venerdì 2 dicembre 2016

REFERENDUM: TRIONFA IL NO! SINISTRA FUMETTISTICA KO! LE REAZIONI DI LUPOI, RECCHIONI E MANFREDI!!!

E la terza BATOSTA arrivò. Attesa, programmata. Ieri il popolo italiano ha respinto al mittente la scandalosa riforma costituzionale proposta da Matteo Renzi. Il NO ha vinto con quasi venti punti di scarto. 59,1% contro il 40,9% del Si. Una sconfitta allucinante per Renzi e per il PD, per la sinistra in generale e per il mondo delle banche e dell'alta finanza che credevano di avere già l'Italia in pugno. Il popolo italiano ha reagito. Ha ricordato a lor signori che esiste una democrazia, un regime di libertà. Ed usando questa libertà e soprattutto il diritto di voto, che costituisce in democrazia il potere più importante, ha mandato Renzi a casa, con la ormai ex-ministra Boschi e tutti gli altri suoi amici. Una riforma liberticida, che rischiava di far collassare l'equilibrio di garanzie che i padri costituenti, dopo le macerie dell'ultima guerra, avevano predisposto a tutela di tutti gli italiani. Adesso il PD vuole la testa di Renzi, che in 3 anni ha fatto perdere al successore del partito comunista italiano consenso e quell'aura, più fantasiosa che reale, di partito che si poneva a tutela dei diritti dei lavoratori. Dal 2011 ad oggi, tra Monti, Letta e Renzi, ci hanno provato in tutte le maniere a soggiogare il popolo italiano, ma alla fine sono stati rispediti tutti al mittente. Ora si parla di un governetto con Padoan, che viene proprio da uno di quei poteri forti esteri che in questi anni hanno cercato di esercitare indebite pressioni sull'Italia, Il Fondo Monetario Internazionale. Padoan è stato direttore esecutivo per l'Italia del fondo dal 2001 al 2005 e dal 2007 è vice segretario generale OCSE. Nel governo Renzi è stato ministro delle finanze e più volte ha ripetuto che le tasse erano scese che la pressione fiscale stava diminuendo salvo poi essere smentito da praticamente tutti i più autorevoli esponenti del mondo economico e finanziario nazionale. Durante i 1000 giorni del governo sono emersi in varie occasioni i rapporti di ranghi elevati con la Massoneria. Qui c'è un resoconto. A rivelare contatti e connivenze è stato Gioele Magaldi, gran maestro della loggia Grande Oriente Democratico.
 

E la sinistra fumettistica italiana come ha reagito? Non bene, con buona pace di chi sostiene che nel fumetto non si fa politica. La fanno si, la fanno, chi in modo manifesto, chi in modo più subdolo e poi fa finta di arrabbiarsi se qualcuno gli fa notare che in questo o quella storia ci sono riferimenti politici precisi, spesso massonici, spesso e volentieri con rimandi al satanismo e al disegno di annichilire tutte le garanzie costituzionali. Marco Lupoi è colui che più di tutti ha fatto campagna politica attiva. Da sempre simpatizzante per la sinistra e da giovane militante del partito comunista italiano, è stato renziano da subito. Iscritto al PD e in prima fila nella campagna per le unioni civili. Ha sostenuto il SI. Non passava giorno che sul suo profilo FB venisse pubblicato un post pro Renzi. Mentre scriviamo queste righe continua a pubbliare post politici. Non che ci sia qualcosa di male. Lupoi è un cittadino; può fare politica se vuole. Lupoi è il direttore publisher di Panini Comics, la redazione della divisione a fumetti del gruppo Panini. Ti aspetteresti di trovare tanti post a sfondo fumettistico sul suo profilo e invece da qualche tempo se ne vedono pochi. Lupoi non ha mai nascosto le sue simpatie per la sinistra, fin dai primi editoriali apparsi su Star Magazine della Star Comics negli anni novanta. E Roberto Recchioni? Il curatore di Dylan Dog, che è anche un influencer, cioè pubblica post sui social di sostegno di prodotti vari, si è battuto per il SI. A modo suo, con i suoi post pieni di citazioni, con il suo fare istrionico, ma simpatico, nonostante tutto. Qualche mese fa, in occasione di Brexit, pubblicò un post in cui affermava che Dylan Dog non avrebbe mai votato per l'uscita del Regno Unito dall'UE. Poi nelle settimane successive ha fatto capire di parteggiare per la moglie di Bill Clinton, candidata democratica alla casa Bianca, ma poi ha visto vincere il candidato repubblicano Donald J. Trump. E fino a ieri si è battuto per il SI. Non sappiamo se come influencer o meno. Non è facile collocare Roberto Recchioni politicamente. Ci abbiamo provato qui.
 
Quando arrivò la notizia che Trump aveva conquistato la Casa Bianca, rispose sui social a modo suo, con le citazioni dei suoi film preferiti. In quella occasione toccò al personaggio di Jena Plissken, che spegne il mondo nel fortunato seguito di Fuga da New York. Voleva dimostrare che con la vittoria di Trump il mondo si era spento. Nei giorni successivi il mondo non solo non si è spento, ma le borse di tutto il mondo sono decollate! Dissero che se il Regno Unito avesse lasciato l'UE la sua economia sarebbe crollata. Oggi tutti in modo più o meno scoperto sottolineano i grandi vantaggi che sta ricevendo la Gran Bretagna fuori dall'UE. Nessuna citazione è arrivata, tranne un paio di post in cui ha dichiarato che con il 40% se si fosse trattato di politiche, il Renzi avrebbe stravinto. Recchioni non considera che se si fosse votato per le politiche il partito di Renzi sarebbe naufragato. Forse non avrebbe preso il 20%. Un paio di post fugaci, quasi timidi e nulla più. Dopo qualche minuto i consueti post con gli articoli di sostegno alle sue opere, come Orfani; articoli di sostegno e non recensioni, perché, secondo noi, le recensioni sono qualcosa di diverso da pezzi che decantano lodi senza mai elevare un giudizio critico vero sul prodotto. Quello che Recchioni non ha capito è che il mondo va a destra e anche l'Italia sta andando a destra. Se il PD si presentasse domani alle elezioni le perderebbe. E' inutile continuare ad insistere sui fumetti di sinistra, perché la gente vuole ben altro. E Manfredi? Lo scrittore milanese non sta vivendo un grande momento. Nel 2015 la Panini gli ha chiuso la collana di ristampe a colori di Magico Vento e nel 2016 la Bonelli ha chiuso la serie di Adam Wild. Si dice che stia lavorando su una miniserie inedita di Magico Vento che leggeremo nei prossimi anni, ma ieri sera ha scritto sul referendum: Io andrò a votare, ma condividerò l'esperienza lí, al seggio. Non qui. Avrei anzi preferito che FB isolasse in una categoria apposita e in uno spazio distinto, tutte le dichiarazioni di voto, le propagande e le riflessioni. Marshall Mathers.

5 commenti:

  1. A nessuno frega niente di quello che pensano Recchioni, Lupoi e Manfredi. Proprio a nessuno. Vien solo da dire: "Ma perché non stai zitto?"

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    1. Ma confermano un dato di fatto che molti vorrebbero tenere celato e che cioè i fumettisti fanno politica, dentro e fuori dal fumetto.

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    2. Certo. Solo che la fanno in maniera così "sempliciotta e goffa" che finiscono (secondo me) col danneggiare le fazioni che sostengono. Per questo ritengo sia meglio (per loro e per le tesi che sostengono) se si occupano di fumetti e basta. Tutto o quasi ciò che riguarda il settore creativo in Italia (e non solo in Italia, purtroppo) è politicamente orientato...a sinistra, anche perché, al di là delle convinzioni personali, "conviene"...eccome!

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    3. Se e per questo si stanno già danneggiando. Hanno infilato il socialismo e l'anticlericalismo ovunque. E poi si lamentano che la gente non legge più i loro fumetti.

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  2. Non ci sono più solo loro ...
    https://m.facebook.com/ferrogallicoeditrice/

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