola. E quindi, la supervisione la esercita nella sostanza lo stesso Recchioni. Sclavi ha scritto due storie, una delle quali pubblicata il mese scorso e si dice che sia al lavoro su una serie inedita dell'Indagatore dell'Incubo. Si dice perché il fatto che stia scrivendo lo ha dichiarato Recchioni sulle colonne dell'horror post. Sclavi invece ha dichiarato che non sta scrivendo più nulla. Recchioni lo ha smentito sostenendo che quando Sclavi parla di scrivere non gli si deve dare retta! Non ci credete? Ecco qui lo screenshot. Immaginate cosa succederebbe se un dirigente della Bonelli scrivesse un post in cui avvisa che quando Recchioni parla di certe cose che riguardano la collana non gli si deve dare retta! Però, nei confronti di Sclavi si può eccome!

Quando Recchioni parla di Dylan lo fa con il beneplacito della Bonelli. Espresso o tacito che sia. Come potete notare sopra, i suoi fan hanno appoggiato in toto le sue tesi. C'è perfino spazio per chi scherza sul nostro conto. Quanto tempo ci è voluto per confezionare quel Dylan Dog n. 346 scritto da Paola Barbato? E' lo stesso Recchioni che risponde: 18 mesi! Cioè, quasi due anni! Già allora si parlava di fase 3. Un fan chiede se la storia fungerà da presupposto ad essa. Recchioni risponde di sì. Peccato che questa fase 3 si vedrà nel 2018, cioè tra due anni! E qui si capisce che i tempi di lavorazione alla Bonelli sono lunghissimi. Il processo di realizzazione delle storie che si vedranno nel 2018 è iniziato nel 2015? Un altro fattore di difficile comprensione è rappresentato dalla insistenza con la quale la Bonelli continua ad attribuire fiducia ad un progetto, il rilancio di Dylan Dog, oggi rivelatosi un flop! La fuga dei lettori non si è mai fermata. Dylan perdeva lettori con Gualdoni e perde lettori oggi con Recchioni. Quindi, che senso ha continuare su questa strada visto che le novità introdotte dal rilancio non hanno convinto tanti lettori che avevano mollato a tornare? Il pensionamento di Bloch si è rivelato un grosso autogol. Rania e Carpenter sono apparsi come amebe prive di sostanza. Ma soprattutto l'affermazione di Recchioni secondo cui quella storia del numero 346 avrebbe cambiato la concezione della continuity di Dylan Dog ancora oggi è rimasta un grosso punto interrogativo. Cosa voleva dire? Dov'è questa continuity se per capire chi era che tirava le fila abbiamo dovuto aspettare 18 mesi? Ma soprattutto, Groucho è gay? Nel numero 342 ha dichiarato di amare Dylan Dog. Stava parlando al cellulare con Ghost! Edmund Freisler.

10 commenti:

  1. E alla fine resterà solo Tex...e poi, neanche più lui. La Bonelli sembra un cowboy (giusto per restare in tema) che spara nel buio sperando (invano) di colpire gli indiani.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La Bonelli è caduta nella trappola delle enfasi del web. Tanto clamore davanti alla schermo di un pc, ma vendite in caduta libera. Scelte assurde e incomprensibili, se non dettate dalla logica di precipitare qualcosa che già stava crollando. Dylan Dog perde lettori di continuo eppure, a distanza di tre anni dall'operazione rilancio, non hanno ancora capito che devono cambiare direzione, altrimenti scenderanno sempre di più.

      Elimina
    2. Tra l'altro, la Barbato ha sicuramente dei pregi, ma è assolutamente evidente (Ut, Davvero e altro) che non "acchiappa" i lettori. Solito discorso ripetuto fino alla nausea e che comunque non ci stancheremo mai di ribadire: ancora una volta si fa leva su un'autrice pompata dal web, ma snobbata dall'edicola.

      Elimina
    3. Se quando il curatore era Gualdoni la Barbato si vedeva molto poco (tipo massimo una storia all'anno) un motivo ci doveva pure essere.

      Elimina
  2. P.S. La frangia talebana sarà anche minuta, ma i lettori che abbandonano Dylan sono un esercito. Ennesima dimostrazione che si guarda al web e non all'edicola. Quante volte dobbiamo ripeterlo che il web (compreso il sottoscritto) non conta un cazzo! Non c'è verso...questi redattori si ostinano nel loro errore con conseguenze sotto gli occhi di tutti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il termine "frangia talebana" è stato inventato da Recchioni nei suoi post su Facebook per contestare chi lo ha attaccato sul web. In realtà, il malcontento relativo alla sua gestione è molto più vasto e sconfina fuori dalla rete. Ormai dopo tre anni di risultati negativi la Bonelli dovrebbe cambiare. Più insistono su questa strada, più renderanno difficile il compito al nuovo curatore di sistemare le cose (sempre che sia ancora possibile salvare Dylan Dog dal baratro in cui è finito negli ultimi 10 anni).

      Elimina
  3. Che poi tempi lunghissimi per alcune cose e non altre. Quando è diventato curatore Recchioni ha risposto a me personalmente su fb ad una domanda dicendo che erano pronte ancora diverse storie nate sotto il controllo del suo predecessore (gualdoni) e che non potevano essere eliminate perché erano pronte e si doveva rispetto al lavoro di tutti quelli che avevano collaborato per realizzarle. Dopo di ciò Recchioni ha fatto un lungo elenco di autori e disegnatori nuovi che avrebbero fatto il loro esordio (per alcuni leggasi marchetta estemporanea senza capo né coda e senza seguito) su Dyd. Bene una volta terminati i numeri made in Gualdoni questi esordi sono avvenuti tutti ed anche alla svelta. Quindi o Recchioni era curatore occulto da tempo e quindi aveva già iniziato a preparare gli esordi o i tempi di lavorazione di un numero non sono poi così lunghi. E comunque recchioni è curatore da due anni se non sbaglio e nel 2018 lo sarà da quattro. Troppo tempo. Troppi dettagli da cogliere una pagina ogni tanto in una continuità che non esiste se non nella mente dei curatori.mi da l'impressione che vogliano risvegliare il fascino nerd di cogliere microindizi e oscure citazioni nascoste. Roba da cultori di nicchia e non per un prodotto che si vorrebbe rilanciare al grande pubblico. È un piano strampalato complesso e soprattutto troppo lungo. Recchioni che come autore ha fatto cose buone (alcuni numeri di Dyd ma sopratutto john doe) come curatore è stato schiacciato dal suo ego straripante che gli ha impedito di fare una cosa semplice e pulita per andare a creare un'operazione titanica che rischia di eplodergli in mano.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Recchioni è diventato curatore nel settembre 2013. Sono, quindi, tre anni e tre mesi che ricopre questo incarico. In questo periodo ha scritto 3 storie di Dylan Dog. Quando ha assunto l'incarico erano già pronte 56 storie di Dylan Dog, cioè le storie dal 2013 al 2018. Ipotizziamo che in questo periodo, complice il fatto che alcune storie sono state dirottate sull'Old Boy, abbia avuto la possibilità di inserire le storie scritte o disegnate da autori della sua scuderia o a lui vicini per ragioni varie. Recchioni ha inoltre dichiarato che nel rilancio ha attuato le idee di Sclavi. Sclavi, dal canto suo, ha dichiarato che decide tutto Recchioni. Insomma, poiché siamo arrivati al momento di rendere il conto, prevale la logica dello scaricabarile. Non sappiamo quando andrà in scadenza il contratto che lega Recchioni alla Bonelli come curatore. Né sappiamo se la Bonelli ha intenzione di rinnovarglielo. I risultati, purtroppo, sono negativi e quindi ci pare logico che l'editore milanese voglia voltare pagina e chiudere definitivamente un progetto che non ha dato i frutti sperati.

      Elimina
    2. Topolino ebbe Capelli che lo rilanciò alla grande, speriamo che la Bonelli trovi prima o poi il suo di Capelli (non so voi, ma io, per ora, di BonellCapelli non ne vedo. Tra l'altro...avete letto l'ultimo Color Tex? A me sa un po' di sagra del dilettante (parere personale)...non c'è proprio altro (riferito in particolare agli sceneggiatori)?

      Elimina
    3. Il meglio della produzione di Tex la trovi ormai solo sulla collana inedita mensile.

      Elimina

Il tuo messaggio sarà sottoposto ad approvazione dei proprietari e/o amministratori, gestori di questo sito. Se conterrà insulti, offese, minacce, intimidazioni, anche velate ed indirette ed altri contenuti offensivi o minacciosi, sarà segnalato all'Autorità Giudiziaria con conseguente presentazione di denuncia/querela.