martedì 20 dicembre 2016

ROBERTO RECCHIONI VS. MAD MITCH! IL CURATORE DI DYLAN DOG E LA POLEMICA CON IL POPOLARE YOUTUBER!

In questi giorni Roberto Recchioni, curatore editoriale di Dylan Dog, è stato al centro dell'attenzione per alcune dichiarazioni relative ai tragici fatti di Ankara, dove, come sappiamo, un folle criminale ha ucciso a sangue freddo l'ambasciatore russo Andrey Karlov. Ne abbiamo parlato qui e qui. Roberto Recchioni è un personaggio fuori dai canoni, se ci è consentito usare questo termine. E' noto sui social network, ove è sempre connesso, specie su Facebook, con una media di 5-6 post pubblicati ogni giorno e tanti commenti con cui segue le discussioni così generate. E' protagonista e sa come esserlo. I suoi fan lo adorano. Anche se solo in rare occasioni nelle discussioni si parla di Dylan Dog o di altri lavori curati per gli editori con cui sovente collabora: Bonelli, Mondadori, Bao, Cosmo e Star Comics. Recchioni scrive recensioni di film e videogiochi pubblicate su alcune riviste. E' operativo come influencer e se non sapete di cosa si tratta, qui è spiegato tutto. Un influencer deve essere sempre al centro del dibattito legato ai grandi temi. Più è visibile, più le sue quotazioni come influencer salgono. Ieri il noto youtuber Michele Biagi Moscatelli, alias Mad Mitch, ha pubblicato un video in cui ha promosso e bocciato fumetti. Di Mad Mitch ci siamo occupati qui.
 

Tra i fumetti bocciati di dicembre è finito anche Dopo un lungo silenzio, ovvero Dylan Dog n. 362, che segnava il ritorno di Tiziano Sclavi ai testi dell'Indagatore dell'Incubo dopo una decina d'anni. Con il suo fare diretto e immediato, Mad ha fatto capire che la storia non gli è piaciuta. Al minuto 12:50 dice deluso: ma alla fine cosa c***o ho comprato? E poco prima, al minuto 12:22 dice: non mi è piaciuto niente! BOCCIATO! Signore e signori, il Mad boccia Dopo un lungo silenzio! E qui trovate la nostra recensione. E' probabile che il giudizio di Mad Mitch non sia piaciuto a Recchioni, che sul suo profilo pubblica sovente rece positive dei suoi lavori, tra cui Orfani. Di certo, non avrebbe pubblicato il video di Mitch. Il giorno dopo una pagina Facebook nota per pubblicare meme, cioè immagini satiriche di genere fumettistico, diffonde una figura in cui Mitch si vede addosso al cadavere dell'ambasciatore Karlov! Una immagine macabra, che di satirico non ha nulla. Mitch non la prende bene e chiede ai gestori della pagina, minacciando denuncia all'autorità giudiziaria, di rimuovere quella immagine. I gestori accondiscendono. Dopo qualche minuto pubblicano un post in cui cercano di spiegare che il loro intento non voleva essere offensivo. Tutto risolto, quindi? No!
 

Tra i commenti interviene Recchioni, il quale afferma che la decisione della pagina di meme di rimuovere il post su Mitch non sarebbe sostenuta da coraggio. Lo dice lui stesso in un post sulla sul suo profilo. Lo vedete sopra. Il giudizio di Recchioni è un po' lontano dalla realtà. Da quanto ha descritto Mad Mitch, quella immagine faceva tutto tranne che ridere. Ed anzi denotava gli estremi di una condotta penalmente rilevante descrivendo Mad, sia pure in forma d'ironia, con l'indole di un assassino. Evidente, allora, il fine di ledere alla sua immagine. Ma perché il curatore di Dylan Dog ha sentito il bisogno di scrivere questo post e di intervenire in una vicenda che non lo riguardava e non lo toccava neppure indirettamente? C'entra forse il fatto che il giorno prima il Mad ha bocciato in modo lapidario e deciso la storia di Sclavi che ha avuto in Recchioni uno dei massimi ispiratori? In alcune interviste, Sclavi ha dichiarato che sarebbe stato Recchioni a convincerlo a tornare a scrivere su Dylan. A Recchioni non è andato giù il fatto che la pagina abbia graziato, se così possiamo dire, Mad. Il Recchioni voleva che la pagina meme continuasse a martellare Mitch? E' intervenuto per essere al centro di una vicenda che lo avrebbe beneficiato come influencer?
 

Siamo in buona fede e l'idea che l'intenzione era quella di vedere messo Mitch sulla graticola non ci sfiora nemmeno per un momento. In più, dallo screenshot Recchioni formula una prognosi su quella che potrebbe essere la dinamica di una azione giudiziaria. In realtà, le cose non stanno così. Una querela non ha un costo così elevato. Di solito, il legale prende un anticipo sui 500 euro e poi il resto più avanti in base a come vanno le cose. Così riferiscono i nostri legali all'uopo consultati. Il diritto di satira poi non scrimina in tutti i casi. Una recente sentenza della cassazione precisa che nessuna scriminante può ammettersi allorché la satira diventa forma pura di dileggio, di disprezzo, distruzione della dignità della persona ovvero quando comporta l’impiego di espressioni gratuite, volgari, umilianti o dileggianti, non necessarie all’esercizio del diritto e accostamenti volgari o ripugnanti o tali da comportare la deformazione dell’immagine pubblica del soggetto bersaglio e da suscitare il disprezzo della persona o il ludibrio della sua immagine in pubblico. I fan nei commenti non lesinano giudizi negativi ai danni di Mitch con espressioni a volte ironiche, altre volte un po' meno ironiche. Sarà Mad Mitch a decidere se e come difendersi nelle sedi competenti.
 

Ma intanto pubblica un nuovissimo video in cui dice la sua e parla in modo diretto di quello che è un fenomeno ricorrente in rete: il cyberbullismo. Di cosa si tratta? Il cyberbullismo è un comportamento penalmente rilevante che si manifesta con una condotta consistente in atteggiamenti e comportamenti da parte di qualcuno, finalizzati ad offendere, spaventare, umiliare la vittima con i mezzi elettronici. Se la condotta viene ripetuta si entra nell'ambito del cyberstalking, che corrisponde ad una condotta persecutoria delle dinamiche della vittima sulla rete. Quello che non riusciamo a capire è il motivo per cui il Recchioni abbia trascorso una intera giornata su FB a punzecchiare, sia pure in modo simpatico, Mad Mitch. Immaginiamo che la giornata di curatore editoriale di Dylan Dog sia fitta di impegni, tra colloqui continui con autori, disegnatori, incontri di redazione, per non parlare dei molteplici progetti che il Recchioni sta seguendo per altri editori! Come finirà non lo sappiamo. Il nostro compito, consistente nel descrivere ciò che è successo, finisce qui. Non sappiamo quali iniziative prenderà Mitch per tutelarsi nelle sedi opportune. Anche se noi ci auguriamo che la cosa finisca con una grossa stretta di mano tra i due simpatici personaggi. Al Plano.

Nessun commento:

Posta un commento

Il tuo messaggio sarà sottoposto ad approvazione dei proprietari e/o amministratori, gestori di questo sito. Se conterrà insulti, offese, minacce, intimidazioni, anche velate ed indirette ed altri contenuti offensivi o minacciosi, sarà segnalato all'Autorità Giudiziaria con conseguente presentazione di denuncia/querela.